Cosa succede ad abbandonare i simboli ideologici nelle liste elettorali

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Trovo estremamente gustoso che il simbolo della Lista civica per Renata Polverini non sia presentabile perché troppo simile al simbolo della Lista civica per Fabio Polverini, e che Fabio si sia alzato prima al mattino e abbia depositato prima, e che chi va (secondo) a Roma perde la poltrona.

Questo genere di cose non sarebbero successe se le liste non nascessero come i funghi, non si ricorresse al cognome del candidato presidente (o vogliamo fare una legge che stabilisce che alcuni cognomi sono più pesanti di altri?) ma anzi se si avesse alle spalle una lista (o più d’una) con un chiaro simbolo ideologico, depositato, ufficiale e riconosciuto, che impedirebbe ad altri di presentarne uno troppo analogo.

Per lo meno, quando Craxi fece fuori dal simbolo del PSI la Falce e Martello, il Sol nascente e il Libro del Capitale, poi ci mise su un Garofano rosso al posto, mica il suo cognome.

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