Grandi “statisti” della scuola dalemian-veltroniana: Gianfranco Fini

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Sarà che vivo all’estero. Ma a me la parabola politica di Fini mi pare seconda in tafazzismo solo a D’Alema e Veltroni. Perché via, diciamocelo: a capire che a Berlusconi non piace governare bensì comandare, non occorreva essere dei fini statisti. E nemmno dei Fini statisti. Capire che Berlusconi ha la sindrome del faraone, o del sultano, che vede qualunque norma e legge come un laccio di cui liberarsi, non occorreva la laurea in Scienze politiche. Eppure Gianfranchino ha preso il suo bel partitone del 14% e l’ha sciolto in mano a Berlusconi all’indomani di un predellino che era stato giustamente bollato come “la comica finale”.

A distanza di pochi anni, di AN non è rimasto granché, a parte la fondazione a suo nome che detiene il patrimonio di sezioni e de Il secolo. Però la sua classe dirigente è stata cooptata da Berlusconi. Con Fini sono rimasti Andrea Ronchi e Italo Bocchino. Non si sa nemmeno se riuscirà a fare i gruppi separati. Probabilmente Berlusconi chiederà elezioni anticipate per tagliare l’erba sotto i piedi della scissione, ma il Presidente della Repubblica è Napolitano e bisogna vedere se alle Camere non c’è una maggioranza alternativa Finiani-UDC-IDV-PD che possa intanto togliere i berlusconiani dal potere e poi magari cambiare la legge elettorale e, chissà, approvare un nuovo assetto della Rai. Non oso pensare anche alla legge sul conflitto d’interessi.

Ma a oggi, questi sono solo sogni. Rimane solo l’immane errore politico di Gianfranco Fini. Un errore epocale, che entrerà nei libri di Storia, e che gareggerà solo con la mancata legge sul conflitto d’interessi che il governo D’Alema non affrontò a suo tempo.

7 pensieri su “Grandi “statisti” della scuola dalemian-veltroniana: Gianfranco Fini

  1. michele

    Sincreamente Fini sperava di succedere a Berlusconi, ma forse ha capito che non succederà mai. Tanto si sa come andrà a finire un colloquio in privato con il berlusca e torna nei ranghi.

  2. Già, “non è mai troppo tardi” ripetono in molti, ma anche a me sembra che oggi sia effettivamente troppo tardi: il potere politico di Fini è stato dilapidato nel tempo e anche la sua idea di una destra moderna e laica piace praticamente solo a sinistra, cioè presso un elettorato a cui non può puntare.

  3. Non so, io non escluderei del tutto l’ipotesi ‘ottimista’. Se riesce ad evitare le elezioni anticipate, Fini ha 3 anni per progettare un’alternativa interna. Se in questi 3 anni succedesse qualcosa sul fronte processi di B (utopìa? Vedi intervista Cacciari sulla 7) tale da ‘bollirlo’ politicamente? Onestamente, quanto ci mettono Gasparri, La Russa giù fino a Capezzone a riscoprirsi finiani della prima ora? ll consenso di parte del centro-destra e dei moderati si può intercettare. Secondo me c’è tanta gente a destra che voterebbe Fini e non B. Bisogna comunque tenere in considerazione un’ipotesi del genere, tutto qui.

    Ciao&Buona giornata

  4. mj

    Non so. Forse Fini ha sbagliato, ma direi che probabilmente si sopravvaluta anche Berlusconi. Non dimentichiamo che il PDL NON è andato benissimo alle scorse elezioni. E questo considerando che bisognerebbe sottrarre almeno qualche punto percentuale di ex aennini dal computo dei suoi voti totali. Quindi, la forza reale di Berlusconi potrebbe ( e secondo me lo è) essere minore di quanto appaia.
    Forse pure Fini si fa questi calcoli. O forse, davvero, non ne può più di fare il servetto di Berlusconi, soprattutto ora che gli viene richiesto di farlo anche della Lega.

    P.S. Visto il Pd? Sembra che stiano ” discutendo” su Fini. Ovvero, riescono a dividersi anche su problemi che riguardano… l’altra coalizione.

  5. LIUK

    alle regionali del resto il pdl ha preso a livello nazionale meno del 27 %, più o meno quello che prendeva forza italia da sola quando andava discretamente, un punto più del pd, ovvero quanto prendeva il pci quando andava male. alla faccia della vocazione maggioritaria… certo mancava la sicilia…
    non mi ricordo chi qualche giorno fa, forse sarà stato a un giorno da pecora su radio due, ha detto “mi sa che fini finisce come follini…” e ha detto tutto.

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