Tempo di revival, torna la tensione delle Falkland-Malvinas

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A quanto pare, gli anni Ottanta non si portano un gran bene solo per la musica (ieri ho comprato dei CD al mitico mega negozio di CD usati su Bloor Street: Crash Test Dummies, God Shuffled His Feet e Give Yourself a Hand, Rick Astley, Whenever You Need Somebody Softcell, The Singles, Tracy Chapman, Telling Stories), ma anche per la tensione sulle FalklandMalvinas, che qui su AdF ci ricordiamo perfettamente: era il 1982. Notate come Wikipedia, che segue il vocabolario dei vincitori militari, ricorda l’evento chiamandolo solo “Guerra delle Falkland“.

Intanto, i vescovi anglicani premono affinché le unioni civili gay si possano officiare anche in Chiesa anglicana. Un brindisi ai vescovi anglicani!

Le rare volte in cui a Sanremo han vinto i migliori

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Ieri abbiamo detto che di solito al Festival di Sanremo non vincono i migliori. E la cosa è indubitabilmente vera. Oggi vediamo i rari casi in cui invece tre canzoni molto belle sono state premiate a Sanremo. Per questioni di attualità, mi limito ai Sanremo che ricordo io, dal 1978 a oggi. Con questo post, chiudo la parentesi sanremese di AdF, che da domani torna a occuparsi di cose meno frivole. Per dire, ieri era il 45° anniversario dell’omicidio di Malcolm X, e oggi è il trentennale dell’omicidio di Valerio Verbano e m’è costato non parlarvene. Magari recupererò!

Credo che la medaglia d’oro vada all’edizione Sanremo 1981, dove questa canzone vinse il Festival:

Va anche ricordato che al secondo posto si piazzò la splendinda Maledetta primavera di Loretta Goggi.

La medaglia d’argento va all’edizione Sanremo 1986, dove vinse:

E dove si piazzò seconda Il clarinetto di Renzo Arbore, e terza Senza un briciolo di testa di Marcella.

La medaglia di bronzo è Sanremo 2000, dove vinse:

Segnalo poi Sanremo 1978, dove arrivò 2a un’Anna Oxa 16enne all’esordio con Un’emozione da poco. E poi l’edizione 2007 (Simone Cristicchi, Ti regalerò una rosa, vincitore anche del premio della critica), l’edizione 1993, vinta da Enrico Ruggeri con Mistero, secondo Cristiano De Andrè con Dietro la porta, vincitore anche del premio della critica, terze Rossana Casale e Grazia Di Michele con Gli amori diversi. In rappresentanza di tutti questi, metto:

A Sanremo quasi mai vincono i migliori, anzi

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Leggo sui blog e sul FB di tanti amici e amiche la delusione per la vittoria a Sanremo 2010 dei primi tre arrivati e soprattutto la delusione per la sconfitta di Arisa. Beh, ma scusate, uno dei motivi per cui si guarda Sanremo è che rappresenta perfettamente il buon gusto dell’Italia. Non esiste un prodotto più nazional-popolare e che più stimoli le discussioni, tranne probabilmente la politica. Guardiamo Sanremo perché sappiamo che sarà una roba trash e kitsch, con ogni tanto delle formidabili punte camp. Vedi Malamorenò di Arisa e delle sorelle Marinetti. E personalmente guardo Sanremo perché vivo all’estero e non voglio rimanere scollato dal Paese reale.

Faccio poi notare che il meccanismo del televoto permette di acquistare centinaia di migliaia di televoti e di falsare così il risultato finale, che è probabilmente ciò che hanno fatto Pupo e il savoiardo. Pupo ha un precedente: ha dichiarato di aver speso 75 milioni di lire per finire 4° a un Sanremo dove in effetti finì 4°. Casa Savoia ha un rapporto ambiguo con le elezioni libere a partire dai plebisciti di annessione al Piemonte, per cui direi che tutto fila. Ma poi, se uno ha 75 milioni di lire da buttare, ma ti pare che li spende per prendersi la medaglia di legno a un Festival di Sanremo? Mah.

Comunque, il verdetto di ieri è in linea con la storia di Sanremo. Allora questo post sarà in due giornate: quello di oggi per farvi vedere la mia personale classifica delle tre più belle canzoni di Sanremo che sono finite non fra le prime tre e anzi verso il fondo della classifica. Domani per farvi vedere le rare eccezioni di belle canzoni ben piazzate e magari addirittura vincitrici.

La mia classifica, che è inappellabile e ha naturalmente valore di Legge per tutti gli anellidi a partire dalla sua pubblicazione su AdF, vede la medaglia d’oro assegnata a questo capolavoro di Sanremo 1989, che arrivò nona nell’edizione vinta da Fausto Leali e Anna Oxa con Ti lascerò:

La mediaglia d’argento, a un’incollatura dall’oro è senza dubbio questo capolavoro di Sanremo 1981, piazzatasi undicesima in una delle migliori edizioni, vinta da Alice con Per Elisa:

Più staccata la medaglia di bronzo, un ex-aequo tra Sanremo 1985 e Sanremo 1983. Ecco l’85, arrivò ventunesima su 22, nell’edizione vinta dai Ricchi e Poveri con Se m’innamoro:

Ed ecco l’83, arrivò addirittura ventiseiesima e ultima nell’edizione vinta da certa Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà:

La rivolta degli orchestrali di Sanremo

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Con qualche ora di ritardo rispetto all’Italia, ho finito di vedere l’ultima puntata del Festival di Sanremo. Devo dire che la rivolta degli orchestrali di Sanremo alla notizia che Pupo ed Emanuele Filiberto erano finiti tra i primi tre, è uno dei più bei momenti della televisione italiana degli ultimi 35 anni. Davvero, m’è piaciuto assai. La mia classifica personale sarebbe stata:

1) Arisa

2) Malika Ayane

3) Fabrizio Moro

E comunque, il picco del trash + kitsch = camp della storia di Sanremo, rimane intoccato e io ne sono ben contento. Eccovelo qui sotto (adoro):

Canada: muore a 109 anni l’ultimo veterano della Prima Guerra Mondiale

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Babcock tiene tra le mani una sua foto del tempo della Prima Guerra Mondiale. La foto è stata scattata nel 2007.

E’ morto all’età di 109 anni l’ultimo veterano canadese della Prima Guerra Mondiale, Jack Babcock.

Babcock, sempre descritto come un “soldato di stagno” vale a dire mediocre, aveva cercato di infiltrarsi nelle prime linee canadesi in Francia all’età di 16 anni, sostenendo di averne 18, ma fu scoperto dai suoi superiori e mandato nelle retrovie a scavare trincee, perché troppo giovane: “Sono nato nel 1900” ha raccontato in un’intervista del 2007, “e nel 1916 andai volontario assieme ad altri 1300 ragazzi minorenni per combattere per la libertà. Dissi ai miei superiori di averne 18, ma non sapevo che per combattere bisognava averne 19, così mi tennero nelle retrovie per far passare l’anno. Nel frattempo, scoprirono la mia vera età e mi tennero nelle retrovie fino alla fine della guerra”.

Furono 600.000 i soldati canadesi impegnati nella Prima Guerra Mondiale, e di loro circa il 10% morì nei campi di battaglia in Europa. Altri 170.000 furono feriti.

Quasi certamente il Governo canadese gli dedicherà funerali di Stato, un’ipotesi che Babcock ha sempre respinto: “Non ho fatto granché in quella guerra, è un onore che non mi merito”. Cento anni dopo quegli eventi, forse quell’onore è arrivato.