AIDS: la speranza di un vaccino preventivo

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I risultati di questo studio sono eccezionali. Calcolate che un vaccino preventivo per essere “efficace” ha bisogno di un successo nel 7-8% dei casi. Per esempio il vaccino della pertosse, efficace nel 7% dei casi, e la pertosse è stata annientata. Qui parliamo del 70%, dieci volte tanto. Ora bisognerà studiare l’impatto degli effetti collaterali del farmaco. Ricordo, da un mio articolo pubblicato anni fa, che questo Truvada è una combinazione di due farmaci piuttosto “vecchi”, che ha conseguenze molto diverse su chi lo prende: per alcuni pazienti, nessun effetto collaterale, per altri sospensione immediata per casini col fegato. Ciò non toglie che assieme alla notizia di pochi giorni fa sul coadiuvante della dottoressa Ensoli – che faccio notare, io chiamo “coadiuvante” e non “vaccino” – in questi ultimi giorni si sono fatti due importantissimi passi contro la peste del XX e XXI secolo.

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6 pensieri su “AIDS: la speranza di un vaccino preventivo

  1. Fai bene a portare un po’ di chiarezza linguistica in un campo così complicato: settimana scorsa ho riletto l’articolo 3 volte per cercare di capire cosa avesse di vaccinifico la cura della Ensoli!

  2. Di vaccinifico, per ora, nulla di dimostrato. Attendiamo un trial con uso solo del coadiuvante senza farmaci antiretrovirali, per capire se ha funzioni da vaccino o no.

  3. Il vaccino della pertosse non è efficace nel 7% dei casi, ma dal 50% all’85%, e non potrebbe essere diversamente; anche vista l’estrema contagiosità di questa malattia, se fosse efficace nel 7% dei casi sarebbe abbastanza poco utile.

  4. Paolo, io all’epoca lessi proprio il 7%. Si vede che un primo vaccino fu efficace al 7% e poi ne intervennero altri. Mi fu anche confermato da un’immunologa che intervistai per il pezzo dell’epoca.

  5. volpi

    bisogna dire che distribuire alla massa della popolazione una profilassi farmacologica permanente non è una maniera economicamente sostenibile per trattare l’epidemia nei paesi a basso reddito,che non distribuiscono gli antiretrovirali nemmeno agli infettati.(e le cure sono a carico loro anche negli usa).

  6. Volpi, molto giusto ciò che dici. In effetti questo vaccino avrebbe senso solo verso coloro che, da negativi, si espongono di continuo al rischio Hiv (partner di sieropoz, infermieri, chirurghi ecc.).

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