Credersi la fonte dell’oggettività

Standard

Oggi ho scoperto che è possibile arrivare a 35 anni e pensare di essere la depositaria dell’oggettività. Cioè, è possibile per una persona di buona cultura, abituata ahimé a interpretare la vita come se tutto fosse misurabile su un foglio a quadretti, ritenere che la propria impressione su qualunque cosa sia corrispondente al dato di fatto oggettivo, privo di “bias”, privo di condizionamenti. Con buona pace di concetti elementari per gli umanisti, quale “interpretazione”, “ermeneutica” ma anche il concetto stesso di “filosofia”.

Se esistesse una persona in grado di rappresentare sempre e solo la più pura oggettività, probabilmente sarebbe un occhio supremo. Una specie di dio, onniscente e onnivedente. Un osservatore supremo che non esprime alcun proprio condizionamento. E’ imbarazzante doverlo scrivere, ma ogni e ciascun punto di vista, da parte di chiunque, è SEMPRE partigiano e parziale. Perché per quanto ci si sforzi di mettere da parte qualunque commento esplicito o implicito, assumendo il tono di voce più neutrale possibile e la postura del corpo più neutrale possibile, la semplice scelta delle parole – e ancor prima – la scelta stessa dell’argomento da riferire a uno o più ascoltatori, esprimerà una parzialità. Perfino una macchina fotografica è parziale: a seconda di dove la collochiamo, essa fotograferà la realtà da quella determinata posizione. Mettendo in primo piano alcuni elementi, sullo sfondo altri. La collocazione della macchina fotografica è un fattore di influenza e di parzialità, come ben sanno i registi cinematografici, gli operatori, i fotografi e chiunque abbia una minima dimestichezza con gli oggetti che servono a fotografare la realtà, a riprodurla nel modo più identico al reale possibile.

Concetti ovvi, uno penserebbe. Non per tutti, però. Non per tutti. Proprio non per tutti.

Advertisements

3 pensieri su “Credersi la fonte dell’oggettività

  1. L’importante è non fare l’errore opposto, e cioè pensare che la mancanza di oggettività sia tutta uguale. C’è chi è meno oggettivo degli altri.

    C’è un’informazione più imparziale di un’altra, ce n’è una – invece – meno oggettiva. E così via. La considerazione che fai, come tu stesso dici, è una banalità: bisogna ricordarsi che ognuno di noi pensa di essere oggettivo, fino a prova contraria. Altrimenti non avrebbe quelle opinioni. Naturalmente bisogna sempre essere aperti a quella prova contraria.

  2. Infatti. Occorre sempre essere aperti all’eventualità di essere in errore, in altre parole. Proprio perché nessuno è depositario dell’oggettività. Direi che di recente lo ha insegnato perfino la fisica, non solo anticamente la filosofia, l’ermeneneutica eccetera.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...