Per rispondere a Severgnini

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Non sono mai stato un gran fan dei Duran Duran, lo ammetto. Negli anni Ottanta ascoltavo quasi solo cantautori italiani, spaziando da Guccini e Battiato a Ron e Dalla, con incursioni Vendittiane. All’epoca non gradivo nemmeno Jovanotti, che ancora non si chiamava Lorenzo, e urlettava di volere la sua moto. Quando si trattava di musica straniera, per me c’erano poche e selezionatissime canzoni degli U2, degli Wham!, di Elton John, di Sting, dei Police, dei REM, degli Smashing Pumpkins, di Rick Astley, dei Supertramp. La passione per gli Smiths (e poi Morrissey), i Cure, i Depeche Mode, i Simple Minds, i Soft Cell (e poi Marc Almond), i Talking Heads, i Culture Club, i Bronsky Beat, i Communards (e poi Jimmy Somerville) sarebbe venuta più avanti, passato il 1992-93. Però la competizione fra Duran Duran e Spandau Ballet me la ricordo bene, e tra l’altro apprezzavo di più gli Spandau, se vogliamo dircela tutta. Era, in sessantaquattresimo, la ripetizione della competizione fra Beatles e Rolling Stones, vent’anni dopo. Tuttavia la tesi di Severgnini è irricevibile, e suona di conservatorismo provincialotto lontano un miglio. Per cui, per una volta, Save a Prayer.

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2 pensieri su “Per rispondere a Severgnini

  1. Carlo Magistrelli

    Il mio primo concerto non posso certo dimenticarmelo. Era il lontano 1985, Monaco, Olimpia Stadium. Indovinate un po’ chi suonava? Sì, proprio loro, i Duran.
    In compagnia di mia sorella, duraniana convinta, ho avuto il mio battesimo musicale sulle note di Notorius, uno dei loro album più riusciti. Bel concerto e l’emozione della “prima volta”.
    Non so Severgnini cosa intenda per “adolescenza difficile”, io comunque ricordo solo di aver vissuto dei fantastici anni 80′ ascoltando Depeche Mode, Alphaville, Spandau e Simon Le Bon & Co…

    Carlo74

    p.s: certo che Beppe ultimamente sta perdendo colpi…

  2. Carizzimo Carlo, Severgnini è da sempre un conservatore di una piccola provincia lombarda (Crema) che ha ben viaggiato, ma senza assorbire granché dai suoi viaggi. Su molti argomenti rimane fermo al palo e mostra tutto il suo provincialismo conservatore. Questo è uno di quelli.

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