Tenerissimo Fini

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Ho appena ascoltato le dichiarazioni di Gianfranco Fini alla stampa, all’indomani della sua epurazione dal PDL. E’ davvero tenero che scopra all’alba del 30 luglio 2010 che l’On. Berlusconi ha un atteggiamento “non propriamente liberale”. Tenerissimo. Molti auguri, Gianfrà, che ne hai bisogno, per dove hai cacciato il Paese e te stesso.

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17 pensieri su “Tenerissimo Fini

  1. Filippo Zuliani

    Gianfranco: un altro volpone della politica italiana. Fa pari con cicciobello Rutelli.

    Scioglie AN, un partito del 12% stabile, nel comitato elettorale di Berlusconi. Si prende i suoi incarichi costituzionali, gioca a fare il politicante che dibatte alti ideali – la poca liberalita’ nel partito – e ne esce per una questione di scranni. Gianfranco raccoglie meno dell’Umberto, pur avendo cofondato il partito portando in dote il suo 12% di AN. Berlusconi non ne vuol sentire, e questo al Gianfranco non va proprio giu’.

    Ora si parla di gruppo parlamentare separato. Per le prossime elezioni, avremo l’ennesimo microgruppo alla ricerca di sponde che raccogliera’, se va bene, il 2%. Una volta avevano il 12%. Solo Rutelli era riuscito a dilapidare il suo 10% margherito per raccogliere un microgruppo da 1%. E’ una bella gara. Intanto che questi giocano, il paese non e’ avanzato di un millimetro. Mi chiedo sempre perche’ continuino a votarli.

    Se non altro la situazione attuale obblighera’ molti degli ex-fascisti-ora-pidielli-ma-Berlusconi-no a schierarsi apertamente: con o contro Silvio? Sara’ interessante osservare le risposte.

  2. Filippo, io ho sempre detto che Fini, come Rutelli, andava forte nei 12 secondi di intervento televisivo, ma se gli davi 2 minuti interi non avrebbe proprio saputo cosa dire, perché tra Fini, Rutelli e Veltroni è una gara a chi ha meno cultura anche solo meramente generale, figuriamoci vertenziale su un determinato aspetto di macroeconomia o di politiche del lavoro o di diritti civili. zero carbonella. Va detto che la gente, nel caso di Rutelli e Fini, ha smesso di votarli da mo’. Veltroni era invece riuscito ad affabulare il 33% degli italiani con il suo stile ma-anchista. Se guardo al comportamento dell’elettorato italiano, ammetto una certa speranza: aumentano Grillo, Di Pietro, i lettori de Il Fatto Quotidiano. Quasi che la gente stia prendendo le misure e agisca di conseguenza. Vediamo come va a settembre.

  3. Più che fare a pari con Rutelli (povero miserello, non spariamo sull’ambulanza!) a me sembra che Fini faccia a pari con D’Alema. Avete presenti quei politici intelligenti di default? quelli che vedono lontano lontano almeno a due metri dal proprio naso! cmq, concordo con chi dice meglio tardi che mai, ma resta il fatto che una persona mediamente intelligente e un tantino lungimirante a uno come il signor silvio non gli avrebbe neanche chiesto di comprare il giornale!

  4. Filippo Zuliani

    Ti diro’ Sciltian, che piu’ passa il tempo e piu’ mi rendo conto di quanto l’Italia sia (diventato?) un paese profondamente conservatore. Qui in Olanda il partito socialdemocratico ha perso il 30% dei voti in meno di due anni, causa caduta del governo di coalizione coi cristiano-democratici e risposte confuse alla crisi. Balkenende, leader dei cristiano-democratici ha abbandonato la guida del partito dopo che il governo di coalizione e’ caduto e per il deludente risultato alle elezioni. Il partito della liberta’ invece ha raddoppiato i suoi voti in poco meno di due anni. In Italia invece il PDL ha superato gli scandali berlusconiani dell’anno scorso con una flessione di meno del 5%. I disastri Veltro-dalemiani degli ultimi due anni sono costati meno del 7% al PD. A Grillo ci sono voluti anni per raccogliere meno del 4%, e nemmeno a livello nazionale. A settembre come andra’? Al rallentatore, come sempre.

  5. Filippo, sì, l’Italia è un paese ancora largamente a democrazia bloccata. Se prima c’era il fattore K, adesso c’è il fattore TV. Non mi stupisco dei piccoli smottamenti del PDL (anche se alle prossime spero di vedere un altro calo diciamo del 5% almeno) però sono più colpito dall’incredibile credito che ancora gentaglia come D’alema e Veltroni gode presso il proprio elettorato. Spero che alle prossime politiche il PD veleggi verso il 20% e vadano su tutti i partiti che non hanno timore a dire chiaramente come la pensano su ogni tema, non solo sui diritti civili. Non capisco proprio lo sforzo intellettuale e personale che molti nel PD fanno pur di rimanere nello stesso partito di D’Ubaldo, per dire.

  6. Filippo Zuliani

    Quanto allo sforzo di rimanere nel PD, Sciltian, credo che per molti sia l’unica strada percorribile. Guardiamoci in faccia: a Di Pietro ci sono voluti 18 anni per avere un partito all’8%. Solo due anni fa stava al 4%. Se oggi e’ all’8% molto lo deve alla dabbenaggine piddina. E stiamo parlando di uno che sta gia’ nel libri di storia (contemporanea) per Mani Pulite. A Grillo ci sono voluti anni per costruire un movimento non ancora presente su base nazionale. E stiamo parlando di uno che ha disponibilita’ milionaria e che fa show-comizi elettorali su tutto il territorio. Ora prova a pensare quanto tempo ci vorrebbe per chi non sta nei libri di storia o non fa il mestiere di Grillo.

  7. Filippo, che c’entra, e mica noi pretendiamo di fondare un partito a nostra immagine e somiglianza? I movimenti che hai citato sono già due valide alternative al recinto piddino. Poi c’è anche quel che sta costruendo Vendola, che non mi pare abbia espresso ancora nemmeno il 20% del suo potenziale.

  8. vegetarian

    grillo ha preso voti senza mai andare in tv o sui grandi giornali. Direi che cè da stare attenti.

  9. Filippo Zuliani

    Sciltian, quanto tempo c’e’ voluto? E quanto ce ne vorra’ per raggiungere il 100% del potenziale? A meno di eventi traumatici – come il collasso del PDL – in Italia ci vogliono decadi per spostare qualcosa. E intanto di cosa vivi, mentre fai politica a tempo pieno?

  10. Filippo, ma nessun partito, nessuna persona (a parte Berlusconi) mira ad arrivare al 100%… può bastare un 10-15% e diventare una formazione necessaria e indispensabile per una delle due coalizioni. Cmqe, in Italia il voto cambia in modo molto lento, c’è poco da dire. Sono molto contento però che i movimenti IDV, M5S e SeL siano ben vitali e in costante aumento di elettori e militanti. Sono la dimostrazione di quanto il PD abbia fallito nel suo obiettivo principale: unire le principali forze del centrosinistra. Alle prossime politiche vedremo se Bersani non farà alleanze con IDV, M5S e SeL, come pure possibile, se l’obiettivo è quello che fu nei confronti di PRC e PS: non farli entrare in Parlamento.

  11. Filippo Zuliani

    Alle prossime elezioni, probabilmente Bersani corteggera’ piu’ UDC che non IDV/M5S/SeL. Se Casini va con Silvio, Silvio ritorna in sella. Se Casini non va con Silvio, dubito molto IDV/M5S/SeL lo facciano.

    Il che ovviamente presume che contro Silvio si possa solo perdere, indi corteggiare UDC e’ necessario per impedirglielo. E le dichiarazioni del “non siamo pronti” che sono piovute finora sono tutte li’ a dimostrare come la pensano nel PD. Dovesse Bersani rivolgersi a sinistra, vuol dire che stanno finalmente provando a vincere. Volesse il cielo.

  12. Sai una cosa? Sono convinto che se il PD si allea con l’UDC e Api prendono, insieme, il 28% dei voti, così distribuito: il 20% il PD, il 5% l’UDC e il 3% l’Api.

  13. Filippo Zuliani

    Il tal caso, Sciltian, avranno perso dei voti rispetto alle precedenti elezioni ma la coalizione sara’ arrivata comunque seconda. Il solito bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto per non cambiare nulla e rimandare tutto alla prossima volta. Una vittoria per chi ha come obiettivo primario l’autoconservazione.

  14. Infatti, Filippo. D’alema e soci mirano a quello: restare padroni del partito d’opposizione. E’ un obiettivo facile, raggiungibile, una rendita di posizione per la vecchiaia.

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