Pomigliano, valori in corso

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Pomigliano segna un punto di regressione clamoroso nella storia delle relazioni industriali di questa Repubblica. Le colpe maggiori sono di CISL-UIL che hanno abdicato al loro ruolo sindacale e hanno esposto gli operai a una responsabilità individuale, facendo loro scegliere in un referendum tra una minaccia di chiusura della fabbrica oppure un diktat (la parola “accordo” è fuori luogo) che ponendo limiti al diritto di sciopero e al diritto ad avere la malattia retribuita, è anticostituzionale, contro lo Statuto dei lavoratori e contro il Contratto nazionale. Non ho mai avuto particolare simpatia per la FIOM, reponsabile di non aver firmato gli ultimi tre contratti nazionali, ma devo dire che stavolta avevano impostato la loro piattaforma in modo condivisibile, dicendo: accettiamo il forte aumento di produttività ma lasciamo stare i diritti di sciopero e di malattia. Marchionne è responsabile di aver utilizzato una metodologia ottocentesca, ma pre-Marx. Se infatti è sacrosanto aumentare di molto la bassa produttività di Pomigliano, se è lecito impedire un assenteismo che non ha pari nel resto d’Italia, è chiaro che un accordo si fa quando tu proponi un obiettivo da raggiungere e poi ti siedi al tavolo con i sindacati maggiori per vedere insieme come raggiungere quell’obiettivo. Escludendo la fase di contrattazione usciamo dalla categoria “accordo” per entrare appunto in quella di “diktat”.

Il diktat di Pomigliano potrà ripetersi per altre fabbriche e per altri campi lavorativi, ma nel medio periodo porterà a una nuova stagione di ribellione. Anche perché le situazioni lavorative di Polonia e Asia non sono in ogni caso raggiungibili in un Paese occidentale, per cui al peggioramento delle condizioni di lavoro non ci sarà fine. La storia economica insegna che quando gli imprenditori approfittano del loro ruolo imponendo situazioni lavorative asfissianti, nel medio termine gli operai si ribellano dando vita a una stagione di fermenti che può diventare di lotta aperta ed estendersi ad altre categorie.

Nel dettaglio, questi erano alcuni dei punti principali della proposta Marchionne. Di fianco indico la posizione della FIOM, così come l’ho dedotta dalle dichiarazioni che ho letto dei loro esponenti.

– realizzazione di 18 turni settimanali di lavoro sulle linee di montaggio; (QUESTO la FIOM lo accetterebbe)

– 120 ore di straordinario obbligatorio; (IDEM)

– possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno; (NO)

– riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 minuti per ogni turno; (DISCUTIBILE)

– possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti; (NO)

– sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento; (NO!)

– facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa. (NO!!!)

In ogni modo, ora che Marchionne ha ottenuto un 62% di sì sul referendum-capestro, ha il dovere e il diritto di andare avanti sulle basi del suo diktat. L’idea di creare una new company che possa assumere solo quegli operai che han votato sì aprirebbe una fase ancora più grave nella storia delle relazioni industriali italiane.

Sul tema hanno scritto anche alcune delle più belle menti della blosfera. Per brevità, cito solo lei e lei. Lui invece ha scritto il miglior post breve.

Chissà che Nazionale farà Prandelli

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Non riesco a commentare la penosa prestazione della Nazionale contro la Nuova Zelanda. Una roba veramente da vergognarsi. Posso solo dire che se questa che abbiam visto è la vera Nazionale, che ci si qualifichi per gli ottavi oppure no, il nostro percorso finirà appunto agli ottavi, anche dovessimo incontrare il Giappone.

Meglio per Prandelli, futuro CT della Nazionale, che potrà rifondare la squadra chiamando la sua banda di ragazzini senza avere alcun problema. A questo punto, la sua carta bianca è talmente bianca che abbaglia.

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Berlusconi ha dichiarato in sede europea “Siamo i più ricchi in Europa”. E’ vero. Si riferiva però alla sua famiglia: i Berlusconi sono i più ricchi in Europa, o giù di lì. Obiettivo centrato.

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L’attacco dei media vaticani contro Saramago, il giorno dopo che è morto, dovrebbe essere inserito nello Zingarelli come esempio della voce “Maramaldeggiare”. Sul tema se ne esce curiosamente come le scuregge anche uno dei migliori blogger di sempre.

Il governo ideale per Don Gelmini

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Sono notizie di questi giorni che De Gennaro è stato condannato in II grado per i fatti del G8 di Genova. L’uomo, preso da un sussulto di dignità, pare volesse dimettersi per la condanna, che addosso a un capo della Polizia non si porta molto bene, va riconosciuto. Una pronta telefonata di Angelino Alfano, di Gianni Letta e di Roberto Maroni gli ha detto: “Ma che, ti fai prendere dai sussulti di dignità? Non sia mai! Godi della nostra immutata stima!” E quindi lui è rimasto.

A quel punto, il PresDelCons, ha fatto ministro al Federalismo il condannato in primo grado e in appello e poi prescritto Aldo Brancher, perché si deve esser detto: facciamo pendant. Brancher era uno della banda dei Quaranta Ladroni di Bottino Craxi.

Ora, considerato che Don Gelmini ha avuto il rinvio a giudizio per le sue possibili molestie sessuali nei confronti di alcuni minorenni che ospitava nella sua comunità (appena una dozzina, eh, non di più), e che anche lui ha preso subito attestati di “immutata stima” da parte di esponenti della maggioranza, mi sento anche io di dover contribuire al lustro del governo e propongo da questo blog, nel mio piccolo: FATE DON GELMINI MINISTRO PER L’INFANZIA!

La molle Francia cede a un Messico col peperoncino al culo

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Domenech, quando giocava nel Muppet Show

“Alla fine l’unica cosa che conta è il campo. Non le serie statistiche, non la storia, non il blasone: solo il campo. E’ lì che si decide chi è più forte e chi è più debole”. L’intervista di ieri di Domenech, allenatore della Francia, alla BBC suona premonitrice. Alla fine la sua Francia ha collezionato una delle più brutte figure di questo mondiale, perché lo 0-2 in favore del Messico è il classico risultato bugiardo. Il Messico aveva schemi e gioco di squadra e inoltre i suoi giocatori erano più allenati alla fatica d’altitudine. Morale: i verde-bianco-rossi hanno surclassato i bleu, dando una vera lezione di calcio e facendo capire che questo Messico pure è uno dei più forti Messico della Storia del Mondiale. Non è un caso che abbia vinto contro l’Italia in amichevole pochi giorni fa e adesso contro la Francia. Due parole su questa squadra transalpina, priva di schemi e di una filosofia di gioco che sia. Nonostante la bella possenza dei suoi giocatori d’origine africana, la Francia è apparsa disinteressata e svogliata, tutto al contrario della volitiva Italia. Nemmeno sullo 0-1 o sullo 0-2 i francesi hanno dato aria di volersi impegnare per raddrizzare la partita. Il Messico ne ha fatti due, ma potevano di certo finire con una terza pappina. Avete fatto caso a quanto correvano i messicani? Non dico soltanto il 16enne schierato in attacco contraffacendo il passaporto per farlo entrare allo stadio, ma proprio tutti. Potere dell’abitudine all’altipiano. Fattore da tenere in considerazione per il resto del Mondiale.

A questo punto, anche se non ho ancora visto giocare l’Argentina, che ieri ha strapazzato una forte Sud Corea, possiamo dire che questi Mondiali se li giocheranno Argentina e Germania, con il possibile inserimento di squadre come Messico, Italia, Uruguay, Spagna. Inghilterra e Francia sembrano destinate a uscire presto, così come i padroni di casa, stranamente non aiutati dagli arbitri.

Pensierino della notte: per noi nati nel 1974, è il primo Mondiale invernale che vediamo. Fino a oggi, infatti, tutti i Paesi che hanno ospitato i Mondiali hanno organizzato in epoche di temperature altissime o alte. Qui, se va avanti così, la finale potrebbe essere sospesa per neve. Buffo, non ci sono abituato.

Sapere di essere eversore e tarapia tapioco

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Il buon Tommaso ci fa notare:

P.S. : Sapere che una legge sarà bocciata dalla Corte Costituzionale, saperlo prima intendo, e farla uguale, vuol dire scrivere leggi coscientemente e volutamente incostituzionali, ovvero essere tecnicamente un eversore.

Non mi pare una gran scoperta sapere che il Sultano è un eversore. A ben ragionarci non mi pare una gran scoperta nemmeno sapere che lui sa di essere un eversore. A ogni buon conto, la sparata sui 7,5 milioni (sette milioni e cinquecentomila) di intercettati al giorno era grandiosa, da campionato mondiale della supercazzola. Nessuno che gli ha dato una pacca sulla spalla per riconoscergli che come spara lui le cazzate, solo il Conte Mascetti:

Perché lo votano/2

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Sempre grazie alla mitica palombara Mirumir, che scandaglia lo Spazio Azzurro, o Area Azzurra o come si chiama:

Perché son colti (nel senso di chi ha cultura):

Dixit
IL PERICOLO VIENE DAL MEDIO ORIENTE E AFRICA COME FATE A NON CAPIRE,ORIANA FALLACI LO HA DETTO NEI SUOI LIBBRI.UN GIORNO SARA’ TROPPO TARDI.STANNO ISLAMIZZANDO L’EUR

Infinito
Si scrivono fiumi di parole, sul tema politico del vituperato governo, poi bastano poche azioni del nostro grande,infinito S.B. x pazzare via come un temporale le male

Un Brasile da pianto nord coreano

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Due dei difensori della Nord Corea, che schierava un mitico 7-2-1

Quando ho letto la composizione della squadra nord coreana, ho pensato che loro e noi siamo le uniche due nazionali ad avere ventidue giocatori autoctoni (a dire il vero noi abbiamo Camoranesi che un po’ oriundo lo è, i nord coreani manco quello). Ho anche notato che non conoscevo la bandiera della Nord Corea, segno irrefutabile del loro isolamento politico internazionale. E dire che con tutti i punti di contatto fra “il caro Leader” Kim Il Sung, l’attuale premier Kim Jong Il e Berlusconi, mi stupisco che non ci sia ancora stato un vertice bilaterale. Probabilmente Silvio non gradisce la topa coreana, non c’è altra spiegazione. Mah, ci sarà presto. Venendo al calcio, freddo a parte c’erano tutti i fattori per vedere largheggiare un Brasile a ritmo di samba, e invece la squadra di Dunga a momenti rischiava di doversi ricordare di questa Nord Corea così come ce ne ricordiamo noi di quella del dentista Pak Do Ik. Perché c’è da dire che se prima o poi ai nord coreani qualcuno andrà a svelare che nel calcio si può anche fare il pressing, vedrete che queste gnappette di giocatori alti un cazzo e un barattolo, faranno presto qualcosa. Il 2-1 finale, con storica marcatura all’88° di Ji Yun Nam (lui e l’allenatore hanno espresso una tale gioia dopo che con mio padre ci siamo detti: il marcatore ha vinto un finesettimana a Seul, dal quale non tornerà mai più, e l’allenatore non dovrà più bere il cianuro) è lo specchio della partita, ma va aggiunto che almeno il Brasile qualche tiro in porta lo ha fatto, la Nord Corea invece ha attuato la politica paraguaiana: un tiro, un gol. Menzione d’onore a Maicon che ha segnato un gol da una posizione dalla quale gli annali di storia del calcio non avevano mai visto un precedente. Forse il più bel gol del mondiale, s’è detto, e cari miei, se il penta-campione Brasile si deve attaccare a questi colpi magici per vincere su una squadra in gita premio come la Nord Corea, mi sa che farà proprio poca strada.

La partita l’ho vista in differita perché alle 21.45 ero a piazza Campo de’ Fiori dove uno splendidamente torvo Giordano Bruno vegliava su un ristorante intero di belle brasiliane completamente soggiogate dalla tv al plasma che trasmetteva le poco eroiche gesta dei loro connazionali. Devo dire che sono rimasto colpito dal quadretto: non c’era un maschio brasiliano nemmeno a pagarlo, in quel pubblico, eppure le brasiliane erano tutte completamente rapite e in religioso silenzio. Che fosse una camionata di lesbiche? Vallo a sapere. In compenso, ne ho trovate alcune di dimensione nord coreana presso il Draft Book, localino di via del Pellegrino, frequentato in questi tempi dalla crem crem della finocchiaggine romana. Imperdibile.