Love and other catastrophes

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Negli anni ’90 ci fu una deliziosa commediola australiana che si intitolava “Love and other catastrophes“. L’idea era quella di raccontare la difficoltà e la bellezza delle relazioni d’amore di persone intorno ai 30 anni, il tutto in un tono di ironia e umorismo intelligente. Fu una pellicola gradevolissima, che mi fece ridere e pensare. Forse dovrei rivederla, ora che sto con una delle donne più coinvolgenti che abbia mai incontrato, e che siamo tutti e due intorno ai 35 anni, e che dio sa quanto sia bello e impegnativo iniziare un rapporto attorno ai 35.

Qui trovate un breve elenco delle battute di quel film, ma la più esemplare di tutte è una abbastanza semplice:

Love is always dangerous.

Va da sé che il miglior film di tutti i tempi sul tema “uomini e donne” è “When Harry Met Sally“. Vince per no contest.

 

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5 pensieri su “Love and other catastrophes

  1. ambra

    Scilt e Lisa, avete superato lo scoglio più duro: giubilare l’immondo barattolo di maionese da sei chili di un anno fa (sì, quello che quando tornavate a casa camminava fino alla porta per salutarvi. Cordiale, eh, educato, mica dico di no, ma…). Quindi, adesso, sarà tutto in discesa. Anche verso la cantina, dove albergano le 9036744282043 scarpe di Lisa: fattene una ragione, Scilt: dopo i 30, noi si diventa tutte Carrie di Sex and the City. Un anno favoloso a entrambi

  2. Filippo, ne ero al corrente ma avevo letto che occorre anche essere iscritti all’AIRE da almeno 2 anni. Mi confermi? In ogni caso la legge forse potrebbe convenire alle aziende che decidessero di assumere italiani andati all’estero, ma per dire io in Italia, non vivendoci se non per festività, guadagno meno di 7000 euro all’anno e sono dunque nella no tax area.

  3. Devi essere residente all’estero da almeno due anni. L’iscrizione all’AIRE non so se faccia la differenza, dal momento che dovrebbe essere obbligatoria quando vai fuori. Se hai la residenza all’estero, pero’, non credo ti facciano storie.

    Personalmente e’ una buona legge ma non so quanto possa realmente cambiare la situazione. Dubito che i talenti baratteranno prospettive di carriera e un ambiente florido attorno a te per uno sconto sulle tasse per 3 anni.

    Secondo me riportera’ a casa forse qualche postdoc – che poi ripartira’ perche’ l’universita’ non assume piu’ nessuno – o qualche 50enne a fine carriera.

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