Toronto, uno dei crocevia del pianeta Terra (quasi una dichiarazione d’amore)

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Pupi di una scuola di Toronto

Forse la cosa più bella di Toronto è questa: a cominciare dal nome di questa città, qui siamo a uno dei crocevia del pianeta Terra. Uno di quei luoghi dove la gente sceglie di venire a vivere almeno parte della propria esistenza, di solito felice di stare realizzando qui un proprio sogno. E’ questa la sensazione che ho tutte le volte che mi trovo in un party o attorno a un tavolo di un pub con amici oppure colleghi di dottorato o di lavoro. Una decina di giorni fa sono stato invitato a un party di soli dottorandi in Fisica, colleghi della mia nuova compagna. Ero l’unico a non studiare Fisica a livello PhD e all’inizio avevo un po’ di timore di poter essere considerato come il consueto pesce fuor d’acqua di un gruppo di persone affiatate, che condividono amicizia, passioni e interessi da almeno 3-4 anni. Naturalmente, non è andata così. Poiché sono italiano, ho attirato subito l’attenzione di un ragazzo tedesco di 24 anni, Nikolas, che evidentemente aveva nostalgia di qualunque cosa sapesse di Europa. Così s’è messo lì di fianco a me, anche ignorando la sua compagna e involontariamente impendendo alla mia di sedermisi vicino, per chiedermi la qualunque riguardo alla mia scelta di venire a vivere a Toronto.

Per la fine della serata, avevo due buoni amici in più: Niklas il tedesco e Assia, la sua compagna russa di San Pietroburgo. Ragazzi più giovani di me di una decina d’anni, ma comunque molto alla mano e svegli e simpatici, al punto che complice qualche litro di alcool scorso, abbiamo saputo passare con eleganza dagli stereotipi (non ho ancora mai incontrato un tedesco sotto i 25 anni che non parta da stereotipi clamorosi sugli italiani, quando si avvicina per fare amicizia) alle emozioni, i sorrisi e gli intendimenti a forza di un semplice sguardo. Davvero molto bello.

La cosa peculiare è che a quel party io ero con una compagna caraibica, questo tedesco stava con una russa, e poi tutti gli altri, anche quelli di passaporto canadese, avevano alle spalle una storia di immigrazione recente in famiglia. E i continenti del pianeta Terra erano tutti ben rappresentati: asiatici dagli occhi a mandorla, caucasici, neri caraibici, indiani, europei, nordamericani e sudamericani. Ciascuno di quei dottorandi di Fisica veniva da una cultura diversa, da un Paese diverso, pregava in un modo diverso e però tutti potevamo comunicare in inglese e tutti eravamo uniti dalla medesima scelta: vivere in Canada per qualche anno, forse per sempre chissà, per fare un dottorato e poi vedere dove porta.

Lo stesso è accaduto oggi. Il mio capo, Ben, un trentunenne molto giovanile, simpatico e carino, già padre di due figlie adolescenti, ha voluto organizzare un meeting di lavoro in un pub vicino l’università, dove abbiamo dedicato la prima ora alle nostre cose di lavoro e le altre tre a raccontarci e scoprirci un po’. Ho un gruppo di lavoro davvero fantastico: c’è George che è un canadese d’origine scozzese, già maestro elementare e già militare di carriera. E’ il classico scozzese, a cominciare dai colori: rosso, occhi verdi, tipicamente WASP ma molto, molto affabile. I suoi anni nell’esercito canadese e come maestro elementare lo hanno formato in modo molto diverso, ma alla fine è venuta fuori una persona davvero poliedrica, spiritosa, intelligente e rispettosa del diverso, tanto è vero che è innamoratissimo della sua fidanzata asiatica. George sta facendo un dottorato in Studi medievali ed è un fine latinista oltre a insegnare corsi di Inglese antico e di grammatica inglese. Poi c’è Michelle, che è una canadese del Quebec, una ragazza dal sorriso particolarmente dolce, molto innamorata del suo fidanzato barbuto di cui si è un pochino parlato oggi, ma sempre tenendo ben fermo il suo (di lui) diritto alla privacy. Michelle sta finendo un dottorato in Storia della Scienza. Poi c’è Alexa, una canadese di origine ucraina, che viene dall’interno del Canada, la provincia del Saskatchewan, che è una delle donne più simpatiche e dolci che abbia mai incontrato, e sta svolgendo un dottorato in Musica, essendo dunque anche una talentuosa pianista. Poi c’è appunto Ben, dottorando in Storia, quello con le due figlie adolescenti e un “divorzio” alle spalle (non credo sia mai stato sposato con la mamma delle sue due figlie, ma fa uguale).

Ciascuno dei miei colleghi mi piace molto. Perché sembrano tutte persone genuine, per bene, rispettose e affabili, oltre che molto competenti sia nel nostro lavoro di pedagoghi, che nelle loro rispettive discipline. E non crediate che questo tipo di compagnia è così solo perché frequento accademici. Il bello di Toronto è che la maggioranza della gente qui ha scelto di venire a vivere in questa città. L’età media della città, intesa come età media della popolazione che vedi per strada, deve essere proprio intorno a 35 anni, e sul volto degli abitanti vedi spesso quel sorriso disteso di chi è conscio di stare provando a realizzare se stesso. Un sorriso che proprio non vedo in Italia.

E’ proprio in questo ambiente che ho trovato la mia nuova compagna, e di lei vado particolarmente fiero. Ma se anche fossi stato ancora single, questo tipo di atmosfera internazionale e plurale mi avrebbe comunque portato prima o poi a scrivere un post del genere. Perché dopotutto Toronto, è proprio uno dei crocevia del pianeta Terra.

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16 pensieri su “Toronto, uno dei crocevia del pianeta Terra (quasi una dichiarazione d’amore)

  1. Michele

    Le tue righe mi stanno facendo innamorare di toronto.
    Sarebbe un posto ideale dove non dovrei nascondere parti del mio carattere per conformari al resto della società 🙂

  2. bernardo

    Ma che bel post!

    Il Canada e’ certamente uno dei Paesi piu’ liberali e mescolati del pianeta.
    Il fatto che la gran parte degli abitanti sia arrivata relativamente da poco animata da grandi sogni e speranze rende l’insieme frizzante e gradevole.

    Anche per un vecchio come me .

  3. In realtà il Paese più liberale credo sia il Regno Unito. Qui da qualche anno stanno regolamentando l’immigrazione in modo relativamente severo. In pratica vogliono selezionare molto di più gli immigrati sulla base di cosa sanno fare, cosa hanno studiato, quanti soldi hanno e come stanno di salute. Cose di per loro ragionevoli (grosso modo) ma c’è da dire che il Regno Unito ha maglie molto più larghe e di certo al Regno Unito manca tutto lo spazio che c’è qui. In altre parole, il Canada potrebbe essere molto più filantropico, come Stato, poiché ha materie prime e spazio a sufficienza per cambiare in meglio la vita di chiunque sia disposto a venirci a vivere. Eppure fanno da un po’ una selezione non morbida.

    La stessa toronto il 25 ottobre vota per il suo sindaco e sembra vincerà il canidato di Destra, un certo Ford, che ha posizioni assai discutibili su circa tutto. Questo per dire che anche un posto socialmente molto bello ha poi le sue rughe di paura e di cruda realtà.

  4. Quest’ultimo commento mi sembra il più verosimile. Devo dire che da mio punto di vista io vedo molto di più l’avverarsi di cio che Orwell presagiva in 1984 almeno in occodente. Londra da questo punto di vista mi sembra emblematica; ma senza andare troppo lontano molti condominii italiani sono in qualche orwelliani. La tv strombazza in continuazione modelli votati al bello, simpatico e quindi innocente. Ahimé co siamo dimenticati della lezione di Pasolini e dei suoi:”Comizi d’amore”.

  5. Carlo

    più che altro i laboratori di fisica sono notoriamente cosmopoliti.
    E toronto è un posto incredibilmente freddo del culo del mondo

  6. Carlo, purissime falsità le tue. Toronto significa appunto “crocevia”, quindi non è in culo al mondo per definizione. E’ una delle maggiori metropoli del Nord America, più plurale e differente di Londra, questa sì un po’ eccentrica rispetto all’Europa e al Nord America. Sul fatto del freddo, pure dici cose tipiche di chi non conosce nulla del tempo atmosferico di Toronto. Sei probabilmente di quelli che pensa che Toronto sia una città del nord, mentre basterebbe guardare un mappamondo per renderti conto che è più a meridione di Genova, per dire.

  7. Carlo

    io so che ci sono stato e che ci morivo di freddo.

    Poi io se non ho un torrione medievale sotto cui appisolarmi non sono a casa.

    Io mi ricordo questi cavalcavia enormi e che non c’era una vera città all’europea.

    Quebec per dire era parecchio più bella.

    Il Canada tutto è in culo al mondo, sarà anche un bel culo

    (qui penso soprattutto ai boschi e per inciso nei posti crocevia del mondo i boschi li buttano giù)

    ma sempre in culo al mondo

  8. Carlo, se cerchi torrioni medievali, ti consiglio di non uscire dall’Europa. Così, come sensazione personale. Altrimenti fai la parte speculare del californiano che arriva a Gubbio e dice: “Ma dove sono quelle belle autostrade a 12 corsie?” Sì, insomma, la parte del ridicolo.

  9. Peace

    Ciao Sciltian, ho sempre seguito il tuo blog e sono un tuo accanito lettore. Hai detto “compagna”…Ma non sei gay 🙂 ?
    Non vedo l’ora che esca TUTTA COLPA DI MIGUEL BOSE’.
    Ciao,
    Alessio (Roma)

  10. Ciao Peace, no, non sono gay e non lo sono mai stato. Sono da sempre bisessuale. E questa di oggi non è certo la prima fidanzata. 🙂 Proprio “Tutta colpa di Miguel Bosé” ha un sottotitolo indicativo: “Storia di un bambino metrosessuale”.

  11. Premesso che in citta’ canadesi come Montreal ci vivrei anche io; premesso che tra tutte le nazioni del pianeta il Canada e’ quella che Amnesty International cita in assoluto di meno, il punto e’ che se si mette il muso fuori dai grossi centri abitati l’ordine di grandezza delle distanze sono tali che bisognerebbe viaggiare in aereo pena sobbarcarsi lunghissimi viaggi in auto in distese sconfinate senza centri abitati dove se viene meno il mezzo si diventa protagonisti di film come “the hitcher”. Proprio perche’ per l’assenza di insediamenti umani vige la legge della jungla.

  12. Cypher, a Montreal però l’inverno dura 6 mesi e va sotto lo zero di 30-40 gradi che è un piacere. La città è bella ma troppppo fredda per i miei gusti. Toronto e Vancouver sono meglio.

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