Vendola, Bresso e Bonino insieme

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Il simbolo del nuovo partito ci sarebbe già.

Ci pensavo oggi mentre mi lavavo i denti. Ma quanti sarebbero orgogliosi di poter militare e votare per un partito politico “azionista, radicale e socialista” che mettesse insieme Nichi Vendola ed Emma Bonino, magari passando per Merecedes Bresso e tutto quel PD sano e laico, che non vede in D’alema l’indiscutibile genio?

Il dato politico della valanga rossa in Puglia (73% a 27%, con oltre 200.000 elettori) è davvero molto rilevante. Da un lato segna un nuovo duro schiaffo a chi ancora sostiene che Massimo D’Alema sia un uomo politicamente intelligente. Non occorreva un acuto fiuto politico, quale D’Alema crede di avere, per capire che il presidente uscente che ha fatto bene non si cambia in corsa. Soprattutto se quello è il prezzo stabilito da un partito quale l’UDC, esterno al Centrosinistra, e impegnato a definire i suoi rapporti con la Mafia attraverso il due volte condannato Totò Cuffaro, senatore dell’UDC non ancora dimissionario. Uno dei  sodali recenti di D’Alema, il sindaco di Bari Emiliano, sembra averla capita, e parla a nuora affinché suocera intenda:

Vendola ha meritatamente vinto le primarie impartendo al nostro partito, e non a Francesco Boccia, una dura lezione che non può più essere ignorata”. “Anche la più razionale delle strategie politiche non può essere calata dall’alto – ha rincarato la dose – e non può essere attuata ignorando i sentimenti di rispetto e di affetto delle persone nei confronti di quei pochi politici che nel bene e nel male sono sintonizzati con il senso comune”. “Questa è la lezione – ha detto Emiliano – che tutto il Pd deve apprendere e trasformare nello spirito col quale affrontare la prossima campagna elettorale”.

Vendola è un candidato che permette alla Sinistra di gareggiare e forse di vincere senza far finta di essere una Destra più presentabile.

Vanno per altro ringraziati i piddini che hanno votato per Vendola, schiaffeggiando i D’Alema, i Boccia e gli accordi con Casini. Grazie: siete la speranza del Centrosinistra italiano. Oltre a questo, le candidature del centrosinistra sembrano ora definirsi e sembrano, viste da lontano, molto più di qualità di quelle di 5 anni fa. Quasi certamente questo non si tradurrà in un risultato elettorale migliore (non fosse altro perché fare meglio dell’11 a 2 di cinque anni fa mi pare impossibile) però c’è da dire che la disastrata situazione politica del Centrosinistra potrebbe essere clamorosamente ripresa per i capelli dall’affermarsi di questi candidati di altissima qualità. Bresso, Bonino, Vendola possono essere le teste che guideranno per ora le loro Regioni, ma speriamo davvero tutti che domani possano guidare il loro partito unitario, levando di mezzo una volta per tutte i D’Alema, i Veltroni, i Rutelli, i Casini.

Aggiornamento: imperdibile il video della reazione di Nichi Vendola, in lacrime.

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24 pensieri su “Vendola, Bresso e Bonino insieme

  1. Suib, a parte che non è storicamente vero (elezioni Europee di qualche anno fa, Lista Bonino 8%; sommaci poi i voti delle formazioni socialiste, liberali e repubblicane e arriverai ben oltre il 15%).

    Io non voglio dire che questo partito debba essere alternativo al PD. Io dico che questo nuovo partito dovrebbe essere il PD di domani. Se i piddini abbandonassero definitivamente l’idea di rincorrere le varie DC del momento e puntasero a un’alternativa culturale, offrendo le idee di Beppino Englaro per capirci, almeno avremmo un’alternativa politica tra una Destra e una Sinistra. Così abbiamo solo due Destre, una impresentabile e una bigotta.

  2. serena

    Notoriamente la Rosa nel Pugno nasce in Francia, con Mitterand.
    Dalla voce “François Mitterand”, su Wikipédia francese:

    … En 1965, bien que représentant d’une petite formation politique (la CIR), il est le candidat unique de la gauche à l’élection présidentielle …

    … il prend la tête de la Fédération de la gauche démocrate et socialiste (FGDS), qui regroupe la gauche non communiste (essentiellement la SFIO, le Parti radical, la CIR et divers clubs)…

  3. È che i radicali sono diventati liberisti alla Tatcher e gli piace la Marcegaglia.
    Bene Emma, ma se riscoprissero le loro posizioni di fine “70…
    La prima volta ho votato radicale, ora SEL.

  4. I Radicali da soli non sono votabili, secondo me, proprio per il loro eccessivo liberismo economico. Ma in un partito più grande, del 40%, dovrebbero necessariamente addolcire la loro posizione di politica economica, mentre dovrebbero imporsi sui diritti civili, sulla politica europea e, perché no, sulla politica estera in generale.

  5. skeight1985

    Dopo la sconfitta di SEL alle elezioni europee in molti dissero che Vendola avrebbe dovuto confluire nel PD. Secondo me era una scelta sbagliata, e gli eventi recenti (non solo pugliesi) spiegano il perché: le personalità critiche nei confronti della classe dirigente del partito non hanno vita facile, sono messe agli angoli, hanno pochissima influenza. Forse un Vendola nel PD avrebbe avuto meno problemi a farsi ricandidare, ma ne dubito: il problema originale è stata la sua decisione di allontanare gli assessori dalemiani. Vendola si è tenuto fuori dal PD e ha scommesso ancora su SEL, o meglio, è stata SEL a scommettere su Vendola come chance di riprendersi dalle troppe scissioni, e il risultato delle primarie dà ragione: un Vendola nel PD avrebbe avuto meno appeal e capacità di mobilitare, secondo me.
    Detto questo, l’idea di un partito unico di centrosinistra liberato dalle vecchie burocrazie e più sicuro delle proprie idee sarebbe un gran passo avanti ed auspicabile: unire SEL, Radicali, mozione Marino e i cattolici del PD più attenti al sociale sarebbe un importante primo passo.

  6. Skeight, analisi interessante. Non so davvero se un Vendola che avesse aderito a questo PD avrebbe avuto una forza contrattuale minore di quella avuta nella realtà dei fatti. Ci rifletterò. Cmqe sono contento che sul traguardo finale la pensiamo allo stesso modo.

  7. Leonardo

    La cosa impagabile è leggere D’Alema che dice:
    “tanti hanno lavorato contro di me”

    Le stesse cose che diceva Veltroni XD

    Sono proprio due Ami-Nemi/ci, riescono a fare
    cose diverse che però in fondo sono uguali ( Boccia DelBono Rutelli : Regioni e sindaci etc.) e sono ugualmente sbagliate, fanno entrambi danni e poi riescono a reagire alla stessa maniera.

    E’ chiaro che la linea Bersani avrebbe dovuto mirare
    a recuperare Vendola al PD, ma poichè Vendola non è
    un Cofferati, nè un Cacciari che si fanno giubilare per un tozzo di pane e “pesa” solo in Puglia ma lì pesa…beh non ci vuol tanto a capire che il PD
    avrebbe dovuto fare l’esatto contrario di ciò che ha
    fatto. Lo dico prescindendo dal merito politico,da analista, beninteso…

  8. È previsto il ballottaggio nella regione Puglia? Vendola se vincerà (cosa in cui non credo molto), potrebbe farlo solo al primo turno, cioè solo se non ha contro i voti dell’Udc. Speriamo.

  9. Leonardo, sono perfettamente d’accordo con te. Ma infatti voglio sottolineare che non è che uno ce l’ha con Veltroni o D’alema per pregiudizio. Basta mettere in fila tutti i gravi errori politici commessi da questi due anziani dentro leader del PD per essere loro avversario.

  10. I Radicali sono liberisti ma nelle proposte sono più di sinistra della CGIL che rappresenta solo più i pensionati. Andatevi a vedere le proposte radicali del welfare to work, quello è lo stato sociale che ci serve non quello partitocratico assistenzialista di oggi.
    Comunque oggi la Bonino ha avuto parole di elogio per Vendola ma tra i due non scorre esattamente buon sangue e già quando si formò SeL vendola chiuse la porta ai Radicali dicendo che erano “incopatibili”.

  11. Lorenzo

    sono d’accordo con AdF. Vincere, ok, ma per fare cosa? Se volete una vittoria fine a se stessa, forse motiverete solo il vostro elettorato. Ma se presentate un programma e uno schieramento credibili, potreste vincere, anche partendo da situazioni svantaggiate. Vendola ha già dimostrato di poterlo fare. Se stavolta lo tradirete, forse è perché siete tutti dei Latorre. E io di Latorre non ne voglio votare più.

  12. Salvatore, il “welfare to work” di stampo danese è un terreno sul quale io posso ragionare, ma io non sono la CGIL (però sono socialista). Diciamo che i Radicali in passato hanno detto e fatto delle cose effettivamente incompatibili con il socialismo liberale, non a caso si sono candidati con Berlusconi nel 1994 e non con Occhetto. Poi puoi venirmi a dire che Occhetto sbagliava (io credo di no) e che Berlusconi era credibile allora (io credo che solo uno stupido o un complice potesse vedere qualcosa di positivo in Berlusconi anche nel 1994).

  13. Eh, magari! Hai detto niente. Sulla Bresso però qualche riserva l’avrei. Per le Regionali lei l’accordo con l’UDC lo ha fatto… ed ahimé la dovrò votare, considerato che l’alternativa è Cota (brrrrrr)

  14. ops, m’era sfuggito l’accordo dei Radicali con la Bresso. Confermo il commento precedente, si consideri però soppresso l'”ahimé”.
    😀

  15. serena

    Direi che l’accordo con l’UdC in Piemonte è opportuno, l’esito è in bilico e l’alternativa è la Lega. Nella speranza che si vinca e che l’apporto UdC non sia determinante.

    Liberismo, libertà con regole e rispetto delle regole:
    http://www.unita.it/news/italia/94165/nel_mirino_sanit_privata_e_cemento

    La conferenza stampa con WWF, Lega Ambiente ecc.: http://www.radioradicale.it/scheda/295835/iniziative-parlamentari-per-la-tutela-del-territorio-conferenza-stampa-della-delegazione-radicale-nel-pd

    Sul lavoro: più Blair che Tatcher, a tutela dei lavoratori (welfare universale) ma non di TUTTI i posti di lavoro e della sopravvivenza di aziende senza speranza diversa da quella di un soccorso statale permanente.
    L’Italia ha i sindacati incomparabilmente più ricchi e potenti dell’Europa occidentale, ma la maggioranza dei disoccupati italiani non ha tutele.

  16. Ciao Anelli: in realtà i radicali le loro posizioni di eccessivo liberismo eoconmico le hanno attenuate da qualche anno. Da fine 2005 per essere esatti, con la nascita della RnP, purtroppo poi sfiorita. Il cambio fu tale all’epoca, tanto che il palladino del liberismo economico radicale B. della Vedova, infastidito, fece baracca e burattini e se ne andó dal Bauscia. Era lui il fautore della svolta ultraliberista degli anni ’90 (detto questo quella svolta andrebbe contestualizzata, ma lo faró in un’altro commento)

    Agenda Giavazzi, modello danese e reddito minimo garantito sono diventati delle costanti da quel momento. Non esatammente roba da dei Milton Friedman.

    Comunque riconosco alcuni loro eccessi (ahi se Giacinto a volte non aprisse quella bocca!).

    Quanto alla storia di Tinto: quanta ragione hai! Poi su ste cose i radicali non fanno che anticipare o riflettere lo zeitgeist (ossia detto in altre parole lo spirito dei tempi che corrono).

    Di fatto se ci pensi Cicciolina e le sue credo 20.000 preferenze non furono che profetiche. Vedi la Carfagna e soprattutto la Matera (seconda in preferenze dopo il Scilvio nel Meridione: pazzesco! La gente ha votato a suon di tette!)

  17. Ah il mondo radicale così intrigante e cosí sconosiuto au più, mannaggia al professore che mi lasció in mutande e non mi ci fece fare la tesi (se ne andó da Roma)! Dovvetti cosí ripiegare su un’altra materia.

  18. serena

    Sono lombarda, comunque chiedo: quando una persona è da considerare “politico rispettabile”? Se il problema è la fedina penale pulita, come sostiene Di Pietro, non credo che tra i casiniani piemontesi ci siano dei Cuffaro; certo la trattativa sembra si sia svolta discutendo più di poltrone che di obiettivi e di principi, ma quanti, in proposito, potrebbero scagliare prime pietre?

    Penso per esempio al senatore Stefano Pedica, coordinatore IdV nel Lazio, propostosi candidato vicepresidente alla regione sia quando si ventilava la candidatura a presidente di Zingaretti, sia dopo l’indicazione di Emma Bonino (in questo caso, in qualità di cattolico indispensabile a bilanciare il laicismo radicale 😉 e – vista l’assenza di consensi entusiastici alle sue profferte – per qualche giorno candidato concorrente alla presidenza regionale per conto di IdV e Federazione della Sinistra.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Pedica

    OT: slogan di Tinto Brass per la campagna elettorale, “meglio un culo che una faccia da culo”. Per essere aggiornati sull’essenziale dell’attualità, seguire “Stampa e Regime” di Bordin è imprescindibile.

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