Agenti letterari americani – i 20 peggiori

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Molto utile e divertente la lista dei peggiori agenti letterari d’America, pubblicata dal sito Science Fiction and Fantasy Writers of America, che penso valga anche per chi non scrive fantascienza.

Come ricorda il sito, le seguenti 20 agenzie hanno tutte almeno due difetti tra questi:

1) Chiedono soldi per leggere i manoscritti;

2) Chiedono soldi per fare l’editing o impongono di spedire a certe ditte che lavorano in quel campo;

3) Presentano conflitti d’interessi con vari gruppi editoriali;

4) Non hanno combinato granché in quanto agenti letterari;

5) Non aderiscono al contratto standard degli agenti letterari;

6) Hanno pratiche non professionali;

7) Mancano d’esperienza.

Ed ecco la lista dei peggiori 20:

  • The Aaland Agency (the alter ego of the now-defunct Abacus Group Literary Agency)
  • Allred and Allred Literary Agents
  • Barbara Bauer Literary Agency
  • Benedict & Associates (also d/b/a B.A. Literary Agency and R. Castro Literary Agency)
  • Sherwood Broome, Inc. (also d/b/a Stillwater Literary Agency, LLC)
  • Capital Literary Agency (formerly American Literary Agents of Washington, Inc.; also d/b/a Washington Agency and Washington Literary Agency)
  • Arthur Fleming Associates
  • Finesse Literary Agency (also d/b/a/ Elite Finesse Literary Agency)
  • Brock Gannon Literary Agency
  • Harris Literary Agency
  • Martin-McLean Literary Associates
  • Mocknick Productions Literary Agency, Inc.
  • B.K. Nelson, Inc.
  • The Robins Agency (Cris Robins)
  • Michele Glance Rooney Literary Agency (also d/b/a Creative Literary Agency, Creative Concepts Literary Agency, Simply Nonfiction, and May Writers’ Group)
  • Southeast Literary Agency
  • Mark Sullivan Associates (also d/b/a New York Editors, Manhattan Literary, and Pantheon Literary)
  • West Coast Literary Associates (also d/b/a California Literary Services)
  • Writers’ Literary Agency (a.k.a. WL Literary Agency or WLA), formerly The Literary Agency Group, which currently includes the following:
    -Children’s Book Publishing Agency
    -WL Children’s Agency
    -Poetry Book Publishing Agency
    -WL Poet’s Agency
    -Screenplay Writers’ Agency
    -WL Screenplay Agency
    -Writers’ Book Publishing Agency
    -Global Book Agency
    -Strategic Book Agency
    -AEG Publishing Group
    -Strategic Book Group
    -Eloquent Books (a vanity publisher)
    -Strategic Book Publishing & Marketing (a vanity publisher)
    -Strategic Book Marketing (a marketing company)
    -Writers’ Literary & Publishing Services Company (an editing company)

Altre discussioni sugli agenti letterari americani, le trovate qui. Mentre qui trovate un elenco annotato dei vari agenti letterari americanzi.

Dovremmo organizzare questo genere di feedback anche fra noi scrittori italiani. Per quanto mi riguarda, io non ho al momento un agente letterario, né italiano, né straniero. Ho dovuto rompere il contratto con la NABU di Firenze perché ci hanno messo sette mesi a esprimere interesse nel voler leggere Tutta colpa di Miguel Bosé, in seguito venduto da me da solo alla Fazi Editore (per la serie: e se devo corteggiare l’agente letterario per avere una risposta di lavoro, lasciami corteggiare direttamente l’editore, no?).

Pessima l’esperienza anche con Nicolazzini, col quale c’era stato un abboccamento nel suo studio di Milano, lo scambio di un contratto standard e poi non sono mai più riuscito a parlarci al telefono, chiamando diverse volte e dal Canada.

La ALI, che penso sia una delle migliori agenzie in assoluto, o per lo meno è una di quelle con la fama migliore, ha letto Anelli di fumo e non gli è piaciuto. La cosa buffa è che il giorno dopo lo stesso romanzo è stato letto dalla Hacca Halley che ha fornito una scheda di lettura entusiasta. L’ho naturalmente spedita alla signora della ALI, che ha riconosciuto che fosse davvero molto buona. C’est la vie, madame Balzarotti Barbieri.

Altri agenti letterari, come Santachiara, non accetta nuovi autori. E questo è un male diffuso presso diversi agenti letterari di successo. Per il resto, non è che il panorama italiano sia così ricco come quello americano. Proprio per niente. Abbiamo sostanzialmente accennato a tutti gli agenti letterari degni di questo nome, tranne la Grandi & Associati. Ci sono delle lacune, sicuro, non pretendo di essere esauriente con questo post, ma queste lacune si contano sulla punta delle dita di una sola mano.

Non voglio aprire qui il vaso di Pandora delle case editrici, posso solo dire che con la Pequod siamo arrivati ad attendere la sentenza definitiva di I grado (dopo nemmeno 5 anni). Entro pochi mesi ci sarà la sua lettura in Tribunale in Ancona.

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12 pensieri su “Agenti letterari americani – i 20 peggiori

  1. Skeight

    Credo che Santachiara accetti nuovi autori, ma non se si presentano spontaneamente. Lo dico perché una volta (due anni fa) ho passato il romanzo di una mia conoscente ad una amica scrittrice che è nella “scuderia” di Santachiara, glie l’ha fatto leggere e lui l’ha accettato. Quindi si cerca i talenti autonomamente, e lo posso anche capire: parlando con persone dell’ambiente è considerato l’agente migliore, in grado di ottenere i contratti più vantaggiosi per i propri autori, quindi se accettasse i nuovi rischierebbe di trovarsi con centinaia di richieste da vagliare.

    Naturalmente è un discorso che vale appunto come eccezione, la regola delle agenzie dovrebbe essere disponibili verso i nuovi autori…

  2. Skeight, in America funziona così: tu vai in biblioteca o in libreria, e consulti un testo simile al Literary Market Place. Io per dire ne ho un altro a casa. Lì trovi gli agenti letterari (alcune migliaia, non sei come in Italia) divisi per settori narrativi di competenza specifica. Quelli interessati alla fiction e quelli interessati alla saggistica è la prima delle divisioni, solo che poi ci sono tutta una serie di sotto-divisioni. Alla fine, quando hai scelto il tuo settore di agenti (fiction-GLBT-Teen fiction-coming of age, nel caso di ‘One-winged Angels’) ti ritrovi con in mano un elenco di 20-30 nomi. Cominci a spulciare fra le indicazioni date nel librone, navighi i loro siti, leggi quanto prendono, come accettano nuove proposte, se le accettano. Alla fine, quasi tutti accettano una email nella quale, senza mandare allegati, in poche parole tu spieghi:

    a) cosa cazzo hai scritto da pubblicare
    b) chi cazzo sei
    c) perché ciò che hai scritto ha un mercato

    Un collaboratore dell’agente legge tutte queste email e nel giro di 2 settimane (ma a volte di 5 minuti) ti risponde dicendoti: “sei autorizzato a mandare una query, o una proposta, o l’intero manoscritto”. Nei primi due casi, spedisci una seconda email, stavolta con allegato di una query o di una proposta editoriale (che è un documento di 2-3 pagine specifico). nel terzo caso, spedisci una copia del romanzo in cartaceo all’agente.

    Tutto questo, per far risparmiare al mondo l’uso di troppa carta. Basarsi solo sui propri amici per trovare nuovi scrittori? Non mi sembra il top della professionialità.

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    Vorrei dare un contributo al dibattito, anche se normalmente non intervengo sui blog anche quando ho (ho, con presunzione, ritengo di avere) qualcosa da dire. E’ stata pessima sin qui la mia esperienza con NABU. Da circa sei mesi hanno il mio libro, per cui ho pagato la “fee” di lettura, ed ancora non ho notizie. Dopo circa 4 mesi mi hanno scritto scusandosi per il ritardo ed annunciando la risposta entro un paio di settimane in quanto dovevano partecipare alla Fiera di Francoforte (metà ottobre). Ancora niente. Ho inviato tre email chiedendo chiarimenti, e non mi hanno mai risposto. La cosa forse peggiore è che nelle ultime due settimane ho telefonato e nessuno risponde…saranno ancora attivi (si fa per dire) o hanno chiuso? Adesso manderò una pec annunciando una rivalsa legale. Non si tratta di recuperare la cifra, è proprio l’atteggiamento infido e la mancanza di educazione, che non si riescono a sopportare…

  6. Massimo, consiglio personale: non spendere soldi in rivalse legali. Manda una raccomandata a NABU con ricevuta in cui annunci loro che gli togli il diritto a rappresentare qualunque tua opera. Io ho fatto così, gli scrissi una lettera dove c’era un rigo che diceva: “Già non è semplice rincorrere gli editori. Se poi devo anche cominciare a rincorrere gli agenti, tanto vale rincorrere direttamente gli editori.” Dopo un paio di mesi ho venduto il mio nuovo romanzo a Fazi, nuovo romanzo che Nabu non ha mai nemmeno letto, pur avendolo ricevuto.

  7. massimo

    Grazie per il consiglio. Lo farò sicuramente, anche se comunque voglio trovare il modo di replicare a questo sistema per fregare la gente, approfittando dell’altrui fiducia.
    Comunque loro non rispondono più al telefono. Avete notizia circa un’eventuale chiusura dell’agenzia?
    Grazie.

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