Di date di feste nazionali

Standard

Vengo, come moltissimi in Italia, da una famiglia in parte fascista. Non solo i miei nonni (almeno quelli paterni, perché tra quelli materni erano per il Re molto prima che per chiunque altro, Mussolini incluso) ma anche i miei fratelli, nati e vissuti negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta del XX secolo. Il 25 aprile in casa mia non si è mai festeggiato molto, perché segna, nella memoria di mio papà, il momento del dramma, della fuga a Novara, dei partigiani rossi “incredibilmente” avvolti dal Tricolore. Il mondo che si rovesciava. L’uccisione di mio nonno, da parte di un partigiano rosso dopo il 25 aprile, e poi coperto dal PCI.

E tuttavia, quello che scrive lui, mi pare abbia un senso, davanti a tante frasi senza senso sul 17 marzo:

quando ero piccolo mi hanno fatto vedere olocausto. che ci tenevano. e poi il venticinque aprile si andava alla manifestazione quella della mattina, nel quartiere. che si deponevano le corone di fiori dove erano morti i partigiani e cantavamo le canzoni che ci avevano insegnato a scuola il mese prima. ed i fascisti erano la merda. una che faceva schifissimo ed insieme strapuzzava.

queste cose me le hanno insegnate i miei genitori fin da subito. una cazzo di insegnante di religione delle elementari ed un segretario di sezione della democrazia cristiana. mi pare di ricordare che stava con quelli di zaccagnini.

suo padre era un fascista di quelli che quando c’era lui.

loro me le hanno insegnate, mica uno della volante rossa.

non so esattamente quando è diventata una roba così tanto solo nostra. nel novantaquattro forse, si è sbagliato? o prima? ad un certo punto è successo. perché c’è un motivo se di questa festa nazionale del diciassette in fondo non ce ne può fregar di meno. l’italia non ha il suo quattordici luglio e nemmeno il quattro ed avevano abolito il due di giugno, per quanto poco ci toccava. ché la nostra cazzo di festa nazionale è il venticinque aprile. e tutti noi dovremmo andare a pigliarli a schiaffi ad uno ad uno, per veder se gli torna in mente.

altro che gli appelli di napolitano.

ché l’italia ce l’aveva una festa. e non cade di marzo.

Annunci

11 pensieri su “Di date di feste nazionali

  1. E invece il 17 Marzo potrebbe essere la data giusta per celebrare l’Italia, PRIMA E OLTRE un ventennio che sarà sempre più ricordato, negli anni a venire, come un incidente di percorso.. Almeno, così la vedo io.

  2. Sono d’accordo. Già quando hanno messo il 2 giugno, la mia reazione è stata sempre “bah”. Per non parlare della retorica patriottarda associata delle (s)parate militari.

    Ora quest’altra invenzione della festa del 17 marzo.
    Se pensano di far nascere uno spirito collettivo per decreto, stiamo messi bene.
    Mi pare che a diventare presidenti della repubblica ci si trasformi in nostalgici. E ci si riempia troppo la bocca di una retorica nazionalista che non ha senso di essere.

    La festa della repubblica è nei fatti il 25 aprile: liberazione dal fascismo. Tutto il resto ha sempre un sapore revisionista.

  3. Oscaruzzo

    Mah, il 25 aprile e` una festa sentita (almeno da “noi”) e non si tocca, ma non c’entra proprio una mazza con l’unita` d’Italia. Qui si tratta di festeggiare una ricorrenza (perche` non so se e` chiaro, ma e` solo quest’anno, poi sara` di nuovo un giorno feriale come tutti). Che c’entra il 25 aprile?

  4. C’entra nel senso che si sta facendo un sacco di storie su questo17 marzo (scuole aperte o chiuse, uffici aperti o chiusi) quando poi una festa nazionale l’Italia ce l’aveva, e non era di marzo.

  5. Oscaruzzo

    Di feste nazionali l’Italia ne HA (non “aveva”) in diversi mesi. Il primo maggio, il 25 aprile, il 2 giugno sono tutte feste nazionali, anche se il 2 giugno e` lavorativo. Sono ricorrenze diverse.

    Capisco che il 25 aprile sia continuamente sotto attacco, nonostante sia una festa sentita da molti, ma davvero, siccome qui si intende commemorare dei fatti accaduti durante il risorgimento, il 25 aprile proprio non c’entra. Anzi, mi pare fare il gioco di certi revisionisti, dire che e` una generica “festa della nazione” o una “festa di tutti”. Col cazzo. E` la commemorazione del giorno in cui il regime fascista e` andato a zoccole. Non facciamo confusione, che` non ce n’e` proprio bisogno 😉

  6. Oscaruzzo

    Minchia, il sonno. Ho scritto che il 2 giugno e` lavorativo e non lo e`. Ho scritto “il giorno in cui il regime fascista e` andato a zoccole” e ovviamente e` il giorno in cui l’occupazione nazista e` andata a zoccole.

    Va be’. Morfeo, arrivo.

  7. Mi pare che con adf noi intendiamo “feste nazionali” non solo un giorno di “festa” (come il 1° maggio) ma quel giorno di festa che ricorda la “nascita” della repubblica.

    Come in Francia il 14 luglio, per dire. E pure in Francia ne hanno tante altre di “feste nazionali” (1° e 8 maggio etc …). Ma il 14 luglio è il 14 luglio, la festa che sancisce la nascita della repubblica e quindi del “collante” che ispira tutt’oggi i principi dello stato.
    In Italia questo ruolo ce l’avrebbe il 25 aprile.

  8. “Collante”? Con le polemiche fra post-comunisti che sembra che abbiano liberato loro l’Italia, post-fascisti che vogliono “riabilitare” i repubblichini alleati degli invasori tedeschi,le balle anti-americane (cioè contro i VERI liberatori) degli uni e degli altri, quelli che la resistenza non ha contato nulla (e non è vero, ebbe la sua iportanza, se non altro nell’alleggerire il conto dell’italia nelle conferenze dii pace), quelli che l’Italia si sarebbe liberata da sola, eccetera, penosamente eccetera.
    Il 17 marzo o il 2 Giugno supererebbero tutto ciò

  9. enzo

    Il 17 marzo dovrebbe essere una ricorrenza, cioè una data in cui si celebra/ricorda la nascita dello stato unitario. Che non c’entra nulla con le feste nazionali che “festeggiano” la nascita della Repubblica e, quindi, di questa Italia. Il casino l’ha fatto il governo e lo fa una maggioranza che al suo interno ha un partito chiaramente “antitaliano”. Quanto al 2 giugno e il 25 aprile sono rispettivamente l’anniversario del referendum che ha visto prevalere la scelta per la repubblica e la sconfitta del fascismo. Non vi è dunque nessuna sovvraopposizione, si tratta solo di trovare il giusto modo per parlare nel modo giusto della storia, di cosa ha spinto all’unità del paese: in buona sostanza di rafforzare il senso identitario del paese.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...