Non saper stare senza malumore

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Nella mia vita mi è capitato di notare un comportamento che trovo difficile spiegare. Quando succede che, all’interno di una coppia, non ci siano veri malumori e capita che uno dei due senta il bisogno di creare dal nulla il malumore. Queste persone non si rendono conto che creare il malumore, anche dal nulla, non è affatto difficile. Basta un qualunque pretesto, e dargli un peso via via crescente.

La cosa problematica è che non è difficile uscire dal malumore per chi il malumore lo ha creato; ma chi si trova investito innocentemente da quel finto malumore non è sempre in grado di uscirne così, come se nulla fosse successo, e senza nemmeno delle scuse o una qualche spiegazione, necessaria se non altro a capire. Insomma, se uno vuole essere infelice, la ricetta è davvero semplice. Basta minare (to jeopardize, in inglese) le cose belle della propria vita e stare a vedere quali sono le conseguenze.

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7 pensieri su “Non saper stare senza malumore

  1. leonardo

    Non è che nasca dal nulla, non nasce come un comportamento consapevole e quindi non sempre
    si è in grado di spiegarlo, il chè non significa
    però che sia finto, il punto è che chi lo promuove
    in genere sfoga qualcosa di interamente suo, di egotico sull’altro.

    Il chè non significa ovviamente che non causi delle reazioni in chi lo riceve, tanto più che il tutto appare pretestuoso.

    La prima cosa da fare è riconoscere le proprie reazioni

  2. Skeight

    Temevo di essere l’unico a sperimentare situazioni simili, mi consola sapere che ci sono anche altri.

  3. Caro Skeight, quando si e’ investiti da simili comportamenti a mio modo di vedere e’ il momento di operare una scelta dal sapore lungo. Se pensi di poter resistere alle docce scozzesi, sorprendi il partner e perdoni, fai finta di niente, lo abbracci forte e vai avanti, il tutto meravigliosamente gratis e facendoti rimanere con un senso di incertezza su quale sara’ il tuo futuro con quella persona, unito a un senso di generosita’ (forse malriposta, per altro) che sai di aver messo in mostra.

    Se invece le docce scozzesi ti stendono emotivamente a un punto tale da prostrarti, e’ allora il caso di chiudere la relazione.

    Trovo che sia anche importante capire quanto ci sia di cosciente in questi comportamenti a doccia scozzese, e quanto ci sia di inconscio. Alle volte una persona non puo’ spiegare la ratio di un proprio comportamento ostile per un motivo assai semplice e disarmante: non lo sa lui per primo.

  4. Ci sono due tipi di comportamenti negativi: 1. quando la negatività è qualcosa di personale (anche se vi possono essere ripercussioni per gli altri); 2. quando la negatività ha lo scopo di creare negatività negli altri…

    Ebbene, quando si è vittime del primo tipo, bisogna cercare di comprendere il soggetto negativo; mentre, quando si è vittime della seconda, si è probabilmente in presenza di una persona che vuole solo farci male… anche in modo inconsapevole…

  5. Credo che a volte ci sono bisogni interiori, che diventano malumori, sono nodi da scioglere, sono emozioni nascoste che non possono più rimanere dentro e che sulla coppia tentano di essere risolti.
    Io sono una che ha alcuni nodi e a volte annodo anche lui 🙂 ma amare vuol dire aiutare a scioglierli anche se fanno male, perchè si va in profondità e ci serca di capire,sempre.
    Se pasa troppo, a lungo andare allora non è amore.
    Se pesa ma si vuole risolvere allora si, il cuore e l’anima ci sono.
    E in una non si transige: deve essere reciproca la comprensione sennò qualcosa non va.
    Il che non vuol dire che non si è capace di amare, ma che la coppia non è ben assortita, o non è ancora collaudata tutto qui.
    E’ logorante se non si ama, è illuminante se si ama.
    Non voglio fare quella del “e vissero felici e contenti” ma solo parlare come una che è portata a volte a portare sull’altro le proprie malinconie ( e sopporto quelle di chi amo comunque) e adesso ho la fortuna di aver trovato chi me le armonizza e quindi, si, c’è , c’è sempre quello o quella che capisce.
    Esere una coppia, qualunque coppia è una bella sfida di due individualità che si fondono e non è facile, ma il gioco vale la candela.
    Un caro saluto sempre

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