Maurizio Bianconi sveglia Morfeo

Standard

Sembra proprio che Napolitano si sia destato dal suo lungo sonno. Non so se ha cominciato con l’intervista a L’Unità o se invece oggi sia il giorno della sveglia. In ogni caso, adesso ha gli occhietti aperti e parla. Parla come me, devo essere sincero. Speriamo rimanga carico come una pila fino alla fine del settennato, che mi pare ce ne sia bisogno. Dopotutto, s’è riposato a sufficienza, che dite?

Leghisti luridi buffoni pagliacci

Standard

Leghisti di merda che dicono da vent’anni di essere pronti a secedere se… e poi aggiungete quello che volete. Adesso dicono che secedono se ci sarà un governo tecnico. A parte che ogni governo è politico, come ha detto giustamente Napolitano, perché deve avere la maggioranza nei due rami del Parlamento, ma che poi si stessero zittini questi buffoni di leghisti pagliacci, capaci solo di reggere bordone al piduista eversore, mentre tutto va a puttane. Pure Berlusconi, ma questo è un altro discorso.

Paolo Guzzanti dixit

Standard

Ecco un altro che ha capito chi è Berlusconi con un decennio e passa di ritardo:

Lei è convinto che ci sia lo zampino degli apparati di intelligence?
Ma è ovvio. Negli uffici degli apparati dello Stato si fanno segreti servizi al capo del governo.

In base a cosa lo dice, senatore?
Conosco quel mondo dai tempi della commissione Mitrokhin. Non c’è bisogno di scomodare la Cia. Ci sono cognati, parenti, questuanti… Un piccolo mondo in cerca di carriera.Tutta gente che capisce una sola cosa: al capo del governo serve colpire il suo nemico, e quindi l’aiuto degli zelanti viene ricompensato.

Lei pensa che arrivino da lì, gli spunti per le inchieste?
Bella domanda. Lei crede davvero che siano le segnalazioni dei lettori? La vera inchiesta da fare è proprio questa: come saltano fuori le polpette avvelenate contro Fini.

C’è un salto di qualità rispetto al passato o è la stessa storia di sempre?
Sì, c’è. E l’ha introdotto il giornalismo berlusconiano. È un giornalismo che si pone esplicitamente l’obiettivo di far fuori un nemico, di colpire, di rieducare. Il trattamento Boffo, secondo la felice definizione di quel gentiluomo di Stracquadanio…

[…]

Ci va leggero…
Sa cosa mi disse una volta Fini? Tutti i più fascisti dei miei ex camerati stanno adesso con Berlusconi, perché riconoscono in lui il nuovo Duce.

[…]

Cosa intende per ducismo berlusconiano?
Vede, il fascismo aveva almeno delle idee: una architettura, una mistica. Questi integralisti berlusconiani sono dei poveracci con le pezze al culo. Zero idee, zero passioni, stanno al fascismo come Bracardi al mussolinismo. Macchiette.

Farefuturo: la brutta addormentata nel losco

Standard

Importante editoriale di Filippo Rossi sulla nascita di una Destra non berlusconiana.

Si legge tra l’altro:

[…] Ma c’è un passaggio successivo. Un passaggio che pesa dover fare. Un passaggio che forse si poteva evitare, limitandosi appunto a scrivere la storia di una destra non-berlusconiana. Ed è il passaggio verso una destra anti-berlusconiana. Questo sì che sarebbe un trauma, a suo modo. Eppure la deriva cui assistiamo in questi giorni, la stampa di famiglia che diventa il fuoco di fila utile a massacrare il nemico, lo svilimento della Costituzione, il fango e gli insulti personali che arrivano dai cortigiani delle ultime file, le continue intimidazioni contro i “congiurati”, i dossier, le compravendite parlamentari, le velate minacce al capo dello Stato, i tristi e pericolosi richiami alla piazza, ecco, tutto questo rischia di portare proprio lì. Perché quel “sistema”– che pure abbiamo sentito vicino, a tratti – ora lo sentiamo sulla nostra pelle. Ne odoriamo i veleni. Lo vediamo per quel che è: un sistema di potere senza contenuto, fine a se stesso.

C’è chi lo aveva già capito un po’ di tempo fa. Indro Montanelli, per esempio. […]

Meglio tardi che mai, come dice il proverbio. Abbiamo una Destra non berlusconiana o anti-berlusconiana: la brutta addormentata nel losco.

Che fine hanno fatto/8: Publio Fiori, da Fini a Rutelli, andando sempre a destra

Standard

Da Wikipedia:

Publio Fiori era nella destra DC. Quando la DC diventa PPI e comincia a presupporre un dialogo con il PDS, sostiene Fini contro Rutelli nel 1993 a sindaco di Roma. Poi fonda Alleanza Nazionale con Fini. E’ il 1995. Nel 2005 AN diventa troppo liberal per lui. Esce da AN e torna verso il centro integralista, prima entrando nella DC per le Autonomie di Rotondi. Un anno dopo, 2006, è deferito ai probi viri del partito per aver convocato un congresso clandestino. Esce da Rotondi e fonda RIFONDAZIONE DC (ebbene sì), con il giovane CLELIO DARIDA (classe 1927, sindaco di Roma dal 1969 al 1976). Nel 2007 RifDC si federa con l’Udeur di Mastella e la Nuova DC di Pizza (giuro). Fondano insieme la FEDERAZIONE DEMOCRISTIANA nel 2009. L’idillio tra vecchi amici diccì dura un anno, quando, nel marzo 2010, Publio Fiori aderisce all’API di Rutelli:

Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli e Rinascita popolare-Rifondazione Dc di Publio Fiori d’ora in poi diventeranno un’unica aggregazione con l’intenzione di dar vita ad un terzo polo che possa “scardinare l’attuale bipolarismo” come hanno detto sia Rutelli che Fiori ai giornalisti al Senato.