Sulla crisi de Il Post

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Notizie interessanti vengono fuori dal fruttuoso scambio di commenti (siamo prossimi ai 100) che un manipolo di validerrimi anellidi ha creato qui. Si tratta di argomenti diversi, e nessuno mi pare andare decisamente OT. Si parte da un’analisi sull’effetto positivo di Di Pietro presso l’elettorato piddino, al perché invece alcuni piddini lo annoverano tra i fenomeni del berlusconismo, al perché al Post non fanno sostanzialmente altro che sparargli contro (in realtà non è vero: al Post sparano contro Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, i comunisti, i Verdi e chiunque sia nel centro-sinistra, incluso un pochino di critica verso il PD, financo, ma pochino eh, che non si metta a rischio l’inserimento in alto in lista).

E fra gli altri temi, si parla dei motivi per cui il “giornale” di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” è in crisi di click. Sembra siano solo 15.000 utenti unici al giorno, secondo quanto riportato da Cablogrammi, di Massimo Russo. Considerata la politica di censura adottata da “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”, ci sembra un declino inevitabile. Chi pensa di fare informazione su Internet censurando non già i troll, ma quei commentatori che portano valide riflessioni alla discussione, anche in grado di mettere all’angolo il blogger padrone di casa, non ha compreso cosa sia l’informazione su Internet.

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59 pensieri su “Sulla crisi de Il Post

  1. Cosa sarebbe sgradevole, dare risalto all’articolo di Cablogrammi che analizza la crisi de Il Post? “E’ la stampa, bellezza”.

    Oppure è sgradevole ricordare come lavora “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”?

    Perché a me non pare proprio sgradevole, ma come vedi il tuo commento non favorevole, qui, non è stato censurato.

    A me pare sgradevole la censura che “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” applica sistematicamente quando è in difficoltà. Appaiono sgradevoli gli insulti gratuiti e senza scuse di Baby Sofri. Quelle cose lì per me sono “sgradevoli”.

  2. Due osservazioni, tanto per aggiungere un po’ di fiele che ci si sguazza volentieri:

    1 – il Post (che ho guardato tre volte nella mia vita e mi è bastato) appare anacronistico e tecnicamente sbagliato a me che vado per i 57. Mi domando a un trentenne brillante che effetto possa fare. A conferma che Sofrijrinbignardi dovrebbe limitarsi alle recensioni di dischi

    2 – Ho chiuso OneMoreBlog con una media di 25k visitatori unici nei giorni feriali (contati con un algoritmo molto più severo di quello di Audiweb, tanto non dovevo vendere niente a nessuno).

    Ovvero: il cerchiobottismo fighetto non rende. Per fortuna i naviganti della Rete sono meno idioti dei lettori di quotidiano.

  3. Filippo Zuliani

    Scusa, Sciltian, ma che c’entrano i ban di Francesco Costa con gli accessi del Post? Costa banna gli utenti del suo blog, mica i commentatori del Post. Non mi risulta che Il Post abbia bannato alcun commentatore, finora.

    Inoltre mi sembrano piu’ Costa e Sofri quelli che “sparano” su Di Pietro, Travaglio e Grillo, ma esclusivamente sui loro rispettivi blog. Il Post finora m’e’ sembrano sostanzialmente equidistante sul versante politica, limitandosi a parlare di fatti e qualche analisi tattica sulla situazione interna di maggioranza e opposizione, in vista di appuntamenti di rilievo (articoli probabilmente ad opera di Francesco Costa, ma non ne sono sicuro).

    Oltretutto 15000 accessi sono l’inizio. Sofri, nell’intervista linkata sui commenti al tuo blog, ribadisce che come inizio sono a posto. Ora hanno necessita’ di crescere a ritmo sostenuto. E qui viene il difficile. Ma parlare di “crisi” dopo quattro mesi dall’apertura mi pare prematuro.

  4. Zul, il blog personale di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” è lo stesso del blog del Post.

    Riguardo a ciò che è sembrato a te, non è sembrato a me. Il Post ha sparato per mesi contro Il Fatto Quotidiano, cosa sgradevole fra due giornali, ma più che sgradevole fra due giornali che si proclamano indipendenti e anti-berlusconiani.

    Per me ce n’è abbastanza per parlare di crisi, e se leggi l’articolo di Massimo Russo, ti rendi conto del motivo economico. Poi guarda: se riescono a rialzarsi, ad aumentare e soprattutto se la piantano di censurare i commentatori che li mettono in crisi, io son qui pronto a brindare. Una voce in più, fosse anche quella stridula e stonata di Costa e Baby Sofri, è sempre meglio di una voce in meno. E’ il motivo per cui su AdF è stato censurato un commentatore solo in sei anni sei.

  5. Filippo Zuliani

    Sciltian, il blog di Costa e’ un blog ospitato dal Post – neppure sulla stessa piattaforma, aggiungo – ma sempre un blog personale resta. Se Costa banna gli utenti sul suo blog, non vuol dire che Il Post banna gli utenti.

    Sulla guerra tra Il Post e Il Fatto mi dichiaro sorpreso. Sapresti linkarmi questi mesi di bordate a cui ti riferisci?

    L’articolo di Russo l’ho letto, e proprio li’ Sofri dice che sono in regola con il numero di utenti a questo punto del percorso. In fondo, i lettori del Post (15000) sono la tesaurizzazione di quelli del blog di Luca Sofri (5000). Il che vuol dire che ha triplicato gli accessi in quattro mesi. Ovvio che ancora non gli basta economicamente, ma la partenza non e’ malvagia, anche se personalmente mi par un po’ deludente. Certamente non parlerei di crisi. Per lo meno non ancora.

  6. Filippo Zuliani

    @Alberto

    eccomi qui, trentenne brillante. 🙂

    La mia impressione sul post:
    1) la grafica non e’ male, pulita ed ordinata, ma trovo che i tag delle varie sezioni – mondo, italia, politica, tecnologia – siano evidenziati poco e male. L’occhio mi cade sempre prima sul titolo delle notizia e mi ritrovo sempre a chiedermi “di quale parte del mondo stanno parlando”?

    2) quel che mi lascia pero’ piu’ perplesso e’ l’organizzazione delle notizie, in senso temporale e spaziale, o meglio la totale mancanza della stessa. Si passa in un batter di ciglia dalla politica interna al vincitore dello zecchino d’oro in Malesia. Alcune notizie vengono date con tempestivita’ mente per altre, non diverse per importanza, bisogna attendere giorni. Boh?

    3) quando accedo Corriere.it penso “vediamo cosa e’ successo in Italia oggi, mentre prendo il caffe'”. quando accedo a Il Post penso “non mi passa un banano oggi, vediamo se c’e’ qualche curiosita’ sparsa in rete, oggi che ho tempo che mi avanza”. Ovvio che gli accessi al primo superano di gran lunga quelli del secondo (anche se quelli del secondo solitamente sono piu’ prolungati). Ora come ora considero Il Post una “fonte di curiosita’”.

  7. Zul, io quando commento gli editoriali di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” lo faccio sempre partendo da il sito de Il post, mai da quello del suo blog personale. E alla fine è lì che arriva la sua invereconda censura.

    Sulle bordate fra Il Post e Il Fatto, a cui il Fatto non ha mai risposto, è sufficiente mettere “Travaglio” nel motore di ricerca de Il Post o del blog di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” e avrai un elenco soddisfacente.

    Il successo di un blog è un conto, il successo di una testata giornalistica è un’altra. Ha avuto successo, negli ultimi sei mesi, il sito “Il fatto quotidano”, non “Il post”. Mi dispiace, ma è così. Non capisco perché insisti a difendere dei numeri che parlano da soli, ma se ti fa piacere prendere i dati di un blog personale sprovvisto di commenti (all’epoca) e metterli a confronto di quelli di una testata giornalistica, per dire poi che la testata va fortissimo perché ha triplicato i contatti rispetto al blog, fai pure. Non penso che i vari collaboratori e firme prestigiose che sono presenti su Il Post la pensino alla stessa maniera, ma finché ricevono quanto pattuito suppongo che non abbandoneranno le loro collaborazioni, anche se per dire Floris non scrive da un po’, mi pare.

  8. Zul, sulla grafica ti do ragione: a me pare assai gradevole. Sarà che siamo coetanei? 😉

    L’organizzazione delle notizie lascia perplesso anche me. E son due cose su cui la pensiamo uguale oggi, wow.

    Io non accedo quasi mai a Il Post, lo trovo noioso e borioso, a parte per il contributo di alcuni collaboratori come Marco Simoni, Flavia Perina.

  9. Filippo Zuliani

    Sciltian, io sto ragionando sui numeri puri. A difendere il Post di penseranno casomai i suoi redattori, se han voglia di intervenire nel discorso.

    Dai commenti all’articolo di Russo, facendo i conti spannometrici, 15000 lettori equivalgono a 200keuro di introito, con una soglia di parita’ fissata a 1 milione. Sofri ha triplicato gli accessi di Wittgenstein in quattro mesi. Se continua con lo stesso ritmo, raggiunge la parita’ in un anno. Certo, triplicare numeri piccoli e’ facile, ti voglio vedere a triplicare in quattro mesi 50k accessi unici. E proprio li’ sta la strada in salita. Vedremo cosa succede.

    Per inciso, sapresti dirmi quanti accessi unici fa il sito del Fatto Quotidiano? Per inciso, io il Fatto non lo leggo mai, tanto lo trovo noioso.

  10. Filippo Zuliani

    Per inciso, ho cercato “Travaglio” sul sito del Post. Mi appaiono otto articoli otto, nessuno dei quali particolarmente negativo (anzi).

    Quello che critica maggiormente Travaglio, spesso per questioni di metodo, e’ Costa, sul suo blog. Siamo sempre la’, al contrario di te, io non considero il blog di Ciccio Costa una parte integrante del Post – tanto piu’ che il blog esiste da molto prima del Post – ma solamente un blog personale gia’ esistente linkato dal post, nemmeno ospitato integramente come invece accade per Marco Simoni. Sugli articoli “ufficiali” del Post, pero’, non ho ancora trovato un solo attacco a Travaglio.

  11. Zul, i redattori del Post non amano i confronti con chi non la pensa come loro. Escludo che verranno qui a difendersi, per tanto. ma se venissero, sarebbero benvenuti e non subirebbero alcuna censura, perché io non sono “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”.

    Gli accessi de Il Fatto Quotidiano, che riassume un parterre di firme di prestigio internazionale, vincitore di premi di giornalismo internazionali dati da giurie indipendenti e competenti, sembra siano stati 160.000 accessi unici dopo il primo mese di attività. Se lo trovi noioso è davvero strano, perché hanno spesso degli scoop e riportano notizie che non si trovano altrove. Certo, non fanno sconti a nessuno e non mirano a nessun inserimento in lista, ma non dovrebbe essere normale per dei giornalisti un comportamento simile?

    http://alessandrobottoni.wordpress.com/2010/07/23/%E2%80%9Cil-fatto-quotidiano%E2%80%9D-un-mese-dopo/

  12. Zul, tra l’altro mi stimoli a un nuovo post: hai fatto caso che da quando esistono Il Fatto Quotidiano e il nuovo TgLa7 di Mentana, le cose in Italia stanno migliorando, per quel che concerne l’informazione politica? Cioè oggi molti più italiani vengono a sapere le notizie. Secondo me alle elezioni questa cosa si vedrà anche nel voto, specie al Senato, direi, ma non solo lì. Mi dispiace non poter includere in questo duo anche Il Post, ma in effetti la sua entrata nel panorama dell’informazione italiana è passata sotto silenzio. Cioè, triplicare i dati di un blog non ha influito come hanno influito i successi di IFQ e del TgLa7.

  13. Filippo Zuliani

    Sciltian, il confronto che poni tra IFQ e IP e’ diseguale sia in termini di target che di risorse. Ovvio che se hai firme di prestigio internazionale fai piu’ accessi, ma che c’entra? Sofri gestisce in primis una attivita’ commerciale (Il Post) e come tale il suo scopo primario e’ non andare in perdita. La soglia di parita’ per Il Post e’ fissata a 1 milione di euro. Per raggiungerla, seguendo i conti spannometri di cui sopra, Sofri deve ottenere almeno 100mila accessi unici al mese, partendo dai 15mila attuali. Sfida impegnativa, diciamo, specie se non hai firme di prestigio internazionale a libro paga gia’ all’inizio.

  14. Filippo Zuliani

    Sull’influenza di IFQ e TG7 sull’informazione politica non saprei, Sciltian. Non vivo in Italia e non ho un’idea precisa a riguardo.

    Ovvio invece che IP non ha influito in modo paragonabile a IFQ e TG7. Stiam parlando di 15mila accessi al giorno, oltre al fatto che IFQ e TG7 schierano firme di ampio successo, mentre IP no (e son lettori/telespettatori). A prescindere che i lettori di Sofri siano tre volte quelli di prima, sono ancora troppo pochi per poter pesare a livello nazionale. Se pero’ dovessero triplicare ancora nel giro di qualche mese, allora forse le cose potrebbero essere diverse. Vedremo.

  15. Scusa Zul, ma il tuo discorso fa acqua da tutte le parti. Anzitutto, su Il Post le firme di prestigio almeno nazionale non mancano: Filippo Facci, Giovanni Floris, Flavia Perina e molte altre che forse non saranno altrettanto note, ma sono cmqe di gran valore, da Marco Simoni in giù. Lo stesso Baby Sofri ha un suo pubblico di fan, mica glielo vogliamo cancellare, no? Certo, sono le firme che hanno scelto Baby Sofri e “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”, per cui potrebbero non essere state delle scelte impeccabili o redditizie, su questo ti do ragione. Ma cmqe mi pare che i due abbiano fatto le loro scelte affidandosi al loro fiuto giornalistico e alcuni dei bersagli centrati sono – perfino secondo me – molto buoni.

    Secondo: Il Post si presenta non come un’estensione di un blog, né come un’attività commerciale, ma come una testata giornalistica nazionale. E per capire se ha successo o meno, i numeri di riferimento sono quelli che valgono per tutte le altre testate giornalistiche nazionali. Prendiamo a paragone appunto IFQ, che non ha contributi statali, non ha padrinati politici ed è fatto da altri giornalisti professionisti, forti in buona sostanza dei loro nomi e del loro lettorato. IFQ ha fatto 160.000 lettori unici nel primo mese, IP si è fermato a 10.000 o giù di lì.

    Ora pongo io a te una domanda: ma come mai difendi IP con così tanta passione? Come mai non ti disturba il fatto che almeno altre tre persone che hanno commentato nel mio blog hanno illustrato il grado inqualificabile di censura adoperato da “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”? Come si fa a essere, in altre parole, partigiani di chi censura gli interventi ai quali non sa come ribattere? Guarda che è una brutta cosa. Davvero brutta.

    Altra domanda per te: come mai trovi noioso un sito di informazione indipendente che spesso è l’unico a pubblicare notizie che riguardano il mondo politico italiano? Non venirmi a dire che non segui la politica italiana perché non ci credo. Su IFQ trovi rubriche di nomi famosi e di nomi meno famosi, ma c’è uno spicchio di gotha dell’informazione libera italiana, altro che cazzi. Come mai ti annoia?

  16. Mecojoni, ben 3 persone… Dai Sciltian, ognuno ha gli scazzi con chi gli pare, soprattuto su internet, ma pretendere di dare oggettività a questi scazzi e paragonare due cose (per ora) imparagonabili… (lascio i puntini)

  17. Filippo Zuliani

    Rispondo con ordine:

    a) Non difendo ne’ IP ne’ la censura di Costa. Sto invece facendo un ragionamento di natura puramente commerciale. L’iniziativa di Sofri sara’ un successo se riesce a raggiungere (per lo meno) la parita’ economica. Il che vuol dire 100mila accessi. Oggi ne fa 15mila, ma vediamo come cresce nei prossimi mesi. Se la crescita dovesse essere scarsa, allora sono con te a parlare di crisi.

    b) trovo noioso IFQ perche’ mi da’ spesso l’impressione di un bollettino giudiziario sui politici. Cmq ben fatto, se ti interessa il genere.

  18. Zul, ma se fosse un bollettino giudiziario sui politici lo troverei *estremamente* noioso anche io, e loro non vincerebbero premi di giornalismo internazionali e nazionali ogni due per tre. Non trovi? Non è che hai qualche piccolo pregiudizio sul lavoro dei colleghi de IFQ? A me sa tanto di sì, e mi dispiace per te.

  19. Io invece su Il Post non faccio un ragionamento puramente commerciale, ma giornalistico. Probabilmente sbaglio a io considerare IL POST come una testata giornalistica e non, come fai tu, poco più della propaggine di un blog. Ma che vuoi farci, io tendo a rispettare il lavoro altrui: Baby Sofri & co. dicono di fare una testata giornalistica, io gli do credito.

  20. Filippini, qui si dimostra tutta la tua carenza di istinto liberale. Perché 3 persone sono un’immensità, un mare, un oceano. Sarebbe gravissimo se anche UNA SOLA persona fosse stata censurata senza motivo, da parte di un giornale che rivendica di non censurare. Se te ne sbatti dei diritti d’espressione di “ben 3 persone” puoi evitare di occuparti dei diritti dei gay, che dopotutto sono solo il 5% della popolazione o giù di lì, e dei ROM, che sono ancora di meno, e degli ebrei, che sono un po’ di più dei gay, e dei neri in Italia che non sono nemmeno il 10% e così via. Insomma, hai perso la proverbiale occasione, Filippini.

  21. Filippo Zuliani

    Sciltian, su IFQ non so che aggiungere: l’ho guardato saltuariamente e ogni volta sono stato assalito dalla noia. De gustibus.

    Su IP, io ragiono in termini di soldoni. Propaggine di un blog o testata giornalistica hanno bisogno di ramazzare 1 milione di euro di introiti per sopravvivere. Poi se Sofri cerca anche la gloria giornalistica, beh, questo lo sa solo lui.

  22. Vedi Zul, tu pur di giustificare l’insuccesso de Il Post mi stai ripetendo per la seconda volta che non hanno firme prestigiose, nonostante io te le abbia elencate in precedenza. Questo è un dato controfattuale, che rischia di mettere fine al nostro dialogo, sai? Perché se sei in buona fede e tieni conto dei fatti reali, si discute. Se invece sei qui a difendere la tua squadra del cuore, trovo l’esercizio noioso.

    Sull’influenza di IFQ e TgLa7, esistono i dati di ascolto e di click. In pratica ieri La7 ha superato per la prima volta il 10% di share con la diretta da Mirabello, mentre il TG1 ha dato la notizia solo tramite il commento di Cicchitto e La Russa…

  23. Secondo me non è questione di gusti personali, Zul. Hai dei pregiudizi talmente radicati che ti impediscono di usufruire delle notizie e degli scoop fatti da IFQ. Per fortuna questo tipo di barriera non è presente nella media degli italiani, sennò buonanotte. Oltretutto, considerata l’Italia di oggi, sapere qualcosa sulla storia giudiziale degli eletti in Parlamento (nel caso che IFQ fosse come dici tu solo un bollettino su quei fatti) avrebbe cmqe una sua funzione rilevante. Ma IFQ è molto di più.

  24. AdF hai perso la brocca, un blog è moderato (più o meno), in presenza di provocatori (basta vedere il blog contro Penati per capire la cifra democratica di certe persone) censurare non è peccato anzi è un obbligo. Se venissi qui a commentare ogni 10 minuti postando le tesi dei Savi di Sion non solo faresti bene a censurarmi, saresti quasi obbligato dalla legge italiana! Io prendo le discussioni seriamente, se è tutto uno scherzo ditemelo che gioco anche io a spararla grossa (mi hai dato dell’illiberale).
    Del resto il blog contro Penati non prevede commenti quindi è autocensurato alla fonte, giusto per mettere i puntini sulli i.

  25. vegetarian

    io sono un po’ fuori dal giro dei costa, dei sofri e del Post. Non li seguo perché non mi hanno mai attirato (e poi non mi piace farmi del male).
    Comunque faccio un’analisi:
    stando ai numeri che sono stati citati abbiamo che ilPost deve raggiungere i 100.000 accessi mensili e ne ha solo 15.000 dopo molti mesi di attività. Ciò mi fa ritenere che a meno di un improvviso aumento o di una buona cassa le cose stiano andando male.
    Magari ridimensioneranno e rilanceranno, però possiamo dire che l’attuale progetto non funziona.

    Comunque una cosa come il Post la confronterei di più con un Giornalettismo.com che con ilfattoquotidiano.it. Ha una grafica più brutta, non so quanti accessi abbia, ma mi sembra un prodotto editoriale più vicino agli intenti di Sofri.
    (io frequento poco entrambi i siti, ma devo dire che nonostante la scarsità grafica giornalettismo mi invita alla lettura e mi incuriosisce molto di più che ilPost. Ma io sbavo per malvino e quindi finisco sempre in quei posti)

    IFQ è un progetto ben maggiore, anzi è un esempio di come una buona idea, una buona reputazione e l’adeguata professionalità possano trovare in internet uno strumento per realizzare l’impensabile.

    @Filippo Zuliani: sai chi disse che il fatto era il “mattinale delle procure”? L’on. Cicchitto in parlamento additando travaglio come mandante morale del lancio del duomo a berlusconi.
    Vedo che la propaganda berlusconiana corre sempre veloce.

    (“giustizialismo”* e “bollettino giudiziario”, ci manca solo che ora qualcuno intervenga dicendo che santoro è uno stalinista e direi che abbiamo dimostrato quale è la parte dell’opposizione succube del pensiero berlusconiano)

    *termine usato da metapapero in un commento della discussione da 100 e più commenti

  26. vegetarian

    dimenticavo l’altro giorno “il fatto” si vantava di avere più amici in facebook dell’Huffington Post, che se non sbaglio è il modello a cui si ispirava sofri.

  27. Filippini, ça va sans dire che nessuno di noi tre qui è un troll, come tu dovresti sapere bene, dal momento che altrimenti significherebbe che sei da sei mesi a commentare sul blog di un troll. La brocca l’hai persa tu. I nostri commenti alle affermazioni ardite di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” sono commenti di persone che ragionano e presentano delle controanalisi, portando di tanto in tanto le fonti di ciò che diciamo, tanto per smontare meglio le teorie altrui. Oltretutto, qui tu stai parlando con me, dove non mi sembra che i commenti siano chiusi o moderati.

  28. Uno di quei rari casi di esplosione dell’ego di Luca Sofri, strano.

    (Attenzione: è stata usata dell’ironia – “irony” in inglese, una roba che non ha a che fare con il ferro/iron.)

  29. vegetarian

    Un contributo oggettivo. Sul fatto di oggi (quello cartaceo-pdf) c’è un dato utile alla discussione:

    “Se ieri vi abbiamo parlato della pagina
    Facebook, oggi è il turno del nostro sito Web
    ilfattoquotidiano.it. Anche in questo caso
    festeggiamo un record: lo scorso lunedì
    abbiamo superato la soglia dei 200 mila
    visitatori unici giornalieri (sono stati
    201.508); mentre sono state 327 mila le visite
    totali e 1 milione 141 mila le visite totali. Il
    sito, inoltre, conta mediamente il 23 per
    cento di nuovi visitatori ogni giorno con un
    tempo medio di permanenza di otto minuti a
    visita. Nel mese di agosto i visitatori unici
    sono stati 1 milione 730mila. Ad maiora.”

  30. Vegetarian, ma dice da qualche parte che in realtà quei 200mila utenti unici si annoiano tutti, perché trovano IFQ al pari di un bollettino giudiziario sui politici, alla Cicchitto?

  31. Come ti ho risposto, non credo più nell’utilità dei commenti, non sempre almeno.
    Se qualcuno non è d’accordo con quanto legge su PND, trova un bell’indirizzo a cui inviare un proprio contenuto che sarà pubblicato, purché attinente e rispettoso della legge.
    In effetti la cosa non sembra creare danno alla frequentazione, oggi PND supera abbastanza spesso i 7k visitatori unici al giorno (misurati sempre in quel modo severo che ti spiegavo).

  32. Mj

    Filippo, io non sono contraria alla censura dei commenti. Ognuno attua la politica che crede, sul SUO blog. Censurare i commenti può essere sgradevole, ma rientra nei diritti del proprietario.
    Solo che Costa , e Sofri, ci stano asfissiando da giorni su quale GRAVE mancanza democratica sia stato fischiare Dell’Utri, e GRAVISSIMO fischiare Schifani. In questo caso, poi, lamentando il fatto che gli hanno dato del mafioso, e SENZA CHE CI SIA STATA NEMMENO un’indagine a suo carico, ci pensi, che grave violazione ? Ora, a parte che bisognerebbe spiegare in questo caso agli inglesi che hanno fischiato Blair e gli hanno lanciato delle scarpe che hanno violato la sacrosanta libertà di espressione di BLair, e che l’hanno chiamato ” criminale di guerra” e hanno fatto MALISSIMO, questi rozzi, incivili, ” giustizialisti” (*) perchè non è lecito chiamare un capo di stato come lui ” criminale” di guerra” se perlomeno non ci sia stata non dico una sentenza della Cassazione, ma almeno un’indagine, tzk. A parte questo.mi dici come si sposa la sua incessante battaglia per la sacrosanta libertà di opinione-espressione con la politica della censura dei commenti sgraditi?
    Ah, a proposito, io ne ho sentiti più di tre, di commentatori bannati.

    (*)Giustizialisti perchè sembra la parola che va con tutto, anche se non c’entra niente.

  33. Mj

    Nel merito stretto del post, credo anch’io che sia troppo presto.

    Però, la mia opinione è che non sia un prodotto sufficientemente appettibile per attirare molti visitatori. A me piace la grafica. I contenuti, molto meno. Raramente, ho visto postato un articolo che DAVVERO si differenziasse da mille altri articoli che puoi trovare in giro.

  34. leonardo

    E’ chiaro che se il compito che ti affidi, è quello di fustigatore dei tuoi potenziali lettori in nome di una
    serie di idee vaghe riassumibili nel “ciò che non vogliamo
    più essere” incontri i gusti di una elite di persone che non si piace, e che è votata al masochismo.

    Gli altri lettori giudicheranno l’impresa sterile o poco costruttiva, o saranno infastiditi dalla dinamica di potere,
    che vi è sottesa.

    Bisognerebbe prima poter concordare dei limiti tipo…puoi spingerti fino a fare Craxi, ma lascia stare Giovanardi etc. etc.

  35. Non sono appassionato di questo tema, ma il commento di Leonardo mi ha fatto scompisciare qui sul sedile del Frecciarossa.

    OT: non perdetevi oggi Antoni Tabucchi su il Fatto a proposito dei fischi. Apre degli spunti di riflessione nuovi e secondo me definitivi sull’argomento.(non è ancora online purtroppo).

  36. mj

    ” non perdetevi oggi Antoni Tabucchi su il Fatto a proposito dei fischi2

    Alberto, non nego che Tabucchi possa avere scritto delle cose interesanti. E’ proprio il tema dell’articolo, che non comprendo. No, fatemi capire, dobbiamo scrivere un articolo per arrivare alla bizzarra e ” strana ” conclusione che è lecito fischiare? Per me è ridicolo anche solo parlarne.

    Possiamo discutere della forma, passiamo cercare di capire SE c’erano metodi migliori, ma è ASSURDO stare a questionare la legittimità dei fischi. E non parliamo dell’ancor più assurdo scomodare l’articolo 21, per condannarli. Dove semmai l’articolo 21 potrebbe essere citato a FAVORE della legittimità del fiscio.

  37. Filippo Zuliani

    @Sciltian
    Hai ragione tu. Il Post e’ la mia squadra del cuore, ma sta fallendo e non lo voglio ammettere. Probabilmente sono anche innamorato di Sofri e Costa, a mia stessa insaputa. Seriamente, io sto parlando di fatti, mentre tu non fai altro che parlare di me: ho pregiudizi su IFQ, sono tifoso del Post a prescindere, etc etc. Frustrante, oltre che noioso.

    @vegetarian
    darsi del malato di berlusconismo pare essere lo sport preferito della sinistra italiana attuale, non importa quale segmento ne’ l’argomento di cui si discute. Ti lascio continuare da solo. Io preferisco un bel film.

    @Alberto
    l’articolo di Tabucchi e’ apparso su IFQ? Sai darmi un link, che non riesco a trovarlo? Mi interessa.

  38. Mi spiace, credo che il sito abbia dei problemi, hanno messo online poche cose oggi e quello non c’è. Purtroppo sono in viaggio e non posso fare una scansione, comunque lo conservo e domani appena arrivo in redazione lo faccio.

  39. vegetarian

    @filippo: ti ho solo ricordato dove avevi sentito dire che il fatto è un bollettino delle procure.
    La questione di essere malati di berlusconismo era tra parentesi perché continuava una discussione in cui si accusava la sinistra legalista di essere succube del pensiero berlusconiano.

    Detto questo l’articolo di Tabucchi è solo nella versione cartacea del fatto. Non so se la pubblicheranno online verso tarda sera.

  40. Zul, io pure trovo piuttosto noioso e snervante risponderti per 100 commenti sugli stessi identici temi. Ho portato delle prove riguardo alla popolarità e al prestigio de IFQ così come dei numeri che sanciscono – secondo altri, non secondo me – una performance deludente de IP. Tu continui a dire che no, che non è così, portando le tue opinioni personali, non certo numeri che contrastino i miei numeri. Mi dici che bisogna prendere a paragone di un giornale, i risultati di un blog, al fine di poter dire che i risultati di quel giornale non sono affatto male. A me pare un discorso che non regge, e non capisco perché tu debba prendere i dati di un blog come base di partenza, quando i numeri sono numeri e valgono per tutti a seconda della loro categoria. Hai ripetuto più d’una volta che Il Post non avrebbe firme di richiamo e prestigio nazionale, cosa che è un FALSO, UNA BUGIA, UNA COSA NON VERA, e io ti ho elencato due volte quei nomi e tu hai fatto finta di non tenerne conto.

    Per cui sì, alla fine sei partigiano, sei a tuo modo innamorato della tua squadretta del cuore, e hai un modo di discutere che è piuttosto infantile, su questo argomento. Ti offendo se te lo dico? Mi dispiace, non è mia intenzione offenderti, né il mio scopo, e anzi ti chiedo scusa se ti offendo. Ma non hai portato dati oggettivi a sostegno delle tue opinioni, solo le tue opinioni. Non basta, qui con me. Non basta.

  41. Zul, fai caso al fatto che qui dentro non riesci a discutere non solo con me, che mi reputo un tuo cordiale conoscente, ma anche con altri che abbiano idee differenti dalle tue. Non è colpa di Vegetarian se tu chiami IFQ alla stessa identica maniera di Fabrizio Cicchitto. Ti urta se Vege te lo fa notare? Sapessi quanto urta a me sapere che ti esprimi con le parole dell’egemonia culturale berlusconiana! Cosa dovremmo fare, non farti presente che usi le stesse definizioni di Cicchitto contro IFQ per non urtare la tua suscettibilità? Sono basito.

  42. Filippo Zuliani

    I fatti, Sciltian, sono che IP fa 15mila visitatori unici. E che gliene servono 100mila per non andare in perdita. Possiamo discutere fino a domani se e’ crisi o no. Tanto sara’ crisi in un solo caso: se quello che caccia i soldi a Sofri decide che il ritorno di investimento non e’ soddisfacente. Il resto e’ conversazione.

    Piu’ seria la questione sull’espressione di Cicchitto. Perche’ qui stai formalmente dicendo: l’ha detto Cicchitto. E allora? Chi ripete un’espressione di Cicchitto e’ come Cicchitto? Stavo parlando de IFQ, prima che venissero messe in mezzo le etichette.

    Ora chiudo perche’ questa discussione mi ha francamente rotto le balle.

    @vegetarian
    il mio email e’ fzuliani74@gmail.com. Se mi puoi mandare una scansione dell’articolo te ne sono grato.

  43. Sì, i fatti sono che sotto i 100mila visitatori unici non è in pareggio. Al momento ne ha quasi 10 volte di meno. Se questo non ti è sufficiente per dire che è in crisi, non so che altro aggiungere, in effetti.

  44. Filippo Zuliani

    Alberto, l’articolo e’ al tuo link e’ leggibile solo se sei abbonato al Fatto. Io non lo sono. Ne hai una scansione?

  45. Tabucchi:

    Quando mai lo Stato va alle feste dei partiti politici? È una cosa impensabile in qualsiasi Paese democratico occidentale. Alla festa di un partito, in questo caso il partito all’opposizione (Pd), eventualmente, se invitato (il che negli altri Paesi accade raramente), ci può andare il primo ministro del partito al governo, non certo lo Stato. Il grossolano e inquietante equivoco (se di equivoco si tratta) è dunque prima di tutto l’invito di un partito politico, il Pd (nella persona dell’onorevole Fassino) che chiama lo Stato (nella persona del senatore Schifani) alla propria festa annuale facendo credere ai cittadini che sta invitando il rappresentante del partito avversario per “dialogare” con lui. Ma è altrettanto inquietante che lo Stato (nella persona del senatore Schifani) accetti come se egli fosse ancora un rappresentante del partito di governo che andando alla festa per discutere con l’onorevole Fassino ricambia il fair play del partito avversario. Ma il senatore Schifani non rappresenta il Partito della libertà di Silvio Berlusconi, è lo Stato; e accettando l’invito così equivocamente offertogli diventa portatore di un enorme conflitto di interessi istituzionale, perché lascia intendere di essere effettivamente l’‘avversario’. Ora lo Stato italiano (nella persona del sen. Schifani) non può essere l’ “avversario” di nessun partito politico rappresentato in Parlamento, tantomeno quello di cui è esponente l’onorevole Fassino. Il rappresentante dello Stato e il deputato di un qualsiasi partito non hanno niente da dirsi e niente da discutere in pubblico, né nelle piazze italiane, né in televisione. L’unico luogo loro consentito è il Parlamento. In quella sede l’onorevole Fassino può fare al rappresentante dello Stato tutte le domande e magari tutte le interpellanze che desidera; solo in quella sede può dire allo Stato (nella persona del senatore Schifani) le parole che desidera (affettuose o severe, questo è un problema suo). È vero che il conflitto di interessi che Berlusconi con la sua persona ha introdotto in Italia si è ormai esteso per contagio. Di un parlamentare non sai più se è un deputato o un affarista, un onorevole o un banchiere, un portavoce politico o un faccendiere, un imputato o un avvocato difensore, un esponente dell’antimafia o un difensore dei mafiosi. Molti di loro ormai sono tre o quattro persone allo stesso tempo. Ed è anche vero che l’equivoco (continuo a chiamarlo così) provocato dall’onorevole Fassino nel proporsi quale interlocutore festaiolo con lo Stato, rivela una stupefacente misconoscenza delle più elementari regole istituzionali, facendoci domandare cosa costui ci faccia in Parlamento da una vita. Ma nel caso dell’invito siamo al di là della mancanza di una basica grammatica democratica, si è raggiunto qualcosa di preoccupante. Facciamo una supposizione. Immaginiamo che all’onorevole Fassino fosse saltato il ticchio di invitare alla festa del suo partito il senatore Schifani in qualità di avvocato di noti personaggi palermitani. Il senatore Schifani avrebbe risposto: “Lo fui. Ora sono la seconda carica dello Stato, e l’avvocato non lo faccio più”. Come già disse Carducci ai cipressetti suoi, “or non è più quel tempo e quell’età”.
    L’interventodel Quirinale
    Ma quello che è più preoccupante in questa equivoca vicenda è l’intervento del presidente della Repubblica. Invece di far notare alla seconda carica dello Stato che lo Stato non può andare a chiacchierare con chicchessia a feste o sagre di paese, redarguisce aspramente la piazza perché ha mostrato il suo dissenso. È imbarazzante dover ricordare che lo Stato andava alle feste di partito negli ex Paesi comunisti perché lo Stato e il partito erano la stessa cosa. Oggi il colonnello Gheddafi, che è lo Stato libico, partecipa alle feste di partito, perché quel partito coincide con lo Stato libico; e in quelle piazze, è sicuro, non è contestato da nessuno. Ma l’Italia (e l’Europa) non è l’ex Germania dell’Est o l’ex Ungheria. E non è ancora la Libia. Se lo Stato italiano va in piazza a chiacchierare con i politici, i cittadini possono risentirsi; è nel loro diritto. Del resto mi risulta che il senatore Schifani non sia stato fischiato perché amico di Berlusconi, ma perché rappresentante dello Stato, e la frase utilizzata era “fuori la mafia dallo Stato”. Frase per altro plausibile, essendo noto anche ai bambini che la mafia nello Stato, nel caso che attualmente non ci fosse, non si esclude che ci sia stata più di una volta, come non si esclude che lo Stato abbia stipulato con essa patti nefandi. Se ne sta occupando la magistratura, perché se gli italiani aspettano che la verità della nostra tragica storia venga dalla bocca dei politici, si possono mettere l’animo in pace. Per tradizione, il politico italiano che per tutta la vita navigò negli omissis, quando defunge lascia ai suoi consimili qualche busta sigillata con degli omissis per testamento. A meno che non si vogliano lugubri piazze silenti e plaudenti, come purtroppo alcuni giornali della cosiddetta ‘stampa indipendente’ sembrerebbero auspicare deplorando le proteste della piazza. Una stampa indipendente che ovviamente dipende dalle appartenenze partitiche del proprio editore, come si desume dal posto che occupa nella classifica mondiale, e che si è data il compito di schedare gli “untori”.
    Moltaconfusione
    Come se i cittadini che non gradiscono lo Stato in amorose chiacchiere con l’on. Fassino fossero gente da rinchiudere (alcuni giornalisti hanno creato termini addirittura dispregiativi: i regimi nascono così). Certo ci sono luoghi e momenti in cui lo Stato sarebbe opportunamente presente o addirittura ben visto nelle piazze italiane: all’anniversario dell’assassinio del giudice Borsellino, all’anniversario della strage alla stazione di Bologna, all’anniversario della strage di Piazza della Loggia di Brescia. Ma lì lo Stato non si vede. Questo stato confusionale in cui lo Stato italiano si trova ci induce a credere che più di una crisi della democrazia, di cui molto si parla, si tratti di una crisi delle istituzioni e dello stesso Stato. E mi pare possibile che un Paese in uno stato simile sia disponibile a qualsiasi avventura e a qualsiasi salto nel buio. Esprimo anche il mio timore che i cittadini che hanno fischiato lo Stato (nella persona del senatore Schifani), cosa che peraltro non solo è tollerabile, ma normale in qualsiasi Paese democratico, si ripromettano azioni analoghe per eventuali prossime occasioni. Non mi pare questo il momento per ‘sfide’ e provocazioni nei confronti di istituzioni che mostrano scarsa consapevolezza delle loro funzioni. Mi sembrerebbe piuttosto il momento di avvisare i cittadini meno consapevoli, invitandoli alla vigilanza più stretta. La luce è al minimo, e a qualcuno potrebbe venir voglia di spegnere l’interruttore.

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