“La monotonia del posto fisso”

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Eh beh, prima o poi doveva capitare anche a Super Mario di dirne una fuori dalle righe. Questo blog continua a considerare l’attuale governo Monti come un milione di miliardi di volte meglio rispetto al precedente Berlusconi, pur sapendo che non è certo il mio governo ideale. Questo non mi impedisce di dare ragione alla cara Cristiana Alicata, che ha così commentato l’infelice uscita del Professore:

Uhm…pur guardando a questo governo con favore e speranza nella frase di Monti sulla monotonia del posto fisso si denota tutto il divario generazionale tra lui e i suoi interlocutori. Oggi, in Italia,la monotonia sono: i no all’accesso al credito, il non poter fare figli, non arrivare alla fine del mese, non sapere cosa ci aspetta. So cosa voleva dire Monti, ma l’ha detto male. Le parole sono pietre,soprattutto in tempo di crisi e sacrifici.

La generazione di Cristiana e mia, in Italia oggi, è una generazione di sfigati, per dirla con Martone. Spesso ci siamo rivolti a settori che erano del tutto impermeabili alla penetrazione di chiunque non avesse una forte raccomandazione, al posto di un forte talento. Questa è l’unica monotonia che la mia generazione in Italia si sente sulla pelle. La monotonia di sapere che tanto non vale la pena fare domanda per il lavoro per il quale si ha talento (e lo si è provato, chi con premi, chi con pubblicazioni, chi con una quotidiana dimostrazione di know how) perché quel che manca è il sangue blu, il parente cardinale, lo zio nel Consiglio Regionale. Ecco, caro Prof Monti, sarebbe carino se riuscisse a far uscire l’Italia dal medioevo delle gilde e dei diritti di sangue, per portarla nella postmodernità dei diritti del suolo (per quanto riguarda l’immigrazione, per esempio: la situazione attuale è da barbarie) e dei talenti. Per evitare che si riprenda tutti a emigrare, con le valigie Made in China o, per i più fortunelli, con le Samsonite, anziché le valigie di cartone.

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5 pensieri su ““La monotonia del posto fisso”

  1. Ennio

    Ecco l’ennesima sortita che cade come un macigno sulla testa dei giovani. A buttarla sulla testa è prorio questo qui, dall’alto del suo esagerato potere che tanto-i-soldoni-suoi-non-gliegli-toglie-più-nessuno-per-tutta-la-vita-alla-facciazza-del-posto-fisso-che-monotonia-bisogna-abituarsi-a-cambiare.
    HA GIA’: leggo bene “I GIOVANI devono abituarsi a cambiare”, e si, mica lui no? Bhe, vorrei tentare di esprimere nel modo più gentile ed elegante possibile, per quanto eufemistico sia vista la rabbia che monterà dentro a parecchi, il pensiero di chi vorrebbe, prima di andarsene da questo mondo, i suoi figli con un lavoro sicuro, senza dover pensare a che cosa faranno tra tre mesi, e poi dopo altri sei, e poi dopo due anni, e poi ancora dopo otto mesi, e ancora dopo altri quattro e così via per tutto il resto della loro vita. Per tutti quei giovani che studiano con impegno perchè vorrebbero farsi una famiglia diciamo così come glielo abbiamo insegnato noi, diciamo con il loro lavoretto quotidiano, con tutto in regola e non dico con tanti soldi ma con ciò che basta per vivere dignitosamente e dedicarsi ad altro che non sia pensare a cosa fare il giorno dopo, magari diventando schiavi degli aguzzini delle banche, per tutta la vita. Bene, avrei una domanda sebbene retorica per il Professor Monti: Professore, noi
    siamo Italiani….ma lei chi è?

  2. poltronaletto

    Ho appena finito di passare una pagina, scritta da un’interna. Peter Lindberg senza h finale, evabé facciamo finta che ti è scappato. Gastrointerite (la malattia dei calciatori neroblù?) già più grave. Ma se mi chiami ripetutamente la cantante dei Gossip Ben Dhitto (cannando sia nome che cognome), scrivendone al femminile, e con accanto la foto, lì, collega, ti manca proprio il buonsenso. Perché, scusa sai, ma una donna che si chiama Ben? Il dubbietto santo non ti viene?
    Questa qui è assunta con l’articolo 1. Illicenziabile. Con ottimo stipendio e ottimi benefit. Cherchez la parentela, l’amante, la disponibilità a far fuori gli altri con delazioni e maldicenze… Dimmi, dimmi, fulgida collega: dei 3 di cui sopra, qual è il tuo segreto? O ti hanno assunta perché sei brava?

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