Welcome to Canada, welcome home

Standard

Inukshuk

Oggi è una di quelle serate in cui ha senso guardare la tv. C’è la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Vancouver. E devo dire di essere rimasto colpito. Ma proprio a cominciare dalla pubblicità: Tim Horton’s, che sarebbe lo Starbucks canadese, si distingue in genere per mandare delle pubblicità gradevoli, e stavolta ha comprato molti spazi per trasmettere questo video qui, che devo dire è commovente. Ecco, la filosofia del Canada è in quel piccolo spot: questo Paese è di chi lo vuole. Vieni qui, obbedisci alle leggi, lavori, chiama la tua famiglia e dì loro “Benvenuti a casa”.

La cerimonia delle Olimpiadi è partita dando un gran spazio alle quattro tribù native che abitavano la British Columbia prima che si chiamasse così. Una cosa del genere l’avevamo già vista alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Sydney, e infatti il coreografo è lo stesso, ma fa riflettere su quanto sia plurale e rispettoso delle varie identità questo Paese soprattutto in confronto con i cugini statunitensi. Del resto il logo stesso di queste olimpiadi si chiama Inukshuk e rappresenta un simbolo Inuit. Nel Paese c’è un gran fermento, perché di solito i canadesi sono un disastro nelle Olimpiadi, tanto le invernali che quelle estive. Infatti, nonostante abbiano già ospitato le Olimpiadi altre due volte (Montreal 1976, estive; Calgary 1988, invernali) il Paese non ha mai vinto una medaglia d’oro sul suo suolo. Tutti pensano che a Vancouver questo triste record verrà abbattuto. Ben più triste è il modo in cui si sono aperti i Giochi di Vancouver, con la morte di un atleta giorgiano alla vigilia dell’apertura, sulla pista da slittino che è stata subito al centro di polemiche, ma che a una prima analisi è stata assolta dai tecnici internazionali, che hanno sostenuto l’incidente sia capitato per errore dell’atleta. La cosa ha comunque sconvolto tanto l’opinione pubblica quanto gli organizzatori del CIO. Molto commovente, per ciò, la sfilata della Georgia, listata a lutto per la morte del suo giovanissimo atleta. Lo stadio di Vancouver si è alzato in piedi ad applaudire gli atleti georgiani che hanno deciso, all’ultimo, di non ritirarsi dai Giochi.

Una cosa carina e buffa: molte tv hanno comprato i diritti della Cerimonia e stanno trasmettendo lo spettacolo commentandolo in varie lingue. Il canale che ho scelto di seguire io è Omni Tv, che trasmette in otto lingue ma per lo più in italiano e poi in portoghese. Quindi c’è la voce originale sotto che annuncia ogni cosa prima in francese, poi in inglese, le due lingue del Canada. Poi il giornalista italo-canadese commenta in italiano e dà spazio alla commentatrice in portoghese.

Bellissima, in chiusura della cerimonia, la canzone di pace Halleluiah di Leonard Cohen, cantautore e poeta canadese, catnata da K.D. Lang, cantante canadese dichiaratamente lesbica, elegantissima in un frac tutto bianco.

Sì, questo Paese è il futuro, non c’è dubbio. Non so qunti decenni ci vorranno prima che una catena commerciale italiana sia in grado di trasmettere uno spot come quello di Tim Horton’s di cui vi dicevo prima. Forse occorrerà un secolo: ossia quando la maggioranza degli italiani sarà di origine africana.

Annunci

11 pensieri su “Welcome to Canada, welcome home

  1. *_*

    Senza sterile polemica, alle Olimpiadi di Torino non è successo niente, mentre a Vancouver è già morto un atleta ventunenne su una scandalosa pista da slittino.

  2. Questa notte ho messo la sveglia alle 3 per vedere la cerimonia di apertura. Ne è valsa la pena il Canada non mi ha deluso.
    E’ stata una di quelle cerimonia che ci fa tornare un po’ tutti bambini… ingenui e fiduciosi!

  3. Damiano Tristano

    Fa molto piacere sentire da parte tua sempre lo stesso entusiasmo, soprattutto per un emigrante di professione come me. L’amore per la terra che si calpesta, che sia una città o una nazione, è un legame viscerale. Sono felice di poter continuare a coltivare il mio sogno con maggiore maturità e consapevolezza.

  4. Pippo, che a Vancouver sia morto un atleta è un fatto. Che a Torino non sia morto nessun atleta è un altro fatto. Da qui a dare una volontà omicida alle Olimpiadi di Vancouver: “scandalosa pista di slittino”, ce ne corre. Ma tu sei italiano e per te fare un’accusa del genere deve essere ordinaria amministrazione.

  5. *_*

    io intendevo soltanto dire che se è successo quello significa che le protezioni, i controlli e le simulazioni sono stati insufficienti. Meno ipocrisia, il presidente della baracca è andato in tv a spremere per un minuto due lacrime ed è finita lì, anche perché l’atleta è di un paese minore (squallore). Io intendevo dire che se una cosa del genere fosse successa a Torino, mezzo mondo sportivo avrebbe iniziato a parlare di paese di Pulcinella, dei soliti italiani smanettoni e faciloni, etc.
    Tutto qua.

  6. Ah ok, quindi vuoi dire che la tua era solo coda di paglia. Lo capisco. No, in Canada anche quando succede una cosa così enorme e tremenda come la morte di un atleta (oh, per i canadesi non esistono nazioni minori o atleti minori, in generale e di certo davanti alla morte) alla vigilia delle Olimpiadi, si usa pretendere un’indagine per accertare le eventuali responsabilità, commemorare l’evento, parlarne nei luoghi opportuni, ricordarne il nome durante la cerimonia d’apertura, dedicargli le Olimpiadi e chiedere agli atleti nel giuramento di gareggiare con il suo spirito e la sua onestà, e poi si deve andare avanti, perché gli incidenti capitano e fanno parte della vita. In ogni caso l’inizio delle gare di slittino è stato posposto proprio per fare ulteriori accertamenti sulla sicurezza della pista.

  7. A dire il vero il riusultato dell’inchiesta è ridicolo. L’atleta è morto perchè ha commesso un’errore… Così a occhio, direi che le piste di slittino, bobo e scheleton devono essere costruite in modo che se l’atleta commette un errore non esca di pista.

  8. Caro Anelli: ho visto lo spot e letto il tuo post, il Canada ha una storia diversa dalla nostra. In Europa, perché credo trattasi di discorso europeo e non solo italiano, avremo bisogno ancora di molto molto tempo. Guarda la Francia dove in parlamento non c’è quasi nessun deputato nero eletto in Francia (dico in Francia perché i deputati della Guadulupa e della Réunion si che son neri o meticci). E malgrado il tempo credo che le cose non saranno mai uguali (rispetto al Canada).

  9. Strade, sono d’accordo con te, ma infatti questa è una delle forze del Canada. Quella di avere inventato il pluralismo, il multiculturalismo, la società plurale a mosaico, e di averla messa in pratica e rispettata.

  10. david

    Ecco, una di quelle cose che ti fa vergognare di avere la lega nord al governo del paese (se già non bastasse l’idea da sola)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...