Fini: il mezzo dado è tratto

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Bene, con la nascita della corrente di minoranza nel PDL, e la conseguente corrente di ex-Aennini più realisti del re (peculiare la posizione di Giorgia Meloni, che a Fini deve tutto, e che gli ha dato il benservito senza tanti problemi), nei prossimi anni l’Italia ha finalmente un’opposizione a Berlusconi: Fini e i finiani.

Bersani, D’Alema e gli altri possono continuare a fare ciò che sanno far meglio: rimanere in silenzio, eventualmente dividersi su come rapportarsi nei confronti di Fini, gestire il loro orticello e scomparire dall’agone politico. Se poi volessero prendere in esempio ciò che il PD ha fatto a Casal di Principe, potrebbero anche decidere di non presentarsi alle elezioni con il loro simbolo, ma dietro a una bella lista civetta. Grosso modo, prenderebbero sempre i voti dei loro innamorati.

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10 pensieri su “Fini: il mezzo dado è tratto

  1. Bah, credo che sia la dodicesima volta in meno di due anni che Fini e Berlusconi “bisticciano”.

    Come le altre volte, evidentemente Fini ha qualcosa da chiedere.

    Come le altre volte, evidentemente, lo otterra`.

    Come le altre volte, finira` tutto a tarallucci e vino.

    E come le altre volte, Fini dimostrera` di essere un servo in grado solo di strisciare davanti al suo padrone.

    Come disse Gandalf a Saruman, Sauron non divide il potere con nessuno (citazione nerd del giorno…)

  2. quoto, riquoto e straquoto.

    posso quasi sentire il fremito di tre quarti del mondo gaio che intravede l’opportunità di smettere di fingersi di sinistra e sostenere il nuovo democratico fini!

    aspettiamo fini segretario del pd per risollevare quei tromboni

  3. Antonio

    Ottimo. Ora la destra ha la sua opposizione. Finalmente tutti i “rifugiati politici” (Travaglio, Di Pietro, etc) potranno spostarsi nel loro terreno naturale. Sono curioso di vedere se lo faranno.

  4. Trollgiannotta, quindi lei non vede l’ora che la coalizione di centrosinistra PD-IDV perda circa il 35% dei suoi voti (diciamo un 10% a livello nazionale)? Interessante teoria. Di certo, a questo modo il PD, dall’alto del suo 26%, sarebbe certo di non andare MAI al governo.

  5. Antonio

    Guardi, Anelli, che io non vedo l’ora di un bel niente. Ho solo ricordato che i vari Travaglio, Di Pietro e compagni sono dichiaramente a sinistra in quanto a destra non c’e’ posto. Coerenza vorrebbe che, ora che il posto e’ disponibile, verso quel posto facciano almeno un pensiero.

    Ma immagino che la coerenza sia una qualita’ che ci si aspetta solo dal PD. Gli altri hanno la giustificazione firmata dalla mamma.

  6. mj

    “Coerenza vorrebbe che, ora che il posto e’ disponibile, verso quel posto facciano almeno un pensiero.”

    Beh, seguendo questo ” ragionamento” i voti mancanti potrebbero essere sostituiti da tutti quei voti che si dicevano ” dispersi” per l’incresciosa presenza , nel PD, di ” giustizialisti” e Di pIetristi. Quante volte abbiamo sentito:” oh, se solo il Pd lsciasse perdere Di Pietro-igiustizialisti o i ” travagliati”” Tanta bella gente del tipo Battista, Ostellino, Galli della LOggia,Panebianco, i ” garantisti” alla Costa, i socialisti alla Craxi ( Stefania ) tutti sinceri democratici preoccupati per la presenza nel Pd di questa gente.Ecco, CHissà quanti sarebbero contenti , questi qui. E chissà quanti saranno i voti in più se davvero Di PIetro se ne andasse. Vagonate di voti in più. Milioni, i suppose.

  7. COERENZA? A trollgiannotta, ma di che parla? Nella coalizione di centrosinistra c’e’ perfino il Partito Liberale Italiano di Valerio Zanone, che fino a ieri era dentro al PD! Il fatto che un partito di centrodestra come il PLI sia parte della coalizione di centrosinistra non e’ che dica che il PLI e’ poco coerente. Dice che la coalizione di Destra e’ una roba talmente poco plurale e liberaldemocratica che i liberaldemocratici di Einaudi preferiscono allearsi con gli ex comunisti! Ma la cosa grandiosa e’ che ora perfino gli ex missini di Fini trovano l’aria del PDL da caserma! Cioe’, l’alleanza che sostiene il Sultano e’ troppo poco democratica perfino per i postfascisti, ci rendiamo conto???

    IDV, inoltre, e’ sicuramente NATO come un partito di centrodestra (dal momento che Di Pietro e’ un leader con caratteristiche molto piu’ di destra che di sinistra), ma nel tempo ha prodotto un cambio del suo programma politico verso posizioni liberal e progressiste. Le ricordo che IDV sostiene l’estensione del diritto al matrimonio per tutti in prima battuta e in seconda battuta una legge europea sulle unioni civili; sono contro al nucleare e in favore delle energie rinnovabili; si battono per alzare i salari e per tassare le rendite; vogliono il testamento biologico e l’abrogazione della Legge 40 sulla inseminazione eterologa.

    Gli stessi candidati di IDV del XXI secolo vanno da Gianni Vattimo a Nicola Tranfaglia, passando per Pino Arlacchi, Diego Novelli e Franco Grillini… sono tutti ex comunisti. Ma possibile che lei sia rimasto ancora all’idea che IDV sia un partito di destra? Ma negli ultimi dieci/quindici anni dove ha vissuto? Come mai ne so piu’ io che vivo all’estero, di lei che vive in Italia?

  8. Io sono pessimista; mi sa che qui c’è qualcosa in ballo, dato che la polemica nasce più forte all’indomani delle dimissioni del ministro dell’Agricoltura diventato governatore.
    Secondo me i patti scellerati sono saltati dopo le elezioni amministrative, dato che la Lega pretende di più dei Destrorsi di Fini e quindi il banco è saltato.
    Speriamo bene…
    Un saluto affettuoso.

  9. Bernardo

    Il piduista corruttore di magistrati, falsario di bilanci, ladro di soldi pubblici, lavatore di soldi mafia, pluricondnanato alla galera, diffamator ee spergiuro ha appena affermato di avere il consenso del 73% dgeli Italiani.

    Con queste stronzate ripetute cento volte, il puttaniere ottiene di farle diventare quasi vere. E’ la filosofia di PUBLITALIA di Dellutri, il pregiudicato mafioso, che dice:
    DIGLIELo, RIDIGLIELO, DIGLI CHE GLIEL’HAI DETTO nella convinzione purtroppo vera che ” con una buona campagna pubblicitaria vendiamo anhe la merda”. Sic fecit.

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