Il punto della situazione migliore

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Lo ha fatto, come di sovente, Alessandro Gillioli de L’Espresso. Alla faccia di chi scrive che L’Espresso non è un buon giornale o ha perso autorità (quel culone di Mario Adinolfi).

Mentre qui avete un indispensabile Generatore automatico di cose di cui Gianfranco Fini si è accorto improvvisamente. Mai più senza.

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15 pensieri su “Il punto della situazione migliore

  1. A Metilparaben ho suggerito questi tre:

    La carbonara si fa con le uova. Certo che 520 euro per un paio di mocassini sono un po’ troppi, specie per un pontefice e Berlusconi aveva la tessera 1816 della loggia massonica P2.

    Il barolo è un buon vino, ma a digiuno dopo tre bicchieri può dare alla testa. Bertone potrebbe anche farsi i cazzi del Vaticano, ogni tanto e Berlusconi ha cercato di far passare il Lodo Alfano ungendo la Corte Costituzionale.

    Assaggiare la lasagna direttamente dal forno acceso può essere un’esperienza scottante. La pedofilia tutto sommato è una brutta cosa, specie se la fanno dei preti e Berlusconi aveva come bracci destri Previti e Dell’Utri, che non sembrano delle belle persone.

  2. ilmetapapero

    che e’ un gran macello non e’ che ci volesse il Giglioli a dirlo. Peraltro mica son convinto che la Lega voglia andare al voto adesso. Son curioso anche di vedere dove andra’ a parare comunione e fatturazione, viste le bordate di avvenire e fc sul pdl e viste le nubi giudiziarie che si annunciano su Firmigoni

  3. volpi

    è stata pubblicata la prima delle tre sentenze di perry v.schwarnegger. la propositione 8 viola almeno per ora la costituzione americana

  4. Volpi, lo so, ne ho parlato sul mio Facebook! E’ una sentenza storica. Se la CS USA dovesse avallare, parliamo di una robina che avrà effetto giuridico diretto su tutti gli USA e indiretto, di fatto, su tutto l’Occidente. Forse la più bella notizia internazionale da quando siamo vivi. Non dico altro.

  5. volpi

    Un governo anche della durata predeterminata di due mesi non avrà maggioranza in senato senza il sostegno di pdl-lega. Napolitano constaterà che non esiste un governo capace di ric evere la fiducia del parlamento e scioglierà le camere quando berlusconi riterrà utile far precipitare la crisi(fra l’altro ha già espresso i suoi progetti chiaramente oggi).Nelle elezioni (autunno?) pdl-lega conquisteranno una maggioranza e Berlusconi starà in carica fino al 2015,scegliendi il successore di Napolitano nel 2013

  6. Filippo Zuliani, temo che andrà a finire come dice l’ottimo Riccardo nella versione 1b. Cioè:

    “Scenario 1.bis. Si vota ad ottobre ma nel PD riescono a prevalere i pavidi e quindi fare un’ammucchiata non riuscita, ovvero PD-UdC-Fini-MPA-Api. IdV e SEL vanno da soli. Il candidato naturale della nuova destra del PD sarebbe Enrico Letta (uomo di destra). Il PD di fatto non esiste più, la sinistra prende il 15% e vincono B&B, ovviamente.”

  7. Volpi, è possibile. Ma se si va a votare in ottobre è anche possibile lo scherzetto cinese dell’elettorato italiano, che punisce spesso i partiti che vogliono le elezioni.

  8. Prego, Riccardo. Che poi il bello delle elezioni è che se si andasse oggi con questa legge ciofeca probabilemnte ci sarebbero grosse sorprese negative per berlusconi, perché alla gente generalmente non piace chi fa lo spaccone con le elezioni. E’ anche vero che con tutte le tv in mano a lui è proprio dura, eh. Ringraziamo D’Alema e le sue geniali intuizioni di non fare una legge sul conflitto d’interessi e nemmeno una sul riordino del sistema tv quando fu premier. Che lurido verme.

  9. fabio nolli (cinecritico aut)

    Usually non è che ammiri assai lo stile travagliesco, ma oggi ha fatto un’analisi spietata e realistica assai di codesto disastro. Che ne viene fuori? Che il sole in testa d’estate fa taaaanto male…

    Ferie d’agosto (di Marco Travaglio)

    Giorno dopo giorno prende finalmente forma l’elettrizzante alternativa al regime di B.: quella che Casini definisce “nuova area di responsabilità”, cioè l’Armata Brancaleone Fli-Udc-Mpa-Api sorta intorno alla coraggiosa astensione su Caliendo perché – spiega Piercasinando – “rifiutiamo il giustizialismo, ma non minimizziamo la questione morale”. Forse voleva dire molare, essendo lui il leader dell’Udc, in cui siedono i Cuffaro e i Cesa, ma anche Enzo Carra (ovviamente pregiudicato) e Renzo Lusetti (indagato per le sue affettuosità con Romeo, di cui era un po’ la Giulietta in concorrenza con Bocchino); e financo Peppe Drago, appena decaduto da deputato perché definitivamente condannato per peculato, avendo svaligiato la cassa dei fondi riservati della Regione Sicilia quando ne lasciò la presidenza: il tipo ideale per sventolare il vessillo della legalità. Poi c’è il governatore attuale Raffaele Lombardo, leader Mpa, che è solo indagato per mafia e si porta appresso collezionisti di poltrone come Misiti e Latteri e un tal Roberto Commercio, un nome una vocazione. Per l’Api rutelliana ha preso la parola un altro frugoletto della politica, Pino Pisicchio, che ha all’attivo più tessere di partiti che capelli in testa e cammina a fatica con la cadrega incollata dietro. Poi ci sono anche i latitanti, tipo l’avvocato Consolo, di cui si son perse le tracce da una settimana: teoricamente finiano, nel giorno della prova coraggio – l’astensione su Caliendo – si è dato; forse non se la sentiva di sbilanciarsi con una scelta così netta, forse ha solo bisogno di essere consolato, forse è disperso da qualche parte in stato confusionale (chiunque avesse notizie di lui è pregato di segnalarle alla redazione di Chi l’ha visto?: la famiglia promette di trattarlo bene e di riprenderselo come nuovo). A certificare il nuovo che avanza, fa capolino il terzo gerundio di queste ferie d’agosto, dopo Caliendo e Piercasinando: Ferdinando Adornato. Già comunista, poi editorialista del gruppo Espresso, poi nuovista con Alleanza Democratica, poi direttore di Liberal all’insaputa dei lettori, poi deputato forzista all’insaputa degli elettori, attualmente – mentre scriviamo – è casinista degno approdo per un uomo che voleva cambiare il sistema ma poi il sistema ha cambiato lui. Ora s’aggira in questa compagnia della buona morte accompagnata da una colonna sonora fatta di rumori di ganasce, digrignar di mandibole, sferragliare di forchette, flebo, stampelle, protesi, cateteri e cinti erniari. E questo è quanto ci riserva l’avvenire, quando finalmente ci libereremo di B., forse per evitare che la gente si entusiasmi troppo. Rallegrano, nel frizzante quadro della politica italiana, la freschezza del dibattito e la reattività dei protagonisti, segnali tipici di una società giovane e proiettata al futuro. Casini incontra Bossi nel cortile di Montecitorio e giovanilmente lo saluta “Ehi, Umbertino!”. Quello risponde col gesto delle corna e l’altro – annotano i cronisti – sorride compiaciuto: poteva pure capitargli il dito medio, perché l’Umberto ormai conosce due sole risposte, entrambe digitali. Angelino Jolie proclama: “Sui princìpi non ci si astiene”. Infatti lui sui princìpi vota no. Renato Farina, il deputato-spione, difende appassionatamente Caliendo (sebbene Caliendo l’avesse pregato in ginocchio di non farlo) e lo rovina per sempre definendolo “uomo esemplare accompagnato da stima universale” (l’altro giorno, per dire, si parlava un gran bene di Caliendo in un igloo dell’Alaska). Molto lucido pure Cicchitto: riposto il cappuccio a causa del caldo, attribuisce il crollo del Pdl a un complotto di De Benedetti. Meno male che, a fare chiarezza, c’è il Pd. Bersani dice sì a un governo Tremonti, poi smentisce, poi Enrico Letta (non Gianni, che odia Tremonti) smentisce la smentita. Fioroni invoca “l’accordo col Terzo polo per vincere”. Livia Turco, sempre per vincere, vuole “offrire la candidatura a premier a Casini”. Scusate, ragazzi, ma perché non offrirla direttamente a B.? Capace che accetta. E con lui si vince facile
    (da Il fatto di stamattina)

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