Libia, cento anni dopo, una guerra giusta

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Per come la vedo io: l’Onu e tutti gli altri dovevano bombardare Gheddafi il giorno dopo i suoi bombardamenti sulla popolazione civile. Detto ciò, sappiamo tutti che se in Libia non ci fossero mari di petrolio, le comunità internazionali ben difficilmente sarebbero intervenute. Come accadde in Rwanda, tanto per dirne una.

L’Europa ha il DOVERE di intervenire nelle zone del mondo che le sono geopoliticamente vicine o addirittura interne. Sarebbe opportuno che lo facesse anche quando sotto non c’è il petrolio, come accadde per il Kosovo. In questi giorni avremo i pacifisti a ogni costo che ci ricorderanno le prime due righe dell’art. 11 della Costituzione, dimenticandosi delle ultime 4. Ma quell’articolo, che per altro è in un unico comma, va letto tutto, e recita:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

In Parlamento, la Lega Nord voterà contro l’uso delle nostre basi in questa guerra, così Berlusconi si troverà senza maggioranza in politica estera, ma sarà probabilmente salvato da Udc, Fli, Pd e magari anche Idv. Sarà importante sapere quale sarà la posizione di Nicki Vendola e di SeL, perché se si opporranno penso che si identificheranno con una sinistra estrema che i socialisti e i socialdemocratici non potranno votare.

 

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37 pensieri su “Libia, cento anni dopo, una guerra giusta

  1. Sono d’accordo. Se si fosse intervenuti quando i ribelli prevalevano e Gheddafi era sul punto di capitolare sarebbe stata molto più probabilmente una cosa “lineare”.
    Ora invece mi pare tutto un po’ confuso, a partire dall’ambiguità della risoluzione ONU. E infatti giocando su questa ambiguità la lega araba ieri “interventista”, oggi già dice che si sta facendo troppo.

  2. Mister Nix, se si desiderava una guerra atomica, senza dubbio si doveva fare come suggerisci tu. Ma trovo che le operazioni di guerra si debbano fare solo quando si riesce a escludere un’escalation nucleare.

  3. iwasadoledadstoyboy

    Non sono un esperto di diritto internazionale, ma ho sempre avuto una certezza: l’intervento di umanità attuato mediante l’uso della forza è illecito. La sua illegittimità non la decido io ma la corte internazionale di giustizia (caso nicaragua stati uniti del 1986 http://en.wikipedia.org/wiki/Nicaragua_v._United_States ).
    Il “dovere” di ingerenza umanitaria (che molti, non a caso, definiscono “diritto”) non ha nessuna base giuridica nell’ordinamento internazionale o nella prassi dei rapporti internazionali. I gravi assurdi precedenti degli ultimi anni, secondo me, non possono ritenersi fondamento di nuova norma di diritto consuetudinario, benché abbiano influenzato il modo di pensare di tanta gente, fra cui anche il buon anellidifumo.
    Fare l’analisi logica dell’art. 11 della costituzione, secondo me, non ti fa comprendere la gravità degli atti che si stanno compiendo nella più totale confusione e pressappocaggine della comunità internazionale. Il problema non è il rispetto della costituzione ma quello del diritto internazionale che ci mettiamo giornalmente sotto i piedi. La liceità della partecipazione all’azione di guerra non è valutabile solo con la costituzione.
    E poi cosa c’entra la sinistra estrema in tutto questo? Che vuol dire? Io sono per il non intervento. Significa che sono nella sinistra estrema? O nell’estrema sinistra della lega? O sono l’estremo leghista della sinistra?

  4. Da un punto di vista politico, per me esistono le guerre giuste e le guerre ingiuste. Quindi non reputo che qualunque guerra sia sempre sbagliata. A prescindere da ciò che abbia stabilito la Corte internazionale di giustizia in un determinato momento storico.

    Per quanto riguarda la seconda polemica, la sinistra estrema e la Lega Nord sono, in Italia, gli unici partiti sempre contrari a ogni guerra. La Lega ogni tanto minaccia di fare insurrezioni contro lo Stato nazionale, ma al dunque si schiera sempre contro alla partecipazione italiana a guerre in giro per il mondo, sia sotto bandiera Nato che sotto bandiera Onu. Il pacifismo a tutti i costi ha portato, nel Novecento, all’affermazione di Hitler. La lezione è stata imparata dalle democrazie. Chi non l’ha ancora capita, sarebbe opportuno che andasse a ripetizioni.

  5. Aggiungo una cosa: faccio politica attiva da poco ma abbastanza per aver capito una cosa: non esiste una possibile codifica di tutti i casi possibili.
    Considero, forse sbagliando, menti semplici ed illuse quelle di coloro che si affannano per modificare ed approvare il “miglior regolamento possibile” per l’uso dei parchi cittadini, o delle fontane pubbliche, o come sta accadendo da noi del cimitero, siamo alla quarta riscrittura in due anni. Alla fine il “politico” si spende con la sua onestà, presentabilità, competenza (o cialtroneria) e prende una decisione, specie quando si è nell’ombra del NI.
    Ai posteri poi il giudizio.

  6. iwasadoledadstoyboy

    Dunque? Discutiamo ogni volta su quale sia la guerra giusta o quella sbagliata? E poi ne discutiamo con gli altri 7 miliardi di persone sulla terra per metterci d’accordo tutti? O accettiamo ciò che è entrato nel tempo a far parte del diritto internazionale senza bisogno di ridiscuterne in base alle emotività del momento? Tra l’altro, credo che anche Hitler (che tu tiri in ballo) fosse ben convinto della giustezza della sua guerra

  7. Lettore

    Vi piacciono molto i bombardamenti aerei, eh… Riguardo ai bombardamenti aerei, anche gli americani hanno “liberato” l’Italia spianandone una buona metà dal cielo. Ben fatto. Libertà dal cielo, il “Popolo” lo vuole. Vorrei ricordare che una fetta del popolo libico sta con Gheddafi perché non campa poi così male (il Pil pro capite è ben alto), vorrei ricordare che quello a cui Gheddafi ha risposto non è una guerra di liberazione ma l’ENNESIMO tentativo secessionista della Cirenaica. Vorrei ricordare che dopo la seconda guerra mondiale lo Stato italiano ha represso con la forza gli indipendentisti siciliani che volevano staccarsi dall’Italia ed entrare nell’orbita Usa, così come hanno fatto tutti gli altri Stati quando una minoranza con la forza ha cercato di secedere.

    Il bombardamento di questi giorni fatto dalle potenze estere dimostra che questa è una guerra neocoloniale anglo-francese, con il determinante appoggio americano, la libertà non ci entra nulla, c’è solo il cinico calcolo di Sarkozy e di Cameron; mentre per gli Usa è un tassello periferico del vasto regime change che stanno favorendo nell’area.

    Libertà dal cielo, libertà dal cielo! A molti piacciono i bombardamenti aerei: gli auguro di finirci sotto, prima o poi.

  8. Anti-war, ma senza art. 11, prometto!

    L’escalation poteva essere evitata da subito, congelamento dei beni, mediazione e riconoscimento politico del fronte popolare immediati: misure previste sin dall’inizio, ma mai prese seriamente in considerazione. La Francia era sulla strada giusta, poi s’è persa. L’unico in Italia a scrivere queste cose è stato Fabio Marcelli, ovviamente inascoltato (oh, sarà anche un esperto, ma scrive sul Fatto e sembra pure comunista).

    Sul conflitto in sé mi auguro semplicemente che finisca prima possibile. La sua giustificazione morale, invece, mi preoccupa perché il concetto di “guerra giusta” o “intervento umanitario” ha una genealogia precisa. Quando leggo “DOVERE” io, francamente, non è che metto mano alla fondina, metto mano a Talal Asad, che spiega soprattutto l’uso del caps lock…

  9. Anti-war, ma senza art. 11, prometto!*

    L’escalation poteva essere evitata da subito, congelamento dei beni, mediazione e riconoscimento politico del fronte popolare immediati: misure previste sin dall’inizio, ma mai prese seriamente in considerazione. La Francia era sulla strada giusta, poi s’è persa. L’unico in Italia a scrivere queste cose è stato Fabio Marcelli (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmarcelli/), ovviamente inascoltato (oh, sarà anche un esperto, ma scrive sul Fatto e sembra pure comunista).

    Sul conflitto in sé mi auguro semplicemente che finisca prima possibile. La sua giustificazione morale, invece, mi preoccupa perché il concetto di “guerra giusta” o “intervento umanitario” ha una genealogia precisa. Quando leggo “DOVERE” io, francamente, non è che metto mano alla fondina, metto mano a Talal Asad (http://www.informaworld.com/smpp/ftinterface~content=a917959642~fulltext=713240930~frm=content), che spiega soprattutto l’uso del caps lock…
    * Chiedo scusa per il doppio commento …

  10. liuk

    alcune considerazioni che mi rendono assai scettico sulla guerra giusta:
    – si è scelto di schierarsi non a difesa del popolo che manifesta per la democrazia, come in egitto e tunisia, ma a difesa di una rivolta in armi; si è scelto cioè di schierarsi con una parte in una guerra civile. Ciò non toglie ovviamente che gheddafi sia uno stronzo sanguinario, che definisce terroristi di al qaeda i rivoltosi, guidati pure dal suo ex ministro degli interni e da vari suoi generali…
    – sicuramente sarà anche perchè a tripoli il controllo poliziesco del regime è più forte, ma nella capitale ben poche sono state le proteste, quindi, anche se rivolte ci sono state pure ad ovest, si può configurare uno scontro tripolitania-cirenaica, che sarà probabilmente la soluzione balcanica della crisi: divide et impera, come in jugoslavia, allora a favore della Germania (primo paese insieme al vaticano a riconoscere immediatamente la croazia e la slovenia, allora uno stato para-fascista e uno diventato uno dei paradisi delle mafie), oggi a favore della francia(primo paese a riconoscere i rivoltosi di bengasi come unici rappresentanti della libia e a bombardare)
    – mi ha subito infastidito la propaganda super schierata dei media arabi (e quelli occidentali, prima tra tutti Repubblica, che rilanciavano le notizie senza verificarle, sparando cifre inverosimili di morti (10.000!) dopo due giorni di rivolta, parlando di false fosse comuni ecc.ecc. e sparando tali cifre nei titoloni per poi smentirli o aggiungendo “si dice” nell’articolo, dove si scopriva che le uniche fonti spesso erano una mail da bengasi o un blogger rivoltoso di misurata…
    – la pochezza morale e politica di chi ci governa è sconfortante: sarkozy, dopo la figura di merda del ministro degli esteri ospite natalizio di ben ali 5 giorni prima che una sacrosanta rivolta lo cacciasse, interpreta la no-fly zone come invito a bombardare iniziando il giorno prima del primo turno delle elezioni amministrative. ovviamente per non parlare dell’italia, con berlusconi che cambia posizione ogni giorno, occupato com’è unicamente a salvarsi il culo dalle beghe giudiziarie, invece di sfruttare una qualche influenza politico-economica-personale su gheddafi per fare un po’, scusate il paragone imbarazzante e poco beneaugurante, fatte le debite proporzioni, come fece per anni Mussolini con hitler, accreditandosi come grande mediatore con il resto del mondo. questa una delle cose più drammatiche della situazione italiana, tutti a guardarsi l’ombelico e intanto a due metri da noi scoppiano rivolte e guerre. e la vergogna di ciò che sta avvenendo a lampedusa, dove si lascia solo nelle mani degli isolani il problema, per paura di far arrivare immigrati al nord a due mesi dalle elezioni. o il pacifismo della lega, basato solo sulla paura dei profughi.
    che schifo

  11. Lettore, l’augurio di finire sotto un bombardamento te lo rigiro molto volentieri a te e a tutta la tua famiglia. Riguardo invece al resto, vedo che difendi il regime di Gheddafi proprio come fa, intimamente e pubblicamente, anche Berlusconi. Sei forse un suo accanito elettore?

  12. Melone però hai letto Cohen-Bendit che ha detto che gli unici contrari all’intervento militare li ha visti in Italia e Grecia? Solo che in Grecia sono gli stalinisti. Non vorrà dire qualcosa se le sinistre radicali di tutta Europa condividono l’intervento? La Resistenza italiana è stata un fatto di sangue e di guerra civile, come sai…

  13. Lettore

    Non voglio necessariamente avere l’ultima parola, ma non mi sembra che io abbia scritto niente in favore di Gheddafi. Ho scritto che è un paese “ricco” (tra virgolette) rispetto a gli altri paesi del Maghreb ed a molti paesi sotto-sahariani. Smentitemi se potete.

    Ma capisco che per voi dal grilletto facile, tutto ciò è irrilevante: invece è fondamentale avere in Libia un modello di democrazia elettoralistica liberale (ma se ne parla? non mi sembra…) piuttosto che un modello socialistico ed autoritario. Gheddafi uccideva o faceva esiliare i suoi avversari politici, ma caduto lui la Pace la Libertà il Progresso sorgeranno come fiori dai crateri delle bombe nel paese (o paesi) liberato(i).

    Che buon cuore che abbiamo, così buono che non ci rendiamo conto che in Egitto ed in Tunisia le proteste (strumentalizzate ed utilizzate dagli Usa) erano per la mancanza di sviluppo economico-sociale, non per una astratta libertà dei popoli. Ed invece in Libia da quel poco che ho capito (sa, sono un ignorantello provinciale, mica un cittadino del villaggio globale), mi sembra che si tratti dall’annoso problema della Secessione della Cirenaica. Allora qual’è il problema, quello di discriminare tra secessioni buone e secessioni cattive?
    Comunque non disturberò più il rombo dei cannoni, non vorrei apparire troppo anti-democratico…

  14. liuk

    leggo or ora che il parlamento spagnolo ha votato quasi unanimamente la missione; ieri però un articolo sul pais, di solito come sappiamo bene “pappa e ciccia” con repubblica, anche in politica estera, era molto scettico e dubbioso e titolava qualcosa come “siamo sicuri che quelli di bengasi sono i buoni?” citando dati abbastanza inquietanti sulla cirenaica fucina principale, più dell’arabia saudita, del terrorismo islamico; tante donne, però, studentesse universitarie e professioniste soprattutto, manifestano a bengasi -vedi reportages di Stefano Liberti sul Manifesto. Oggi, tanto per far notare quanto di solito, anche in paesi meno coinvolti storicamente, politicamente ed economicamente in libia come la spagna, rari siano gli articoli equilibrati quando si parla di guerra – a me, ad esempio, sono piaciuti gli interventi di del boca, storico del colonialismo italiano: sul pais.com campeggiava un editoriale intitolato “irak 2003? e perchè no Spagna 1936?”, un vero e proprio colpo basso acrobatico con cui si paragonavano i rivoltosi bengasini ai repubblicani, accusando a posteriori il mancato intervento diretto di Francia e Inghilterra nel ’36.

  15. Lettore, hai appena scritto: “Gheddafi uccideva o faceva esiliare i suoi avversari politici, ma caduto lui la Pace la Libertà il Progresso sorgeranno come fiori dai crateri delle bombe nel paese (o paesi) liberato(i).”

    E nell’altro commento: “Vorrei ricordare che una fetta del popolo libico sta con Gheddafi perché non campa poi così male (il Pil pro capite è ben alto), vorrei ricordare che quello a cui Gheddafi ha risposto non è una guerra di liberazione ma l’ENNESIMO tentativo secessionista della Cirenaica.”

    Se non è appoggiare Gheddafi questo. Dici: sì, uccide i suoi avversari politici (e gli inermi che provano ad attraversare la Libia per imbarcarsi verso l’Italia) però amen. Fai schifo.

  16. Liuk, le osservazioni che muovi sono sagge e condivisibili, ma è anche vero che o si restava alla finestra, aspettando che Gheddafi finisse i suoi bombardamenti sui suoi avversari politici, per poi rifare affari con lui, oppure si interveniva militarmente. Io sono per la seconda opzione. Tertium non datur, e non parlarmi di mancanza di andreottismo di Berlusconi, perché è vero che Berlusconi è peggio di Andreotti, ma a me la politica di Andreotti che faceva circumnavigare l’Africa allee navi italiane per arrivare in Kuwait, proprio non piaceva.

  17. @ Anelli: francamente, non ci vedo ‘sta gran cosa …

    Ridurre il fronte del no ai neostalinisti greci fa effetto ma resta una generalizzazione. Io ho parlato di pareri tecnici di esperti in diritto internazionale (commento precedente), ma se non basta ci metto anche la posizione diplomatica della Germania. Secondo te perché la Germania si è chiamata fuori? Neostalinisti greci pure loro?

    Opporsi a questo intervento, poi, non significa non decidere. La risoluzione 1973 contempla anche altre misure (commento precedente), a cui avrei preferito fosse data priorità. Sono state come sempre scartate in favore di 110 tomahawks in una notte. Posso pensare che sia una cazzata, visti i risultati precedenti?! Oppure dobbiamo andare avanti a bombardare perché adesso si è convinta financo la sinistra europea?

    Ma soprattutto, Cohen-Bendit prima accusa gli altri di essere “prigionieri delle categorie degli anni ’50”, poi spiega la Libia del 2011 attraverso la storia dell’Europa degli anni ’40, assumendo a priori che tutto sia e vada esattamente allo stesso modo. Chi è prigioniero degli anni ’50?

  18. Lettore

    Farò anche schifo, ma io ho chiesto lumi a voi uomini di mondo sulle secessioni. Non mi si risponde. Mi sembra di avere capito che per voi tutte le secessioni sono accettabili, e lo stato centrale di fronte ad una richiesta violenta di secessione dovrebbe rispondere “prego accomodatevi”. O forse vanno bene solo quelle che hanno l’imprimatur americano? Vorrei saperlo sinceramente, illuminate la mia mente piccina…
    No anzi, cassate il commento, tanto mi risponderete con l’insulto democratico.

  19. Melone, la Merkel si è astenuta e come sai le polemiche interne la stanno massacrando. La Merkel si è astenuta perché è in periodo elettorale, non per i motivi di diritto internazionale che adduci tu. Poi scusami, ma parte del diritto internazionale credo fosse anche il trattato di amicizia italo-libica appena firmato a Roma. Ti pare che la firma di quel trattato ci abbia impedito di dare le basi alla coalizione per bombardare amichevolmente gheddafi? A me non pare. Poi posso capire che se uno rimane fermo e aspetta che Gheddafi stermini i suoi oppositori politici, dopo può tornare a farci degli affari d’oro per petrolio e gas. Ed è la posizione della Lega Nord, che inoltre ricorda anche l’encomiabile, tra virgolette, operato di Gheddafi per impedire l’invasione dei boat people verso la Padania.

  20. Lettore, tu hai esordito in questo blog augurandomi di finire sotto un bombardamento; lamentarsi dei successivi insulti è insieme puerile e mostra la tua assoluta mancanza di senso del ridicolo. La volta che vorrai approfondire, come fanno gli altri commentatori, riguardati il tuo modo di comunicare con l’esterno.

  21. Melone

    Anelli, la Germania ha fatto l’interesse del proprio paese: posizione appena riconfermata dalla scelta coraggiosa di ritirarsi dal Mediterraneo. Uno strappo non da poco che dovrebbe farti capire la qualità di missione approntata.

    Non ti seguo sugli altri temi: il punto iniziale era uno solo, la guerra giusta.

  22. Lettore

    Comunque non ha molto senso basarsi sulle decisioni dell’Onu come espressione di una autorità morale o politica superiore. Il consiglio dei diritti umani dell’Onu il 4 gennaio 2011 ha prodotto un testo in cui è scritto: “la protezione dei diritti umani è generalmente garantita nella Jamahiriya araba libica, ed include non solo i diritti politici, ma anche quelli economici, sociali e culturali. La stessa Libia ha riferito la sua esperienza all’avanguardia nel campo del diritto alla salute e nella legislazione sul lavoro”. Ovviamente molte di queste cose sono false, ma le ha dette l’ONU che è un organismo che si tiene in gran conto per basare la propria contrarietà o il proprio assenso ad interventi “umanitari”. Ed inoltre “la Libia ha abrogato tutte le leggi discriminatorie. Le donne sono tenute in grande considerazione e i loro diritti sono garantiti e protetti da tutte le leggi. Donne libiche hanno raggiunto posizioni di vertice nel settore pubblico, nel sistema giudiziario, in quello del pubblico ministero, nella polizia e nell`esercito”. Queste sono le oscenità che pubblicavano appena prima della risoluzione che rende possibile (senza autorizzarla esplicitamente) la no-fly zone. Una autorità superiore, l’Onu, in tutti i sensi.

  23. Lettore, tutto è relativo. Ma io mi trovo molto bene con quella vasta maggioranza di persone e nazioni del pianeta Terra che ritengono l’Onu la massima autorità internazionale. Per fare solo un esempio, per me c’è una enorme differenza fra un’azione militare sotto bandiera Onu oppure non sotto bandiera Onu.

  24. liuk

    l’articolo del pais su buoni e cattivi è stato ripreso pari pari dal manifesto, accentuandone le conclusioni: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110323/pagina/05/pezzo/299757/
    Spagna 1936, dice Cohn-Bendit. ma a rigor di logica, lì il governo legittimo era quello repubblicano, e un sollevamento militare diede inizio alla guerra civile con l’appoggio di potenze straniere. Forzando il paragone, chi è che fece i bombardamenti aerei all’epoca, su Guernica? rimango quindi dell’idea che tali paragoni, vere ferite aperte della storia spagnola ed europea, e della sinistra tutta, siano dei colpi bassi.
    io non so sinceramente come nel ’79 la stampa di sinistra e democratica si pose verso la rivoluzione iraniana, ma allora si trattò di un movimento di popolo che metteva insieme tutta l’opposizione allo scià, compresi socialisti e comunisti, si formò una sorta di Consiglio di Liberazione che vide presto prevalere i più organizzati e fomentati, ovvero gli islamisti, con l’eliminazione progressiva, anche fisica, degli altri. Oggi in Libia come in Iran, pur con le enormi differenze dei due casi (da una parte un dittatore laico, capo di uno stato dall’immenso territorio quasi disabitato, dove è facile fare un minimo di redistribuzione del reddito, dall’altra un regime islamico con il paradosso di avere un presidente eletto in elezioni con un’opposizione abbastanza agguerrita, anche qui tra l’altro con una certa redistribuzione del reddito), in entrambi i casi io credo che il regime abbia tuttora un certo consenso popolare, proprio per le sue politiche sociali. l’opposizione iraniana dei riformisti è formata soprattutto dalla borghesia colta e cittadina, un’elite di studenti, professionisti e intellettuali, probabilmente la stessa che prosperava ai tempi dello scià, senza reali contatti con le masse; l’opposizione a gheddafi è fatta probabilmente anche da questi stessi ceti, ma purtroppo temo ci siano anche altri più inquietanti, soprattutto tra i veri combattenti armati, che ci ostiniamo a chiamare popolazione civile.

  25. Eh caro Liuk, ho appena sentito Gabriele Del Grande in diretta a Otto e mezzo, e le cose stanno in modo molto più semplice di come la metti tu. C’è una guerra civile, iniziata dall’esercito fedele a Gheddafi contro il popolo giovane che ha osato ribellarsi al regime. La guerra civile si sta combattendo, in Italia c’è gente di Sinistra che manifesta contro la No Fly Zone, contro l’intervento dell’Onu che vorrebbe impedire i bombardamenti di Gheddafi sulla popolazione civile. Puoi rivedere la puntata su http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50207036

  26. painstaking

    La rivolta c’è stata anche a Ovest Misurata, Az Zawiya (dove è stata schiacciata) e la stessa Tripoli.
    I ribelli, ma è giusto chiamarlo il popolo giovane, non chiede un’altra patria, ma un’altra Libia (unica).
    Sembra che il Consiglio degli insorti non voglia e non parli di secessione.
    Se in Libia ci fosse stato un esercito vero (non le milizie personali di Gheddafi & Sons), forse le cose sarebbero andate come in Tunisia o Egitto (e Yemen).
    Non è andata così ed al momento ci sono due Libie; se non fossero intervenuti gli “imperialisti crociati”
    all’undicesima ora, ne avremmo avuta una sola: quella di Gheddafi e dei suoi gangster e tanti saluti ai giovani di Bengasi e forse anche a quelli di Tunisi, Cairo, Sanaa, Damasco…
    Preferisco che sull’altra sponda ci siano popoli giovani e democratici. Ne abbiamo bisogno.

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