E anche alle prossime elezioni non voterò Radicale

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Per quelli che la pensano come me (e non siamo pochi, affatto) votare per il Partito Radicale è sempre una valida opzione da considerare con cura, alle elezioni. I motivi? Molteplici: sono di solito gli unici veri laici italiani, difendono valori morali per noi fondamentali, da quelli che hanno a che fare con la bioetica, a quelli che hanno a che fare con i diritti civili di tutte le minoranze. Poi spesso i Radicali dicono cose di politica estera che sono condivisibili (spesso: non sempre, in particolare quando difendono a spada tratta le posizioni più estremiste dei filo-israeliani nella questione mediorientale) e hanno di solito una classe dirigente che è all’altezza della situazione richiesta, soprattutto se facciamo il paragone con le classi dirigenti degli altri partiti.

Eppure, a ogni elezione, i Radicali si fermano di solito ampiamente sotto al 2%. Come mai? Perché molto spesso – anzi, con allarmante frequenza – i Radicali fanno degli errori politici immani, come per esempio quello di pochi giorni fa, dove non hanno votato la sfiducia al ministro Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ufficialmente i Radicali volevano richiamare l’attenzione sul problema delle carceri, invocando l’amnistia, che nessuno oltre a loro in Parlamento vuole considerare. Così, anziché di votare la sfiducia, i sei deputati radicali hanno inneggiato all’amnistia e non hanno preso parte al voto.

Ora, a prescindere che io son contrarissimo all’amnistia, così come son contrarissimo ai condoni, trovo del tutto ripugnante ciò che i Radicali han fatto per attirare l’attenzione sulla loro questione. Un ministro indagato per mafia non è una cosuccia sulla quale possiamo chiudere gli occhi e approfittare del cono di luce per parlare d’altro. I Radicali, una volta di più hanno dimostrato di essere del tutto inaffidabili, politicamente, e per ciò non avranno il mio voto nemmeno alle prossime elezioni.

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5 pensieri su “E anche alle prossime elezioni non voterò Radicale

  1. Io invece voterò radicale, perché sono (purtroppo) l’unico partito di cui mi posso fidare; perché continuano testardi a proporre le riforme di cui questo paese a bisogno, in economia così come nelle istituzioni.

    Il 2% alle elezioni è il prezzo che pagano, sono impopolari pur di non essere antipopolari, se nessuno li invita a dibattiti e talk-show (a partire da Santoro!) un motivo c’è. Conoscere per deliberare, appunto.

    [Poi succede che si fanno dei sondaggi, si scopre che in realtà la Bonino è lo stesso molto più popolare di chiunque il PD candiderà. Risultato: la fanno sparire dai sondaggi successivi.]

    E’ facile essere contro l’amnistia, più difficile è proporre alternative contro l’illegalità di stato: dal PD non ne sono arrivate.
    L’amnistia è l’unico primo passo possibile per una riforma della giustizia (che Berlusconi aveva promesso, tanti saluti a noi) che non funziona.
    I partiti che non votano l’amnistia scelta, regolamentata, governata preferiscono le 180000 prescrizioni all’anno che si porta a casa chi può pagare un buon avvocato.

    Il non-voto radicale non ha cambiato un bel nulla: la maggioranza doveva esserci e c’è stata, si sapeva. Però ha portato alla ribalta la questione della giustizia e delle carceri (messa da parte in tutta fretta, nonostante sedute straordinarie, condanne europee e messaggi di Napolitano): non è una novità e non mi pare poco.
    Il PD dovrà farci i conti, prima di tornare nel suo letargo.

    Ah no, giusto: al PD non importa lo sfascio del paese, non importano i detenuti ammassati e il morto che regolarmente lo stato assassino di legalità produce!
    Ciò che conta è perdere le votazioni ma farlo compatti, e magari non indignare troppo Bagnasco, ché può darsi che il vento clericale stia per cambiare.
    Meglio farsi trovare pronti allora, senza di loro che “portano avanti battaglie libertarie per cui si può fare tutto e di più: si può fumare spinelli, inveire con il Padreterno, abolire le carceri. Un modo di vivere per me inconcepibile” (parole di Tonino).

    Saluti =)

    p.s. il PD come ha reagito ai voti della Binetti che, quelli sì, fecero rischiare lo stesso governo Prodi, vedi omofobia? L’ha ricandidata!
    Ma di che stiamo parlando ora? Che gli prende, perché vogliono epurare i radicali?

  2. gian luca artizzu

    Da (ormai) “quasi vecchio” liberale, non rappresentato sul liberalismo e su un pensiero laico di origine non comunista, e tristemente abituato ad essere spinto “o di qua o di là” da comuni opinioni che non m’appartengono, anch’io trovo nei radicali una valida offerta politica, per le stesse ragioni che tu stesso esprimi nelle prime righe del tuo pezzo. Spesso li voto anch’io, ma questa volta anche per me (che invece sono d’accordo sull’amnistia, per un complesso di ragioni che non posso esprimere qui) è dura digerire questa (lo posso dire?) immonda stronzata del non voto.
    Meglio avrebbero fatto a porre le questioni con forza all’interno della loro alleanza invece che sparire all’improvviso e in un momento e su una questione così importante.
    A differenza tua e di Watchdogs, tuttavia, non posso decidere adesso se votarli o no alle prossime elezioni: mi trovo sempre meno rappresentato e vedo sempre più manicheismo e sempre meno articolazione di pensiero. E ciò mi preoccupa.

  3. Sprout, che i Radicali vadano alle prossime elezioni col loro simbolo e, se hanno i voti, che si facciano eleggere. Basta appoggiarsi a chi i voti li ha, quando poi non si condividono le stesse posizioni.

  4. Ho dovuto rispondere nel mio blog e in quello della persona che sta dialogando con me sul post sui radicali nel mio blog http://blog.libero.it/rigitans

    posso solo dire che se io fossi stato parlamentare radicale, avrei votato la sfiducia a Romano, aggiungendo che la giustizia e la legalità sono anche altre cose che vanno assolutamente fatte.

    Sull’amnistia: è necessaria per ristabilire decenza nei processi e tra i carcerati. lo dico nonostante non mi faccia affatto piacere dirlo, perché non vorrei ci fosse, ma la giustizia italiana sta talmente nella merda che se non si fa è molto difficile risolvere la situazione in pochi anni.

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