52 a 48%

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Gli e-lettori de Il Fatto Quotidiano sono spaccati nel sondaggio tra Di Pietro e Flores d’Arcais. Io stesso, che ho votato per Di Pietro, ero molto indeciso. Perché è chiaro che se in Parlamento ci fossero i numeri (specie al Senato) per fare legge elettorale e legge sul conflitto d’interessi, bisognerebbe ASSOLUTAMENTE andare a un governo di salute pubblica che facesse quelle due leggi. Ma al momento in cui scrivo, nonostante le aperture di Flavia Perina e Filippo Rossi sul conflitto d’interessi, è come dice Di Pietro: al Senato non ci sono i numeri.

Diventa allora un sogno interessante quello del leader dell’IDV, che ha capito il gioco sporco del PD: allearsi con UDC, Api e Fli lasciando IDV fuori. Di Pietro risponde con un’unione delle forze alternative, da SeL a IDV arrivando magari anche al M5S. Sarebbe davvero un sogno, capace di raggiungere percentuali a doppia cifra e forse anche a doppia decina. Qualcosa che metterebbe il PD e le sue teorie conservatrici all’angolo.

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33 pensieri su “52 a 48%

  1. ilmetapapero

    la cosa non funzionerebbe in primis perche’ i tre elettorati sono ampiamente sovrapponibili, insomma ricicciano il solito 10%, e in secundis perche’ Grillo, come comico, non ha mai avuto una spalla.

  2. Metapapero, se gli elettorati sono sovrapponibili, in politica significa che 2+2+2 fa 6, non che fa 2.

    Inoltre: continua a denigrare un uomo che ha raccolto qualche centinaio di migliaia di firme su dei referendum. Che dove ha presentato le sue liste ha preso il 4% in Piemonte e il 7% in Emilia. Del resto, nel 1993 nel PDS si denigrava Berlusconi quando scese in politica. S’è visto com’è finita.

  3. Filippini, per una volta siamo d’accordo: Dio acceca Enrico Letta, che ci crede in Dio, con questa stramba idea dell’alleanza con Fini e Cuffaro e Casini. Lancio una previsione: se il PD va a quell’alleanza lì, prende fra il 20 e il 23% dei voti. E poi spero che si sciolga, a quel punto lì.

  4. ilmetapapero

    Scusami Sciltian, mi permetto di chiamarti per nome, forse non mi sono spiegato bene, l’area elettorale secondo me e’ la stessa, up to 10%.

    Il problema e’ che sia tra i 3 leader che nell’area ci sono delle idiosincrasie ben precise, cosi’ come tra i loro elettori.

    DiPietro non sopporta Vendola, Grillo non vuole comprimari.

    Peraltro gia’ alle passate elezioni regionali c’e’ stato un travaso da IdV a M5S, dovuto anche alle ambiguita’ di DiPietro nella gestione del partito, vedi la querelle con D’Arcais e con Chiesa.

    Questo esulando del tutto dalla valutazione che io faccio dei 3. Abbastanza buona se non ottima per Vendola, pessima per gli altri due.

    C’e’ poi da dire che storicamente in Italia, l’unione di due o piu’ liste ha sempre dato una somma inferiore all’elettorato potenziale delle liste separate, penso a RNP o al Girasole, giusto per rimanere in area csx. Con un unica rilevante eccezione: la lista dell’Ulivo alla camera nel 2006

  5. skeight1985

    Io vorrei far notare una cosa che mi sembra abbia evidenziato solo Civati in questi giorni: la presenza di un terzo polo Rutelli-Casini-Fini di per sé rende già impossibile, o comunque molto difficile, la vittoria di Berlusconi al Senato, anche votando subito. Ipotizzando un flop del tipo 2-3% di Futuro e libertà, infatti, questi voti sommati a quelli di Udc e a quelli di Rutelli e Lombardo permetterebbero comunque il superamento della soglia dell’8% in quasi tutte le regioni (l’unica condizione – e problema – sarebbe quella di creare una lista comune e non una coalizione, che richiederebbe una soglia più alta). Questo ovviamente impedirebbe anche ad una coalizione di sinistra di ottenere la maggioranza.
    Quindi per come la vedo io la situazione è: a Fini non conviene fare un’alleanza elettorale con il Pd che lo renderebbe accusabile di trasformismo, perché tanto dopo le elezioni lui e i suoi sarebbero comunque indispensabili per formare un governo; dall’altra parte, se il Pd si alleasse con la sinistra si potrebbero racimolare tutti i restanti voti anti-berlusconiani, che in caso di alleanza moderata con l’Udc rischierebbero di non superare il quorum alto del senato, disperdendosi a favore degli altri contendenti, Berlusconi compreso.
    Insomma, al momento l’assunto molto in voga “Se votiamo di nuovo vince di sicuro Berlusconi” mi sembra discutibile. Cambiare la legge elettorale sarebbe cosa buona e giusta, ma sarebbe anche più facile con un parlamento con meno berlusconiani di quello attuale. Quindi la prospettiva di andare subito ad elezioni mi sembra la migliore.

  6. ilmetapapero

    scusami Skeight ma il corollario di quanto tu dici e’ il seguente:
    alla camera vince o PDL+lega (probabile) o il PD+idv+sel, (improbabile).
    Al senato situazione mixed. Per cui il terzo polo fara’ comunque parte di una grosse koalition o con il PDL (garantendogli la presidenza della repubblica per avere Casini o Fini premier) o con il PD, che difficilmente sopportera’ l’abbraccio moratale del 3 polo.

    Certo, per Fini e Casini e Rutelli, sarebbe l’ennesimo rischio andare alle elezioni con questa legge elettorale, pero’ rischierebbero meno del PD e piu’ del B.

    Per cui speriamo non facciano tutti sti conticini, e che la legge elettorale si cambi

  7. Metapap, mi fa piacere se mi chiami per nome. Io non so il tuo, ma se me lo dici lo fo anch’io. Sui tre leader abbiamo idee diverse, che potrei spiegarti di persona a voce, perché il discorso è complesso da fare per iscritto. Vorrei solo farti notare che la RnP era la somma del PR (ultime elezioni precedenti: 1,5%) e PS (ultime elezioni precedenti: 0,6% come SDI) e che la somma fece il 2,4% anziché del 2,1%. Prendere lo 0,3% in più quando si parla di percentuali così piccine significa che in percentuale si è preso un 15% in più della somma dei voti dei due partiti. Solo la stoltezza dei dirigenti del PS portò alla fine di quell’esperimento. So bene questa cosa perché ci ero dentro, alla RnP.

  8. Bravo Skeight, sono d’accordo. In realtà l’osservazione di Civati l’avevo fatta anche io, ma non ne avevo scritto. Da Civati ho fatto notare che il Terzo Polo, prima ancora di essere un Polo Sud è un Polo Sicilia, perché moltissimi finiani oggi in Parlamento sono eletti in Sicilia. A questi aggiungi l’MPA, che è un partito solo siciliano, e l’UDC di Cuffaro che in Sicilia è una potenza. La cosa è ancora più interessante, perché la Sicilia ha 5,5 milioni di abitanti. Se non erro a pari merito con la Campania è la regione del Sud più ricca di elettori, e la terza in tutta Italia dopo Lombardia e Lazio. Ricorderete che quando c’erano i collegi uninominali, la Sicilia eleggeva la bellezza di 61 deputati, vale a dire il 9% dell’intera Camera (non ricordo il dato del Senato, ma suppongo sia analogo). Ecco perché Perina e i finiani vorrebbero tornare al collegio uninominale.

    Il resto delle considerazioni che fa Civati e che fai tu, mi trovano perfettamente d’accordo.

  9. Skeight e Metapap, aggiungo anche un’altra considerazione: nel caso si vada al voto con questo schema qui:

    PDL-Lega

    UDC-MPA-API

    PD da solo, al limite col PS e il PR

    ci potrebbe essere IDV-SeL-M5S

    e i poli sarebbero ben quattro.

    Allora ci sarebbe da ridere! Perché potrebbero essere tutti e 4 sopra all’8%, ma secondo me anche tutti e 4 sopra al 15% sapete?

  10. Ma perché il PD dovrebbe andare mai da solo. Io auspico l’ammucchiata contro PDL e Lega, ma se salta l’opzione (che è solo mia, non attribuitemi poteri che non ho) è chiaro che ci alleeremo pur con qualcuno. Probabilmente con Vendola.
    Di Pietro, piuttosto, con Vendola non ci starà facilmente.
    Grillo assolutamente non si alleerà con nessuno.
    Mi sorprende che qualcuno possa anche lontanamente sostenerlo.

  11. Filippini, in politica spesso accadono cose che non si vorrebbe accadessero. Si ricorderà di come si andò a votare in Puglia: tre candidati e non due, cosa che Berlusconi certo non voleva, e nemmeno D’alema. Eppure, alla fine i candidati furono 3, come sperava Vendola, che vinse le elezioni regionali.

    Il PD in questi giorni si sta comportando molto male con Vendola e con IDV. Con M5S non ha mai nemmeno intessuto un dialogo. Quindi per il momento esclude alleanze verso IDV e SeL e M5S in favore di un’alleanza con UDC-Fli-MPA-API. Il punto è che i conti il PD li fa senza l’oste, che in questo caso si chiama Fini. Se Fini pone come condizione a Casini di non fare alleanza con il PD è perché sa che il PD non può rivolgersi più a IDV e SeL o M5S. Quindi si potrebbe verificare la situazione dei 4 poli. In tal caso, il PD direbbe che si presenta da solo (che poi non è vero, ci sarebbe alleanza con Union Valdotaine, SVP, PSI, PR probabilmente) sottolineando la sua coesione interna rispetto alle altre coalizioni. Sarebbe una situazione da gioco-forza per il PD, un fare buon viso a cattivo gioco.

    Situazione assai probabile, se Fini si impunta contro l’alleanza con il PD, che a Fini farebbe perdere molti voti. Non dimentichiamoci che fra i finiani molti si sono fatti fotografare dal fotografo della Camera in camicia nera, da Mirko Tremaglia in giù. Vorrà dire qualcosa, o è solo scelta cromatica di dubbio gusto?

  12. Lol sul dialogo con M5S. E’ M5S che non accetta il dialogo. O meglio la persona fisica (o la partita iva, se preferisce) di Beppe Grillo.
    Per Mirko Tremaglia, quel simpatico coglione (si può dire simpatico?) che ci fece vincere nel 2006 con gli italiani all’estero, provo più affetto per la sua senile arteriosclerosi che ripulsa per il suo passato repubblichino.

  13. ilmetapapero

    Ciao Sciltian, il mio nome e’ Eugenio, e non mi dispiacerebbe parlarti, magari davanti a una birra.

    Su RnP, forse mi ricordo male, anzi sicuramente, mi sembrava che avesse preso meno di quanto fosse la somma dei fondatori. Non ho i dati sottomano e sto per partire, quando torno ci do’ un occhio, ma mi ricordo abbastanza bene la delusione di amici di RnP, che, concordo, era un’ottima idea, per cui ho anche formato per farli presentare. Peccato la miopia dei diriggenti.

    Su Grillo sono abbastanza convinto di quello che dice Filippo, andra’ da solo, perche’ l’uomo non ammette comprimari sul palcoscenico, nemmeno una spalla. E gli scazzi con la Alfano mi pare siano abbastanza indicativi.

    Quanto al resto credo che, a meno di levate di capo di DiPietro, stile 2001, si andra’ a un’alleanza PD-IdV-Sel, e questo per il semplice motivo che Vendola vuole le primarie e D’Alema e Bersani vogliono Vendola, non come candidato premier, ma sicuramente come alleato che copra il versante sinistro. Per cui credo che l’alleanza PD-Sel sia una delle poche cose sicure.

    Anzi, non escluderei perfino un’alleanza udc-pd-sel, con idv mestamente sotto il 4% a contendersi l’elettorato con M5S

  14. Filippini, lei si riferisce alla ripulsa che il movimento M5S ha verso il PD da dopo che a Beppe Grillo è stata sbarrata la possibilità di iscriversi al PD. Mai confondere la causa con l’effetto. Se allora voi aveste ammesso Grillo nel partito, lui avrebbe partecipato alle primarie, forse vincendole, più probabilmente perdendole. Ma credo che sarebbe rimasto dentro al PD, portandosi dietro almeno tre quarti del proprio movimento. Se poi il PD avesse ammesso anche i vari Pannella e Di Pietro che via via si sono proposti di iscriversi e partecipare alle primarie, oggi il PD sarebbe un partito del 40% da solo, che avrebbe dentro anche gente come me. Mi creda: non siamo in pochi. Invece avete detto di no a tutti quelli che secondo voi non erano sufficientemente deboli da non minacciare le rendite di posizione di dalemiani e veltroniani, e siete un partito del 26% in forte calo.

  15. Eugenio, io torno in Italia in ottobre per il lancio del mio nuovo romanzo. Vediamo se riusciamo a ritagliarci due ore davanti a una birra?

    RnP: pensavamo tutti di andare oltre il 4%. O meglio: lo speravamo tutti, da qui nacque l’insoddisfazione per l’OTTIMO 2,4%. Solo il M5S sarà in grado, alle prossime elezioni, di superare di slancio il milione di voti e di debuttare con una percentuale che andrà dal 3 al 5%. Ricordo che la Lega Nord nel 1989 prese lo 0,9% ed elesse 2 deputati. Sappiamo com’è andata a finire.

    SU Grillo: anche io penso che alla fine, date le circostanze di oggi, andrà da solo. Gli conviene, prenderà appunto moltissimi voti e costringerà gli altri partiti (e te, e quelli che la pensano come te su di lui: un comico – e siete moltissimi) a rispettarlo come un esponente politico che ha fra il 3 e il 5% dei voti al suo debutto elettorale nazionale.

    Mi piacerebbe che le tue previsioni di un’alleanza Pd-SeL si rivelassero esatte. Io temo che non andrà così, ma forse sono pessimista. Vedremo, secondo me D’alema è il male assoluto e il PD ormai è in mano a lui e a Enrico Letta, che sono due politici mediocri ma di certo conservatori.

  16. Filippini, la ripulsa del fascismo è scritta nella nostra Costituzione, così come il ripudio della guerra come strumento di offesa. Dunque sono categorie politicissime.

    Ma se anche non ci fosse la nostra Costituzione, mi dispiace dirglielo, ma ciò che apre o chiude la carriera politica di chiunque non è il giudizio suo e della cricca che regge il PD, un giudizio parvenu e conservative-chic, ma il giudizio degli elettori italiani. Ne riparliamo dopo le prossime elezioni, eh?

  17. illuminismo

    Ma questo filippini è pagato da qualcuno per sottrarre voti al PD, o è davvero un elettore piddino in crisi di autolesionismo? Per essere così perfettamente l’incarnazione dei mali piddini (arroganza, miopia, odio verso ogni forma di carisma politico liquidato come “demagogia”) ci vuole un grosso sforzo… Complimenti, comunque. Il resto della discussione si muove su binari interessanti e istruttivi, a parte Filippini che incarna la mummia del PD convinta – contro ogni evidenza – di essere ancora in vita.

  18. Illu, non sono mica sicuro che sia *davvero* un elettore piddino, sai? Se dovessi rileggere tutti i suoi commenti in una volta sola, penso che propenderei più per l’elettore ultrà di Berlusconi che tenta di tenere lontana la brava gente dal PD. In ogni caso, è molto utile a non commettere errori, io gliel’ho già detto.

  19. Filippini, gli argomenti e i ragionamenti qui non mancano, se ne sarà accorto perfino lei. E non è colpa mia se a leggerla la gente si chiede se lei è *realmente* del PD. Perché si sarà accorto che il suo atteggiamento ottiene il risultato opposto a quello che lei in teoria si prefigge? Cioè la gente la legge e rinforza la sua convinzione di non votare PD. Non le pare paradossale? Non dovrebbe farla riflettere sul modo a cazzo in cui lei si pone? E’ un campione di antipatia, ma non è che dicendoglielo cerco di insultarla. Le faccio una constatazione. Se fossi nei suoi panni e ottenessi lo stesso effetto, io mi porrei un problema. E rivedrei il modo in cui mi esprimo. Sempre che tenga davvero a trovare nuovi voti per il PD, chiaro.

  20. Beh, qui ci sono alcune decine di commenti fatti di ragionamenti su cose politiche. A quelli lei o non sa come rispondere o risponde in un modo che conferma nei suoi interlocutori le loro opinioni. Ci rifletta. Io lo vedo che ha passione nelle cose che dice, ma una buona comunicazione politica non può prescindere dai risultati che ottiene sugli interlocutori.

  21. Filippo Zuliani

    Sciltian, personalmente credo che una coalizione PD-IDV-SeL(-M5S) non ottenga piu’ di quanto gia’ ottenuto da PD-IDV ai tempi della vocazione maggioritaria di Veltroni (38%, se non erro). E non credo proprio sarebbe sufficiente per vincere. Ovviamente un eventuale PD-UDC-API farebbe ben peggio.

    Il problema non e’ tanto l’allenza e nemmeno la legge elettorale. Il problema e’ la credibilita’ della coalizione che vai a votare. Perche’ PD-IDV-SeL(-M5S) possono pure coalizzarsi. Ma e’ chiaro come il sole che nella coalizione delle litigiosissima sinistra italiana volerebbero coltelli e sgambetti. Finirebbero per diventare quello che e’ ora il PD, un calderone con dentro di tutto che osa ben poco per salvaguardare microscopici equilibri di forze interne, condito di dichiarazioni di questo o quell’esponente che brama un posticino un po’ piu’ al sole (sinistra e arcobaleno docet, che fine ha fatto Mussi?)

    Pensi sia piu’ probabile che una coalizione del genere riformeri alcunche’ o ripeta l’ingloriosa fine del governo Prodi2?

  22. Filippo, su questo ti do piena ragione. Ma come dimostrano i fatti di questi giorni, la litigiosità dentro a un partito o a una coalizione ha smesso di essere una caratteristica solo del centrosinistra italiano, per diventarlo del mondo politico intero. In realtà litigavano a destra pure prima dello scontro Berlusconi-Fini (quante scissioni ci sono state da AN verso destra dopo Fiuggi? Ho perso il conto, sono peggio dei comunisti!) solo che dillà c’era un lider maximo autocrate e miliardario che teneva tutti per le palle con la clava delle tv. Adesso Fini si illude di poterlo fronteggiare con la forza delle sue buone idee, ma vedrà cosa significa il potere delle tv alle prossime politiche.

    In ogni caso, caro Fil, non è che col retro-pensiero “tanto poi si litiga” non si forma la coalizione, perché allora con lo stesso retro-pensiero bisogna dire che il PD non dovrebbe nemmeno presentarsi alle elezioni: se vince, come del tutto improbabile, poi si divide sul da farsi. Ma tanto perde, e quindi si limita a espellere pezzetti di sè ora verso Sinistra, ora verso Destra.

  23. Filippo Zuliani

    Sciltian, litigare nelle coalizioni e’ normale. Tuttavia c’e’ un abisso tra litigare per la spartizione delle cadregh… ops, per la poca liberta’ nel partito (PDL), per l’orecchio di Vendola (PD, Repubblica) e perche’ non si condivide una proposta politica, motivandone le ragioni in maniera chiara e accessibile a tutti (Pvda/CDA, Olanda).

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