Congresso Arci Gay Roma: guardie private per impedire il voto

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Nei giorni scorsi si è tenuto il Congresso di Arci Gay Roma per eleggere i delegati al Congresso nazionale di Arci Gay. Su AdF non me ne sono occupato in nessun modo, ma Matteo invece se n’è occupato eccome. Talmente tanto da aver preparato un intervento, per altro bello, che poi però ha deciso di non leggere. Se dessi spazio a Matteo Proromo, che è mio buon amico, si potrebbe pensare che parteggio per lui a prescindere. Allora do spazio a Luca Amato, che non conosco direttamente. Ieri, su Facebook, rispondendo a Mauro Cioffari, Luca (coordinatore di Certi Diritti Roma, già presidente di Arcigay Milano dal 1993 al 1995) ha fornito un resoconto di ciò che ha visto. Questo è il resoconto di Luca Amato, che c’era.

[…] mentre io ed altre cinquanta persone cercavamo di entrare e di far valere i nostri diritti di soci. Ecco come ho vissuto questo scandaloso congresso e quello che è successo fuori, fra bodyguard in tenuta skinheads assoldati per respingere in malo modo chi voleva entrare per votare ed era tenuto fuori perché fuori tempo massimo per l’accredito (ma dov’era scritto, ma quando mai si è sentito?) o chi voleva solo ascoltare e gli era negato. Ho visto buttare fuori in malo modo Helena Velena, Vanni Piccolo (che si è sentito male dopo una terribile reazione nervosa), ho visto negare la validità delle tessere di un gruppo di persone insieme ad Anna del Corallo, apertamente schierate con Patanè e Trentini, e per questo appellarsi a non so bene quale norma del misteriosissimo (non è mai stato reso pubblico) statuto provinciale. Ho sentito un socio gridare che erano peggio del Vaticano, e per questo vederlo bloccato dalla vigilanza (modello Chile 1973), mentre uno dell’establishment di AG Roma gli urlava di declinare generalità e il numero di tessera per la revoca, e a quel punto mi sono visto oltre il limite di sopportazione dirgli anch’io che erano molto peggio del Vaticano e che le mie generalità erano pubbliche. Ho sentito minacce varie, richieste di aiuto ai Carabinieri, gente scandalizzata che urlava di tutto, stando ahimé fuori al freddo e al gelo per tre ore, insieme a Maccarone del Mieli, tutti e due tenuti fuori in quanto impossibilitati a votare come soci, e indesiderati come uditori.
Ho sentito anche un imbarazzato Gottardi venire su, a seguito di una mia telefonata diciamo “poco conciliante”, giustificarsi dicendo che lui non approvava certi metodi, ma che tutto era stato fatto secondo le norme, discolpandosi poiché non poteva intervenire nella gestione autonoma di un singolo circolo. L’ho sentito scusarsi con Certi Diritti (pur ribadendo che non ero lì in veste di cordinatore romano) e con il Mario Mieli (nella persona di Maccarone, anche lui lì solo come socio AG), poiché ci avevano buttato fuori, ma soprattutto ho sentito verso sera un raggiante (per la vittoria della “sua” mozione) Fabrizio Marrazzo ribadire che tutto si era svolto nel più assoluto rispetto della legalità (?), mentre io gli facevo notare che lo spettacolo che aveva offerto era a dir poco indecoroso, che data la maggioranza schiacciante e le truppe cammellate che ancora una volta dimostrava di avere, era veramente superfluo impedire di votare a qualche decina di oppositori e che il ritorno di immagine interno ed esterno che il mondo dell’associazionismo gay, grazie a lui, aveva ancora una volta offerto era assolutamente vergognoso.
Così come trovo vergognose certe neppure troppo velate allusioni sulla moralità del candidato presidente Patanè che anche da persone insospettabili mi sono state fatte, per giustificare la scelta della mozione Inarrestabile Cambiamento. Io, al contrario di te, Patanè l’ho conosciuto e credo che davvero possa dare una sterzata a quella che considero (almeno in parte) ancora la mia casa, visti gli anni di militanza in AG. Del resto ogni leader di questo sgangherato movimento si è visto almeno una volta affibbiare una patente di disonestà… C’è quasi di che esserne orgogliosi.
Concludendo, ti posso dire che davvero non è stata una bella esperienza……

29 pensieri su “Congresso Arci Gay Roma: guardie private per impedire il voto

  1. Sottoscrivo quasi interamente l’intervento di Lucky aggiungendo che, pochi lo hanno sottolineato, appare quantomai singolare che al Congresso di Arcigay Roma siano intervenute decine di persone eterosessuali iscritte nelle sezioni di Testaccio e Garbatella. Come faccio a saperlo? Alcuni si dimenticano che prima di militare in Sinistra Ecologia e Libertà ho vissuto quasi tutta l’involuzione del PCI (PDS/DS) abbandonando la “nave” nel lontano 2000.

  2. tra arcigay e mieli, belle lezioni di democrazia elettiva…
    siamo l’unica “categoria” che allo sbando della politica oppone lo sbando della società civile. mah!

  3. Leonardo

    No, la società civile italiana riesce a dare il suo peggio in molti ambiti per dimostrarsi “all’altezza” della politica che poi esprime. Diciamo semmai che
    i gay riescono meglio di altri ad apparire grotteschi.

  4. orodeglistupidi

    E con questo, ho finito i “che schifo!” del mese. Domani passo a comprarne un’altra dozzina, per precauzione.

  5. Nino

    bè, mi sembra il logico contraltare alle ultime elezioni del mieli … ancora persone attaccate ai loro brandelli di pseudo potere. Ma, così come si dice riguardo al nostro attuale governo e parlamento, forse è quello che ci meritiamo, no?

  6. Hans

    Eccome se arriva, Michele! Lo si vede anche in contesti ben più limitati di quello romano.
    L’uomo è sempre la stessa bestia, qualunque sia il suo colore politico o il suo orientamento sessuale; la “ferrea legge delle oligarchie” si fa poi particolarmente avvertire in associazioni i cui membri hanno in media scarsa consapevolezza e determinazione politiche.
    Ma questo ci condurrebbe ad altri discorsi, su luoghi e modi del tesseramento, già fatti qui e altrove.
    A ogni buon conto anch’io, come orodeglistupidi, corro a far incetta di imprecazioni.

  7. fabio nolli (cinecritico aut)

    ..e alla tirannia del fattore si sostituì la dittatura suina.. [cit. La fattoria degli animali, George Orwell]
    what a sadness..

  8. Beh che le associazioni LGBT, specie a Roma, siano in profonda crisi, mi pare oggettivo. Credo che la famosa società civile rispecchi sempre la politica. Guardate la frammentazione della Sinistra: è riprodotta benissimo nelle tantissime associazioni LGBT. Poi all’interno dei vari partiti come delle associazioni, ci sono guerre intestine di vario genere. Certo questa cosa delle guardie private contro i propri stessi soci a un’elezione non s’era mai sentita prima, questo è un primato che va riconosciuto all’AG Roma.

  9. michele

    Quote Federico:
    Michele dev’essere molto giovane.

    No non sono giovanissimo ho superato la trentina… Ho cominciato a conoscere il mondo lgbt da molto poco grazie a una mia amica che un giorno mi disse: “Vieni a conoscere” . Vivo in una piccola provincia, quella di Grosseto dove l’associazione è quasi a conduzione famigliare.
    Con questa piccola premessa, diciamo che ingenuamente ho trasposto la piccola realtà con la grande realtà.

  10. vegetarian

    in effetti deve essere peggio che le lotte fra le associazioni studentesche. Anche se mi pare di scorgere dei paralleli significativi.

    Quel che so è che purtroppo non è facile trovare la via di uscita.
    Se si esce si frantuma ancor di più un sistema frantumato, se si tenta di cambiarlo da dentro si viene buttati fuori dal buttafuori. Non so trovare la soluzione.

  11. Veg, non so e me lo domando anche io. Cerco di chiedermi: “Cosa avrebbe fatto Harvey Milk?” E mi rispondo: penso che sarebbe salito su una cassetta di legno e avrebbe detto “My name is Harvey Milk and I am here to recruit you”.

  12. Nino

    frantumare più di quanto lo sia adesso mi sembra difficile :-).

    D’altronde non ricordo mai neanche in qusto contesto che qualcuno/a si sia fatto/a da parte spontaneamente se non per ricominciare a correre con un’altra bandiera, casomai personalizzata :-).

    Aneli, non mi pare di vedere un milk se mi guardo intorno … ma posso sbagliarmi, ovviamente. Se c’è, si è nascosto/a bene!!!!

  13. Danilo Crescini

    Sembra che giriamo intorno all’argomento senza centrare il punto. L’associazionismo LGBT di Roma ( e quello italiano in generale) è preda del panico da rinnovo. I vari Marrazzo, Mancuso & C. (compresi quelli che anni fa a Roma hanno fatto i fatti loro col volontariato LGBT e poi ai volontari gli hanno tirato un bel bidone…) hanno capito che ESISTE un gruppo, nemmeno tanto sparuto, di gente che davvero ha coscienza civica e che restituirebbe il giusto impulso al movimento in Italia; ciò significherebbe la perdita delle loro poltrone di potere. Logico che costoro usino tutti i mezzi, più o meno leciti (alla Silvio, tanto per intenderci) per contrastare chi propone quel rinnovamento, negando l’importanza, l’esistenza e la validità di esponenti che in quanto a senso civico e di vera militanza rappresenterebbero ottimamente l’Italia al cospetto di altri LGBT europei. Se è vero che l’informazione libera viaggia SOLO in rete, è altresì vero che molti blogger sono ostacolati e che, fatalità, a esserlo sono proprio quelli che denunciano e testimoniano certi atteggiamenti di casta dell’associzionismo LGBT italiano. Logico che anche chi vede da fuori questo scempio civico, perda quel poco di fiducia nell’ArciGay, ridotto ormai esclusivamente a essere considerato come ente emissore di tessere per locali gay e, conseguentemente in certa sinistra che, per mantenere il suo potere, usa metodi simili a quelli della destra.

  14. Danilo, speriamo che la tua analisi sia giusta, ma rimane che i metodi usati da Arci Gay Roma sono ben peggiori di quelli usati dalla Destra. Non ricordo di congressi del MSI finiti nel modo in cui è finito il congresso dell’Arci Gay Roma di pochi giorni fa.

  15. vegetarian

    Ora mi permetto una esperienza personale (e per questo sicuramente di parte) nell’associazionismo universitario.
    Circa 8 anni fa da una sollevazione studentesca indipendente (una cosa che potremmo paragonare a We Have A Dream da quel che mi è parso di cogliere dalla distante Padova) nasce un movimento di studenti con struttura partecipativa e orrizzontale (non mi dilungo sui particolari).
    Questo movimento ha preso forza, si è alleato con una storica associazione di sinistra che per pura fortuna all’epoca aveva delle persone intelligenti e capaci.

    La CGIL ha cercato di fare fuori questo nuovo soggetto dato che non poteva più influenzarlo, ma non ci è riuscita. Abbiamo imparato a essere autosufficienti (denaro e non solo) e a tessere alleanze con realtà del nostro ordine di grandezza. Tutto questo nel cuore del nord-est.

    Oggi non solo possiamo dire di aver battuto comunione e liberazione e la CGIL-PD alle elezioni studentesche, ma abbiamo contribuito a rifondare un nuovo movimento universitario nazionale con pezzi della vecchia UdU e nuovi partecipanti che come noi erano rimasti per conto proprio finora. Ciò ha permesso la protesta (seppur non paragonabile all’onda dello scorso anno) di questo autunno con università occupate a da Torino a Bari.

    I paralleli con la situazione dell’arcigay e del movimento glbt in genere (disobbedienti compresi, ma qui dovrei scrivere un intervento a parte) mi pare ci sia.
    Il problema che rimane è quello di tenere la gente stretta, spesso il disinteresse cala e improvvisamente ci si sente isolati.
    Bisogna stare distanti dal potere politico, sindacale o economico. Si deve essere autosufficienti perché lo abbiamo visto: nessuno di questi poteri ci tiene ai nostri diritti. Se si dialoga lo si deve fare alla pari.

  16. Lorenzo (L. Gallo)

    Il paragone tra Arcigay e PD corre spontaneo. Entrambe associazioni di vecchie facce abbarbicate al potere, terrorizzate dalla democrazia di cui vorrebbero mimare le forme senza rispettare i contenuti. Chissà se le persone LGBT sono in grado di rinnovare il movimento?
    Al centro-sud è forte il condizionamento para-mafioso della politica, non è un caso che un’esperienza come quella raccontata da vegetarian sia nata nel prospero nord-est.

  17. vegetarian

    si in effetti prospero e’ una parola grossa.
    Inoltre vedendo come vanno le cose nel resto di italia vi dico che qui far muovere qualcuno in difesa dei propri diritti e’ un’impresa disperata (ma non impossibile). A Roma e’ piu’ facile.

  18. Marco G

    Ne ho sentite tante e ancora tante sul congresso di Roma. Alle parole di Luca Amato fanno da contraltare quelle di Fabio Croce, dove afferma di aver votato tranquillamente “Essere futuro” avendo solo avuto l’accortezza di presentarsi in tempo e con i documenti validi. E’ stato molto interessante leggere il web in questi giorni. Dapprima c’era un’opinione diffusa di assalto alla Bastiglia, con gruppi pieni di bugie su facebook che scotevano la gente e la invitavano a votare Essere futuro a Roma. Poi le stesse mail da molti gruppi ai quali ero iscritto. Ed infine, dopo il voto (che ricordiamo è stato 167 a 20) inizia tutto il giro di resoconti infarciti di parole forti e toni accesi. Legittimi, sia mai che io mi esprima contro la libertà di opinione. Ma alcune precisazioni, che sono un po’ sassolino nelle scarpe, magari le facciamo. Anzi, solo uno, perchè non ho nessuna voglia di far polemica (e di argomenti eccome se ce ne sono) contro persone che comunque stimo e che sento parte di una causa per la quale lottiamo – in un modo o nell’altro – tutti e tutte uniti.
    Ma questo, lasciatemelo dire. Ora che avete la tessera Arcigay, vi vedremo quando ci sarà bisogno di dare una mano?

  19. Marco, benvenuto su AdF.

    Non posso rispondere alla tua domanda perché naturalmente io in tutto ciò sono solo uno che riporta i resoconti di altri, stando in Canada. Ma immagino che non la rivolgessi nemmeno a me. Posso però dirti che proprio in quel 167 a 20 c’è una ulteriore debolezza dell’Arci Gay Roma. Perché chiunque sia di Roma sa che l’Arci Gay non è mai in grado di spostare 187 persone per nessun evento che promuova i diritti delle persone LGBT: infatti non è mai accaduto. Gli unici che riescono a portare folle su quei temi sembrano essere, guarda tu, i ragazzi disorganizzati di WHAD: non è un fantastico paradosso? E sono anche gli unici che si muovono per organizzare proteste improvvise o flash mob vari. A quanto pare i 187 partecipanti alle elezioni dell’Arci Gay sono solo truppe cammellate, da una parte (167) e dall’altra (20). Persone che esistono il giorno delle elezioni e poi mai più. QUando AG Roma organizza un suo evento, quelle rare volte, è un grandissimo successo se si presentano in 30, questa è la triste realtà.

    Oltre a questo: ci sono decine di persone che penso tu conosca (da Maccarrone in giù) che erano andate per partecipare al congresso e che non hanno potuto farlo. Se avessero potuto votare, magari sarebbe finita con un punteggio più sano, un 167 a 30 o a 40. Qualcosa che avrebbe fatto intendere l’esistenza di una realtà meno bulgara di quella che tu vuoi sottolineare. Sembra che di questo particolare tu non ti voglia minimamente preoccupare, e la cosa invece preoccupa me.

  20. Nino

    @Marco: io osservo da fuori, non ho la tessera arcigay e se partecipo ad un evento non lo faccio guardando a chi lo organizza ma alle motivazioni che ci sono dietro all’evento stesso.

    Detto, questo,e ribadito che a Roma l’Arcigay di fatto non esiste … resto a vedere cosa succede

  21. Marco G

    Carissimo,
    quello che volevo sottolineare è un fatto molto semplice. Ovvero che il congresso di Arcigay Roma è, appunto, il congresso di Arcigay. Hai ragione a dire che una realtà meno bulgara avrebbe dato più respiro ad una situazione che tutti descrivete come “pesante”. Ma il mio interrogativo è, e rimane, lo stesso. Ovvero perchè persone che hanno poco o nulla a che fare con Arcigay si inseriscono in questi frangenti? O meglio, solo in questi frangenti? Vero è che Arcigay è la realtà LGBT più importante in Italia, e più che giusto che ogni persona si auguri che essa funzioni a dovere per poter realmente migliorare la realtà di tutte le persone che rappresenta (i soci) e tutti e tutte coloro che sono coinvolti dalle lotte per i diritti e l’autoaffermazione. Ma d’altra parte va detto che Arcigay è e rimane una realtà democratica e aperta a chiunque voglia realmente darsi da fare al suo interno. Porto ad esempio i casi che conosco, dove ad esempio una persona che un anno fa scrisse ad uno dei comitati che seguo una lettera infuocata con seri interrogativi, ed ora questa persona è parte del direttivo del comitato stesso nonchè delegato al congresso nazionale.
    Diceva Gaber: “Libertà è partecipazione” 🙂

  22. Marco, è evidente che non hai idea di cosa accada invece nell’Arci Gay di Roma. Quello che dici tu è sicuramente giusto e lo sosteniamo tutti. Non si sono mai viste offerte di partecipazione da parte di chi porta le truppe cammellate per blindare la propria elezione o il congresso nazionale.

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