D’Alema e la sindrome di Gaius Baltar

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Ora che l’impero di Cesare sta crollando, ti sbuca fuori Massimo D’Alema, che con una bella intervista in piena sindrome di Gaius Baltar al Corsera, propone un bel governo di transizione con Casini, Fini e berlusconiani pentiti (perché senza di loro, e senza l’IDV che s’è già tirata fuori da prima che la sindrome fosse inventata, oltre che senza la Lega Nord che con l’UDC non governa per via del loro voto contrario sul Ddl del federalismo, occorrerebbe anche un bel po’ di PDL oltre Fini, cosa che dà la misura dell’acume politico dello statista di Gallipoli):

«Ha un senso, viceversa, se è un appello alla responsabilità per aprire una fase nuova attraverso un governo di transizione, di larghe intese, o come vogliamo chiamarlo. Ovviamente, in una democrazia bipolare questa non può che essere una soluzione temporanea, legata a obiettivi precisi, ivi compresa la riforma della legge elettorale, che produce un bipolarismo fondato su una personalizzazione distorta della politica. E come la realizzazione di un compromesso ragionevole tra nord e sud in materia di federalismo, per evitare che questo diventi il tema di uno scontro lacerante per il Paese. Si tratta di un discorso che ha una logica e credo proprio che il maggior partito di opposizione sarebbe pronto a riconoscere la logica di un ragionamento di questo tipo».

Ora, non so quanti di voi siano familiari con Battlestar Galactica, ma io l’ho scoperto l’anno scorso e mi sono visto un numero enne di DVD che veniva prestati gratis dalla biblioteca-videoteca Kelly della mia università.

Vedendolo, credo di aver anche capito il motivo per cui una serie sulla fantascienza sia disponibile in una videoteca universitaria (no, non è solo per far distrarre gli studenti); è che in Battlestar Galactica interagiscono personaggi e tematiche che si riallacciano al potere della religione, a quello della scienza, a quello della comunicazione di massa, alle dinamiche di un popolo che cerca di scampare al suo olocausto entrando in una guerra probabilmente infinita, nella quale si deve anche trovare un giusto compromesso fra il potere politico e quello militare, qui particolarmente vitale per la specie umana. Mentre leggevo i commenti a un post di Civati, ho trovato un certo Marino (che sia il nostro amato capo-corrente? mi piace crederlo) che per primo proponeva il parallelo D’Alema-Baltar. E, da oggi, questo parallelo è storia.

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43 pensieri su “D’Alema e la sindrome di Gaius Baltar

  1. Guapo Romano

    Super!!!!! e come sai Gaius Baltar sopravvive sempre a tutto guidato dal suo alter-ego cylone caprica6 che vede solo lui…ovviamente Baltar è un egocentrico, egoico ed egoista! Pertanto la sindrome è perfetta!

  2. Skeight, spiegati perché non ho seguito mai Lost. Anzi sì una puntata sola, non abbastanza per ricordarmi i vari personaggi. Consigli di guardarla in dvd? Perché?

  3. fabio nolli (cinecritico aut)

    Parafrasando i personaggi è charo chi siano (per es.) i cyloni -> il paragone ci sta tutto.
    Ma mi resta un dubbio: chi farebbe la parte della presidentessa Roslin? Il buon vecchio Mortazza?

  4. vegetarian

    io lo sto guardando ora 🙂 Sono alla terza serie (no spoiler please!).
    Alla puntata sulla rinascita del sindacato ho pensato che questa serie vale molto, ha un’intelligenza politica non scontata, tanto più per un telefilm americano.
    Comunque il parallelo Baltar-D’Alema è geniale, lo trasmetterò 🙂

    PS
    inutile dire che, vista la tua passione per Battlestar Galactica, il mio apprezzamento per te aumenta ancora 😀

  5. Vege, a mio modo di vedere la miniserie è di una qualità molto maggiore delle altre serie. Tu che ne pensi? Se sei alla terza serie, dovresti avere già elementi a sufficienza per dire la tua fra la miniserie e le prime tre serie. Se non erro sono sei serie, ma con enormi differenze qualitative. Io ho visto tutto in inglese con sottotitoli in inglese e devo dire che ho capito il 99%, nonostante usassero termini ogni tanto inventati di sana pianta (e anche questo caso dimostrava l’intelligenza degli sceneggiatori, che avevano previsto un linguaggio con termini nuovi che oggi non esistono ancora).

  6. ilmetapapero

    cmq BG e’ così complessa che riesce difficile fare paragoni che vadano oltre qualche assonanza, seppur suggestiva

  7. Marino

    Veramente la battuta è uscita tra me e Metapapero con cui abbiamo in comune la frequentazione del blog di Civati, e no, non sono Ignazio (anche se ho votato la sua mozione e a Roma ho votato Cristiana Alicata che ho conosciuto alla sezione Alberone) ma solo un bibliotecario universitario con l’hobby della fantascienza

  8. Skeight

    Scusa se rispondo solo ora.Secondo me Lost merita molto, anche se richiede parecchia pazienza, ma c’è un bel lavoro sulle ucronie. Per quanto riguarda il paragone con D’Alema, Ben Linus è un personaggio che comanda un gruppo di persone e sembra poter controllare tutti con l’astuzia, e invece è in balia di persone molto piu furbe di lui…

  9. Skeight, se campo sufficientemente a lungo, ho intenzione di farmi una cultura sulle ucronie a cominciare da Philip K. Dick per arrivare fino all’ultimo Enrico Brizzi, che mi pare gli abbia preso il trip ucronico forte.

    Parentesi, lo sai che ho scoperto che una mia vecchia amica dei tempi dei Giovani Progressisti si è sposata con Brizzi? Incredibile…

  10. vegetarian

    io credo che dal punto di vista politico la serie sia ben pensata (almeno finora). Non è scontata, ad esempio è interessante come Baltar nella sua campagna elettorale utilizzi la “speranza” contrapposta a la “paura” come arma di potere.
    La figura della Roslin (si scriverà così?) è molto interessante, non la si riesce a definire completamente. Spesso è molto dura e conservatrice, addirittura antiabortista per necessità (ma anche convenienza), ma in realtà lo fa per difendere la democrazia delle 12 colonie. Insomma da un lato sembrerebbe quasi quasi repubblicana, il partito duro ma per il vostro bene, e baltar è il democratico che sembra buono ma in realtà è un opportunista,
    Poi per scopri che la presidente è filosindacale e per le contrattazioni, che vuole una società socialmente giusta. Addirittura prima dell’attacco la si scopre rompere con una speci di Reagan delle 12 colonie a proposito di uno sciopero degli insegnanti.
    Anche Adama (senior) è politicamente complesso, l’ufficiale con il padre avvocato dei diritti civili. Padre amorevole e duro per necessità. Ma poi nello stesso esercito arriva una pazza che si è comportata in ben altro modo con i civili che avrebbe dovuto proteggere.

    Per quanto sia sempre un telefilm mi sembra che ci sia una rappresentazione della società (americana) molto ricca, non è uno scontato racconto bipartisan dove “repubblicani” e “democratici” giocano il loro ruolo complementare.

    Certo è che un elogio del sindacato come lo visto in quel telefilm non l’ho mai visto altrove nelle serie televisive.

  11. Apro tonda.

    Quello che dici per Battlestar Galactica vale per molte altre opere di fantascienza, e di sicuro per tutte le migliori; non è che ce le vediamo perché ci piacciono particolarmente le astronavi o le tutine, ma per il meccanismo di straniamento adottato per cui se il contesto è il più lontano possibile da noi, in realtà i temi trattati sono i più vicini. Per esempio, Star Trek Deep Space Nine è stata una serie realizzata negli anni ’90 in cui il tema del fanatismo religioso, dello scontro tra culture, del terrorismo e della democrazia messa in pericolo dallo stato di eccezione sono i temi fondanti, con una preveggenza che si riconosce e definisce le opere artistiche, fantascienza o meno che siano.

    Chiusa tonda.

    D’Alema non può che essere Gaius Baltar (che comunque almeno qualche trombata la rimedia) perché lui esiste solo perché esiste Berlusconi, il berlusconismo e l’antiberlusconismo di maniera. Ogni volta che Silvio era in difficoltà D’Alema ha teso generosamente la mano (pensa al ’96, quando Berlusconi era quasi fuori da ogni gioco e D’Alema si dimenticò del conflitto di interessi, e anzi vedeva in Berlusconi un futuro Padre della Patria) e questo perché ne ha bisogno, lui come tutto il ceto politico (e non classe politica) del centrosinistra.

  12. Vege, la Roslin è SENZA DUBBIO una gran LIBERAL, come tutte le maestre o professoresse nel mondo (o la grandissima maggioranza: essere insegnanti ti porta automaticamente a essere pro-sindacato e pro-progresso). E’ molto interessante come gli sceneggiatori riescono a costruire sul suo personaggio delle curve conservatrici, perché lei è una donna politica responsabile. Quindi quando si rende conto che gli umani stanno estinguendosi per i numeri bassi della popolazione, è costretta (non solo per un compromesso politico col pianeta dei religiosi) a sospendere TEMPORANEAMENTE la legge sull’aborto. Credo in tutta onestà che faccia la cosa condivisibile, la cosa che avrei fatto pure io che sono di Sinistra.

    La Roslin inoltre è una LAICA. E quando deve appoggiarsi al pianeta dei religiosi è molto in difficoltà ed esprime questa sua difficoltà in molti modi, anche espliciti. Alla fine, quando diventa una specie di icona religiosa lei stessa per chi ci crede, decide di approfittare della situazione ma lo fa con difficoltà e solo perché è una cosa strumentale al mantenimento del potere contro un avversario che, secondo lei, potrebbe mettere in forse la sopravvivenza della specie umana.

  13. Paolo, ma certo, sono d’accordo. Io poi trovo che su Battlestar Galactica la cosa più interessante sia quando gli scenggiatori dedicano alcune puntate al logoramento delle truppe di piloti di caccia e dei meccanici militari. Emozioni e fragilità prese di peso dal momento storico americano in cui le puntate vengono scritte, ossia durante il prolungamento ad infinitum della guerra in Afghanistan, con giovani soldati che vengono intervistati in Tv da Dan Rather. Questi, che hanno 18-20 anni, dovevano rimanere 12 mesi e magari sono al 18° o al 24° perché i turni hanno dovuto essere allungati. Quindi c’è una sorta di “drole de guerre” nella realtà che viene intelligentemente riprodotta nella serie, perché chiaramente se il Battlestar è l’unica portacaccia rimasta in circolazione (in realtà non sarà così, hihihi) è ovvio che i suoi piloti saranno sottoposti a uno sforzo e un impegno pressoché continuo, dal momento che sono in guerra per non estinguersi.

    Naturalmente questo è solo uno degli aspetti belli e avvincenti di BG. Ce ne sono molti altri. Io ero un fan di Star Trek, cmqe. A casa ho 5000 numeri di Urania, ma li ha comprati, letti e scritti il babbo. Io ho solo letto le cose principali di Asimov, più un bel romanzo quando ero bimbo, si chiamava Robothomo.

  14. Premesso che:

    – ho in sommo ispregio Baffetto
    – mi ritrovo con quello che dici

    andrebbe aggiunto che il paragone con Benjamin Linus di Lost dovrebbe comprendere ANCHE tutte le legnate che il nostro si è preso a partire dalla terza serie.

  15. ilmetapapero

    D’alema e’ Gaius Baltar perché entrambi sono dei narcisi egocentrici intellettuali.Peraltro il personaggio Baltar ha una sua bella evoluzione da scienziato egotico a pseudo messia religioso con relativa corte di vergini lussuriose, per poi finire a fare il padre della patria della nuova umanità e a riscoprire il vero amore con Caprica 6. Salvo l,intrigantissimo post finale della serie

  16. eugenio aka metapapero

    ot cioe’ mi stai dicendo che non hai mai letto ‘la mano sinistra delle tenebre’ o ‘i reietti dell’altro pianeta’?

  17. Gli Urania usciti finora saranno 2000, considerando le serie accessorie, quindi evidentemente devi avere molti doppioni, quindi evidentemente dobbiamo cominciare a frequentarci.

    I due libri di LeGuin che ti hanno suggerito sono strepitosi, almeno prova con I Reietti dell’Altro Pianeta.

  18. Paolo, non sono a Roma per controllare, ma ora che mi ci fai pensare ho delle pareti intere di Urania e di Serie Galaxy, ma a partire dagli anni ’50 eh, mica scherzo. Se non erro Urania arrivato a un certo punto ha preso a ristampare i vecchi numeri e da lì mio papà ha smesso di comprare la serie. Ma il patito di fantascienza è il babbo, è lui che devi cominciare a frequentare 🙂 Di che parlano i due libri che mi hanno suggerito? E’ sempre roba di fantascienza, ho capito, ma di che genere? Per me la fantascienza è un settore del quale so pochissimo, a livello di letteratura. In compenso ho visto molte serie e penso tutti i principali film.

  19. fabio nolli (cinecritico aut)

    Morale: quando ci libereremo del dalemone? Rivedendo sta vecchia clip (1997)

    non è cambiato niente da allora..

  20. Ursula K. LeGuin è forse la autrice di fantascienza vivente più importante (tra l’altro ha un dottorato in lingua e letteratura italiana, che parla perfettamente).

    In questi due romanzi il tema che affronta è sempre il tema del diverso. Nella Mano Sinistra delle Tenebre, la differenziazione è di genere sessuale: il protagonista è l’unico essere vivente in un pianeta di ermafroditi, ma di più non saprei dirti, l’ho letto troppi anni fa (ma ricordo che mi mancava il respiro mentre lo leggevo).

    Nei Reietti dell’Altro Pianeta (titolo inglese: The Dispossed) il contrasto è tra due mondi, uno che potremmo dire capitalistico e l’altro collettivizzato. I collettivizzati hanno un senso di superiorità verso i capitalisti, ma poi il loro mondo ideale si rivela non così ideale.

    Detto così potrebbe trattarsi di due raccontini scemi, considerata l’autrice si tratta di due opere magistrali, scritte in uno stile molto evoluto e per niente banale.

    Per sapere quali romanzi di fantascienza sono da leggere, puoi basarti sulla classifica fatta dal catalogo Vegetti (che tuo padre sicuramente conoscerà). La classifica la trovi a partire da qui:

    http://www.fantascienza.com/catalogo/lc.htm

    Non la considero perfetta, anzi, ma in generale tutte le opere importanti ci sono, anche se l’ordine spesso lascia molto perplessi.

  21. Paolo, sì in effetti il babbo lo conosceva il Vegetti, ma io no. Nei prossimi anni proverò a leggere almeno i primi 15 libri di quella classifica, penso ne valga la pena. Muchas gracias!

  22. Marino

    Re: Left Hand of the Darkness:

    è un pò diverso da: Nella Mano Sinistra delle Tenebre, la differenziazione è di genere sessuale: il protagonista è l’unico essere vivente in un pianeta di ermafroditi, ma di più non saprei dirti

    Il protagonista è l’ambasciatore umano dell’Ecumene , hai presente la Federazione di Star Trek? ma qui sono possibili solo le comunicazioni istantanee in modo testo con un dispositivo chiamato ansible (risultato tecnologico della teoria temporale generale sviluppata da Shevek, lo scienziato anarchico protagonista di The Dispossessed), le astronavi viaggiano nello spazio normale a velocità inferiore a quella della luce.

    Gli abitanti del pianeta che lui visita, Gethen (freddo e coperto di ghiacci) sono ermafroditi, neutri per quasi tutto il tempo, ma che diventano sessualmente attivi e fertili una volta al mese, il “kemmer”. Il genere in cui si diventa sessualmente attivi è casuale e può cambiare di volta in volta, e di solito (l’A. parla di un meccanismo basato su feromoni o qualcosa del genere) il partner assume il sesso opposto. Il pianeta è diviso oltretutto tra una specie di federazione unita sotto una monarchia più o meno costituzionale e uno stato autoritario-collettivista nei cui lager finisce il protagonista. Per cui ruoli sessuali, politica, religione si intrecciano in un plot molto complesso.
    btw, la K. nel middle name di Ursula sta per Kroeber: è la figlia dell’antropologo, uno dei fondatori dell’antropologia culturale…e si sente

  23. Marino

    e visto che stiamo parlando di fantascienza, politica e comunicazione, ti consiglio un paio di nomi e relativi blog:
    Charles Stross che oltre ad essere uno scrittore è un ex programmatore sopravvissuto al boom delle dot com, e che conosce bene i meccanismi dell’industria editoriale e del copyright, blog: http://www.accelerando.org
    e Ken McLeod, uno scrittore scozzese trotzkista-libertario,
    blog: The early days of a better nation
    Un altro scrittore/blogger interessante è David Brin, (NON il Brin in coppia con Page di Google), interessante per la politica americana, blog Contrary Brin.

  24. ilmetapapero

    Un appuntino sulla Roslin, ora che son tornato dalle vacanze e non devo rispondere dal mio telefonino.

    La Roslin e’ un politico che ha (che si e’ imposta) una “mission” cioe’ quella di salvare i resti dell’umanita’. Per poter compiere questa missione e’ pronta a tutto compreso il rinnegare i suoi principi politici, l’inventarsi una profezia religiosa (cui ella “deve” credere) o perfino tentare i brogli alle elezioni.

    L’unico politico che in Italia si avvicina alla Roslin e’ Bossi: pronto a tutto per il suo scopo (prima da’ del mafioso al B. dalla Padania e poi se lo “dimentica”), si inventa letteralmente una religione inesistente (la Padania fa tanto “13 colonia”) e come la Roslin e’ affetto da una grave malattia invalidante. A vantaggio della Roslin c’e’ da dire anche che lei non ha figli.

  25. ilmetapapero

    tornando all’OT per le tematiche anellidi credo che La mano sinistra delle tenebre, sia un must assoluto, roba che, a mio personalissimo parere, dovresti andare su IBS e ordinarlo subito. Sempre parlando di fantascienza “sociologica” io consiglierei anche Rudy Rucker con la sua trilogia “software” che vedo poco nominata ma che secondo me vale parecchio

  26. I primi 15 libri di quella classifica sono quasi tutti buoni, ma ce ne sono molti altri fuori classifica anche migliori, però certo è un ottimerrimo inizio 🙂

  27. “A vantaggio della Roslin c’e’ da dire anche che lei non ha figli.” Grande Metapapero. Tu pensa che se siamo fortunati vivremo in un periodo in cui Renzo La Trota Bossi sarà il leader della Lega Nord, che avrà probabilmente il 15% dei voti a livello nazionale e circa il 40% al Nord. Altro che fantascienza da comprare su IBS. Tu capisci perché sono così indietro con le opere di sci-fi? Che ci serve, in Italia la sci-fi? 😉

  28. ilmetapapero

    In Italia mica c’e’ una situazione da sci-fi, siamo alla farsa che si fa realta’, viviamo in un paese come quello delle commedie sboccate di Banfi, quelle anni 70 per intendersi

    Siamo un paese tragicamente ridicolo

  29. ilmetapapero

    io non discuto la moralita’, io parlo della farsesca cialtroneria di certi personaggi, vedi il Bondi o “supercazzola” Tremonti (leggiti la sua intervista su Repubblica!) che paiono usciti pari pari da li’.

    Pero’ forse ripensandoci, hai ragione c’e’ piu’ di “Vogliamo i colonnelli!” che di Banfi

  30. Marino

    Metapapero:
    “supercazzola” Tremonti (leggiti la sua intervista su Repubblica!)”

    per rimanere in tema: l’intervista di Tremonti sembra presa di peso da un episodio del ciclo della Fondazione di Asimov: quando i dirigenti della Fondazione su Trantor fanno una analisi di contenuto di quello che ha detto loro l’ambasciatore dell’Impero in una settimana di colloqui, meeting e commissioni e scoprono che il contenuto semantico di tutti i suoi discorsi è assolutamente nulla

  31. Gabriele

    Non c’entra una mazza, Baltar alla fine si rivela un personaggio positivo ed essenziale per il popolo dei sopravvissuti. A parte questo, mi sembra esagerato e polemico fare il raffronto fra l’olocausto delle 12 colonie di Kobol e l’Italia.

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