Riflessioni di un autore

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A distanza di una settimana dall’uscita di Tutta colpa di Miguel Bosé ho capito che chi ha letto il libro si è molto divertito e lo ha consigliato in giro. Ne sono molto contento, è questo l’unico modo che il mio romanzo potrà aver successo, dal momento che l’editore ha – legittimamente, ma la cosa non mi riempie di gioia – deciso di puntare su altri suoi libri per investire in campagne promozionali e di marketing, anche dopo che la spettacolare sinergia con il cantante Miguel Bosé è tristemente tramontata. E’ una strana sensazione, però: in tanti anni che lavoro nel mondo editoriale, rarissimamente mi sono confrontato con critiche negative da parte dei miei lettori (o anche dei critici). Anzi, ho una collezione di un migliaio di email di lettori soddisfatti e contenti, che si sono emozionati ora piangendo ora ridendo, a seconda del libro che hanno letto. Questo mi riempie d’orgoglio, perché riuscire a far piangere e ridere il proprio pubblico è, in fondo, il sogno di ogni autore, che sia un comico, un attore drammatico o un autore di testi.

Sarebbe bello trovare prima o poi un editore che sia conscio del valore delle mie pagine, al punto non solo da pubblicarle (e ancora grazie), ma anche da investirci qualche soldo in termini di promozione e marketing. Perché nel piccolo mercato editoriale italiano, se si vuole vendere un po’ occorre anche investire in promozione e marketing, non si può pensare di affidare un testo solo all’ufficio stampa e all’eventuale tam-tam dei lettori. Che comunque, a quanto pare, per i miei libri c’è anche stavolta. La fatidica “seconda prova” di scrittura è stata superata, penso di poter dire, e ora è il tempo di concentrarsi solo su questo aspetto positivo.

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15 pensieri su “Riflessioni di un autore

  1. Tore

    “Sarebbe bello trovare prima o poi un editore che sia conscio del valore delle mie pagine, al punto […] da investirci qualche soldo in termini di promozione e marketing”.

    Ovviamente te lo auguro di cuore. Al tempo stesso mi chiedo se al di là delle vie tradizionali (leggi: pubblicare con un editore) non esistano oggi possibilità del tutto nuove offerte dalla rete. Ci sono stati in America romanzi pubblicati prima su internet e solo successivamente su carta; e su carta sono stati un successo (anche) perché si erano già conquistati un pubblico numeroso su internet. Mi chiedo se questa strada, unita ovviamente ad un marketing creativo ed efficace, non possa almeno in parte bypassare l’asfittico mondo editoriale italiano. Continuo a pensare che c’è qualcosa che non funziona del tutto se in Italia un romanzo che vende duemila o tremila copie viene considerato un discreto successo. Forse è “ttutto rrotto”, come diceva il buon Renatino Soru.

  2. Guapo Romano

    Non solo nell’editoria vale quello che affermi, ma in tutto (essendo il mio campo, lo so..). Pero’ tieni a mente due casi eclatanti (uno italiano ed un americano) di eventi editoriali che hanno fatto epoca e che sono partiti dal passaparola/passafotocopie al successo strepitoso, alla definizione di un genere, alla creazione di movimenti/pensiero e quindi di movimentazione di milioni di euro/dollari.
    Sono dei “case studies”: Tre metri sopra il cielo (Italia) e la Profezia di Celestino (USA). Il tuo genere che potrei neologgizzare con Bio-Vintage-grafia è facile da posizionare nel mercato ed è nella stessa fascia commerciale di Fabio Volo, ovvero potenzialmente molto redditizia ma purtroppo limitata ad un pubblico “open-sessuale”. Ma questo la tua casa editrice l’avrà già studiato ed analizzato. Altro consiglio: cambia se ti è possibile la tua l’immagine (un po’ troppo savianiforme) e la postura!
    In bocca al lupo. cri

  3. Guapo, cambiare l’immagine non mi è possibile: di faccia ne ho una sola. Assomiglio a Saviano? Può darsi, amen. Io poi penso di essere tanto interessato al sociale e alla politica quanto lo è Saviano, e questo blog ne è una cartina di tornasole. Sto cercando di scrivere un romanzo per ogni genere: romantico, umoristico, sociale, storico eccetera. Vediamo come va. La postura, invece su quella hai ragionissima, ma lo sgabello era scomodo e io dovevo tenere in grembo il libro per farlo riprendere il più possibile. La prossima volta vedrò di ricordarmi di stare più dritto 🙂

  4. Tore, speriamo. Io so che “Angeli” nella sua edizione LRP senza distribuzione in libreria, solo con un sito web, ha venduto 500 copie in due anni. E’ una montagna di copie, sai?

  5. Guapo Romano

    “immagine” non è “faccia”: quella va benissimo…è il look! troppo monocolore grigio un po’ curiale!una bella camicia bianca arrotolata sull’avambraccio (Piroso è sexissimo quando lo fa e i suoi consulenti immagine credo lo obblighino a farlo!), jeans e all stars magari viola (che fa anni’80 da urlo)! stai promuovendo un libro di costume anni’80 non un libro alla “Gomorra”! Hai già contattato la responsabile cultura e libri di Sky? trovi tutti i nomi anche su LinkedIn….ciao!!
    PS: anche io porto la barba come te!

  6. Tore

    Senza distribuzione in libreria e senza promozione su internet (sito a parte) è una enormità, infatti. E il punto è proprio questo: è possible che “là fuori” cioè nella rete ci sia un pubblico potenzialmente molto più numeroso di quello che va in libreria? Il tuo caso dimostrerebbe di sì.

  7. watchdogs

    è normale che trovi una percentuale di lettori soddisfatti molto alta… al contrario, è proprio quando gli editori investono in marketing vendi di più ma hai anche molte recensioni e giudizi negativi

  8. tonight

    Il tuo discorso mi pare ingenuo e arrogante al contempo.
    Le recensioni negative si fanno ad autori famosi o autori sconosciuti di grande e inaspettato successo commerciale. Quindi non averne ricevute non è di per sé un riscontro positivo. Semplicemente, non ti avranno ritenuto degno di dieci righe su una rivista di una certa rilevanza.
    Le recensioni su rivistucole o siti gai lasciano il tempo che trovano e quasi sempre vengono fatte per amicizia o conoscenza. Ne citi una in cui viene usata per due volte nella stessa frase la parola “bellissimo”, non mi pare proprio una recensione di un critico ma di un esaltato che farebbe bene a dosare le parole o almeno a scegliere dei sinonimi, evitando, se vuole essere preso sul serio, superlativi in quantità industriali.
    Le mail positive sono quelle di lettori qualunque che si saranno identificati nelle storie che racconti, di quindicenni che si accontentano di poco ce n’è a bizzeffe. Addetti ai lavori e critici letterari usano ben altri canali di comunicazione.
    Se a un lettore un libro non piace, lo mette via, non è che scrive all’autore per dire che non gli è piaciuto.
    Ci sono migliaia di autorucoli che pubblicano in Italia, tutti si considerano non sufficientemente apprezzati, tutti a chiedersi ma perché non mi considerano. La frustrazione è una brutta bestia, ma nasce dall’eccessiva considerazione di sé.

  9. Tonight, il tuo messaggio invece di arrogante e ingenuo non ha niente.

    Qui l’elenco delle testate che mi hanno recensito fino a oggi, tratto dal mio sito: Il Giornale, La Repubblica, L’Unità, Rai News 24, Il Diario della Settimana, Alias de Il Manifesto, Tuttolibri de La Stampa, Il Centro, Ciak, Ansa, Io donna del Corriere della Sera, L’Unità, L’indipendente, Pride, Aut, Libertà, La Piazza dell’Aurelio, L’arcilettore, Inchiostro, Inverses, L’ateo e altre.

    Per non dire delle giurie di premi letterari che mi hanno designato come vincitore o finalista nei loro premi nazionali, o anche semplicemente delle recensioni raccolte nei blog, su anobii, nella rete e così via. Inoltre i lettori scontenti scrivono email agli scrittori tanto quanto i contenti. Nelle prossime settimane cominceranno ad apparire le recensioni per l’ultimo libro, appena uscito.

  10. tonight

    L’unica recensione presente nel tuo sito che sia stata presa da una testata di qualche valore è L’unità. Tutte le altre che citi nel tuo post, dal Manifesto a Tuttolibri, guarda caso nel tuo sito non ci sono…
    A ogni modo, uno scrittore che vale fa parlare le sue parole, non sta ad elencare tutti i suoi “successi” come un secchione alle elementari. Soprattutto se poi si lamenta di non avere abbastanza successo. Un paradosso o no?
    Da parer mio, Angeli da un’ala soltanto ha una storia che forse forse, nella sua banalità, potrebbe pure essere leggibile, ma è scritto in maniera imbarazzante: vuoi stilizzare? devi saperlo fare, altrimenti il risultato è uno scimmiottamento artificioso del linguaggio giovanile e un dilettantesco affastellamento di parole che nemmeno un grafomane barocco…

  11. paOlo

    Che Angeli sia scritto male concordo 🙂
    E difatti un altro scrittore italiano, di ben altro calibro, ha rifiutato di presentarlo a Milano perché non voleva perderci la faccia…

  12. Tonight, ti sbagli, tutte le recensioni sono presenti nel mio sito. Solo che tu non ci sai navigare. Prova a usare il cursore su ciascuna pagina dedicata a un mio libro. Per il resto, affermavi che nessuno m’avesse recensito, di questo si parlava, non del mio valore come scrittore, che è stato affermato non da me o da te, ma dal mio pubblico, dai premi letterari o dalle case editrici che mi hanno pubblicato. Fine della polemica (che riguardava, te lo ripeto, le recensioni ricevute, non altri temi sui quali non hai voce).

  13. Paolo, i romanzi possono piacere o non piacere, ma i giudizi sono sempre soggettivi. Secondo te è scritto male, secondo altri no, e per questo lo hanno scelto quale finalista al Premio Tondelli (in due edizioni: come inedito e come edito), e gli hanno attribuito il premio quale Miglior libro gay 2005. Per non dire del successo commerciale: libro più venduto nei vent’anni di storia della Pequod Edizioni, libro più venduto nei vent’anni di attività della Libreria Babele di Milano, il tutto con solo il passaparola dei lettori. Il resto delle tue affermazioni sono solo calunnie in forma anonima, quindi ciao. A parte questo, tu invece cosa hai pubblicato? Perché sai, a scrivere “è scritto male” senza per altro spiegare dove, come e perché son buoni proprio tutti, ma a scrivere un romanzo e poi a pubblicarlo e a venderlo bene, già meno.

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