La punteggiatura in inglese

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Ieri sono andato a un corso di due ore destinato a studenti di dottorato sulla punteggiatura in inglese. L’Università di Toronto ha un ufficio che si occupa di approfondire per i propri studenti graduate la conoscenza della lingua inglese, non solo perché la percentuale di iscritti la cui prima lingua non è l’inglese è clamorosamente alta (se non mi sbaglio, è il 44%) ma soprattutto perché la grammatica inglese resta un mistero anche per i due terzi, se non per i tre quarti dei madre lingua.

Ora, che la punteggiatura in inglese funzionasse in modo diverso che in italiano, lo sapevo anche io. La cosa buffa però è che questo discorso non vale per tutti i segni. Per dire: il punto e virgola si adopera in inglese come in italiano alla stessa maniera. E’ una pausa più lunga rispetto a una virgola, serve per separare gli elementi di una lista nella quale abbiamo almeno due elementi diversi (esempio, il nome e cognome di varie persone, e poi il loro titolo professionale) oppure quando all’interno di un periodo lungo abbiamo due frasi  indipendenti ma collegate dallo stesso filo di ragionamento (in concordanza od opposizione). Fino a qui tutto facile: se sai usare il punto e virgola in italiano, lo saprai usare anche in inglese.

Dove invece cominciano i problemi è per i due punti. I due punti in inglese, sostanzialmente, non si devono mai usare, se non dopo parole chiave come “following”. Infatti, se usate i due punti in inglese quando li usate in italiano (per esempio: dopo l’equivalente del sintagma “per esempio”) fate un errore di punteggiatura. Infatti l’inglese non tollera i due punti dopo “such as” come non li tollera dopo “include” e una lista di nomi; non lo tollera nemmeno dopo “consists of” e una lista di categorie.

Sulla virgola, cari miei, lasciate ogne speranza, voi ch’intrate. Perché in italiano è facile: si mette una virgola tutte le volte che è necessario respirare per pronunciare correttamente una frase. In inglese, semplicemente, no. Ecco che, per esempio, nella seguente frase:

1) The radical social changes in Easter Europe following the fall of the Berlin Wall and the subsequent failure of governments to address them have left many people disillusioned.

Se provate a mettere una virgola nei punti naturali di respiro, vale a dire dopo “Wall” e al limite anche dopo “them”, fate due errori di punteggiatura. Perché gli inglesi lì respirano proprio come voi (sennò col cazzo che potrebbero leggere la frase) ma non usano la virgola per indicare dove la voce si può fermare un secondo per incamerare aria! Pazzesco, secondo me, ma è proprio così.

C’è poi la questione della “virgola di Oxford”, vale a dire la virgola che si usa all’interno di una lista di nomi, prima della congiunzione “and”. In italiano, è un errore marchiano, perché – ci dicono – la congiunzione congiunge, la virgola separa. In inglese si può tranquillamente scrivere:

2) Yesterday, I met Paul, Max, Tom, and Bill.

Anche se sta cominciando a prendere piede l’idea che quella virgola prima di “and” ci stia proprio una ciofeca. E vogliamo parlare della virgola dopo “Yesterday”? Il risultato ridicolo è che nella frase 1) non ci va nemmeno una virgola, e tanti auguri per i polmoni; nella frase 2) io conto 4 virgole per 8 parole! Ma qui van bene.

Le sorprese non finiscono nemmeno con le virgolette. Anzitutto, la virgola cade ALL’INTERNO dell’espressione tra virgolette, cosa che secondo me è un abominio, soprattutto se le virgolette sono il segno di una citazione di discorso altrui, come in questo caso:

Mark Twain once said, “There are three kinds of lies – lies, damnable lies and statistics,” and his observation seems quite apropos to the current debate over global warming.

In questa frase stiamo riportando una frase di Twain (che per altro non usava la “virgola di Oxford”, faccio notare) ma la cosa assurda è che gli abbiamo aggiunto una bella virgola dopo “statistics” al posto del suo punto. Cioè: Mark Twain lì ci aveva messo un punto, fine periodo. Noi invece, se siamo madre lingua inglese o se vogliamo rispettare la loro punteggiatura assai discutibile, lo leviamo e ci mettiamo anzi una bella virgola, ché una bella virgola, in fondo, non la si nega a nessuno.

Ci sarebbe anche da dire che in inglese si ha una percezione differente dall’italiano di cosa sia un soggetto. Per noi, il soggetto di una frase è la parola o il sintagma che crea l’azione principale. Per gli inglesi il soggetto può essere una frase intera, compresa di complementi, avverbi, eccetera. Faccio un esempio:

Providing alternative strategies to ESL teachers who are using outdated theories and approaches is the objective of the present research.

Per me il soggetto di questa frase è “providing”, vale a dire “il provvedere”. Per gli inglesi il soggetto è “Providing alternative strategies”, fregandosene del fatto che “alternative strategies” è un complemento oggetto diretto ed è pure plurale, per cui non c’è modo che regga il verbo al singolare “is”. Parola mia, ho provato a farglielo notare al professore di Grammatica, non c’è stato verso. Si vede che per la grammatica inglese ha ragione lui, ma per la grammatica in senso lato, penso di avere ragione io.

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24 pensieri su “La punteggiatura in inglese

  1. controller

    oh bella !
    Il diagonal mark (/) si dice virgule.
    Qui in Italia oggi tutti dicono slash (a scuola si diceva barra, ma non c’era ancora la TV)

  2. io avrei qualche commento da fare (anche se per lo più concordo con te), ma se lo faccio in pubblico poi tu t’inalberi, come quella volta del congiuntivo
    😉

  3. Una cosa che mi ha molto colpito è che dopo i due punti bisogna scrivere la prima parola in maiuscolo. Una cosa che mi ha spiazzato ma ora mi sono abituato e ogni tanto lo faccio pure in italiano. 🙂

  4. Marino

    ” Per noi, il soggetto di una frase è la parola o il sintagma che crea l’azione principale. Per gli inglesi il soggetto può essere una frase intera”

    scusa, ma anche in italiano esistono frasi soggettive o oggettive che nel loro complesso sono soggetto o oggetto di un verbo, “providing ” da solo non fa senso.

  5. Post delizioso e interessantissimo. Lo condivido subito sulla mia bacheca di Facebook!
    La virgola alla fine di una citazione altrui appena prima della chiusura delle virgolette è da fucilazione al muro.

  6. maxcohen

    Interessante quest’argomento. Di recente, studiando con un docente madrelingua inglese questi mi ha fatto notare come fosse errato utilizzare i due punti anche per introdurre elenchi in frasi non di senso compiuto. Ad esempio l’espressione “i like: eggs, bacon and cheese”, mi è stata corretta togliendo il colon. Per conservare i due punti la frase avrebbe dovuto essere così: “there are foods i really like: eggs, bacon and cheese”.

  7. Sì max, ma questo è uguale all’italiano. Non si può scrivere: “Mi piacciono: le uova, il bacon e il formaggio.” Si deve scrivere “Mi piacciono le uova, il bacon e il formaggio.”

  8. I’m an ESL teacher, and one of my students gave me a link to this blog post. Thanks for this! It’s always so much easier to teach when you can pinpoint what is going to feel exceptionally unnatural to some of your students.

  9. Eli

    La persona che ha scritto questo post, purtroppo, non ha ben chiaro l’uso della punteggiatura in italiano.

    ”The radical social changes in Eastern Europe following the fall of the Berlin Wall and the subsequent failure of governments to address them have left many people disillusioned.

    Se provate a mettere una virgola nei punti naturali di respiro, vale a dire dopo “Wall” e al limite anche dopo “them”, fate due errori di punteggiatura”.

    Anche se la frase fosse scritta in italiano e si mettesse la virgola dopo ”wall” o dopo ”them”, ciò sarebbe un errore gravissimo. Nel primo caso si metterebbe una virgola prima di ”e”. Nel secondo, forse anche peggiore, si metterebbe una virgola tra il soggetto e il verbo! ”Social changes” e ”failure” sono i due soggetti e ”have left” è il loro verbo. In italiano non si separa mail il soggetto dal verbo con una virgola. Sarebbe come scrivere:”Michela, va a scuola” (terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo andare). Non si deve separare nemmeno il verbo dal complemento oggetto: non si scrive mai” Io mangio, una mela”. L’uso della virgola in italiano scritto non serve a marcare le pause di respiro tra un soggetto e il suo verbo! Purtroppo, si trovano continuamente frasi sui libri stampati in cui il soggetto è separato dal verbo da una virgola, ma non è corretto.

    Inoltre, per quanto riguarda questo:
    ”Per me il soggetto di questa frase è “providing”, vale a dire “il provvedere”. Per gli inglesi il soggetto è “Providing alternative strategies”, fregandosene del fatto che “alternative strategies” è un complemento oggetto diretto ed è pure plurale, per cui non c’è modo che regga il verbo al singolare “is”. Parola mia, ho provato a farglielo notare al professore di Grammatica, non c’è stato verso. Si vede che per la grammatica inglese ha ragione lui, ma per la grammatica in senso lato, penso di avere ragione io”, il professore ha, chiaramente, ragione.
    Il soggetto è providing ed è SINGOLARE e, quindi, richiede il verbo al singolare. Non capisco cosa c’entri il fatto che regge un complemento oggetto al plurale.
    In una frase come ”fornire materiali per la costruzione di scuole che dessero lavoro e molti insegnanti SAREBBE ottimale”, materiali, scuole e insegnanti sono al plurale, ma il soggetto (fornire) è al singolare, come providing, e quindi si accorda con un verbo al singolare.

  10. Eli, hai ragione solo sull’ultima frase: providing è singolare e quindi ecco spiegato l'”is”.

    Sul resto, pensare che si possa tradurre letteralmente la punteggiatura da una lingua all’altra – e nel caso in ispecie dall’inglese all’italiano – è un errore grossolano. Poi vabbè, se credi che un romanziere debba imparare da te che in italiano non si usa la virgola fra soggetto e verbo, che ti devo dire? Credilo pure. 😀

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