Da “Le idi di Marzo”, romanzo di Thornton Wilder

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Giulio Cesare ha tenuto in testa per tutto il giorno un pasticcio color viola, suggeritogli da Cleopatra. Siccome è un dittatore, nessuno ha avuto il coraggio di chiedergli cosa cavolo fosse quell’affare viola sopra la sua capoccia. Poi però succede che entra nella sala imperiale una donna delle pulizie:

Per ultimo una donna delle pulizie entrò nella mia sala per lavare i pavimenti. Mi guardo e lei subito disse: “Oh, divino Cesare, che avete fatto alla vostra nobile testa?”

“Piccola madre”, le ho risposto, “la più grande donna del mondo, la più bella donna del mondo, la più saggia donna del mondo mi ha detto che la calvizie si cura strofinando la testa con un composto di miele, mirtilli e cera. Mi ha ordinato di applicarne degli impacchi e io la obbedisco in tutto.”

“Divino Cesare”, ha risposto la donna, “I non sono né grande, né bella o saggia, ma una cosa la so: un uomo può avere cervello o può avere capelli, ma non può avere le due cose insieme. Voi siete bello abbastanza così come siete, signore, e poiché gli Dei Immortali vi hanno donato il buon senso, credo che non volessero anche darvi i riccioli.”

Sto pensando di farla senatrice.

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