Le ex, gli ex

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Secondo voi, tra un uomo (o una donna) che non dimentica i suoi ex importanti, al punto da conservare sottopelle per loro un’oncia d’amore e un’oncia d’odio, oncia in grado di riprodursi come i Gremlins a contatto dell’acqua, e un uomo (o una donna) che invece si è proprio dimenticato di cosa ha provato un tempo per i suoi ex importanti, chi è il più dannato?

Io penso il secondo. Perché essere in grado di provare sentimenti e forti emozioni, anche a distanza di tempo e anche quando sono per lo più negativi, non è mai un segno di debolezza, ma un segno di umanità. Chi invece ha deciso di non sentire niente, o semplicemente non sente niente, si è fatto rodere la sua poca parte umana da qualcos’altro. Magari anaffettività. O narcisismo. Di certo, si tratta di un verme lungo e pericoloso, che s’insinua nelle carni per divorare la fibra. La fibra dell’umanità.

Io nei confronti di alcun* ex ho atteggiamenti bivalenti. A cert* ex potrei sparare loro. A cert* altr* potrei sposarmel*. Raramente, sento che potrei fare le due cose verso la stessa persona. Magari stabilendo delle priorità: prima il matrimonio, poi la pistolettata. In realtà penso che se riuscissi a sposarmi con una di queste persone che furono importanti, la gioia sarebbe tale che ogni pensiero di vendetta evaporerebbe. Poi mi volto indietro e mi rendo conto solo di una cosa: di essere vissuto. E in modo intenso.

13 pensieri su “Le ex, gli ex

  1. Stavo giusto pensando di scrivere un post simile in cui giungevo alla tua stessa considerazione finale.
    Se hai dimenticato significa che non ha contato un cazzo. Per cui non valeva la pena di vivere quei momenti. Se invece ricordi, che sia un ricordo negativo o positivo, è sempre un ricordo.

  2. Sembra la pagina di un libro. Anelli cmq spesso l’olvido altro non è che una maschera. Io sono di quelli che sostengo che per quanto si possa girare pagina nella vita i ricordi, la vita vissuta non è mica come un disco, che reset-ti.

    I ricordi possono venire a galla, quindi meglio impararci a convivere che fingere un “reset-taggio”.

    Si finge indifferenza per mostrare una supposta forza. E’ una maschera.

    Meglio vivere la propria vita gestendo i propri ricordi. E se l’altro finge l’olvido? Ripeto meglio vivere la propria vita. Se l’altro vuole recitare, che reciti.

  3. Ivan P.

    Io ho sempre invidiato i cyborg, credo che anche questo mi collochi nel gruppo di chi ha “deciso di non sentire nulla” ;o)

  4. Lorenzo (Illuminismo)

    Ivan, siamo più forti noi. Non è vero che non provare nulla al ricordo del passato significhi aver dimenticato. “Solo l’uomo infelice ha bisogno del passato”.

  5. Illuminismo se non hai dimenticato e non provi nulla, sei messo ancor peggio di chi, almeno, ha proprio dimenticato.

    Poi non è affatto questione di “essere forti”. E’ questione di “essere umani”, che è qualcosa di un tantino più complesso dell’essere solo forti.

  6. Damiano Tristano

    I sentimenti ambivalenti in questo caso trovano via d’uscita solo nel dimenticatoio. Ci sono persone che non riescono a stare sole, a loro consiglio non di chiudere il loro cuore ma amare un po’ di più una prospettiva di vita non mutilata dalla “solitudine”. Le passioni possono schiacciarci se non trovano uno sfogo, provare ad eliminarle è inutile e produce l’effetto contrario ma provare a mediarle attraverso la contemplazione della bellezza umana mi pare al momento l’unica soluzione possibile.

  7. Illuminismo non capisce. “Solo l’uomo infelice ha bisogno del passato”. Qui non parliamo di vivere nel passato rimuginandolo instancabilmente, ma piuttosto nella capacità di alcuni do “cancellare il vissuto”, di resettarlo. Di fare come se non fosse successo nulla.

    Secondo me si tratta di una mera finzione, di un procedimento affettivo-psicologico per cui alcuni cercano di rassicurarsi per sfuggire al loro passato. “Non ricordano nulla”. “Non è mai successo nulla”.

    E’ un trucco, una maschera, una delle tante che vediamo ogni giorno sulla faccia delle tante persone che incrociamo.

    Facendo così si pretende darsi un’apparenza di sicurezza e di forza. Ed infatti dicendo “noi siamo più forti”, Illuminismo è illuminante.

    Oltretutto io ritengo che i ricordi è meglio elaborarli invece di far finta di cancellarli per sempre. Perchè non siamo dei cyborg ed i ricordi prima o poi possono tornare a galla e possono anche farti molto male.

    Puoi ignorare il tuo passato, può evitare di elaborarlo, ma non scordarti che prima o poi è possibile che la vita ti faccia sbattare contro quell’episodio, quel ricordo che fai finta di aver resettato.

  8. marco g.

    Bel post… Ma a me pare un po’ come la volpe e l’uva: io non ho dimenticato e quindi sono migliore, più umano, più sensibile ecc. mascherando in questo modo un misto di narcisismo e senso di frustrazione per essere stati dimenticati (come hanno potuto dimenticare ME?!). Non me la sento proprio di condannare chi va avanti per la sua strada. Non sentire niente non vuol dire aver rimosso, non avere ricordi, non aver vissuto. Nulla di personale, solo una riflessione sul tema.

  9. Marco G, scrivere “nulla di personale” dopo la riflessione che hai fatto è pura ipocrisia. Nulla di personale, solo una riflessiona sul tema anche da parte mia.

    Il crollo dell’io è uno dei passaggi inevitabili nella separazione degli amanti, lo ha scritto per primo Caruso. Questo non è sintomo di narcisismo, ma di equilibrio personale: se non te ne fregasse nulla d’essere stato abbandonato da una persona che amavi, significa che o sei profondamente disturbato o non amavi affatto quella persona che dicevi d’amare. E però in questo post io proprio non ho pensato alla componente narcisistica. Ho fatto una valutazione sul fatto che chi dimentica le storie importanti è meno umano e meno ricco di chi custodisce ricordi ed emozioni. Poi va da sè che tutti coloro che non si suicidano e che non uccidono l’ex di turno, vanno avanti per la propria strada. L’idea che si possa andare avanti solo dimenticando è profondamente sbagliata, oltre a essere davvero molto triste.

  10. Marco macché Volpe e l’Uva, chi si maschera è chi recita a fare il duro che “non deve chiedere mai” e che si resetta la memoria. Gli uomini non sono degli hard-disk formattabili.

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