La sponda

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E poi ci sono momenti in cui capisci che tu non puoi far altro che essere una sponda. Un luogo fisico dove lasciar aggrappare con tutte e due le mani e forse anche i piedi chi è in mezzo alla corrente. Non importa quanto la persona che sta cercando di vincere la corrente del fiume per non affogare strappi la tua erba, tiri i tuoi cespugli verso di sé. Tu devi solo essere la sponda. Solida, immobile, immutabile. Un luogo sicuro, un anfratto di roccia. Chi affoga ti ferirà, aggrappandosi a te. Ti lacererà la pelle, ti farà lacrimare e sanguinare. Ma alle volte occorre solo resistere al dolore. E non tirarsi indietro. Non andarsene, perché è troppo facile. Non abbandonare. Resistere, anche se si odia il dolore. Esserci.

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6 pensieri su “La sponda

  1. bernardo

    L’ironia aiuta. L’autoironia spesso salva. L’illusione di capire gli altri, uccide.
    Gli altri sono altri: si stabiliscono legami, anche profondi con qualcuno degli altri. Ma sono altri.
    Del resto il “conosci te stesso” é già un imperativo difficile da applicare. Figurarsi gli altri.
    Cercare di spiegare tutto nel comportamento altrui é fatica inutile. Le persone si accettano o si respingono per come ci appaiono, non per come sono. Ognuno di noi ha la propria realtà, ovvero la propria apparenza.
    E tra infinite apparenze passa il tempo e la vita. Poi viene il buio. Quello del dopo e come quello del prima.

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