Si è sempre liberi di scegliere – وفي كل الأحوال حرية الاختيار

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Un vincitore del bombardamento gheddafiano contro la popolazione libica

Di tutte le notizie che arrivano dal Nord Africa e dal Medio Oriente, quella che mi ha colpito di più è stata quella dei due caccia libici fuggiti a Malta, dove sono atterrati e dove i piloti han chiesto asilo politico. La motivazione? Avevano avuto ordine di bombardare la popolazione civile libica. Si sono rifiutati.

Ora, due piloti militari di caccia, dell’esercito di Gheddafi, potrebbero non essere in astratto gli individui più dotati di senso critico e di buone letture filosofiche. Non lo so, faccio solo una supposizione: magari i due piloti sono dei bibliofili, invece. Di loro, personalmente, non so nemmeno i nomi. Però m’immagino che se han scelto quel tipo di carriera, son persone che si sentono portate a obbedire agli ordini, a non discuterli, sapendo anche che le conseguenze di una disobbedienza nel loro caso può significare la vendetta del regime contro le loro famiglie.

Eppure, quei due piloti hanno mostrato a tutti un insegnamento vecchio come il mondo: si è sempre fabbri del proprio destino. Si è sempre liberi di scegliere. Si può decidere di obbedire fino all’ultimo al tiranno che ti chiede di comprometterti con lui nel genocidio del tuo popolo, o puoi decidere di dire no.

Spero che il popolo libico, dopo 40 anni di giogo gheddafiano, possa rovesciare il regime e impiccare per i piedi Muammar Gheddafi. Trovo disgustoso che l’unica preoccupazione del governo italiano sia quella di dire: “Se arrivano 80.000 profughi, l’Europa ci deve aiutare”. Io, al contrario, mi auguro che il più alto numero possibile di libici, tunisini, egiziani riesca a mettersi in salvo dalla reazione dei loro regimi. In ogni modo: rimanendo a casa loro o fuggendo per un periodo o per sempre all’estero. Forza ragazzi, mostrateci cosa significa avere coraggio e dignità di popolo.

***

Traduzione maccheronica in arabo:

كل الأخبار القادمة من شمال افريقيا والشرق الاوسط أدهشني أن الدولتين صيد ليبي لجأ الى مالطا حيث لا وحيث حطت الطيارين هان طلب اللجوء السياسي. أما حيثيات? النظام الليبي الذي قصف المدنيين. فقد رفضت.

والآن عسكريين اثنين من الطيارين العسكريين في بنادق الصيد, معمر القذافي, ولا يمكن نظريا الأفراد حاسما أكثر استعدادا من الناحية الفلسفية, والقراءة الجيدة. لا أعرف, كنت فقط مجرد افتراض, ولعل من طياري أ. محب الكتب بدلا. من هؤلاء, وأنا شخصيا لا أعرف اسمي.

ومع ذلك م’ إذا كنت أتصور أن هان اختار هذا النوع من المهن لا يشعرون, اطاعة الأوامر جاءت, لا يبحث عنها لعلمه أن عواقب العصيان في هذه الحال قد بمعنى بالانتقام من عائلاتهم ضد النظام.

لكن هاتين التجربتين أظهرت وجود تعليم كل ما في العالم القديم وهي دائما مسؤولية مصيره. وفي كل الأحوال حرية الاختيار. كنت قد قررت أن يطيع حتى نهاية الطاغية التي أصبحت تطلب منكم تورطت في جرائم الإبادة الجماعية معه شعبكم, أو يمكنك أن تقرر الرفض.

وآمل ان الشعب الليبي, بعد 40 سنة من الإطاحة معمر القذافي نير, تستطيع الصمود في النظام على رجليه معمر القذافي معمر. وأرى أن هذا مدعاة لﻻشمئزاز الا حرص الحكومة الايطالية الى القول: “عندما يصل الى اوروبا 80.000 لاجئ, وعلينا مساعدتها. وعلى العكس من ذلك, كنت آمل أن أكبر عدد ممكن من ليبيا, تونس, مصر لن يتمكن من انقاذ نفسها من رد فعل أنظمتها. وقال: في حال البقاء في المنزل أو الهروب أو مدة الدوام بالخارج.

5 pensieri su “Si è sempre liberi di scegliere – وفي كل الأحوال حرية الاختيار

  1. Schnitzel

    Nice synopsis.
    I too often wondered about the freedom of choice in these institutions. Indeed, hats off those pilots!

  2. liuk

    l’episodio dei due piloti è davvero molto bello, però vorrei dire una serie di cose sia sui militari che sulle rivolte arabe. Ci sono dei paesi e dei periodi storici in cui l’esercito è o è stato l’avanguardia culturale e politica di uno stato, un po’ perchè strumento di crescita personale e sociale impensabile in una società chiusa o feudale nei mestieri tradizionali, un po’ perchè, come nella fabbrica di una volta, è facile far circolare rapidamente le idee tra una popolazione che vive insieme ed è educata ad una solidarietà reciproca. vedi la prima guerra mondiale, le rivoluzioni ottocentesche in cui negli eserciti rimaneva vivo il ricordo della svolta epocale dell’armata napoleonica portatrice delle nuove idee della rivoluzione borghese. per non dimenticare il Portogallo con la sua rivoluzione dei garofani. sulla rivolta del mondo arabo ho molte perplessità: troppo vivo è ancora il ricordo dell’89 e tante sono le somiglianze, soprattutto la velocità dei fatti, oggi ancora più accentuata dalla rete. e soprattutto è vivo il ricordo di come sono finite la russia e gli altri, e le forze oscure che alla lunga la caduta del muro ha scatenato. alla fin fine gheddafi, i predecessori di mubarak, l’algeria, erano i campioni rivoluzionari, poi degenerati, di un socialismo arabo che aveva riscattato quei paesi dal colonialismo. la cosa sorprendente è proprio quella della libia, uno dei paesi più ricchi dell’area, in cui era stata fatta una discreta redistribuzione della ricchezza, tra i soli 7 milioni di abitanti. il problema secondo me nasce quando si comincia a parlare di successione ai figli dei dittatori ed è lì giustamente che il popolo si incazza perchè non ne vuole sapere di una nuova famiglia reale. se ci si fa caso, non ci sono mai state dittature ereditarie (mi sembra almeno, se non vogliamo considerare fidel e raul castro ma sono fratelli e raul è quasi un reggente più che un erede), è lì che cade ogni volta un rais, non si riesce a fare una normale transizione nella continuità. poi il fatto che esista l’ereditarietà nelle democrazie occidentali è un’altra storia, se uno pensa che se non usciva fuori obama, ci saremmo fatti dal 1988 al 2012 una sequenza bush-clinton-bush-clinton…

  3. Luca, molto giusta la tua riflessione. Credo però che col socialismo ormai i vari dittatorelli arabi non abbiano nulla a che vedere da diversi anni. Si sono incancreniti al potere e hanno cercato la successione di famiglia, come fossimo nel medioevo. L’esercito in questi casi potrebbe avere una funziona positiva e progressista, se sa ribellarsi a ordini sbagliati. Non so quanto sia realistico credere che ciò accadrà in Libia, ma per esempio in Egitto le cose paiono andare meglio.

  4. Sono d’accordo con adf, la “dietrologia” in ribellioni di questo tipo mi lascia sempre perplesso. L’effetto “domino” è alla base, credo, hanno visto che erano riusciti in tunisia e allora anche in egitto, libia, yemen si saranno detti: “se è riuscita a loro perché a noi no?”.
    Dall’esterno ci sarà stato un “placet” al massimo ma non credo a “trame”. Poi magari sarò ingenuo ma le teorie dei complotti (giudaico-massonici?) non mi convincono mai e anzi mi preoccupa più che ci siano sempre più persone convinte dei complotti che gli eventuali complotti.

    Sono d’accordo che l’età e la vicinanza alla successione sia stato un fattore determinante, perché evidentemente questi dittatori non erano riusciti a tenere le redini del potere abbastanza.

    Un esempio di “dittatura ereditaria” recente: la Siria.

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