Trasloco lisergico

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E così, dopo aver assistito al “Ciclone Lisa” che ha riarrangiato la logica di bagno e cucina, operazione che le ho lasciato fare con una certa fiducia, almeno finché ho potuto apprezzare la logica che guidava la nuova organizzazione delle mensole operata dall’operosissima Lisa, ma che “every so often” ha visto anche il mio re-intervento. Per esempio quando l’ottima Lisa, che non fa colazione, aveva pensato di sistemare le cose della colazione in una mensola così in alto che per raggiungerle ci voleva una sedia.

Dicevo, dopo aver assistito al ciclone Lisa, ieri abbiamo finalmente fatto il trasloco delle cose di Lisa nel mio ampio (?) monolocale. Ora, quando si organizza un trasloco, di solito non ci si porta proprio tutto appresso. Lisa, invece, è del tipo romantico: si porta appresso anche il barattolone formato famiglia della maionese, che per altro lei non usa quasi mai, e infatti doveva stazionare nel suo frigo da almeno un anno buono, a giudicare dalla differente qualità dei due gialli di cui si colorava, all’interno, la sua maionese. E poi, l’altra peculiarità della mia caraibica compagna, è che lei ama sfruttare le vendite in offerta, avete presente quelle cose tipo 4×2? Ecco. Lisa come le vede perde il controllo di sé, ed entra in una breve ma intensa fase di acquisti ossessivo-compulsivi, nella convinzione di vivere sufficientemente a lungo nello stesso posto per usare 10 spazzolini da denti, 20 dentifrici, 18 bottiglie di shampoo, 15 di schiuma da bagno, 6 barattoli di sugo per la pasta.

Quando ho visto il piccolo magazzino che la bella si portava dietro, le ho detto: “Amore, io con i bagni colmi di bottigliette, bottiglie, flaconi, spazzolini e dentifrici ci ho vissuto 24 anni a casa di mia madre. E’ stato il motivo principale della mia uscita di casa, e quindi ora sai che facciamo? Prendiamo 4 scatole di cartone e ci mettiamo dentro tutto ciò che non usi su base quotidiana. Poi portiamo tutto in cantina e quando finisci un dentifricio o qualunque altro bene, anziché di scendere a comprarlo, scendi in cantina e fai il tuo rifornimento”. Pur avendo detto la cosa in modo sorridente e delicato, devo aver tradito una certa tensione, perché l’ottima Lisa ha subito compreso la gravità dell’istante e senza fiatare si è data da fare per riempire gli scatoloni, forse anche rendendosi conto che trasportare un magazzino in un monolocale non era fisicamente possibile. Del resto, fa un dottorato in Geofisica mica per niente, no? 🙂 C’è da dire che il monolocale dal quale lei proviene era uno di quei monolocali bassi ma di ampia metratura che si trovano sotto alle case vittoriane. QUindi poteva contare su una superficie assai maggiore della mia, calcolando l’area lavanderia.

L’altro momento di panico è stato per la sistemazione delle sue scarpe. Sì, perché per quanto Lisa sia una donna razionale (molto razionale) è pur sempre una donna. E se vi azzardate a tacciarmi di maschilismo, leggete qui. Per cui, mentre io ho in Canada 5-6 paia di scarpe, lei ne ha – diciamo – 30. E vado per difetto, eh. Anche qui, è occorso un po’ di sano buon senso: dividiamo le tue scarpe in 4 stagioni, e poi portiamo in cantina le 3 stagioni che non indossi in novembre-dicembre a Toronto! Detto fatto, Lisa ha chiesto subito: “Le metto in una grande busta, o in una grande scatola?” Mah, amore, è indifferente.

Dopo un giorno speso per riorganizzare gli spazi (il mio eroico studiolo ricavato da un grande armadio a muro è ora tornato a essere un armadio a muro con dentro anche un tavolo e una stampante, bizzarrie della vita) ci manca ancora un quarto del lavoro da fare. Ma almeno Lisa è atterratta nel mio monolocale e noi siamo riusciti anche a non graffiarci. Adesso cominciano i mesi più delicati, quelli della convivenza in due nello spazio pensato per uno solo. Se tutto filerà bene, compreremo il prossimo appartamento con un po’ di tempo per pensarci su. Altrimenti, andremo in affitto in un posto più ampio non appena cominceremo a metterci le mani addosso (in senso negativo…)

Stay tuned.

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3 pensieri su “Trasloco lisergico

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