Scalfarotto uccide il padre politico

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Ottimo commento di Ivan alla irricevibile lettera di quel signore che alcuni mesi fa guidava il “principale partito dell’opposizione” e fece eleggere persone come Marianna Madia al Parlamento della Repubblica italiana.

C’è da dire che nel genere delle “lettere al popolo” gli ex e attuali segretari del PD non brillano affatto. Il messaggio di Bersani ve lo riassume AnelliDiFum0, visto che spero che quello di Veltroni non esca dall’oblio. Bersani in sostanza dice: facciamo una bella alleanza stile Ulivo con dentro però l’Udc e tutti quelli che sono disposti a starci. Poi andiamo alle elezioni e vediamo se al Senato riusciamo a non far vincere Berlusconi e Bossi. Il candidato? Quello che vorrà l’UDC, vale a dire Casini.

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15 pensieri su “Scalfarotto uccide il padre politico

  1. Filippo Zuliani

    Lette ambedue le lettere. Hanno un tratto in comune, e cioe’ che riescono a citare solamente il nome di Berlusconi (come causa di tutti i mali).

    Per il resto, su Veltroni vale il commento di Ivan (fuori tempo massimo). Su Bersani e’ chiaramente descritto il ritorno all’Ulivo: convergenze su tutto – i.e. federalismo per unire e non per dividere – senza mai dire quali sono le soluzione che il PD considera ideali e vorrebbe perseguire. L’importante e’ far fuori Berlusconi, poi si vedra’.

  2. Con l’aggravante che Bersani scrive a Repubblica dopo Veltroni. Pare quasi che sia un “e allora io scrivo a Repubblica, tiè”.

    Del resto, quando sei il segretario nazionale e stai zitto durante due mesi di crisi della maggioranza, è destino che qualcuno nel tuo partito faccia un po’ di politica, o almeno ci provi come sa fare. Con una pessima lettera.

  3. Filippo Zuliani

    Non credo che Bersani sia stato zitto, Sciltian, durante questi mesi di crisi di governo Berlusconi. Gli e’ che nessuna delle sue proposte finora ha saputo coagulare un interesse minimale.

  4. In caso di guerra l’importante è vincere e vince solo chi sa pianificare in modo che quando si scende in campo si ottenga il massimo profitto nel minor tempo possibile, meglio se senza combattere o col minimo di perdite. La pianificazione deve avvenire in un contesto variabile, con pronte reazioni ai cambiamenti di situazione che portino a rapidi aggiustamenti dei piani e la disposizione tattica, anche applicando manovre irregolari ed imprevedibili ed avvalendosi di stratagemmi per dare al nemico informazioni sbagliate che lo inducano a valutazioni ingannevoli.

    (vincere il nemico senza bisogno di combattere, questo è il trionfo massimo).

    Sun-Tzu – l’arte della guerra.

  5. Per fortuna, la politica nasce per evitare di andare a confronti militari, guerre civili e di dover usare termini come “perdite” eccetera. Una campagna elettorale è qualcosa di molto diverso dalle guerre, soprattutto quelle dell’epoca di Sun-Tzu. Altre arti ci rientrano, dalla capacità di comunicare alla capacità di convincere l’opinione pubblica. Ti consiglio Walter Lippman, più che Sun-Tzu.

  6. Filippo Zuliani

    La citazione di Sun-Tzu e’ interessante, Filippo. In pratica, come si applica alla lettere di Veltroni e Bersani?

  7. Il pistolotto veniva prima del suggerimento.
    @Zuliani: il PD si sta muovendo da mesi in modo coerente, pur da posizione di debolezza parlamentare e mediatica, per favorire la crisi del governo berlusconi e tessere una serie di buone relazioni con tutti, che sono il preludio e la condizione necessaria per tutto quello che viene chiesto ogni 5 minuti su tutti i media ed i blog d’Italia.
    Mi conforta sapere che (per la prima volta dalla sua nascita) il PD è guidato da chi ha una strategia invece che da chi pensa fin dalla prima mattina a come andare nei notiziari della sera.
    Mi auguro che, come penso, molto venga detto da Bersani a Torino tra pochi giorni.

  8. addendum: la strategia comprende ovviamente delle varianti, che già la lettera di Bersani (non quella di Veltroni che è sotto effetto lisergico) lascia ampiamente prevedere.

  9. Filippo Zuliani

    Scusa, Filippini, ma quali sono le azioni di Bersani che hanno “favorito la crisi del governo berlusconi”?

    Inoltre, quel “tessere una serie di buone relazioni con tutti” (e quindi tornare al governo) a me convince poco. Sara’ anche una strategia vincente, ma a me pare che il prezzo che il PD di Bersani stia gia’ pagando e’ quello dell’autoannullamento e dell’immobilismo coatto. Ai fini di un’allenza per governare sappiamo infatti cio’ che vuole la Lega (federalismo), UDC (no ai diritti per i gay), IDV (legalita’) e SeL (si’ ai diritti per i gay). Cosa vuole il PD invece non e’ ancora pervenuto. Oltretutto voglio proprio vedere come metteranno nello stesso governo tutto quel calderone di proposte e richieste senza fare la fine dell’Ulivo di Prodi. Tu che ne pensi?

  10. Edoardo

    Con tutte quelle panzane che il Veltro rifila attraverso la sua prosa calduccia e ispiratuccia, possiamo farci una bella panzanella ricostituente.

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