AdF ripreso da El Pais

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El Pais ha intervistato (sarà vero? 🙂 il falso giornalista Tommaso De Benedetti. Una delle domande del quotidiano spagnolo testimonia che da Madrid si legge AnelliDiFum0:

P. Algunos blogueros italianos dicen que urdió un complot político para Berlusconi, haciendo parecer de derechas a gente de izquierda.

R. La derecha tiene un gran complejo de inferioridad cultural, y a la vez se deslumbra ante los grandes nombres. Yo estoy contento de extender ese mensaje. Italia es un país de risa, entre el absurdo de Ionesco y los sueños de Calderón.

P. = pregunta, domanda; R. = respuesta

Io dico che la nuova linea di difesa di Tommaso De Benedetti, passato dal negare l’evidenza all’ammettere la realtà ammantandola di desiderio di sputtanare l’incancrenito sistema giornalistico italiano, è senza dubbio più paracula ma anche più condivisibile. Basta fare un po’ la tara a ciò che dice e non prendere tutto per vero, come le sue interviste false ci hanno insegnato. Per dire: per diventare giornalisti professionisti in Italia basta entrare in una delle tante scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, e svolgere lì i 18 mesi di praticantato. Non è mica così difficile. La cosa difficile viene semmai dopo: trovare un contratto a tempo determinato ma pagato secondo il CLNG, o, non sia mai, un contratto a tempo indeterminato.

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11 pensieri su “AdF ripreso da El Pais

  1. PEnsa che caso Anelli ero curioso di sapere la tua opinione e mi ritrovo questo post. Due domande però:

    1)L’intervista sarà vera?
    2) Io credo alla tua tesi iniziale, ossia che lui si è voluto prendere gioco della destra. Non a caso si era scelto giornali provinciali e di destra.
    3) Secondo me lui lo ha fatto per varie ragioni. Per soddisfare il proprio ego. Per vendicarsi di un traguardo mai raggiunto (frustrazione vendicativa). Per divertirsi un mondo. Per prendere il culo una certa italia provinciale e di destra.

    Quindi secondo te è un paraculo che ricicla la tua versione per salvare la faccia?

    PS.: Scrivigli a Miguel Moras e chiedigli conferma, para que te cuente si el blog al que se refiere era efectivamente el tuyo.

  2. Una collega s’è incazzata ed ha detto che èuno svergognato che vuole farsi soldi rovinando la fama dei giornalisti.PEr me si sbaglia. E’ semplicemente un burlone, paraculo che voleva predenrsi una rivincita. Un falsario. Ed i falsari possono essere molto simpatici.

  3. Strade, dissento su tutta la linea. Magari conoscendolo di persona potrei cambiare idea, ma per me è un falsario, ossia uno che s’è fatto 10 anni di carriera giornalistica a sbafo di quelli onesti. Inoltre secondo me non si è voluto prendere gioco dei giornali di destra. Secondo me ha cercato di rendere – direttamente o indirettamente non lo so – un servizio a Berlusconi facendolo apparire più amato e stimato dai premi Nobel di quel che è. Insomma, per me è un berlusconiano in tutto e per tutto, a cominciare dal metodo che ha messo in campo: quello di truccare, di barare le carte.

  4. Anelli:

    1º) Scusa ma nn è vero che dissenti su tutta la linea con me già che in realtà siamo d’accordo su due punti ossia che il tizio è un paraculo ed ha così voluto appagare il proprio ego.

    2º) Tu quindi escludi una sorta di frustrazione vendicativa? Secondo me ,quale che sia la posizione politica del tipo in questione (vedi sotto), non si può prescindere dall’elemento psicologico emotivo del soggetto. Un pò mi conosci e sai che tendo sempre a sottolineare quell’aspetto. Il tizio secondo me voleva così appagare le sue ambizioni frustrate. E non escludo nemmeno l’elemento freudiano come sottlineato daM.Moras: Debenedetti forse così voleva praticare una sorta di gesto liberatorio e catartico nei confornti della pesante eredità paterna (che in parte spiega la sua frustrazione);

    3º)Ma che fama ti vuoi costruire e che carriera vuoi fare pubblicando delle interviste su quei giornali? Dei giornali che alla 9ª intervista di Roth non battono ciglio. Come se fosse normale che Roth conceda intervista ad uno sconosciuto che scrive solo in giornaletti di provincia. Suvvia Anelli.
    Secondo me avrà fatto pure un servizio alla destra ma l’ha anche sputtanata. Ora non so nella sua psiche quale dei due elementi fosse a prevalere. Ma lo sputtanamento è evidente.

    Faceva dire agli intervistati quello che i lettori dei giornali volevano trovare. Preciso preciso. Basta vedersi fra le tante quella a Mario Bergoglio, l’arcivescovo di Buenos Aires. Sarà un gesuita, sarà uno che vive fra la gente, ma li pare un prete-operaio, un vero marxista cattolico. Poco credibile per essere un cardinale latinoamericano (poi con tutto il casino che la chiesa ha messo su contro i teologi della liberazione, dai!). Il tizio gli fa dire a Bergolgio quello che ogni cattolico di parocchia italiano vorrebbe sentirsi dire.

    4º) Dell’intervista ho soprattuto apprezzato quando dice che raccoglierà le sue interviste in un volume con prefazio (vero o falso) di Philip Roth. E’ un falsario paraculo certo, ma col senso del’humour.

    5º)I falsari son certo paraculi, eppure gente come Dalì ne andava matto. A Figueras lo stravagante genio catalano creó un piccolo museo del falso, a cui teneva moltissimo: ed anche lì, guarda caso, v’era una chiarissima matrice freudiana. Eh! eh!

  5. Beh a me pareva che tu vedessi nel falsario soprattutto un simpatico buontempone. Io no.

    In Sud America i vescovi cattolici tendono a essere molto spesso di estrema sinistra. Sono, strano a dirsi, i più liberal di tutto il cattolicesimo, da Romero in giù.

    Il senso dello humor, dici. Ha avuto l’occasione di poterlo usare con la giornalista del New Yorker che lo aveva sputtanato, mentre con lei ha fatto tutto il sostenuto. Farsi venire il senso dello humor con tanto ritardo, quando ormai non hai più possibilità di lavorare con i giornali che hai truffato, mi pare una scelta obbligata. No, non mi pare una persona intelligente, né dotata di senso dello humor. Mi pare un italiano medio perfetto, capace di fare qualunque cosa pur di affermarsi.

  6. Che sia un buontempone no, che sia un grande paraculo sì.
    Un paraculo cha tratti ti fa anche sorridere.

    Lo so che mi prenderai per un matto, ma leggendo la surreale intervista concessa a M.Moras qualche sorriso mi è scappato (sulla storia del prefazio di Roth sono morto dalle risate). E ‘un impostore sì. Sul fatto che sia un italiano medio, sì e no. Giacchè gli arrampicatori sociali non sono un’esclusiva dello Stivale.

    Le motivazioni del tizio? Come detto, secondo me si tratterebbe di un insieme di fattori in cui non conterebbe solo il desiderio di affermarsi: l’ego sfrenato-il complesso freudiano-la voglia di vendicare la propria frustrazione, ecc.

    Dai Anelli ma vendendo interviste a la Nazione, al Carlino ed a Libero in cosa ti vuoi affermare? Dai. L’ego del tipo e la sua sete di affermazione sociali saranno immensi, ma insomma. Parlerei piuttosto di affermazione vendicativa (daje!).

    A proposito di falsificatori (ma sta volte di persone) cercati un film francese con Mathieu Kassovitz che si chiama “Un héros très discret” di Jacques Audiard. E’ la storia di un tipo che face carriera fingendosi eroe della resistenza.
    http://en.wikipedia.org/wiki/A_Self_Made_Hero

    Sui vescovi latinoamericani di estrema sinistra dici. Chissa.

  7. Per un giornalista, avere giornali che ti pubblicano regolarmente, significa fare carriera. Libero non è Repubblica, ma è cmqe un quotidiano a diffusione nazionale comprato da 200.000 persone o giù di lì ogni giorno. Resto del Carlino e Naziono sono testate storiche, che ebbero grande prestigio.

  8. Ma Anelli, stavolta non mi convinci. Non credo proprio che lo facesse per “fare carriera”. Fare qualche falso per avviarti professionalmente e poi crescere è una cosa. Ma uno che per 10 anni vende le sue false interviste (oltrettutto pseosso agli stessi personaggi) allora c’è qualcosa che non fa, non lo fai solo per fare carriera.

    Il tipo ha un problema forse (riecco la radice psicologico-freudiana) ma è comunqueun artista (il falsario lo è a modo suo).

    Sul resto non mi sto a prolungare.

    Comunque chissa un giorno ne riparleremo.

    Facci sapere se Moras ti risponde (ioi però una prima mail mi sarei limitato a chiedergli se il blog al quale si riferiva era il mio).

  9. Sì effetivamente facendo una piccola ricerca sul Web è quello che esce fuori, che la teoria è tua. Ed è stat ripresa in altri blog. Moras googlando il nome di TDB deve esserci capitato.

    Dopo essermi letto pure l’intervista al Fatto, ora il tipo mi sembra anche un pò mitomane. E poi è vero l’humour efettivamente è una chiara uscita di emergenza che ha trovato.

    Ripeto, ritengo valida la tua lettura “politica” del suo comportamento, ma non è secondo me l’unico fattore. Penso che il fattore psicologico-freudiano e quello edonista (chiamiamolo così) non siano del tutto irrilevanti nella faccenda (vedi sopra).

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