Omicidio Valerio Verbano: riaperte le indagini dopo 30 anni

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Il volto di Valerio, disegnato dalla madre. In questi anni si è sempre battuta per la riapertura delle indagini sulla morte del figlio.

Valerio Verbano aveva 19 anni quando fu ucciso da anonimi neofascisti, in casa dei genitori e sotto i loro occhi. Gli assassini entrarono in casa con la forza, e dovettero attendere il rientro del ragazzo da fuori per poterlo massacrare. Non sono mai stati scoperti. Tutto questo accadeva il 22 febbraio 1980. Oggi la riapertura delle indagini da parte della Procura di Roma, che corona l’impegno della mamma di Valerio, Carla, che in questi 3 decenni non ha mai smesso di chiedere giustizia e di chiedere agli assassini una domanda semplice: “Perché?”

Spero che non si debba attendere il trentennale dell’assassinio di Paolo Di Nella, nel 2013, per avere anche la riapertura delle indagini  contro i suoi assassini.

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9 pensieri su “Omicidio Valerio Verbano: riaperte le indagini dopo 30 anni

  1. vegetarian

    Non conoscevo questa storia. Grazie per avermela fatta scoprire.

    PS
    preferisco questo template (prima non si vedeva se c’erano nuovi commenti nei vecchi post)

  2. Sì, questo template è migliore, ecco perché l’altro è durato pochissimo. Aveva una serie di difetti, quello che dici tu e anche il fatto di maiuscolettare i titoli, per me insopportabile. Mi serve un template a tre piste per far vedere i libri, ma sono sempre per le cose minimal.

    La storia di Valerio è molto molto triste. Credo la più triste degli anni di Piombo, assieme al rogo di Primavalle.

  3. Una storia triste. E, speriamo, istruttiva. Anche se, come dice Travaglio, “la storia è maestra, ma nessuno impara mai niente”. Purtroppo.

  4. Conosco molto bene la storia, triste storia.
    E speriamo che la Giustizia esista ancora.
    Grazie comunque della tua attenzione alle cose belle e brutte di questo paese, farsa di paese.
    Un abbraccio affettuoso.

  5. Caro troll anonimo, finché le minacce di morte arrivano da East Absecon Bulvard, PA, USA da dietro lo schermo di un computer e in forma anonima, penso di poter stare tranquillo. In ogni caso, sappi che ho riversato la tua minaccia di morte alla polizia canadese e a quella dello Stato USA in cui vivi. Non so se sia più enorme insultare la memoria di un 19enne morto ammazzato per motivi politici, o la vita di un blogger che ricorda la riapertura delle indagini. Se hai figli, ti auguro di poter provare l’esperienza di vederlo morire sotto gli occhi. Se non ne hai, t’assicuro che in genere comportamenti come il tuo sono sempre puniti dalla vita in modo atroce.

  6. shabtin

    E’ proprio vero: certe persone devono vivere sulla loro pelle gli orrori che infestano questo mondo.
    Uno che si permette di giustificare un’azione tanto atroce come il massacro di un giovane (indipendentemente dal sesso, dalla sessualità, dal colore della pelle e degli occhi, o da qualsiasi altra caratteristica) è un povero ignorante, poiché ignora cosa sia la sofferenza, e se la merita tutta, così forse smetterà di ignorare!

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