Su Aldo Busi e la libertà di parola

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Questo post necessita di una premessa: stimo molto Aldo Busi come intellettuale, meno come scrittore, ma ne riconosco un valore oggettivo, che va al di là del fatto che a me, soggettivamente, i libri suoi che ho provato a leggere non mi abbiano coinvolto. Busi è senza dubbio un intellettuale di grande rilievo, un uomo profondamente intelligente, e un provocatore nato. Il massimo lo raggiunge quando sostiene una cosa ovvia, che però non si deve dire in pubblico: che anche i bambini, sin da piccoli, hanno una loro sessualità. Busi lo fa ricordando i suoi impulsi e desideri sessuali di cinquenne, e la cosa è sufficiente per farlo bollare dai soliti bigotti come “pedofilo”, un po’ come i soliti bigotti facevano anche con Pasolini (quando invece il regista era un pederasta, e la differenza non è da poco). Da un punto di vista meramente politico, poi, stimo Aldo Busi perché è uno dei pochissimi gay di fama nazionale che partecipa ai Gay Pride, con grande umiltà e semplicità, spiegando: Sono qui perché è giusto, perché condivido questa, che è una manifestazione politica per chiedere maggiori diritti civili. Non virgoletto, ma è il succo di ciò che gli sentii dire in tv.

Detto questo. Ho criticato a mio tempo Aldo Busi quando fece la scempiaggine di decidere di partecipare a un reality. Dissi: l’intellettuale che ha bisogno di inseguire la popolarità andando a un reality in tv, abdica al ruolo di intellettuale. Ora se ne va via, cercando, io credo, anche l’effetto mediatico, dicendo cose ultra-condivisibili, ma non dimentichiamoci MAI il contesto nel quale le dice. Se lo è scelto lui e ha fatto molto male. Cosa pensava di fare, di educare le masse partecipando all’Isola del famosi? Per favore. Si rimetta a scrivere libri, che è attività più dignitosa e a lui più consona, che partecipare ai reality di Simona Ventura.

Va da sé, che nel momento in cui Aldo Busi in tv esprime la sua opinione sugli omofobi o sul papa cattolico, ha diritto a farlo, a prescindere dal contesto in cui lo fa. Le cose che ha detto Busi sul papa e sugli omofobi sono pensate, io credo, dalla maggioranza anche degli italiani, e di certo dalla grande maggioranza degli occidentali. Il commento migliore all’intera vicenda credo sia quello di Nicoletti su La Stampa.

Aggiornamento: Intanto, nelle stesse ore, succede questo a Franco Grillini. Solidarietà e amicizia a Franco.

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33 pensieri su “Su Aldo Busi e la libertà di parola

  1. maria

    non sono d’accordo…siete tutti contro busi…ma a vedere le porcate del grande fratello come la mettiamo???non penso che siano stati diversi i commenti del Signor Aldo Busi con quelli visti al grande fratello…e del resto la maggior parte delle persone sono solamente dei pecoroni che capiscono le frasi male interpretandole in altrettanto modo…Aldo Busi ha messo tutti dicendo che gli OMOFOBI sono omosessuali repressi tutti nessuno escluso…ma basta che Aldo Busi abbia detto quella frase…mamma miaaaaaaaaaaaaa…..ne viene su un caso di stato…fa nulla se anni prima…mesi prima hanno fatto manifestazioni contro l’omofobia…dai Politici…in su…allora erano tutti bravi…evviva l’omossesualità…ecc tutti bravi…
    Aldo Busi ha ragione…c’è solamente gente ipocrita che non riesce a pensare con la propria testa ma con la testa di altri… e la società in cui siamo ne è un esempio…
    L’unica cosa dove ha sbagliato è stato nella sua affermazione infelice del dire che gli orfani non vanno adottati…lì non ha avuto ragione…ma quella frase era riferita al figlio di Renato Zero (che a mio parere è un grandissimo maleducato…)perchè quando erano fuori onda…ha insultato Aldo Busi dicendo che era VOMITEVOLE… logicamente Aldo Busi ne è rimasto un po risentito…e ha cercato di offerderlo nella cosa che teneva di più ovvero l’adozione….
    Poi la colpa è di quelli che hanno voluto costringere Busi a restare…se lasciavano cadere tutto lì nella sua dichiarazione di andare via non sarebbe accaduto nulla…e per quanto riguarda la Venier….non è di certo Maria Goretti…lo sanno tutti e non è una novità che tutti i personaggi della tv una tiratina se la fanno tutti…perchè hanno paura di invecchiare…e non voglio passere in un angolino perchè hanno paura della solitudine…
    Aldo Busi sarà una persona sola…ma è sola in modo COERENTE e non si vende per far tacere le sue idee…come fanno tutti quelli che voglio e fanno gli opininisti nelle varie trasmissioni televisive solo per salvarsi la faccia e fare i soliti MORALISTI…IPOCRITI…

  2. Maria, ma con chi ce l’hai? Non penso con me, perché io nel post ho detto appunto che le cose dette da Busi sono ultra-condivisbili, il problema è il contesto che si è scelto per dirle.

  3. volpi

    ho letto la tua intervista sulla sentenza della corte costituzionale attesa per martedi.quasi tutto è condivisibile,ma il collegamento tra matrimonio civile e matrimonio religioso mi sembra poco solido. Anche in canada (provincia dell’ontario ad esempio vedi halpern v.ontario ) i giudici della corte provinciale dell’ontario hanno ritenuto che il divieto violasse la sezione 15 del canadian charter of rights.ovvero la sezione che prevede l’uguaglianza legale dei cittadini,non la sezione che riconosce la libertà religiosa.Poi nella sentenza federale re same sex marriage i giudici hanno semplicemente riconosciuto che il parlamento federale aveva il potere di regolare la definizione di matrimonio anche nei pochi territori dove le corti locali non avevano riconosciuto il diritto al matrimonio(alberta etc) La questione non è puramente formale perché è palese che se la libertà religiosa può cambiare la legge in tal modo avremo un potere enorme nelle mani del singolo gruppo religioso.i cattolici potrebbero dire che il divorzio civile lede il loro diritto al matrimonio religioso indissolubile,perché una sentenza di divorzio civile annullerebbe gli effetti civili del matrimonio religioso.i mormoni di sesso maschile potrebbero dire che hanno un diritto assoluto di sposare decine di donne.ho grande rispetto per la metropolitan church,ma la libertà religiosa non è la via praticabile per l’uguaglianza nel matrimonio.se ti interessa la questione del rapporto tra libertà religiosa e necessità di evitare che la libertà religiosa faccia “di ogni uomo il legislatore per se stesso” leggi employment division v. smith , reynolds v.usa e sherbert v. vermer.

  4. Volpi, io so che in Canada si è arrivati al same sex marriage su ricorso della Metropolitan Church contro l’annullamento dei suoi matrimoni gay da parte dello Stato, sulla base della libertà di religione. La Corte Costituzionale ha stabilito che la chiesa avesse ragione, lo Stato ha preso atto e ha invitato tutte le province – che hanno competenza sull’emissione dei certificati di matrimonio – a cambiare le leggi provinciali sul matrimonio in modo da non discriminare su base del genere dei contraenti il contratto. Ci ho scritto su un articolo per il Diario della settimana, sono sicuro che le cose andarono così.

    Per il resto, sono d’accordo con te, ma la storia canadese è andata come spiego io.

  5. volpi

    mi dai per favore qualche fonte rintracciabile in rete? in ogni fonte che ho trovato parlano di sezione 15 (uguaglianza). sai qualcosa di tale maurizio blondet?

  6. http://www.samesexmarriage.ca/equality/incanada.html

    http://en.wikipedia.org/wiki/Metropolitan_Community_Church

    http://en.wikipedia.org/wiki/Metropolitan_Community_Church_of_Toronto

    Specie dove dice:
    In the fall of 2000, MCC Toronto began working for the legalization of same-sex marriage in Canada. The Church’s lawyers developed a strategy that was built on a combination of the Ontario Marriage Act and the Canadian Charter of Rights and Freedoms. On January 14, 2001, Rev. Hawkes married two same-sex couples but the Registrar General of Ontario refused to register the marriage documents. The Church took the provincial government to court and the case was heard in November 2001. The decision was ultimately in the Church’s favour, although not until the Netherlands and Belgium legalized same-sex marriage.

  7. Il contesto in cui Busi ha esposto le sue tesi magari non e` quello degno della migliore accademia. Ma almeno c’era qualcuno a sentire quello che diceva.

    Non mi piacciono i reality, ma insomma, qui a Torino ad esempio alcuni associazioni stanno ogranizzandosi per mettere un banchetto informativo in alcuni mercati. Certo, un simposio in un’universita` magari ha piu` spessore. Ma poi a cosa serve?

  8. Anche Nietsche diceva cose strane in contesti inappropriati. Trovo la storia del “contesto” una pruderie inutile. Guardiamo a quello che ha detto. l’ha voluto dire di fronte a milioni di telespettatori, ha sfruttato la potenza dei media. Meglio così. Non credo che gli spettatori dell’Isola dei Famosi siano già tutti mangiapreti e che quindi condividano già in partenza le idee di Busi (andrebbe fatto uno studio, ma senza informazioni non possiamo affermarlo). Vorrei far notare una cosa, forse un po’ superficiale: confrontiamo l’immagine che due reality diversi danno delle questioni di genere. Grande Fratello: Maicol + Gabriele. Rai Due: Aldo Busi. Stagione 2009 – Grande Fratello: Siria (proveniente direttamente da Villa Certosa). Isola: Luxuria. Mi viene solo da dire: Rai-Mediaset: 2 a 0. Peccato l’ostracismo a Busi che ha ribaltato i risultati: Rai-Mediaset: -2 a 0!

  9. volpi

    ho controllato. la metropolitan church fu interessata proprio in halpern v.ontario,sposando una coppia e poi ricorrendo alla corte provinciale dell’ontario.che diede ragione alla chiesa usando la sezione 15.ovvero la clausola che riconosce l’uguaglianza intrinseca dei cittadini. resistenza civile veramente perfetta.

  10. volpi

    come dice mia madre mi appassiono alle minuzie un po’ troppo.comunque se vai su wikipedia e cerchi halpern v.ontario troverai tutta la sentenza. nella sezione d (analysis) c’è la parte che ci interessa.precisamente nel paragrafo 3 . la metropolitan church usò 2 argomenti : libertà religiosa e uguaglianza.ma il primo fu respinto. parte 54,56 58. il brano 108 è quello che dà ragione alle coppie e alla chiesa,con argomenti basati sulla dignità della persona. sono veramente poche righe

  11. Concordo con Oscaruzzo e Sabelli Fioretti: penso che il contesto intellettuale sia determinato non dal contenitore, ma da chi vi è contenuto. Se si facesse un reality di intellettuali, per quanto oggi possa sembrare ridicola l’idea, non c’è dubbio che un genere televisivo oggi considerato di bassa lega otterrebbe un notevole innalzamento culturale.

    Un solo Aldo Busi all’Isola dei famosi di certo non educa le masse, ma sicuramente tenta di rompere quella pericolosa separazione tra popolino ed elite culturali da cui il paese ha assolutamente bisogno di liberarsi.

  12. Secondo me contrapporre un reality all’accademia è da disonesti. Esistono alcune migliaia di vie di mezzo. Se un intellettuale vuole una audience televisiva vasta può andare, per dire, da Santoro. O anche in una trasmissione nazional-popolare in cui sia un talk show. Ma PARTECIPARE a un reality significa che aveva bisogno di denaro.

    Il personaggio del gay nei reality è ormai un must. Non mi consola affatto notare che all’Isola chiamano dei gay meno stupidi che al GF.

  13. Busi ad esempio va anche ad Amici da tanti anni (quelli di Maria de Filippi: ma ovviamente lo fanno vedere pochissimo perchè è troppo ‘noioso’): qui fa una specie di consulenza ai partecipanti, non partecipa lui stesso come concorrente. Insomma, mi sembra che Busi possa scegliere di andare sull’Isola ANCHE PER SOLDI (e che problema c’è?), e tuttavia mantenere il suo profilo di frocio intellettuale provocatore.
    Il punto è che la televisione di intrattenimento non è solo puro intrattenimento. E che gli autori di un reality possono decidere di trasfigurare il senso del reality, rendendolo più di una semplice rappresentazione trash della realtà, o possono decidere di educare anche attraverso il trash, de-trashizzandolo. La televisione è un’industria culturale, e in quanto culturale può permettersi anche di lanciare messaggi, sperimentare, comunicare contenuti, educare. Sia attraverso Busi, che attraverso Cecchi Paone, che attraverso Luxuria. Sia nei suoi reality, che nei suoi talk show.
    Vi linko qui sotto il canale you tube di un progetto di Rian Trecartin, un giovane artista che va per la maggiore nel mondo (non in Italia, ma l’italia non conta più niente nell’arte contemporanea): http://www.youtube.com/user/WianTreetin

  14. Innanzi tutto tutta la mia solidarietà ad Aldo Busi che ammiro come scrittore e come intellettuale e che mi ha insegnato molto con i suoi libri e anche con la rubrica che aveva a Canale 5 di orientamento letterario,
    Secondo: in tempi in cui il reality fa odience e raggiunge le masse, ben vengano personaggi che hanno il coraggio di apparire in situazioni trash per diffondere un messaggio che nel caso di Busi era multi facciale e pieno di spunti di riflessione, perchè non è tanto il contesto ma il mezzo quello che conta, e se in questi tempi certi programmi vengono visti più di altri allora si usano quelli; il sistema si cambia da “dentro ” e non da fuori con critiche snob e inconcludenti
    Certo ci sono i soldi di mezzo, e allora? Balzac faceva dei capolavori per soldi e non vorrei dire ma anche Omero e Virgilio, per non parlare di Ariosto, del Caravaggio, di Michelangelo e Pasolini cercava produttori per i suoi film, insomma i soldi possono essere un optional che serve ma il messaggio deve arrivare, a parte il fatto che magari possono essere utilizzati anche per fini collegati alla diffusione di certe esperienze.
    Ben venga un Busi all’isola che ha fatto pensare, parlare, riflettere, incazzarsi e appassioanarsi a certe tematiche in un Italia che dorme o che si accontenta di tette culi e cocaina.
    Un abbraccio affettuoso a te e tutta la mia solidarietà a Grillini; che schifo di paese che siamo….

  15. Proprio un paese di merda, infatti, nel quale se critichi uno scrittore perché PARTECIPA a un reality, ti dicono che fai una “critica snob e inconcludente”. E’ snob chi non ha la televisione, chi non ha un profilo facebook, non chi non partecipa a un reality, perché altrimenti noi snob diventiamo il 99% della popolazione.

    Oltre a ciò, nell’Italia di oggi essere snob è un dovere morale.

    No, non mi avete convinto affatto con le vostre teorie del cambiare dal di dentro. Proprio per niente, anche perché, infatti, Busi è durato il tempo in cui ha fatto il buffone, non appena si è messo a dire cose condivisibili, lo hanno sbattuto fuori. Il pubblico dell’Isola rimane la massa di lobotomizzati che è. E se lo guardate pure voi, toccatevi di frequente le tempie…

  16. Anelli, guarda che qua siamo al punto che anche Santoro e` una roba da elite -_-

    Quanto alla questione di chi sia lobotomizzato, non sono io che ho scritto un post sulla vicenda :-/

  17. Io non sto dicendo che l’Isola dei famosi edizione 2010 sia un reality da intellettuali, sto dicendo che le forme di comunicazione cambiano. Una volta i fumetti, per dirla come Will Eisner, erano rivolti al ragazzino di dieci anni dell’Iowa; oggi esistono graphic novel che sono considerate validissimi prodotti intelletuali.

    Perché la stessa cosa non potrebbe accadere nei decenni a venire con i reality show? E come può succedere, se non con una penetrazione delle elite intellettuali? Oggi tu vedi i difetti di questo processo, e a buon diritto. Ma vedremo cosa ne sarà dei reality show tra dieci o quindici anni; per restare in metafora, vedremo se insomma resteranno fotoromanzi o diventeranno graphic novel.

    Essere snob sarà per te anche un dovere morale, ma chiudersi nella torre d’avorio di questi tempi paga meno rispetto a cercare di parlare all’italiano medio, anche quando lo si fa in maniera così inusuale da apparire ridicoli, almeno in un primo momento.

  18. Andrea, quindi tu non stai facendo una critica (che, lo dico per i lobotomizzati, non significa “andare contro” a prescindere) ai reality di oggi o all’Isola di oggi, bensì stai facendo della meta-critica sui reality che potrebbero esserci nel futuro, da qui a 10 o 15 anni. Uhm, interessante, e in quale nazione? In Italia? E in quale dimensione?

    Stiamo a ciò che appartiene al recente passato. Parliamo di questo caso di Busi non perché sia una cosa di cui parlano tutti, ma perché ha generato l’ennesimo caso di censura in Italia.

    Capito Oscarù?

  19. Carissimo,mi spiace che le mie parole ti siano apparse offensive e pregiudizievoli nei confronti delle argomentazioni del tuo post, non era la mia intenzione.
    Io seguo la televisionee certi programmi anche con senso critico e posso dirti che Busi è stato sempre uguale nell’Isola, non ha fatto il buffone prima, non lo è se non in certi contesti, si è avvicinato a tutti, compreso il palestrato molto “silenzioso” e con i paraocchi e tutti i ragazzi di questa generazione di grande superficialità e ha tentato in ogni modo di creare conversazioni più alte che occupassero il tempo in modo proficuo, e cioè anche “insegnando”; quando ha capito che questo è un stato un elemento di discriminazione e astio nei suoi confronti è scattata la molla della provocazione tout court e chi si trova ci trova, forse anche eccedendo ma avendo avuto contezza che in Italia la cultura è ancora un tabù che suscita invidia e aggressività,come succede anche a me se parlo troppo in certi termini di arte, poesia, storia e filosofia; ilpopolo “medio” mi guarda storto e mi dice “parla come mangi”, almeno qui al sud e dove vivo io è così.
    Come mi è capitato di essere discriminata tra persone di una certa cultura( alta cultura) che mi hanno accusato di non essere abbastanza presuntuosa da far pesare titolo di studio e conoscenze culturali e politiche ( che se poi una domma parla di politica apriti cielo!) tanto da disprezzare chi è ignorante che io non dovrei neanche considerare, ma io non sono così le cose le dico a tutti e poi le discute con chi è come me, che mi è affine, ma non nego a nessuno quello che so e lo difenop con le unghie e con i denti.
    La realtà è questa ed è colpa di tanti intellettuali che invece di scendere e catechizzare stanno sul trono a pontificare, tutto qui.
    Io sono estremamente convinta che mimetizzarsi per fare i propri interessi ( che qui sono di grande spessore e cioè dare importanza all’ intelligenza e alla cultura) sia un’ottima cosa, proprio come Madre Natura ha dotato alcuni animali del dono della mimetizzazzione per farli sopravvivere ( e non mi riferiscosolo all’insetto stecco e al camaleonte, ma anche al leone e alla tigre perfettamente mimetizzabili nel loro ambiente)
    Contestualizzarsi e vedere tutto per capire tutto non è da lobotomizzati ma da guerrieri che studiano l’avversario per conquistare il territorio conoscendo usi e costumi e magari capire meglio il tipo di malattia e curarla;io la penso così per la mia formazione caratteriale e di esperiemza sul campo della mia piccola vita”media”.
    Ovviamente rimane ferma la mia stima nei tuoi confronti e ti chiedo scusa se ti sei sentito snob incocludente, non l’ho mai pensato e non lo penso, anzi il tuo blog è uno degli esempi di cultura democratica e popolare che ha l’intento di far capire le cose, perlomeno io l’ho sempre visto così; vabbè si vede che forse sono una “intellettuale” naif:-) scusami ancora se ti sei sentito offeso.
    Un abbraccio affettuoso

  20. volpi

    ma che cosa ha detto di preciso sulla sessualità infantile? l’unica fonte che ho scorso velocemente è il blog di giulia innocenzi. non ho mai visto neanche una puntata dell’isola dei famosi o del grande fratello quindi ne so poco. due volte nel 2008 ho visto Amici di maria de filippi. hai letto quello che ti ho scritto su come hanno raggiunto il matrimonio in canada? in fondo il tuo errore è comprensibile .

  21. Luce io non mi sono sentito snob e inconcludente, sei tu che mi hai dato dello snob e dell’inconcludente, ma da qui ad avermici fatto sentire, scusa, ce ne corre.

  22. Leonardo

    La mia impressione, visti i filmati su youtube, è che lo stesso Busi nel momento in cui parla di “capriccio estetizzante” tenti di giustificare davanti a se stesso un errore o un fallimento, anche se non ne chiarisce il senso. Dubito infatti che lui sia andato per un mero capriccio…
    Diverse volte rimprovera agli altri di non avere forza contrattuale, quasi presumesse per il solo fatto di averla, che questo consentisse a lui di svolgere un ruolo.
    Ma esistono gli autori dei programmi e certamente un partecipante, per quanto scrittore, non può presumere di diventare “autore” nel programma, o manipolarlo a dispetto del ruolo di attore.

    A quel punto si mette a fare l’intellettuale e si prende lo spazio della diretta per dire tutto quel che voleva dire, anche se Busi è sempre un intellettuale che si esibisce, quindi mantenendo sempre la stessa forma espressiva,
    non è facile distinguere cosa lo muove.

  23. Leonardo, molto interessante. Mi spingi quasi a guardare i filmati su you tube, perché in tutto ciò io non li ho ancora guardati, mentre forse sarebbe il caso, stando a quanto dici tu.

  24. Diversamente dalla maggioranza di voi, io penso che il programma della Ventura sia educativo. Anche solo perché mi permette di capire meglio uno come Aldo Busi.
    Busi, uno che fin qui ho sempre considerato un utile provocatore, e invece adesso mi sembra solo un grandissimo stronzo. Se ne approfitta del fatto che è stimato (a ragione o a torto). Del fatto che appartiene ad una “categoria protetta” (protetta dai ‘politicamente corretti’: se un eterosessuale obbligasse chicchessia a cambiarsi la maglietta verrebbe lapidato sul posto!).

    Poi: chiaramente Aldo Busi non aveva capito che la Venier gli stava facendo una semplice domanda. Che praticamente era questa: “Ciccio, tesoruccio, sei stanco per l’infezione e/o tutto il resto, o perché non sopporti le “marionette” che hai attorno?”. L’Aldissimo, che fino a poco prima era passato da un discorso all’altro (senza né capo né coda , dimostrando di essere più spiritato che stanco), a quel punto è sbroccato del tutto. Ma resta pacifico che in ogni caso lo scrittore non doveva reagire così.
    … Peraltro, di gente che non rispetta il prossimo (con la scusa che loro pagano le tasse: e chissà se è proprio così), ce ne abbiamo fin troppi. Un Busi in più o in meno non fa differenza.
    Infine: che un esibizionista sappia scrivere qualche libro (e magari far di conto, e una tantum dire qualche cosa intelligente), non lo trovo poi così entusiasmante.
    Questo scrittore non ci capisce di aliquote, e non si sa relazionare con gli altri. Con la sua cafonaggine rende odioso l’anticlericalismo di cui si fa portavoce, e soprattutto scatena quella omofobia che finge di voler combattere.

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