Se 355 seggi parlamentari vi sembran pochi, ovvero perché al PD piace questa legge elettorale

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Carissimi, stare al mare espone alle riflessioni politiche.

In questi giorni sembra che il PD sia interessato a sostituire il governo di Berlusconi con un governo tecnico del tutti dentro per fare essenzialmente una nuova legge elettorale (e forse qualcos’altro, almeno nelle intenzioni) e poi tornare al voto. Non so con quali speranze di vittoria, visto il controllo delle tv in mano a un uomo solo, ma non voglio parlare di questo.

In realtà le cose temo non stiano così. Perché? Perché a meno di convincere la Lega Nord e l’IDV a far parte del nuovo governo “tutti dentro tranne Lui”, i numeri non ci sono. Li potete guardare qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2008

Aggiungete che in caso dell’adesione dell’IDV, dell’UDC, dell’API, dell’MPA, dei finiani e del PD, ci sarebbe una maggioranza molto risicata e Berlusconi ha la potenza economica e politica per comprarsi quei due o tre o cinque o dieci senatori o deputati dell’UDC o del MPA che farebbero cadere il nuovo governo in mano a Fini o a chi per lui.

Solo un’alleanza con la Lega Nord (e con tutti gli altri) darebbe margini di manovra politica all’alleanza tutti frutti. Oggi come oggi, pare impensabile, perché alla Lega interessa la secessione e in seconda istanza il federalismo, che sono due obiettivi raggiungibili alleandosi con il solo PDL di Berlusconi, mentre difficilmente alleandosi con l’UDC, PD, Fini eccetera.

Inoltre: l’attuale legge elettorale non piace solo al PDL e alla Lega Nord (vera detentrice del boccino finale, e autrice della legge elettorale), ma anche al ceto politico che domina il PD. Perché? Anzitutto perché dà tutto il potere al vertice che decide l’ordine di apparizione (e dunque chi viene eletto e chi rimane fuori) nelle liste. Poi perché se il PD si presenta da solo alle prossime elezioni (estendendo la teoria veltroniana dell’autosufficienza, e lasciando fuori anche l’IDV e l’UDC dalle sue prossime alleanze) ha la quasi certezza matematica di poter conquistare il secondo posto alla Camera e al Senato. Il secondo posto, NON IMPORTA CON QUALE PERCENTUALE: 35%, 30%, 25%, 20% (come direbbero alcune voci di sondaggi riportate da Giovanni Dall’Orto) DAREBBE DIRITTO AL PD DI VINCERE UN CUCUZZARO DI SEGGI D’OPPOSIZIONE DA NON SPARTIRE CON NESSUN ALLEATO.

Al Senato, dove il sistema è addirittura su base regionale e prevede che la suddivisione dei seggi la si faccia SOLO con le liste che superino (in 20 regioni diverse, quindi 20 diverse volte!) il 3% se alleate a te, ma l’8% se da sole e il 20% se in altra coalizione, la vittoria del PD nello spicchio “opposizione” sarebbe totale. Non è un caso che oggi l’UDC al Senato abbia solo 3 senatori.

Alla Camera, c’è un premio di maggioranza per chi vince che va in ogni caso a 344 seggi. Poi il sistema è nazionale e gli sbarramenti sono più bassi [Copio da http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2005 : per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione deve ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. La stessa soglia viene applicata alle liste collegate ad una coalizione che non ha superato lo sbarramento. Le liste collegate ad una coalizione che abbia superato la soglia prescritta, partecipano alla ripartizione dei seggi se superano il 2% dei voti, o se rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia all’interno della stessa (il cosiddetto miglior perdente)].

Come capite, la legge elettorale spinge in ogni caso a NON fare alleanze, perché se due liste si alleano, per avere seggi alla Camera, occorre il 10%, se non si alleano basta il 4%. Al Senato molto peggio di così. E’ il modo migliore per avere gruppi frantumati.

Nell’ipotesi che IDV, Finiani, SeL e UDC si presentino tutte separate, dunque, avrebbero circa 30 seggi per una, ammesso che tutte andassero sopra al 4%. Ma è un’ipotesi di scuola, perché molto probabilmente la nuova lista di Fini e SeL non arriverebbero al 4% presentandosi da soli. Quindi rimarrebbero una ridimensionata IDV (molti suoi elettori concentrerebbero sul PD in funzione anti-Berlusconi, ma sarebbe SOLO UN’ILLUSIONE DI VOTO UTILE) e l’UDC: diciamo 30/35 seggi per una, che fanno 60/70 totali. Tutto il resto del cucuzzaro destinato all’opposizione maggiore, ossia il PD, consterebbe di:

630 seggi totali della Camera –
344 seggi di maggioranza alla lista di governo –
30/35 seggi ipotetici a UDC –
30/35 seggi ipotetici a IDV –
——
216 < PD < 226 seggi

Che sono da un seggio in meno a nove seggi in più di quelli che oggi il PD ha, però ottenuti con un discreto 26% dei voti. Questo il paradosso: se alle prossime elezioni con questa legge elettorale, il PD crollasse al 20% o al 18%, il PD guadagnerebbe seggi.

Il ceto politico del PD potrebbe tranquillamente continuare a dominare il partito per i prossimi 20 anni perdendo a questo modo, perché potrebbe sempre rigarantire il seggio ai propri esponenti che lo reggono. Sì, può darsi che in questo ceto politico entrino persone per bene, che siano anche portate ad avere una posizione in lista che consenta loro l’ingresso in Parlamento per la prima volta (un nome tra i più possibili: Scalfarotto). Ma si tratterebbe di unità. Poche, pochissime persone a cui verrebbe dato un significativo contentino, giusto per tenerle dentro al partito. Sapendo che però non possono disturbare in nessun modo la nomenklatura vera.

Ecco perché al PD questa legge elettorale piace, ed ecco perché questi giorni sono quelli difficili di Silvio Berlusconi. Non appena si torna alle elezioni, quello si libera di Fini e finiani, e rivince tutto grazie al controllo delle tv. A questo punto, l’unica ipotesi possibile è un impazzimento del sistema che porti in qualche modo all’eliminazione politica di Berlusconi. Da parte di chi? Di gente dentro ai suoi fedelissimi? Oppure all’italiana, da servizi segreti “deviati”, o da un colpo di man? Di chi? Napolitano? Esercito? Sembra tutto estremamente improbabile, specie considerando chi è il presidente del Copasir (D’Alema).

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2 pensieri su “Se 355 seggi parlamentari vi sembran pochi, ovvero perché al PD piace questa legge elettorale

  1. bernardo

    Pero’ il potere non ce l’avranno mai.

    Le poltrone sono comode per i peones, ma i capoccia? Davvero pensano di passare la vita a fare una dolce opposiizone? Non si rendono conto che lo stapotere potrebbe diventare MORTALE e toglier loro anche le poltrone?
    Mussolini fecit.

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