La Cuccarini e l’omofobia interiorizzata di parte del Mieli

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L’invito La presenza della Cuccarini al Mukka, dopo le sue dichiarazioni omofobiche (“Sono contraria [ai matrimoni gay, ndr]. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre”) ha suscitato un problema politico di dimensioni notevoli, non solo dentro al Circolo “Mario Mieli” organizzatore del Mukka, ma anche nell’intero movimento LGBT italiano. Vediamo per quali motivi.

1)    La presenza della Cuccarini sul palco di Mukka è stata, sacrosantemente, contestata da una parte non piccola del pubblico pagante. Uno di quei casi in cui il pubblico riesce a mostrare maggiore dignità e fierezza LGBT degli organizzatori politici della serata.

2)    La contestazione è stata tale da costringere Rossana Praitano, presidente del Mieli, a una lunghissima dichiarazione alla stampa, per giustificare politicamente la scelta della presenza della Cuccarini sul palco di Mukka. La dichiarazione alla stampa non è in sè un fatto negativo: conoscendo il carattere autoassolutorio dell’attuale presidente del Mieli, è anzi un fatto positivo, un passo avanti. Bisogna vedere cosa dice, naturalmente. Questo il commento di Cristiana Alicata, che condivido.

3)    Nella dichiarazione della presidente Praitano, prolissa più del solito, tuttavia manca il riconoscimento dell’errore politico, e anzi c’è una rivendicazione della scelta produttrice dell’intero papocchio. Soprattutto c’è un passaggio che apre una questione grande come una casa, laddove si definiscono le posizioni della Cuccarini come “non omofobiche”. Così dice il passaggio della Praitano:

Inoltr,e nel suo ragionament,o [sic] sui piani diversi tra matrimonio religioso e leggi dello Stato, noi non ravvisiamo nulla di sostanzialmente omofobo anzi, probabilmente si tratta del giusto approccio di chi, per fede, sente solo nel primo il valore che gli corrisponde, e nelle seconde, l’obbligo di civiltà che va oltre se stesso. Da questo punto di vista, ribadisco il mio apprezzamento nei suoi confronti, fatto anche in serata, rispetto al coraggio e alla coerenza della persona e dell’artista”.

Ebbene, cara presidente del Mieli, se non ravvisi nulla di sostanzialmente omofobico in una donna di spettacolo che va in tv a dire di essere contraria all’estensione del matrimonio per tutti e all’adozione di figli per tutte le coppie in grado di potersela permettere, a prescindere dal loro orientamento sessuale, e poi viene sul palco di Mukka a “spiegarsi meglio” per confermare il suo punto di vista pre-conciliare, il problema non è tanto della Cuccarini, quanto tuo, che non ti rendi più nemmeno conto di cosa sia un pensiero sostanzialmente omofobico da uno per l’eguaglianza. Questa, in Canada, si chiama “omofobia interiorizzata” e, sempre in Canada, le associazioni GLBT organizzano corsi per combatterla affinché i gay, le lesbiche, i bisessuali e i trans che ne soffrono possano liberarsene. A Roma, invece di organizzare corsi contro l’omofobia interiorizzata, di cui ci sarebbe tanto bisogno a partire dalla presidenza del “Mieli” (nel caso tutto il direttivo condivida la dichiarazione di Praitano), il “Mieli” invita fa salire sul suo palco una soubrette che la pensa come Buttiglione. Presidente, ma dopo tutto questo increscioso incidente, davvero credi di aver fatto bene a invitare far esibire la Cuccarini al Mukka? Davvero lo “rifaresti” come hai scritto nel tuo comunicato di 1.174 parole? Perché sbagliare è umano, ma perseverare diabolico.

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31 pensieri su “La Cuccarini e l’omofobia interiorizzata di parte del Mieli

  1. Hans

    Che pena, questa Reitano!
    I soci del circolo … (non oso nominare Mario Mieli – l’autore degli ELEMENTI, opera decisiva quant’altre mai – associandolo a tale ottusa individua) la pensano in maggioranza allo stesso modo? Sarebbe curioso saperlo, se il circolo stesso avesse qualche rilevanza pubblica che eccedesse l’autopromozione.

    Mi pare d’aver capito che Cuccarini canti e balli. Allora inciderà dischi ed esibirà i suoi talenti coreutici nei ritrovi alla moda.
    Coloro che tali oggetti acquistano e tali luoghi frequentano non potrebbero organizzare un boicottaggio della Cuccarini medesima, ossia delle di lei esibizioni e produzioni artistiche?

  2. Daniele

    Ignorare la differenza tra matrimonio religioso e matrimonio civile da parte della Praitano è molto pretestuoso. Posso capire che la differenza la ignori la Cuccarini (che è una showgirl e a certe sottogliezze non ci arriva), ma non la presidente di un’associazione importante come il Mieli.

    E tra l’altro, l’approccio di chi ha fede di cui lei parla non è giusto, ma soltanto omofobo, in quanto le chiese protestanti svedesi prevedono non solo la non discriminazione degli omosessuali, ma addirittura riconoscono a essi la possibilità di contrarre matrimonio nelle loro chiese!

  3. Paolo

    Certo che sentir parlare di omofobia interiorizzata uno che non ha mai ammesso di essere gay fa ridere. Sciltian è evidente che ormai la tua diatriba con Praitano è tutta personale, e diventa un po noiosa.
    Su di te ha ragione Imma Battaglia

  4. Paolo, io non so chi tu sia, ma il tuo commento fa un bel po’ orrore. Anzitutto perché non riconosci l’esistenza della bisessualità, cosa che ti rende un troglodita dei diritti civili, e un caso esemplare di “omofobia interiorizzata”, che è appunto quello di non riconoscere l’esistenza di vari orientamenti sessuali. Provati a sostenere una cosa del genere in Occidente, vedi che fine fa la tua eventuale carriera all’interno delle associazioni GLBT.

    Poi se pensi che sarei rimasto zitto davanti all’invito della omofoba Cuccarini al Mukka da parte di un altro presidente del Mieli, è da idioti e da persona che proprio non mi conosce.

    Faccio notare che su questo argomento avete ricevuto le critiche di tre quarti di blogosfera, mica solo quello mio. Anzi, io sono arrivato anche piuttosto tardi, a causa del fatto che vivo a un oceano di distanza e non posso essere sulla notizia come altri. Imma Battaglia ha detto di me che per avere successo sono dovuto andare all’estero e che sono invidioso del suo grande successo italiano. Io le ho risposto che devo essere all’estero da davvero troppo tempo, perché non mi sono reso conto del suo grande successo italiano. A te ti metto appena sotto allo scalino della Battaglia, dopo questo commento.

  5. Ah Paolo, forse non lo sai, ma i link presenti nel post significa che puoi cliccarci sopra per leggere cosa hanno scritto della vicenda altri blogger. In genere si tratta di soci del “Mario Mieli” o di gente che ne sostiene le attività come può, anche solo andando al Mukka. Insomma, non di iscritti alla Fiamma Tricolore.

    Immagino siano tutti in questione personale con la Praitano, naturalmente. Praitano che io ho sostenuto per una candidatura al Parlamento italiano al posto di (oppure assieme a) Vladimir, quando occorreva esprimersi sulla questione, e Praitano che ho votato come presidente del Mieli per diversi mandati. Questo giusto per mettere un po’ di puntini sulle i.

    Ultimo: avrai notato che “un po’” si scrive con l’apostrofo.

  6. federico d'agostino

    grazie paolo per il contributo davvero prezioso alla discussione.

    livello pollaio

    a proposito di pollai: Sciltian, non sapevo che Imma ti avesse preso sotto la sua ala 😉

  7. @Paolo: Come al solito quando, non si ha più nulla da dire, si cerca di portare la discussione sul piano personale, giusto per distogliere un poco l’attenzione dal resto.
    Sciltian ha espresso un punto di vista che, a quanto vedo, è quello di moltissime persone, a prescindere dai gusti sessuali.
    Quindi, invece di fare i pugnetti e pestare i piedini per terra perchè c’è stato chi si è giustamente lamentato, si dovrebbe provare a fare un poco di autocritica.

  8. Allora, facciamo ordine.
    Sulla definizione di omofobia interiorizzata, siamo tutti d’accordo (la estenderei anche facendo riferimento alla disexofobia…, visto il commento poco urbano di tale paolo). O almeno, noi complottisti ai danni del Mieli, di Arcigay e di DGP, lo siamo, dato che studiamo, ci confrontiamo e ci facciamo venire anche qualche dubbio che tendiamo a risolvere studiando ancora o discutendo per fare passi in avanti. Noi.

    Poi c’è una bella fetta di mondo, anche lgbtqi, che se ne frega, ma su questo non ci possiamo fare molto, almeno noi da soli. Gli altri del mondo lgbtqi, ne hanno qualche vaga nozione.

    Ovviamente, in tutto questo, il problema NON E’ la Cuccarini che, in tutta onestà, è un’oca da palcoscenico e dunque emette sentenze il cui livello si alza poco sopra le polverose tavole del palco, pur facendo molto rumore e tanto danno. Il problema è la dirigenza che non ha saputo fare la cosa logicamente conseguente in quell’ambiente, con quella gente, in quella situazione che era sempicemente salutare la signora e farle capire che non è gradita, in quanto pur libera di esprimere un’opinione personale (fortemente influenzata da un’ideologia romano cattolica fondamentalista), lo ha fatto davanti a persone discriminate (ammettendo anche per un solo attimo che la maggioranza del pubblico di muccassassina ne abbia consapevolezza…) che dovrebbero lottare per i diritti e a pochi centimetri dalle orecchie della Praitano che ci ricorda continuamente che lo slogan del pride da qualche anno è PARITA’ DIGNITA’ LAICITA’. Ora qualcuno mi spieghi che senso abbiano queste parole nella situazione di cui stiamo parlando. Ci riuscite? No. Ecco ve lo dico io: la Cuccarini ha detto CATTO-CRISTIANAMENTE (il contrario di laicità) che le persone omosessuali non hanno diritto di contrarre matrimonio (religioso o civile, mi si perdoni la franchezza, a questo punto sti gran cazzi) al massimo possono sperare nella regolamentazione delle unioni e che MAI E POI MAI figli adottivi (il contrario di parità), automaticamente definendo gli astanti e tutte le persone lgbtqi persone inferiori (il contrario di dignità).

    Ora, mi chiedo, è così difficile da capire? Per la Praitano, che piuttosto che ammettere anche per ipotesi accademica che potrebbe essere incorsa in un errore di valutazione, direi di si, dato che ha dovuto dispiegare tutte le sue arti retoriche per articolare un ragionamento che, presumo, posto in discussione in un’aula di filosofia o di logica farebbe rabbrividire anche le lavagne.

  9. Sì ma, c’è una seconda domanda che non credo si possa eludere.
    Dopo che il Mario Mieli ha deciso di invitare la signora, per quale motivo i gay sono andati a quella serata, invece di starsene a casa a giocare a tressette? O andare da un’altra parte? Tristemente mi pare che abbiamo le associazioni che ci meritiamo.

  10. Flavio Mazzini

    Mi permetto di allegare un pezzo che ho pubblicato su Gaymagazine. E’ un’opinione diversa sulla Cuccarini e il Mieli. Non pretendo sia verità rivelata ma Sciltian sa che io dico quello che penso, almeno quanto lo stimo. La risposta di Paolo a Sciltian rimane vergognosa, secondo me l’ennesimo cattivo segno del malcostume italiano.

    La Cuccarini e il peggio degli Italiani
    Spiace tornare ancora sulla vicenda Cuccarini, ma va rimarcata l’ennesima leggerezza ai danni della comunità LGBT da parte di questo facilone, retorico, arrogante e inconcludente popolo italiano che ama circondarsi di signori, che a loro volta amano circondarsi di corti. Coltelli, veleni e tanta perdita di tempo e di energie, ma siamo fatti così, si vede che fa parte dello stesso DNA che per altri versi ci ha regalato tanta ricchezza (della quale non sappiamo godere a pieno). Fa parte degli Italiani in genere e non risparmia di certo noi gay, visto che stavolta la leggerezza ai danni della comunità LGBT l’abbiamo compiuta proprio noi.
    E sì, perché già è ridicolo che Lorella Cuccarini assurga al rango di ‘icona gay’ solo perché bionda, sorridente e interprete di qualche canzoncina orecchiabile e vagamente camp. Che però poi, tra tante che non muovono un dito per noi se non quando devono promuovere un nuovo lavoro, si vada a colpire proprio lei, non per offese gravi ma per aver espresso un concetto legato a una sua fede, peraltro nemmeno troppo sbandierata opportunisticamente (come invece fanno in molti nel nostro Paese) ma vissuta coerentemente nel privato (come invece fanno in pochi nel nostro Paese) diventa davvero imperdonabile.
    Ha detto di non volere per i gay il matrimonio perché lo ritiene un sacramento con sue proprie regole, ma ha pure detto, contro il volere delle alte gerarchie ecclesiastiche (e al contrario di molti nel nostro Paese), che è necessario riconoscere le unioni omosessuali a livello civile, con quel che ne consegue in fatto di diritti. Fossimo in Svezia, si potrebbe pure considerarla ‘non troppo amica’, ma farlo qui è decisamente ipocrita. Tanto più che la contrarietà alle adozioni è purtroppo condivisa ancora da buona parte degli stessi gay.
    Peggio che ipocrita, diventa perfino vigliacco un attacco esplicito da parte di chi, abituato ad essere minoranza schiacciata ovunque, si ritrova per una volta in maggioranza, ad ospitare chi ha il coraggio (al contrario di molti in questo Paese) di ribadire le proprie convinzioni anche fuori dalle mura amiche. Un coraggio unito ad una cortesia che manca ai cattolici delle alte sfere (ricordate l’episodio del papa all’Università La Sapienza?) e di cui bisognerebbe approfittare, invece di scagliarvisi contro stupidamente. Ma la stupidità, desumibile dalla premeditazione della protesta e scaturita dalle dichiarazioni su Vanity Fair e soprattutto – temo – dal passaparola, è altra dote tutta italiana.
    Stupido, vigliacco, ipocrita: un ritratto dell’italiano che si adatta a molti di noi gay, come purtroppo mostra questa vicenda ridicola e triste di un’artista non eccellente ma coerente con le proprie convinzioni e peraltro nemmeno a noi ostile. Se scegliamo queste persone, prima come icone da adorare e poi come nemici contro cui combattere, ci sono ben poche speranze di farcela.

  11. Cristiana, a me non interessa se Paolo sia un troll o no. Per me non lo è, dal momento che i troll fanno ben di peggio del commento di Paolo. Per me è un socio del mio “Mieli” che ha una visione della realtà opposta alla mia. Una persona che io rispetto, fin tanto che lui rispetta me. Una persona che probabilmente ha una storia di militante del Mieli e del movimento LGBT italiano, proprio come ce l’ho io e come ce l’hai tu.

    Il punto è che questo fantomatico-semianonimo “Paolo”, che forse avrà il coraggio di usare il suo vero nome e cognome, viene nel mio blog a dirmi che io denuncio – tra mille altri – lo stato delle cose nel direttivo del “Mieli” perché avrei un problema personale con Rossana Praitano. Rossana Praitano alla quale io voglio perfino bene, umanamente, per tutto quello che ha fatto dopo la disastrosa dirigenza di Imma Battaglia.

    Per me Rossana è una mia “compagna politica”, non so se vi rendete conto. Per me Rossana è parte fondamentale del MIO popolo, del MIO circolo. Sta sbagliando, come sbagliò in occasione della ultima elezione di Maccarrone, come sbagliò nel gestire la questione dei percorsi degli ultimi due Pride, come sbagliò atteggiamento alle elezioni Comunali di Roma del 2006. Io muovo delle critiche alla conduzione POLITICA della sua presidenza. Non ho NESSUN problema personale con Rossana, che reputo perfino un’amica, non solo una compagna politica. Buffo, è un po’ lo stesso atteggiamento che ho nei confronti del nostro comune amico Scalfarotto, Cristiana. Solo che spesso in Italia quando ti distingui sull’operato politico di un amico, automaticamente quello capisce che ne sei geloso o che sei diventato suo nemico. Ma di cosa stiamo a parlare? Io ho 35 anni, non 5, spero vi sentiate tutti della stessa mia età, suppergiù.

  12. ATTENZIONE: Il commento del secondo “Paolo”, delle 19:57 ha un IP differente da quello del primo “Paolo” quindi sono due persone diverse. Che uno dei due si firmi in modo differente, per favore, così ci capiamo meglio.

  13. Flavio, capisco il tuo punto di vista e va da sè che lo rispetto. Però rimango convinto che all’indomani delle dichiarazioni della Cuccarini contro al diritto al matrimonio per tutti e all’adozione, l’ultimo posto dove bisognava farla parlare era il Mukka. Se la Cuccarini voleva ricontestualizzare il suo pensiero, doveva fare una dichiarazione stampa, o magari andare di nuovo in TV, davanti a milioni di italiani, a ritrattare in parte ciò che aveva espresso prima, sempre in TV.

    Troppo comodo andare in TV a sostenere ciò che dice la maggioranza, e poi andare al Mukka a ricontestualizzare il suo pensiero, a mettere l’accento sul suo favore per le unioni civili. Questo si chiama paraculismo, ipocrisia.

    E la responsabilità principale di tutto ciò è di chi le ha concesso il palco di Mukka. Avrebbe dovuto dirle: cara Cuccarini, ti vogliamo bene, ma se la pensi così sui nostri diritti civili, è inopportuna la tua presenza sui nostri palchi. Perché per te sarà questione di fede, per noi è questione di vita o di morte civile.

  14. Babi

    @Paolo delle 11:06
    Paolo, fatti spiegare da Rossana Praitano (che difendi da presunti attacchi personali) o da Imma Battaglia (di cui citi i giudizi su Sciltian) cosa significa la B dell’acronimo GLBTQI; forse loro sapranno anche farti capire quanto sia discriminatoria e offensiva la tua frase nei confronti di chi è bisessuale.

    @Sciltian
    Scì, chi mette in dubbio la tua onestà intellettuale e pensa che il tuo sia un attacco personale a Rossana Praitano, lo fa soltanto per provocare. Ignoralo. Chi ti conosce e chi ti legge da un po’, sa dove sta la verità, senza bisogno che tu dia spiegazioni.

  15. Maria P.

    Salve a tutti,
    conosco Sciltian da molti anni, e posso in tutta serenità affermare che in niente coincide con la descrizione che ne fa Paolo (o come diavolo si chiama).
    E poi, amici miei: se stiamo a insultarci sul piano personale a ogni critica/osservazione che viene mossa, ci mettiamo sullo stesso piano de “L’Arena” di Giletti alla domenica. E, francamente, ritengo che siam tutti troppo intelligenti per meritarci un castigo del genere.
    A Sciltian va un forte abbraccio e anche la mia solidarietà.

  16. Ignoranza a parte sull’esistenza della componente bisessuale, mi chiedo da quando in qua criticare il capo di un’associazione per questioni politiche sia da considerare un accanimento personale. Il berlusconismo crea mostri anche nelle menti più elementari. Bah!

  17. Meursault

    La lunga mano dei fan della Cuccarini non ha ancora banalizzato questo spazio. La mancata indicizzazione di Google è, stavolta, fatto positivo. Nel caso venissero schiere di figuri dai nomi mozzati (Bob, Ale, alex…) sappiate che sono reclute del forum ufficiale. Argomenti propinati con fare cantilenante:
    – La Cuccarini è coraggiosa perchè ha ripetuto le sue straordinarie convinzioni liberticide di fronte ai gay. L’orgoglio del Kamikaze.
    – La Cuccarini è andata lì per cercare un confronto e non per farsi pubblicità(per caso si trovava a passare sul palco metà del cast del suo ultimo carosello) .
    – Quelle della Scavolini, pardon Cuccarini, sono opinioni legittime (supportate da documenti illustri quali il Sussidiario del buon balilla, A tavola con Goebbels, Raccolta in brossura di Diva e Donna anno 2004,e Padre George – meditazioni dell’amico del vicario di dio).
    – Chi ha fischiato ch’invola la notte è un razzista perchè la Cuccarini ha sciorinato la sua predica (con tanto di Amore ripetuto una ventina di volte) in toni pacati e, qualunque sia l’argomento del contendere, non è da personcine a modo fischiare. Le anime pie si son turbate.
    – Pensate ai politici che non fanno niente e non alla Cuccarini! Che, viste le dichiarazioni, probabilmente voterà per quei politici che niente fanno per i gay. Ma la proprietà transitiva è tosta da assimilare se sotto non risuona un’allegra filastrocca.
    – La Cuccarini è stata invitata dalla Praitano mica può essere omofoba anche lei! Rimando all’articolo che chiarisce bene la questione. Omofoba? Anche. Furba soprattutto. Il cast dell’Isola dei Famosi era forse al completo?
    Cmq per chi stesse scrivendo una tesi di dottorato sull’omofobia interiorizzata di molti omosessuali, rimando al forum ufficiale della soubrette. Mood: “Noi gay ce lo meritiamo”. Per chi si abbona alla Fanzine c’è anche uno scudiscio in radica personalizzato con su la scritta: “La Cuccarini conosce il matrimonio è per questo che non vuole farvi sposare”. Filatropia.

  18. Meur, in realtà i cuccafan sono passati anche da questi lidi, ma dopo aver risposto al primo e aver ponderato il livello della discussione, il mio filtro contro la stupidità conclamata ha commesso un’insurrezione e si è attivato da sé, lasciandoli alla porta. 🙂

  19. Danilo Crescini

    Questo increscioso battibecco che finisce, a mio parere, con la rinnovata stima e fiducia che ho (abbiamo) per Sciltian mette in evidenza un aspetto del fantomatico Paolo ( o di altri gay, militanti o meno) che frequentano Muccassassina (così come altre serte LGBT politicamente più schierate). Sono queste persone realmente militanti? Oppure, stringi stringi, frequentano Mucca ( e il Mieli) solo per altri scopi personali (rimorchio) e della causa LGBT non gliene frega poi più di tanto?

    E arrivo alla domanda finale che orami ricorre spesso nelle mie sconsolate riflessioni sull’andazzo generale della comunità gay italiana: perchè alla Presidenza del Mieli (così come in altre Associazioni) OGGI, ci sono persone che ostentano omofobia interiorizzata, mentre in molti blog, specie di persone esterne alla Associazioni, o che di queste Associazioni facevano parte fino a poco tempo fa, leggo commenti e ragionamenti che meriterebbero ben più alta considerazione politica e civica? Perchè si cerca velatamente o meno di zittire costoro?

  20. Damiano Tristano(lo Spennacchiotto di Sciltian)

    L’attacco a Sciltian è l’ennesima prova che le associazioni o chi le rappresentano(purtroppo sono la stessa cosa e a nulla ormai è valso ciò che il Mieli ha fatto 10 anni fa, prendetene atto) si stanno suicidando non solo attraverso una rincorsa al potere e all’immagine spudoratamente narcisistica, non solo con un’ormai totale negligenza strategica ma anche attraverso L’ANTICULTURA, il bene più prezioso che testimonia il nostro diritto all’esistenza delle nostre identità. CONTINUARE A PRETENDERE DI POTER NEGARE L’ESISTENZA DELLA BISESSUALITA’ O INTERPRETARLA PER CHI NON HA QUESTA NATURA E’ FATTO GRAVISSIMO E AGGIUNGEREI ANCHE FOLLE. CHI TENTA DI FARLO DEVE ESSERE ALLONTANATO E CONDANNATO SENZA MEZZI TERMINI. E AGGIUNGO! FATE ATTENZIONE TRA CHI, CON IPOCRISIA, ALZA UNA BANDIERA E NE SVENTOLA UN’ALTRA CON LA BOCCA. CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE, INTENDA.

  21. egizia

    come sciltian già sa, io considero veramente poco la cuccarini come le sue opinioni ed è x questo che fin da subito ho tentato di riportare la questione su un piano + consono. ci tengo altresì a tenere su piani separati la faccenda delle dichiarazioni della cuccarini (che non ritengo omofobe ma discutibili-non condivisibili, tanto+ che molti gay la pensano come lei sui matrimoni e le adozioni) con faccende di recente passato al mieli. come già ribadito a sciltian, non mi pare il caso di cercare un collegamento tra la faccenda cuccarini (che è stata sicuramente sottovalutata a livello mediatico e rossana se ne è assolutamente resa conto, vedi il comunicato postumo e una riunione straordinaria tra tutti soci) e la caduta dell’ultimo direttivo (maccarrone per intederci). prego tutti di non mischiare cose che sono davvero su piani diversi. almeno io la penso così. errori se ne fanno sempre tanti ma si fanno anche cose buone e mi piacerebbe che si desse il giusto peso a entrambe le cose.
    altra faccenda è sostenere che definirsi bisessuali equivalga a dire che si è velati, che ci si vergogna a proclamarsi gay. e questo è grave. nella sigla glbt la B sono i bisessuali e non vanno né sottovalutati né negati. basta con questa storia che i bisessuali sono quelli che non ce la fanno ad ammettere di essere gay, questa è colpa sì di tutti gli artisti froci e lelle che si nascondono e si autodefiniscono bi. Ma i bisex puri ci sono e vanno rispettati. Su questo non si può soprassedere. Come me e sciltian e tanti altri…
    detto questo, non voglio fare la parte dell’attivista elitaria come dice sciltian che vuole essere troppo superiore in una situazione che ritiene di basso rilievo, ma io non ne posso + di parlare della Cuccarini.
    Voglio dire, se il Mieli sbaglia delle cose parliamone in modo utile e costruttivo. Se ogni occasione è una palla al balzo per insultare e fare cerchio si alimenta solo astio e le orecchie non sono predisposte all’ascolto. Parliamone ma in modo che sia utile. E ripeto, non mischiamo tutto come in un’insalata. Che si finisce x non capire + nulla e di fraintendere le intenzioni di chi invece cerca o vuole essere utile.
    Un saluto a tutti

  22. Egizia, ma dove hai letto nel post il mescolamento di più temi? In questo qui si parla solo dell’affaire Cuccarini. Nel post precedente, mi sono limitato a una battuta per dire: mi sono stato zitto all’indomani del direttivo che ha costretto alle dimissioni Maccarrone, ma stavolta parlo. Non mi sembra di aver mescolato troppo nemmeno lì, insomma.

    Il Mieli continua a fare cose ottime, e io l’ho sempre scritto, sul mio blog come su quello di altri. Per esempio, in ordine cronologico l’ultima cosa positiva fatta dal Mieli è stato di aver protestato per l’affossamento del registro delle unioni civili nel Municipio della Garbatella. Ne ho parlato con un commento sul blog di Cristiana Alicata.

    Rossana ha scritto, a mio modo di vedere, un comunicato stampa sbagliato (rivendica la sua scelta, respinge ogni critica) e oscenamente prolisso. La riunione invece è un buon passo, anche se non vorrei che avesse la funzione del comunicato stampa: riunirsi per dirsi in faccia: “Ah come abbiamo fatto bene a far salire sul palco la Cuccarini! Ah come siamo laici e plurali! Ah come sbagliano quelli che ci criticano! Ah come sono velati e cretini quelli che ci criticano!”.

    Capito?

  23. egizia

    scì non dicevo che tu o solo tu, ma che qui nei commenti s’è mischiato un po’ tutto. rispondevo, come nel caso dell’offesa dei bisex, un po’ a tutta la discussione…
    x la riunione, credimi, siamo in tanti ad aver capito che un errore strategico c’è stato come anche quello di non uscire con un comunicato PRIMA della serata.. speriamo ci sia stato utile.

  24. Egizia, ok, capito. Quindi mi stai dicendo che in riunione qualcuno di quelli che non sbagliano mai ha fatto un pochino di autocritica? Wow, ho visto cose… 🙂

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