Presepi a Rosarno

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Proprio così. Il giorno che ricorderemo come l’inizio della rivolta di Rosarno, Panebianco dedica un capoverso del suo atto di accusa a quelle scuole (cinque? Sei? Fossero anche una dozzina?) che per risibili questioni di integrazione non hanno fatto il presepe. Altro che topi nelle baracche: il presepe. È quello il problema, secondo Panebianco.

Il resto, da leggere, su Leonardo.

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10 pensieri su “Presepi a Rosarno

  1. Ivan P.

    Panebianco, oltre a prendere in SERIA considerazione l’ipotesi di darsi a uncinetto e giardinaggio (ma soprattutto uncinetto), dovrebbe opzionare una lunga serie di colloqui terapeutici con un buon psichiatra e convincere alcuni suoi colleghi del Corriere a fare altrettanto: chissà che lo strizzacervelli non applichi uno sconto comitiva in questo caso.

  2. Scusa l’OT: ma parlando di editoriali, che ne dici della maggioranza che “riscrive” i manuali di storia su Craxi attraverso hgli editoriali di Minzolini. Ora lo santficano. E prima lo maledivano (non era la maggioranza del 94 che uralva contro gli sperperi delal prima repubblica, e l’anima forcaiola missina dove la mettiamo?)

    Secondo me la lettura piu’ lucida è quella di Pannella:

    http://www.radioradicale.it/il-rapporto-con-i-radicali

    Craxi nel fuggire, sbaglio’. Se si fosse costituito alle autoritá italiane le cose sarebbero andate in modo diverso.

    Ora pero’ è solo colpa degli altri. Per favore. Per me è troppo facile metterla cosi’.

  3. Strade, ti dico che sto rompendo delle amicizie di anni con gente che scrive sul suo Facebook frasi del tipo “Non ci sono prove che Craxi rubò” o “Non mi stupisco per l’editoriale di Minzolini: è pura verità storica” e via discorrendo. Vomito.

  4. Vomito. Vomito puro. La stessa gente che 10 anni fa avrebbe impiccato Craxi ora da lo santifica e da la colpa agli altri. Craxi era il buono e gli altri cattivi forcaioli. Forcaioli a chi? Ma ci ricordiamo i cartelli dei missini che manifestavano davanti i tribunali: “legge marziale e pena di morte”. Vi ricordate le urla di B. e del suo partito di plastica sugli sperperi della prima repubblica? E poi che ne diciamo dell’attuale Presidente del ConsSilvio scaricabarili che quando di parla di conti non cessa di dire che la colpa è dei governi passati di prima del 94.

    Ora Craxi diventa un santo. Un grande statista senza macchie (e pensare che mio nonno lo chiamava “Benito” Craxi…) Ripeto, dare tutta la colpa agli altri è troppo facile.

    Ma offrire un mondo fatto di buoni (Craxi ed ora il PDL) e cattivi (tutti gli altri) è una semplificazione facile da vendere. E’ suggestiva e facile da assimilare.

    Il giovine Giacinto (Marco Pannella) nella sua solita folle luciditá dice le cose come stanno: Craxi sbaglió ad isolarsi nel suo fortino tunisino. Avrebbe dovuto il coraggiio di costituirsi alle autoritá italiane , riconscere le sue colpe e poi difendersi, come fece Andreotti.

    Ecco se poi vogliamo parlare di responsabilitá politiche e non solo di quelle penali (che tuttavia non sono un dettaglio), il deficit pubblico pazzesco che ci hanno lasciato è anche causa loro (anche, non solo).

  5. Leonardo

    Il problema con Craxi non mi pare ciò che dice Minzolini, ma ciò che dice il PD.

    Che poi il problema è lo stesso di Panebianco

    Cioè il problema è che in Italia quando parte un
    treno tutti cercano di saltarci sopra, per cui
    si può saltare sul treno del maoismo da salotto,
    del craxismo da salotto, del leghismo da salotto.

    Se il salotto è quello giusto si approda al Corriere
    della Sera

  6. Filippo

    Ora spunta adirittura l’ipotesi dell’eroe che utilizzava e tangenti a findi bene.

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51267girata.asp

    Io capisco che la realtà sia piena di chiaroscuri e che Craxi come tutti i personaggi politici abbia alcuni meriti.

    Pero’ il passaggio improvviso dal colpevole di tutto al santo è assurda.

    Stanno falsificando la Storia.

    E poi anelli rimettendola solo sul lato delle responsabilità politiche che ce lo scordiamo il piano CAF? Troppo facile santificarlo ora. Troppo.

    C’aveva ragione quel vecchio signore di colore che incontrai davannti la casa di Mitterand il giorno stesso della sua morte. “Morti son tutti santi, eppur a sentir quel che gli dicevano una settimana prima”.

    Ricordo pure un tenerrissimo “coccodrillo” che pubblicarono a Pannella sall’Unità, nel 1997, qd si pensava che fosse morto…
    Ipocriti!

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