Bonino, la strategia della lumaca

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Le lumache non fanno rumore.

Roma e il Lazio in questi giorni sono sommersi dai manifesti della Polverini. Bonino ha deciso di non partecipare a manifesto selvaggio nel modo più assoluto. Ma nemmeno a manifesto civile. Non li fa proprio, i manifesti. La cosa sta sconfortando le prime linee dei suoi sostenitori, o per lo meno di quei suoi sostenitori che non sono invasati al punto da non mettere mai in discussione qualunque idea della nostra Emma.

Pochi giorni fa, in Commissione vigilanza RAI, il Radicale Beltrandi, eletto nel PD, ha proposto l’applicazione della Legge sulla Par Condicio ai talk show televisivi sotto elezioni. Programmi come Ballarò, Annozero, Porta a porta, dovranno adeguarsi o saranno cancellati e al loro posto ci saranno delle ingessatissiem tribune elettorali, ad appeal zero. Il problema è che la proposta del radicale è passata coi voti del PDL e della Lega, che non credevano alle loro orecchie quando l’hanno sentita. Naturalmente, su Mediaset le cose continueranno come prima. Questo è un indubbio vantaggio per i candidati del PDL e della Lega.

Bonino e i Radicali non fanno mai le cose a caso. Pensano, con la strategia della lumaca, di poter vincere le elezioni. Pensano di combattere la enorme potenza di fuoco mediatico del PDL e della Lega, con il loro silenzio. Pensano che la maggioranza degli elettori li premierà per quel loro low profile.

Secondo me, si sbagliano. Entro certi limiti (tipo: boicottare il manifesto selvaggio) è una strategia interessante, che potrebbe dare delle sorprese positive. Oltre (cancellare i talk show della RAI e non di Mediaset) è un atto illiberale. Aggiungeteci la cancellazione dei fondi pubblici per i giornali di partito, hai che le edicole italiane stanno per avere una bella sfoltita. Le notizie? Ve le dovrete leggere sui blog. Finché non si bloccherà pure la rete. Magari su proposta di un Radicale, con l’appoggio di PDL e Lega?

Aggiornamento dell’11 febbraio: Può darsi che in realtà l’applicazione della nuova Par Condicio (il cui testo è un po’ diverso rispetto a quello di qualche anno fa, e l’elemento di maggiore differenza è che si applica solo alle reti RAI) porti i talk show politici della RAI a destinare una quota di spazio ai candidati presidenti di Regione. In tal caso, i Radicali si sarebbero posti nella condizione di avere MAGGIORE accesso ai media, dal momento che esistono candidati Radicali a varie presidenze regionali, non solo la Bonino per il Centrosinistra. Questi candidati che sono al di fuori dei due poli, potrebbero avere maggiore spazio con la legge approvata. Il punto da capire è: la RAI sarà costretta a invitare tutti i candidati alle presidenze regionali, e trasmetterli su scala nazionale? Non bastava la Rete Tre nelle sue edizioni regionali? E poi, perché Mediaset no?

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7 pensieri su “Bonino, la strategia della lumaca

  1. Quella del “si sbagliano” è una profezia da sfera di cristallo?No giusto per regolarsi, così non faccio nemmeno lo sforzo di votare 🙂

    Aggiungo una chicca che forse è passata inosservata. Lunedì la bonino va su raidue (il fatto del giorno) e dice serenamente che tutti i partiti (dunque pure quelli che l’appoggiano, come il PD) sono dei fuorilegge perché non permettono l’autentica delle firme della lista bonino, necessario per iscrivere la stessa alle regionali. Per questo la bonino si rivolge al presidente Napolitano.

    Ora, questo è uno di quei Pannelismi, tipici dei radicali, che la Bonino dovrebbe lasciare a casa se vuole essere anche il candidato dei partiti che la sostengono e non solo di Marco P.
    E dire che io sono uno di quelli che in questa candidatura ci credeva e ci crede.
    Sono sicuro che Emma farebbe molto bene, meglio della Polverini che si porta dietro un codazzo regionale AN/FI tutt’altro che simpatico.
    Ma, come diceva Totò, ogni limite ha la sua pazienza. Qualcuno lo spieghi ad Emma.

  2. penso che vincerà la polverini. sarebbe comunque difficile immaginare una vittoria del pd nel lazio ora, chiunque fosse il candidato. ma mi piace credere che la bonino perderà con dignità e rispettando gli elettori. e questo per me oggi conta più di vincere.
    quanto mi piacerebbe rivedere la vecchia tribuna politica, quella con il candidato al centro e tutti i più grandi nomi del giornalismo a fare domande, vere domande, al candidato!

  3. Bernardo

    Sbagliano sì.
    Sopratutto nel difendere ad ANNOZERO il bavaglio all’informazione.
    Ma il pù tragico è stato Franceschini che invece di dire ai suoi cattolici che Bonino è persona onestissima e quidni eticamente obbediente ai principi cristiani anche se non credente, ha detto che lui… non l’avrebbe candidata.
    Puglia, Campania, Basilicata, Lazio… il PD si è mosso da cretini integrali. Lo sono o lo fanno?

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