I neofasciocomunisti

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Il bel film “Mio fratello è figlio unico” è la trasposizione al cinema del libro “Il fasciocomunista” di Antonio Pennacchi, che ho tutta intenzione di comprarmi in questi due mesi italiani. Ahimè, il fasciocomunismo sta oggi diventando un fenomeno diverso e assai peggiore di quello del protagonista del libro (e del film). I neofasciocomunisti sono infatti i leghisti del XXI secolo, in grande spolvero. Ne ho avuto conferma da quando una neofascista antisemita di mia conoscenza ha preso, anni or sono, a tessere le lodi delle amministrazioni leghiste del Veneto, che a suo dire ricalcano perfettamente l’humus politico e culturale del Movimento Sociale Italiano degli anni Settanta (quello di Almirante, per intenderci) con la sola eccezione del discorso nazionale. C’è da dire che nel caso del prosindaco di Treviso, Gentilini, ex alpino, il rispetto per il Tricolore è anche compreso nel prezzo, al contrario di ciò che sblatera il padre della trota.

Copio qui di seguito un bel frammento del post di Fabristol che dice cose che condivido in pieno. Leggete e cominciate a disprezzare in modo più culturale i nuovi leghisti:

Leggo sul blog di Daniele Sensi che, dopo la lite Mr.B.-Fini, molti ex-missini hanno chiamato Radio Padania per dichiarare la propria adesione alla Lega perché difende la Famiglia, la Religione, la Cultura. Ne ho parlato anche qui definendo il nuovo cattoleghismo. Notizia di ieri, dopo la Sardegna la Lega Nord ha iniziato il tesseramento in Calabria. Dimenticatevi la Padania, la secessione, i riti celtici e balle varie: qui la Lega sta cannibalizzando il voto fascista in tutto lo stivale.

Ci sono state molte analisi nelle scorse settimane sul voto comunista che si è spostato sulla Lega. E’ vero, molti ex-comunisti votano Lega per la difesa dei lavoratori, dello stato assistenziale, per il territorio, contro la globalizzazione e stronzate varie. Questo a livello pratico, ma a livello più culturale la Lega sta incrociando anche il voto fascista. Una sorta di dualità leghista, un Giano bifronte che sta succhiando voti a destra e a manca. Gli ex-comunisti chiudono un occhio sul razzismo e sulla religione, mentre i fascisti chiudono un occhio sulla patria. D’altronde la Lega è l’unico partito che sposa parte delle loro istanze. Votare lega significa votare fascista e comunista ma senza essere ostracizzato in pubblico come fascista e comunista.

Io aggiungo che se a Sinistra non sanno bene cosa sono diventati nel 2010, potrebbero cominciare a costreuire la loro identità da ciò che non sono di certo: ok, antiberlusconiani. Ma aggiungere anche antileghisti, e dunque antifasciocomunisti, mi parrebbe fare un bel passo avanti. Almeno così nel PD del Nord Italia si evita di ricopiare l’originale della Lega. Quello, lasciamolo fare al PDL.

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7 pensieri su “I neofasciocomunisti

  1. Il libro di Pennacchi: un must. Anche se secondo me Pennacchi il massimo lo da nella novelle (lo dico da semplice lettore eh). Anche i suoi inserti di Limes sul “Viaggio nelle città del Duce” non erano malaccio.Anzi, piuttosto spassosi.

  2. ORa non scrive più, purtroppo. Ha raccolto i vari racconti del suo viaggio in un libro edito da Laterza.

    Logicamente nel preparare la raccolta si è dovuto dedicare ad un lavoro di taglia e cuci, varie pagine sono andate perso. Vedi se riesci a ripescarle. Nelle sue cronache di viaggio adottava una maniera di scrivere tipica del giornalismo “gonzo” (con un andirivieni fra storie personali e l’argomento del racconto: questo era il bello!)

  3. Carlo

    Pennacchi piaceva molto anche a me…
    No comunque io sono tornato dopo quasi quattro anni all estero nel paesello natale nella Padania profonda.

    La lega si è sviluppata in una maniera impressionante, c’è un’occupazione direi militare del territorio.

    Sono dappertutto, bandiere, manifesti, sedi nelle piazze principali dei paesi

    Ho anche visto chi sono i tizi che guidano la lega, non sono bovari sono ingegneri, avvocati, imprenditori

    Non so come abbiano fatto ma questi fanno paura

  4. Carlo, che i nuovi fasciocomunisti non siano solo bovari è del tutto ovvio. O vogliamo pensare che i bovari al nord siano circa il 35-40% della popolazione? E’ ovvio che i leghisti hanno raggiunto tutti gli strati della società. Pescano nelle classi basse e in quelle alte, più il predominio sulla classe media. Se le tue parole d’ordine sono “padroni in casa nostra” più la paura per gli immigrati e il desiderio di staccarsi dalla parte più povera del Paese, è facile prendere i voti. Secondo me vanno fermati con tutti i mezzi.

  5. Carlo

    Boh io non so capacitarmi, quando ero ragazzino la mia terra non era cosi, cioè da dove arriva tutto questo consenso ?
    Qua la lega a quanto pare è la nuova Dc.
    Una Dc incazzata e rabbiosa, vuol dire che c’è un serbatoio di rabbia e paura pronto per essere sfruttato immagino.
    Non sono mai stati cosi forti, nemmeno quando lo stato italiano era all’apice della crisi.
    Si piglian tutto come degli squali, le banche, le fondazioni nell peggior stile tardodemocristiano e nessuno dice nulla pare normale. Hanno un ideologia ultrareazionaria che la chiesa stessa li guarda male.

    C’è un involuzione reazionaria e xenofoba nella mia terra a me fa paura.

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