Angelo Ventura ha scritto di TCdMB

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La recensione più rapida della storia finisce così:

E’ un romanzo che mancava nella letteratura italiana, gaya e non. Ricco di notazioni umoristiche e di ficcanti riferimenti all’attualità, questo romanzo è una prova che, contrariamente a quanto si vorrebbe asserire da parte di qualche intellettualoide, il romanzo non è morto, anzi. “Tutta colpa di Miguel Bosè”  è tutto quello che “Con le peggiori intenzioni” di Piperno voleva essere, e non è stato: un grande romanzo italiano.

Mi dispiace per il sor Piperno, ma io godo come un gatto nell’ovatto.

Prime presentazioni:

  • Roma, c/o Circolo “Mario Mieli” via Efeso 2/a, domenica 31 ottobre, ore 18.15 presentano Francesco Gnerre e Andrea Maccarrone.
  • Torino, c/o Libreria Lego, via Maria Vittoria 31, venerdì 5 novembre, ore 21.00, presenta Giorgio Ghibaudo
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10 pensieri su “Angelo Ventura ha scritto di TCdMB

  1. francesco

    Senza offesa, ma dal primo capitolo che ho letto online mi pare un po’ una scopiazzatura di generations of love di matteo bianchi, ma spero di sbagliarmi.

  2. Francesco, meno male che è “senza offesa”! Hahahahahhaha 😀 La differenza fondamentale fra TCdMB e GoL è che il primo è un romanzo, il secondo, no. Leggili e te ne accorgerai.

  3. vegetarian

    oggi l’ho comprato in libreria a padova. Ero lì per altri motivi, l’ho visto e l’ho preso. Non potrò leggerlo subito, poi ti dirò se anche la generazione duemila si riconosce nel romanzo 😉

    Devo dire che la copertina dal vivo rende molto di più. Si fa notare (anche se ovviamente sono un campione corrotto).

  4. vegetarian

    non ero alla feltrinelli, ero al melbookstore per dei libri scolastici usati. Comunque era in bella vista tra le novità, ben visibile uscendo dalla libreria.

  5. La copertina è bellissima (complimenti al grafico) solo che, in generale, non amo la letteratura “gay-oriented”.
    Buona fortuna comunque!
    Pietro

  6. francesco

    Generation of love l’ho letto, altrimenti non avrei potuto avanzare il paragone. E non capisco perché non dovrei considerarlo un romanzo. Anche molto riuscito e originale, tra l’altro.

  7. Francesco, sì ma non hai ancora letto TCdMB, quindi il paragone non lo puoi ancora fare. Riguardo a GoL, diversi difetti, tra cui degli sbilanciamenti temporali ingiustificati tra le varie sezioni dello scritto, e una struttura narrativa pressoché inesistente. I romanzi sono una cosa più complessa e ponderata. Detto questo, in alcuni punti era divertente. TCdMB nasce anche per dimostrare che si può scrivere un romanzo GLBT gioioso e ben articolato. Non basta mettere in fila una serie di propri ricordi e poi scriverci in cima “Romanzo” per dire di aver scritto un romanzo.

  8. PV64, i gusti son gusti, a me la letteratura ebraica piace molto, per dire, ma tendo a leggere di tutto, sono assai onnivoro in quanto a narrativa. Questo libro comunque, se vogliamo essere precisi, è anzitutto un romanzo umoristico, poi una saga familiare, poi una storia del costume degli anni Settanta-Duemila e infine un romanzo di formazione di un bambino-adolescente-giovane uomo bisessuale. Non credo si possa includerlo nel genere “letteratura gay”, ma di sicuro si può includerlo nei generi “letteratura umoristica”, “romanzi di formazione”, “saga familiare”, “letteratura bisessuale”.
    Bisogna però mettersi d’accordo su cosa significhi PER TE “letteratura gay”: la letteratura di autori gay o GLBT? Se così fosse, dovresti escludere dalle tue letture robe molto importanti, da Proust a Shakespeare, passando per Marlowe e Saffo. Peccato, no?

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