Sulla libertà di pensiero

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Ha fatto nei giorni scorsi molto discutere l’apertura che alcuni intellettuali e politici di Sinistra han dato affinché Casa Pound e altri gruppi dichiaratamente neofascisti potessero dimostrare liberamente.

Io sono per il rispetto della Legge. In Italia, al pari che in altri Paesi, esiste una legge che vieta la ricostituzione in qualsiasi forma del partito fascista. Casa Pound è dichiaratamente neofascista perfino nei font che adopera per i suoi manifesti.

Chi, da Sinistra, intende la libertà di pensiero come “chiunque può dire qualunque cosa” dimostra solo una scarsissima dimestichezza con i principii liberali. Siccome questa scarsa dimestichezza è offerta da persone che per una vita si sono dette comuniste, credo che si possano comprendere. Chi invece non è mai stato comunista dovrebbe saper bene che ogni libertà funziona proprio laddove incontra un limite, che è appunto quello stabilito dalla legge. Altrimenti si tratta di anarchia, non di libertà.

Detto ciò, se nel Paese c’è una maggioranza che ritiene che la legge vada mutata, per riconoscere libertà di manifestare anche ai fascisti, benissimo, si cambiasse la legge e si risolva il problema.

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17 pensieri su “Sulla libertà di pensiero

  1. Mi sembra un po’ semplicistico e abbastanza lontano proprio dai principi liberali il discorso che proponi.
    Il principio che “la legge è legge” e che la legge (con i suoi eventuali cambiamenti) basti a se stessa per giustificare qualcosa è per fortuna superato da decenni di riflessioni in ambito di filosofia del diritto.
    Per il liberalismo, in particolare, la legge non basta a se stessa, ma deve tradurre un insieme di diritti pre-esistenti alla legge stessa. Il problema, allora, è: il danno arrecato alla libertà di espressione dei fascisti in caso di eventuale proibizione a manifestare sarebbe maggiore o minore al danno concretamente arrecato dalle loro manifestazioni alle libertà altrui?
    La risposta è talmente complessa che fior fiori di intellettuali ci si stanno scervellando da decenni, senza risultati largamente condivisi. Per questo, pur avendo mie posizioni, non me la sento di criticare in maniera troppo netta né favorevoli né contrari.

    p.s.: la legge vieta la ricostituzione del partito fascista, ma non l’espressione di idee fasciste, come chiarito dalla Corte Costituzionale fin dai primi anni della Repubblica. Casa Pound e simili ricostituiscono il partito fascista o sono “cose nuove” che pure manifestano idee fasciste? Se da un punto di vista politico-culturale la risposta è semplice, da un punto di vista giuridico-penale è invece molto complessa.

  2. Che Casa Pound si richiami agli ideali del fascismo, mi pare oggettivo. basta entrare nella loro sede per trovare riferimenti mussoliniani. L’intera estetica del movimento richiama quella fascista, declinandola secondo gli usi del XXI secolo. Finché la Costituzione ha la clausola antifascista, il discorso per me è chiuso. Quando si dirà che anche i fascisti possono diffondere le loro idee, ne prenderò atto.

    Il discorso è complesso, certo. Ma proprio per questo occorre un po’ di semplicità. Per te possono inneggiare pubblicamente al fascismo, sì o no? Per me no, nell’Italia della Costituzione a oggi vigente. Faccio presente che 10 anni fa i Savoia non potevano mettere piede in Italia. Oggi arrivano secondi a Sanremo. Il Paese è cambiato per i Savoia, cambierà anche per i fascisti. Ma fino ad allora, se Emanuele Filiberto fosse entrato in italia in barba alla Costituzione, avrebbe avuto guai con la Legge.

  3. vegetarian

    io condivido buona parte dell’analisi. Aggiungo però che se comunque non vi fosse il divieto comunque trovo sacrosanto scendere in piazza per opporsi all’idea di società promosso dai fascisti. Una delle risposte migliori a casa pound l’hanno data quegli studenti romani che sono andati sotto il ministero a mostrare una foto in cui il blocco studentesco incontrava la gelmini.
    Il fascismo è sempre lo stesso, falsi rivoluzionari al servizio di chi comanda (nell’attesa di prendere il potere).

    Inoltre ritengo che se invece di tirare su una polemica su questa questione gli intellettuali di sinistra si fossero concentrati nel come limitare e bloccare il fascismo nel modo migliore sarebbe stato molto meglio. Ma non mi aspetto niente da un’opposizione ormai vittima del veltronismo peggiore.

  4. Noirpink, in ogni caso ti cito Foucault, a testimonianza che quel che dicevi tu non è vero, a meno che non si voglia dare del “lontano dai principi liberali” anche a lui:

    “Il liberalismo come io lo intendo, questo liberalismo che può essere caratterizzato come la nuova arte del governo che si forma nel XVIII secolo, implica un intrinseco rapporto di produzione/distruzione nei confronti della libertà (…). Con una mano bisogna produrre la libertà, ma questo medesimo gesto implica che, con l’altra, siano stabilite delle limitazioni, dei controlli, delle costrizioni, degli obblighi basati su delle minacce.”

  5. giovanni

    mi sfugge dove e quando Foucault si sia mai definito liberale. Comunista, maoista, addirittura filokhomeinista, ma liberale, mai. Non basta dare una definizione di liberalismo per essere liberali…

  6. volpi

    Ma allora non si dovrebbe permettere al blocco universitario di presentarsi per le elezioni del cnsu,si dovrebbe vietare a forza nuova di presentarsi alle elezioni comunali e nazionali e si dovrebbero confiscare le sedi di casa pound e forza nuova.Se non si fa questo ma si nega loro la possibilità di manifestare in piazza si compie un atto di ipocrisia pericolosa. Pericolosa dico perché si permetterebbe l’organizzazione di gruppi con un immaginario già abbastanza violento ,ma con in più anche manie di persecuzione

  7. @ anellidifum0:
    Certo, devono esistere limiti all’esercizio delle libertà (non alle libertà in sé, ma al loro esercizio), ma ogni limite deve essere ampiamente motivato sull’effettivo e concreto danno che l’esercizio di tale libertà arreca alle libertà altrui. Quindi capisco chi, con il bilancino (e qui serve davvero il bilancino, non possono esistere risposte preconfezionate che vanno bene oggi e nei secoli dei secoli amen), valuta la libertà dei fascisti di manifestare.

    Poi, personalmente, io uso quello stesso bilancino, ma raggiungo conclusioni diverse da loro e non farei marciare i fascisti (prova ne sia che sul nostro blog abbiamo denunciato la “settimana santa” del fascismo a Milano).

    Il punto che comunque contesto maggiormente è il ruolo della legge che sembra essere giustificazione in se stessa e per se stessa di quel che è lecito o meno. E’ una filosofia del diritto molto pericolosa, amata non per nulla dal nazi-fascismo (il che non vuol dire che è un’idea fascista o da fascisti in sé, ovviamente, solo che apre pericolosamente le porte a degenerazioni pericolose) e per fortuna oggi superata dalla filosofia dei diritti umani, che affermano che la legge non si giustifica in se stessa, ma nella sua capacità di garantire i diritti – manca tale capacità e “la legge non è legge”.

  8. vegetarian

    @volpi: non credo abbiano bisogno di noi per avere manie di persecuzione, credo che nella loro retorica le producano da soli.
    Inoltre secondo me non dovrebbero partecipare alle elezioni.

    Mi sembra che in molti a sinistra siano stati ipnotizzati dal cobra. Come quando l’anno scorso gli studenti dicevano che anche i fascisti potevano manifestare contro i tagli della gelmini e poi finì con un pestaggio e un invasione degli studi del tg3.
    Spaventoso che poi la stessa dinamica (senza la parte violenta) si sia ripetuta con il movimento gay, e adesso con alcuni giornalisti e intellettuali della sinistra. Mi pare stupido da parte nostra non capire la loro strategia di leggittimazione.

  9. Volpi, sì. Ti ricordo che un’organizzazione analoga a quelle da te citate, Meridiano Zero, fu chiusa con il decreto Mancino nel 1992. E non è un caso che di questo genere di associazioni non ne sono nate negli anni ’50 e ’60. Si è discusso a lungo circa l’ammissibilità del MSI, e alla fine lo si è tenuto libero di presentarsi per un patto scellerato: il PCI valutava che sottraeva voti alla DC e quindi lo lasciò presentare. Però attenzione: io non sono pregiudizialmente contro queste associazioni. Sono il primo a dire che se la sensibilità della maggioranza è oggi cambiata rispetto ai padri costituenti, si deve avere la faccia di dirlo e di cambiare la Costituzione. Come si è fatto per i Savoia insomma. Mi vedi a strepitare contro il fatto che oggi i Savoia possono entrare in Italia? No. Non la trovo una cosa condivisibile, ma così si è deciso, e l’accetto. Si ritiene che Blocco studentesco e le altre organizzazioni para-fasciste possano legittimamente, nel 2010, presentarsi alle elezioni studentesche oppure manifestare in piazza? Lo si dica chiaro e tondo e si elimini la fonte di ogni dubbio: la disposizione costituzionale che vieta la ricostituzione del partito fascista.

  10. Noir, il discorso che tocchi è molto stimolante, e alla fine siamo d’accordo. La vedo così: partire da ciò che dice la Legge DEL MOMENTO per orientarsi su una questione di diritto, mi sembra un partire col piede giusto. Questo però NON SIGNIFICA che la legge è sempre e comunque da ritenere nel giusto, perché naturalmente è il prodotto di un determinato governo degli uomini, che può – anzi spesso è – nel torto. Esempi semplici: leggi razziali, discriminazioni contro minoranze, ecc.

    Quindi, per riassumere: la Legge è sempre un’ottima bussola, dalla quale si può partire per orientarsi. Non è né indiscutibile, né da rispettare sempre e comunque. E soprattutto, è anche positivo che possa cambiare col tempo, adeguarsi ai tempi. Ecco perché nel mio post dicevo: oggi le cose stanno così, se sei fascista non dimostri. Però sono aperto a rispettare l’idea che la maggioranza di oggi la pensi diversamente, e in tal caso può cambiare la disposizione.

    Tu mi dirai: ma chi può arrogarsi il diritto di giudicare quale legge è “buona” e quale no? Io ti dico: la collettività, non l’individuo. Esempio recente: le FS stabiliscono che i propri dipendenti debbano segnalare l’etnia ROM che sale sui treni italiani. Un solo controllore delle FS non può che ubbidire, ma ne basta uno per chiamare un’assemblea di colleghi, discutere della questione e decidere se fare una denuncia, sia giuridica che alla stampa, per dire: questo ordine di servizio ci pare sbagliato, anticostituzionale.

    Il punto delicato della nostra questione è che la disposizione che vieta la ricostituzione del PNF è costituzionale. Quindi occorre che sia il Parlamento, nei modi predisposti dall’art. 138, che modifichi la questione. Finché non accade, la mia posizione è di proibire ai neofascisti di dirsi pubblicamente tali. Loro però hanno tutto il diritto a organizzarsi e a fare pressioni sul Parlamento, in modo ovviamente civile, affinché sia rimossa la disposizione contro di loro e il loro ideale.

  11. volpi

    la legge Mancino colpisce l’incitamento all’odio razziale e religioso,non necessariamente di natura fascista. La legge Scelba degli anni cinquanta applica la disposizione della costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.Non so quanto e se la legge Scelba segua la costituzione,ma fino a che non sarà modificata o dichiarat incostituzionale bisogna valutare questa legge più che la costituzione.se i movimenti di cui parliamo violano una o più di queste leggi vanno sciolti,ma da un giudice dopo un giusto processo.

  12. vegetarian

    e allora la domanda diventa: saresti d’accordo nel permettere la ricostituzione del partito fascista legale?

    Inoltre sono dell’idea che la valutazione della legge rimanga prerogativa personale. Se mi dicono di schedare i rom di un treno io non lo faccio. Poi se mi portano a giudizio mi difenderò.

  13. Vege, io non sarei d’accordo. Ma se il Parlamento decide altrimenti, rispetto la decisione, of course.

    La valutazione della legge per me non può essere prerogativa personale. Ma naturalmente dipende dalla legge: se mi dicono di schedare i ROM io organizzo un’assemblea fra i miei colleghi e gli metto contro tutti. Se mi dicono che posso dare la scossa a un uomo, non lo faccio da me.

  14. CRISI ECONOMICA: 10 MILIONI DI EURO A Sant’Oro!

    Il Governo promette una lunga stagione di lacrime e sangue: stipendi, pensioni e liquidazioni congelate! La Rai, in perfetta sintonia con la crisi che attanaglia il Paese, ‘liquida’ Santoro e gli dà una BUONUSCITA DI 10 MILIONI DI EURO! Il conduttore di “Anno Zero” – da sempre di sinistra, da una vita paladino delle giuste cause di lavoratori, consumatori e pensionati, insomma strenuo difensore dei ceti deboli di questa società nella quale e sulla quale ha costruito le sue fortune professionali ed economiche – abbandona il suo ruolo di ‘dipendente’ del servizio pubblico radiotelevisivo e si prepara a un futuro di ‘collaboratore esterno’ con un accordo milionario. Il giornalista si dedicherà alle docu-fiction, probabilmente per Raitre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione della tv pubblica (7 voti a favore e 2 astenuti) che ieri ha approvato un accordo quadro per la “risoluzione consensuale” del rapporto di lavoro di Santoro. L’intesa prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Santoro nei prossimi due anni. Al giornalista andrà una BUONUSCITA DI DIECI MILIONI DI EURO! Che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e rispettoso degli ordini di scuderia, risponde solo agli interessi politici e non a quelli giornalistici ed economici della Rai. Ma con quale faccia, poi, la televisione pubblica si presenterà a chiedere il canone anche a persone che non riescono nemmeno a pagare l’affitto di casa?

  15. Liberalvox, come mai questo OT? è solo una delle tante, tantissime conseguenze di avere come PresDelCons il signor Berlusconi. Per mettere fuori dalla RAI uno dei pochissimi giornalisti che insistono a fare giornalismo d’inchiesta, li si ricopre di milioni di euro pur di poter rompere il contratto e levarselo di torno. Chi ha proposto l’affare a Santoro è il dg Masi, uomo di Berlusconi. Se Santoro ha una colpa, è quella di aver detto di sì.

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