La mia prima esperienza come “Academic Juror”

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In questi giorni il mio ufficio sta valutando le nominations per il premio quale miglior Teaching Assistant dell’intera università di Toronto. Per un certo numero di settimane, studenti e professori avevano la facoltà di nominare un loro T.A. compilando una piccola pagella e scrivendo una serie di impressioni e di giudizi sulla persona da loro scelta. Per essere considerati dalla giuria, formata da sei tutor del CTSI-TATP, l’ufficio preposto alla formazione dei TA della mia università, occorrevano almeno due candidature da parte di studenti e una da parte dei professori. Alla fine abbiamo deciso di includere anche chi aveva solo due candidature da parte di studenti. Così, della gran mole iniziale, abbiamo selezionato 72 nominati. Questi 72 ce li siamo divisi per noi sei giurati a seconda del suo ramo di lavoro (Social Sciences, Humanities, Life Sciences eccetera) e ciascuno di noi si leggerà integralmente le valutazioni di circa 36 nominati. Alla fine di ogni lettura, divisa in due manche, ciascuno di noi stila una graduatoria personale, che include i top 5. Io ho deciso di dare un ordine anche dal sesto al 14° posto, perché mi è sembrata una cosa possibile e utile.

Domani mi scambio le schede con la mia collega e fra qualche giorno ci rivediamo tutti e sei per confrontare il lavoro fatto. Alla fine avremo un pool di finalisti, probabilmente 12, provenienti da tutte le aree disciplinarie dell’università, tra i quali selezioneremo poi i primi sei e infine il vincitore.

La cosa che mi piace di più in tutto ciò è l’idea di premiare il merito, l’abnegazione, la passione e l’umanità di un giovane insegnante universitario, stando soprattutto al giudizio dei suoi studenti e, in seconda battuta, dei suoi supervisori. Mi proporrò per far sapere a tutti i contenuti delle loro nomination, perché penso che faccia piacere anche a chi non arriverà in finale di essere stimati dai propri studenti o da un proprio supervisore. Alla fine non è solo questione di gloria: il vincitore e i finalisti potranno (e dovranno) inserire il riconoscimento, ufficiale o formale, nel loro CV e sarà uno dei punti che contribuirà a rendere più brillante il loro CV rispetto a quello dei loro concorrenti per trovare un lavoro nel mondo accademico. Quindi, tutto ha un senso, alla fine.

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