Appoggio il divieto di burqa e di niqab

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Ecco un tema sul quale ho cambiato opinione nei miei anni canadesi. Quando sono arrivato qui, nel 2006, e ho incontrato per la prima volta donne musulmane coperte dal burqa o dal niqab, ho pensato che fosse giusto poter permettere l’uso di questa tradizione religiosa in Canada, paese notoriamente occidentale e non islamico.

Poi, invece, ho cambiato opinione. Perché giudico che son poche le donne islamiche che desiderano indossare questa tradizione, e perché valuto che se hai deciso di spostarti da un paese islamico verso un paese occidentale è perché cerchi una società diversa da quella tua di origine. E nel luogo nuovo dove vai, ci sono altre tradizioni, altri usi, altra libertà di religione e altro rispetto per l’individualità della donna.

Quindi, fa bene Sarkozy a vietare il burqa e il niqab, fa bene Fini a dire lo stesso. E per me queste sono posizioni progressiste. Perchè mettono al centro il diritto della donna ad andare vestita un po’ come cazzo le pare, non secondo i precetti della tradizione di una cultura alla quale possono aderire ma magari desiderare di non rispettare nei suoi aspetti più limitanti, dal burqa alle menomazioni fisiche tipo infibulazione.

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51 pensieri su “Appoggio il divieto di burqa e di niqab

  1. Strano diritto per la donna di andare vestita in giro come cazzo le pare se per legge non può portare il burqa o il niqab nei posti pubblici. Poi nel privato fa come le pare. Bella posizione ipocrita se l’istanza democratica è la vera motivazione di questa legge.
    Occhio non vede cuore non duole se invece la vera motivazione è, come credo io, di natura culturale.
    Io credo che chi vieta è come chi impone. dovremmo lasciare scegliere a loro e se dici che non possono scegliere perchè costrette dalla loro cultura questa legge fa solo danni perchè impone loro di non indossare veli solo in pubblico senza spiegare loro perchè e lasciandoglielo fare in casa là dove la pressione culturale dovrebbe essere più forte…

    Comunque Burqua e infibulazione non sono proprio la stessa cosa non credi?

  2. L’infibulazione, per me, è una menomazione fisica. Per un musulmano, è una pratica culturale molto importante, supportata da una tradizione millenaria. In Canada hanno risolto, dopo due anni di discussione, di non renderla mutuabile, ma chi la vuol fare deve:

    a) essere maggiorenne (cosa che comporta il divieto di farla in casa sulle proprie figlie minorenne)
    b) rivolgersi a una clinica privata (per assicurare gli standard minimi di sanità)
    c) pagarsela di tasca sua

    E’ insomma, come se una decidesse di amputarsi un dito. Non glielo vietano, ma lo deve fare pagandosi l’amputazione e in una clinica dove almeno non muore di setticemia.

    Questo sull’infibulazione. La soluzione canadese mi sembra relativamente condivisibile, perché fa i conti con il fatto che in questo un semplice divieto sarebbe anche difficile da verificare.

  3. Sul burqa e il niqab: secondo me se vengono vissute come importanti tradizioni culturali, è bene che chi ha questa sensibilità non si sposti dal proprio paese d’origine. Perché se vuoi trasferirti in un altro paese, la prima regola è che rispetti le leggi e i costumi e le tradizioni del nuovo paese che ti ospita.

    Quindi, per dire: i froci in Iran vengono lapidati o impiccati, in Canada no. Se io sono iraniano e musulmano e vengo a Toronto, non potrò andare nel Gay Village a prendere in giro o peggio a chiedere l’impiccagione per gli uomini che camminano mano nella mano. E’ necessario che io faccia uno sforzo culturale e che impari ad accettare un uso, una tradizione opposta a quella dalla quale vengo.

    Se poi la cosa mi è assolutamente insopportabile, ho tre scelte:

    a) cambio paese, magari me ne torno in iran, dove posso felicemente impiccare i froci;
    b) rimango in canada e faccio buon viso, ma metto su un bel partito d’ispirazione islamica che proponga la lapidazione e l’impiccagione per i froci, vedendo se ottengo tanti voti;
    c) rimango in canada e mi rassegno a questi corrotti costumi occidentali da debosciati e porci immorali.

    Lo stesso identico discorso vale per l’uso del burqa e del niqab per le mie donne.

  4. Ma tra comportamenti lesivi degli altri e comportamenti (se non imposti) che seguono una convinzione (per quanto noi la si ritenga sbagliata – io, da liberale, mi astengo) ci passa un treno.
    Mi riferisco ovviamente al burqa, non a tutto il resto che, con riflesso pavloviano, gli viene associato.

  5. Oltretutto, sono favorevole al divieto di burqa in occidente anche per un altro motivo banale, che sconfigge l’argomento “e se la donna vuole andare in giro sotto al burqa”? In giro si va a volto scoperto, secondo le leggi vigenti in quasi tutte le società occidentali. per ovvi ed elementari motivi di ordine pubblico. Semel in anno, è possibile mascherarsi (halloween, carnevale) ma non su base quotidiana.

  6. Diciamo che si può controllare e impedire l’infibulazione. C’era una proposta, in tal senso, di Ayaan Hirsi Ali quando era deputata al parlamento olandese. Dovrei recuperarla, è da qualche parte in “The caged virgin”. Naturalmente fu criticata perché 1) non era rispettosa delle altrui tradizioni 2) discriminava certi gruppi etnici (ché, è ovvio, è inutile controllare, poniamo tutte le ragazze svizzere o norvegesi, mentre magari è utile controllare le giovani figlie di famiglie somale, tanto per dire).

  7. A me non pare una discriminazione controllare che le giovani somale provenienti da famiglia islamiche in occidente ricevano una visita ginecologica per accertare la loro non infibulazione. Però se qualcuno pensa che lo sia, si potrebbe estendere la visita ginecologica annuale obbligatoria a tutte le donne da una certa età in poi, così si scoprirebbero anche tante di quelle violenze sessuali che si hanno tra le confortevoli mura domestiche, in egual misura fra tutte le religioni, tutte le comunità, tutte le etnie e in particolare quelle occidentali.

  8. volpi

    la questione del riconoscimentodel volto nascosto è la sola che offra una base razionale per il divieto di un niqab e burca liberamente scelti .tutte le altre basi sono invalidate dai vari articoli costituzionali che proteggono la libertà religiosa.molto d’accordo sulla legge riguardante l’infibulazione in canada.ma la clinica dovrà dare informazioni mediche complete alla paziente

  9. klingsor

    forse non sapete che, secondo la dichiarazione dei diritti dell’uomo, nessuno può essere sottoposto a visite mediche SENZA la propria volontà.
    identicamente, la chirurgia NON opera sul sano, ad esclusione del cambio di sesso perchè è per sanare una malattia (disforia di genere).

    la questione burqa è semplicemente una questione di rispetto di regole che possono essere diverse dal paese da cui si proviene.

  10. L’infibulazione opera sul sano. Essendo l’escissione delle grandi labbra, per me è una menomazione fisica. Se in una cultura questo si chiama “tradizione”, la visita medica obbligatoria – al pari di quella che s’aveva in italia per tutti i ragazzi chiamati alla leva militare – per appurare la non avvenuta infibulazione mi pare un’ottima soluzione.

  11. klingsor

    siamo d’accordo sul fatto che l’infibulazione sia un abuso.
    resto scettica sulla visita obbligatoria, perchè specialistica, molto diversa dai tempi della leva.

  12. Mattia

    Sono a favore di tutto ciò che può distruggere o indebolire le religioni, e vietare il burqa mi sembra una legge che va in questa direzione.

  13. Sei coerente con i discorsi fatti in precedenza. Io, che come sai, sono ben più critico di te della società islamica – e delle sue emanazioni che spostano il controllo sessuale dal corpo dell’uomo al corpo della donna come burqa e velo – trovo che la libertà d’espressione sia ancora più importante.

    È comunque una posizione problematica.

  14. Kling, siamo pratici: come risolvi se non con una visita ginecologica? Lo chiedi? Oltretutto, per capire se una donna è infibulata o no, credo che bast un’occhiata da parte di un ginecologo, non penso ci sia bisogno di una visita interna.

  15. Anche tu sei coerente, Giovanni. Per dire, arrivi a chiamare “libertà d’espressione” il burqa o il niqab o magari la stessa infibulazione. Dimenticando che se la libertà d’espressione fosse garantita in paesi islamici integralisti, credo che il 90% delle donne deciderebbe di bruciare il burqa eccetera.

  16. Pierangelo Bucci

    A titolo informativo il burqa o il Niqab non appartengono alla tradizione religiosa, ma al pregiudizio maschilista, tant’è che il numero delle donne che lo indossano, come ben dici tu, è molto basso, anche negli stessi paesi a maggioranza musulmana; ça va sans dire che anch’io sono contrario al loro uso in pubblico. Per veli e velette che non nascondono il viso, invece, che ognuno faccia come crede.

  17. Gab

    Io le certezze di AdF le ho tutte, anche di più.

    E, forse a differenza di lui, credo che non si debba essere tolleranti con le religioni intolleranti.

  18. Filippini, se è per questo io conosco dei professori universitari che difendono a spada tratta l’infibulazione e l’impiccagione degli omosessuali. Anche dei membri del Parlamento.

  19. Gab, io già son poco tollerante con le religioni in senso lato. Poi se sono religioni intolleranti, per me sono il cianuro dell’umanità e dell’intelligenza. Sono iscritto all’UAAR mica per caso.

  20. volpi

    l’islam attuale è in gran parte intollerante,esattamente come le varie forme di cristianesimo del 17 simo secolo europeo.Non voglio discutere se la forma “originale” ovvero più antica di cristianesimo fosse più vicina al cristianesimo attuale o alla pericolosa religione delle guerre sante europee,ma vediamo che è cambiato.Si sono selezionati ceppi meno virulenti,diciamo. se applicheremo le nostre leggi subito e dappertutto non correremo rischi eccessivi

  21. Filippo, bada che il modo in cui un partito si pone nei confronti dell’Islam determinerà spesso la scelta del voto da parte di un elettore. Se decidete di avere un atteggiamento soft, perderete molti altri voti, perché non capite che l’Islam è una religione pericolosa e dannosa per l’Occidente e dovunque esista il libero arbitrio.

  22. Sciltian, primo non appiattirmi, dai, sempre e solo sulla politica.
    Secondo questo è un tema prepolitico o metapolitico, come ti piace di più.
    Terzo, questo tema è uno degli elefanti di Lakoff…

  23. pixidust

    … per quello che vale, sono perfettamente d’accordo con te. E anche io ho cambiato opinione da quando sono andata in america…. e non riesco a farmi capire dai miei amici che non sono per nulla intollerante o razzista: come hai chiaramente detto tu, la questione e’ un’altra. Anche loro mi paragonano a Sarah Palin, senza ovviamente sapere quello che stanno dicendo. E’ veramente frustrante. Meno male che qualche volta si legge qualcuno come te che usa la testa e non i pregiudizi. Grazie.

  24. Illu, mi fa specie che proprio te, un ex elettore di Alemanno sindaco di Roma, se non erro, mi venga a dire una cosa del genere. Perché ragazzi: non tutte le cose che la Lega Nord o Sarah Palin dicono sono sbagliate per forza in quanto le dicono loro. Nei confronti di una religione integralista (qualunque essa sia) io sono anzitutto uno che lotta contro. Si chiami cattolicesimo integralista o islamismo integralista, io sono un ex radicale, un ex repubblicano mangiapreti, io sono un laico e un iscritto all’UAAR.

    Io trovo profondamente ingiusto che ci sia un crocifisso cattolico in una mia classe, tanto è che giro con una spilletta sul bavero della giacca che dice: “Don’t Pray In My Class and I Won’t Think In Your Church”. A differenza di Oriana Fallaci, io non faccio scrivere un tumore al posto mio (che spero di non avere, nda) e non invito al conflitto dei mondi né alle guerre contro l’Islam. Io difendo lo stile di vita laico e tollerante di ogni società occidentale. Per cui determinati usi e costumi che vengono da fuori sono i benvenuti, fin tanto che non collidono con il libero arbitrio, non schiacciano diritti altrui e non costituiscono un pericolo per la società.

    Se vuoi fare la maestra in Italia e sei musulmana, NON ti vesti sotto a un burqa. Punto. Perché sei una impiegata statale e osservi una decenza nel vestire che ti porterà a non avere un burqa così come a non andare in classe nuda. Sennò oggi abbiamo le maestre in burqa, domani le maestre nudiste. Un canone di maggioranza è sempre auspicabile che ci sia. Si può deviare dal canone quando questo non implica uno choc culturale e quando il canone stesso non è contrario alle leggi sui diritti umani universali.

  25. Oltretutto, Illu, se proprio volevi essere ficcante dovevi dire: “Attento a non diventare il Pym Fortuyn italiano”. E ti avrei risposto che io non sono xenofobo, dal momento che vivo da immigrato in una società largamente non italiana.

  26. Pixi, e secondo te quel che hai scritto non ha valore?? Ne ha eccome. Dobbiamo spiegare a chi non ha visto quel che abbiamo notato noi. Vivere in società a mosaico è iper-istruttivo. In Italia siamo ancora troppo largamente omogenei. Io amo le società colorate e plurali, le amo al punto che mi ci sono trasferito in una di esse, e sto nel centro della metropoli più diversa e plurale del pianeta. Ma proprio per questo so bene che occorre anche il rispetto di un canone minimo d’intelligenza. In Italia si è ancora in una società dove il 90% delle persone è bianco e italiano e cattolico o semicattolico, e questo è il motivo per cui si pensa, a Sinistra, che un canone minimo sia una cosa “di destra”.

  27. illuminismo

    Mah, Pixi ha fatto un discorso poco articolato, mi sembra, quindi non mi ha convinto. Le donne con il burka c’erano anche in Danimarca, dove ho vissuto io. Insisto che in Italia si dice: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Sulla strada della proibizione del burqa avete pessimi compagni, fascisti e fascioclericali. Ancora non siete riusciti a distinguervi abbastanza. E mettere un miliardo di musulmani in unico fascio mi sembra un procedimento illegittimo dal punto di vista intellettuale. Solo due secoli fa, il Cristianesimo era ancora peggio dell’Islam attuale, e il cattolicesimo lo è tuttora, là dove regna.
    Pim Fortuyn era una persona intelligente che motivava in maniera complessa le sue politiche, un uomo brillante e ironico. La Fallaci, invece, dopo la conversione all’islamofobia sembrava un’ossessa, pace all’anima sua, gonfia di bile e completamente dimentica dei cardini della società liberale. Non voglio dire che tu sia uguale alla Fallaci, grazie al cielo, ma neanche a Fortuyn. Le tue argomentazioni sul mio blog non mi hanno convinto per niente, mi sono sembrate rozze, approssimative, in genere non all’altezza del dibattito. Sono sicuro che sai fare di meglio.

  28. Gab

    Mettimi pure tra coloro che decideranno il proprio voto anche in base all’atteggiamento nei confronti dell’Islam dei vari partiti.

    Credo che certuni farebbero bene a vedere qual è la percentuale dei paesi in cui l’omosessualità non è reato tra tutti i paesi a maggioranza islamica.

    Poi chi vuole è libero di andare a vivere in un paese islamico.

  29. Commento man mano che leggo…

    “Perché se vuoi trasferirti in un altro paese, la prima regola è che rispetti le leggi e i costumi e le tradizioni del nuovo paese che ti ospita.”

    beh questa è la tua posizione un po conservatrice. Io credo che quando incontriamo un’altra cultura lo scambio deve avvenire da entrambi le parti. Fermo restando che i diritti civili dell’uomo e della donna non possono essere violati. Per questo trovo la soluzione canadese all’infibulazione, che ignoravo, come minimo ponziopilatesca e razzista. In uno stato democratico nessuno può mutilare il proprio corpo, io non posso andare da un dottore a chiedergli di amputarmi un dito per convinzioni religiose. Non capisco giuridicamente come il Canada abbia risolto una contraddizione. Ma lasciamo perdere.

    “Quindi, per dire: i froci in Iran vengono lapidati o impiccati, in Canada no. Se io sono iraniano e musulmano e vengo a Toronto, non potrò andare nel Gay Village a prendere in giro o peggio a chiedere l’impiccagione per gli uomini che camminano mano nella mano. E’ necessario che io faccia uno sforzo culturale e che impari ad accettare un uso, una tradizione opposta a quella dalla quale vengo.”

    Qui mischi livelli diversi.
    e cioè
    1) l’omosessualità come reato
    b) la pena di morte.

    queste cose ci sono anche in occidente solo che non sono, per nostra fortuna, mai insieme.

    Nessun musulmano verrebbe in un paese dove vige un’altra legislazione e picchierebbe o ucciderebbe i gay perchè nel suo paese si fa così. ci sono dei processi, per quanto diversi da quelli occidentali. Nessun musulmano fa giustizia da sè. E non mi sembra che tutti i gay ucciso in occidente siano stati per mano musulmana. é un esempio tendenzioso per dimostrare che la cultura di certi paesi arabi (e non di tutti i paesi musulmani…) è meno inferiore alla nostra.
    temo che il problema sia più complesso di come lo semplifichi tu.

    indossare un velo non è quiparabile comunque nè all’infibulazione (che non è solo cucire la fica ma l’ablazione della clitoride…) nè alla condanna a morte degli omosessuali.

    Il burqua non viola alcuna legge. E chi dice che il problema è l’identificazione delle persone allora dovremmo vietare anche il casco delle moto… usati anche per fare gli scippi.
    C’è un problema di percezione culturale, di etnocentrismo nascosto dietro un problema di sicurezza. O no?

  30. enrigo

    Contro le religioni intolleranti si deve essere intollerantemente laici e liberali. Il burqa si sconfigge con la cultura, non con le imposizioni. Le donne sono forzate a mettere il burqa dai mariti? Li denuncino. Non sono in grado? Le si aiuta, si agisce a livello della scuola, si fa capillare azione di informazione. Non si vieta di vestirsi in un certo modo. Punto. Fatti salvi, ovviamente, i motivi di ordine pubblico. Ma come un motociclista può andare in giro col casco integrale, salvo che in banca e in altri posti “sensibili”, altrettanto la donna può andare in giro inburqata.
    Io sono abbastanza d’accordo con il laicismo alla francese, molto duro, ma sempre nell’ambito di luoghi “istituzionalmente” laici (scuola, tribunali etc). Altrove, la vita privata è sacra. E quindi anche le scelte religiose, che vanno combattute (a mio personale parere di ateo) con la crescita culturale, anche per non formare nuovi martiri…

    enrigoletto

  31. Ale, hai scritto:

    Nessun musulmano verrebbe in un paese dove vige un’altra legislazione e picchierebbe o ucciderebbe i gay perchè nel suo paese si fa così. ci sono dei processi, per quanto diversi da quelli occidentali. Nessun musulmano fa giustizia da sè. E non mi sembra che tutti i gay ucciso in occidente siano stati per mano musulmana. é un esempio tendenzioso per dimostrare che la cultura di certi paesi arabi (e non di tutti i paesi musulmani…) è meno inferiore alla nostra.
    temo che il problema sia più complesso di come lo semplifichi tu.

    In realtà la visione semplicistica l’hai tu, perché vivi in una società dove questi problemi non si sono ancora presentati, e quindi ti permetti delle frasi apodittiche del tipo “nessun musulmano verrebbe…” e poi qualunque continuazione, che sono razziste tanto quanto le frasi contrarie “tutti i musulmani sono” eccetera. Qui a Toronto abbiamo avuto degli attacchi al Gay Village da parte di gente da poco venuta in Canada, proveniente da culture largamente omofobiche, normalmente islamiche. Vengono chiaramente non a impiccare nessuno, ma a insultare, a prendere in giro, eventualmente oltre lo schernire c’è anche l’agguato fisico. La comunità glbt e canadese ha reagito in modo violento. E meno male! Stesso identico problema si è avuto in Olanda. Non è un caso che i glbt italiani che hanno vissuto in società plurali e multiculturali (come Pierangelo e me, in questo thread) abbiano fatto un’esperienza che ci ha portato a capire meglio un problema molto sfaccettato e molto complesso, per il quale qualunque presa di posizione troppo estremistica è SEMPRE errata. Da un lato e dall’altro.

    Poi dici:

    “Il burqa non viola nessuna legge”

    Non è vero. Al pari di ogni altro mascheramento, viola uno specifico articolo del codice civile. Se vuoi, quando ho tempo ti trovo l’articolo.

    Sul tema inoltre ti ha risposto molto bene Pierangelo. Che vota Ferrando, tanto per dire quanto sia vicino alle idee razziste.

  32. Enrigo, sottoscrivo tutto, ma per fare formazione culturale occorrono anni. Nel frattempo, una bella legge che stabilisce che se sei impiegata dello Stato non ti metti il burqa, così come se sei motociclista ed entri in banca o in posta, fai la cazzo di cortesia di levarti il casco integrale, se non vuoi rischiare di essere buttato a terra dalla guardia privata.

  33. Gab

    Evidentemente io sono poco liberale. Tollerando “certe forme di pensiero” manifestamente illiberali e intolleranti si finisce per dar loro uno status di interlocutore credibile e alla pari.

    Perché ritenere giusto interloquire con un soggetto che mi ritiene migliore se appeso a una corda? Che pensa che l’unico vero diritto da rispettare sia il diritto islamico, superiore a qualsiasi altra legislazione? Cosa c’è da convincere se glielo ha detto dio? E non sto parlando di persone di bassa cultura,a volte più disposte a chiudere un occhio perché i problemi in famiglia sono altri (leggi: mangiare tutti i giorni).

    Io ho fatto l’esperienza di vivere per un breve periodo in Egitto come turista-studente ormai 20 anni fa. Stavo quasi sempre con amici egiziani conosciuti sul posto per imparare la lingua. Allora, da quanto so, l’Egitto era più aperto e tollerante di quanto non lo sia ora, ciononostante non potevo neppure pronunciare certe terribili parole come “maiale”: i miei amici mi dicevano di stare molto attento perché avrei rischiato. Non voglio pensare cosa accadrebbe ora.

    Trovo razzista e ingenuo il pensiero diffuso di evangelizzazione laica dei mussulmani: l’uomo bianco porta indefessamente il suo pensiero illuminato al povero ignorante che col tempo e tanti esercizi finalmente capirà qual è la vera via.

    Ma se io sono convinto che il niqab sia una cosa giusta poiché me l’ha detto dio, perché dovrei cambiare il mio modo di pensare? Perché me lo dice uno che è pure un kafir? Stessa cosa per l’impiccare i froci.

    Per questo penso che l’intervento del legislatore nei nostri paesi sia indispensabile. Certe libertà sono costate care sarebbe bene non perderle.

  34. Meursault

    Chi fa fumose discettazione sulla libertà d’espressione non conosce l’Islam e nemmeno gli islamici. Sono i soliti volterriani da sussidiario che Voltaire avrebbe seppellito con un aforisma.
    Non c’è donna che scelga il burka, se c’è quella donna è fortemente condizionata da una realtà persecutoria che deve avere un freno dettato dall’identità collettiva di un luogo che si offre di accogliere ma non di soccombere. Vivo in Germania da più di un anno e vedere decine di donne col burka è quotidianità. Vincendo la loro diffidenza sono riuscito ad avvicinare ventenni che stavano iniziando a considerare l’opzione di passare dal velo al niqab. Ho chiesto perché e, anche nelle più convinte e ferventi, la risposta è stata il rispetto verso una presenza maschile ingombrate che si preferisce tenere quieta con questo lascito che, seppur doloroso, evita ripercussioni violente.
    E non si parla della violenza presunta, dal solito solonico relativismo zoppo, ma di percosse e mutilazione fisica.
    Cosa sapete esattamente dell’organizzazione collettiva islamica? Cosa sapete dell’identità e delle regole dei cosiddetti quartieri islamici? Sapete qualcosa in merito al controllo delle donne che è compito di qualunque maschio che si fa vice del parentame maschile momentaneamente assente? Io vi consiglio di approfondire la questione vis à vis e non solo sui fondi dell’ Unità, tenendo sempre presente che la democrazia, lontano dall’essere vittima di sindromi autoimmuni, ha il dovere di difendere se stessa persino da chi ne distorce il senso teorico non avendo presente che essa nasce come organizzazione volta al benessere individuale della collettività, e non è il sonaglino di chi si gingilla con un banale nichilismo che tifa per le macerie.

  35. pixidust

    @anelli e illuminismo:
    no, non volevo dire che quello che penso non ha valore, ovviamente: anzi, questa cosa del burqua mi fa star male da un bel pezzo, e spesso coinvolta in penosissime discussioni al riguardo. Essendo una donna, poi, mi fa impazzire ancora di piu’ che molte delle persone che si ostinano a non capire siano donne. .
    Comunque nel mio micro-post volevo solo dire che ero d’accordo con quello che diceva Anelli senza dare argomenti in piu’, il che di per se non vale granche’ (dato che non contibuisco “costruttivamente”).
    Per questo, e qui mi rivolgo a Illuminismo, ho fatto ben meno di un discorso poco articolato: ho semplicemente detto che ero d’accordo con Anelli senza spiegare il perche’.
    A dir la verita’, al contrario di quello che faccio di solito, questa volta non volevo convincere nessuno, ma volevo ringraziare personalemnte Anelli per aver espresso dei concetti che avrei potuto esprimere io. In questo momento mi aveva fatto bene veder esprimere da qualcun altro pensieri che avrebbero potuto essere miei… e’ come quando si legge una bella poesia e si vorrebbe ringraziare l’autore.
    E’ per quello che ho scritto, di getto, il “per quel che vale”: per me ha avuto gran valore leggere il post di Anelli, ma non sono cosi’ presuntuosa da pensare che per Anelli ha avuto lo stesso valore farsi dare ragione da qualcuno… cosi’, senza motivazioni.
    🙂

  36. Pixidust, grazie. Ogni tanto fa piacere leggere un commento gentile come il tuo, in mezzo a gente che prima legge in modo distratto, interpreta a cazzo (è il mestiere abituale di Illuminismo, uno che mi accusa di “orianafallacismo” quando poi ha votato per Alemanno sindaco, essendo lui un ex elettore di Sinistra… si qualifica da sè) e poi ti insulta o ti dà contro sulla base della propria interpretazione folle. Quindi: grazie 🙂

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