La grande fortuna del PD (e del PDL)

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Possiamo dire che oggi ogni personaggio del quadro di Pellizza da Volpedo rappresenta, in Italia, un suo partito. Calorosi complimenti a tutti, specie agli specialisti in scissioni dell'atomo socialista.

In questi giorni italiani ho riparlato di politica con amici e amiche che militano in vari partiti italiani, dal PD ai Comunisti uniti, passando per SeL e IDV. Ho detto a tutti una stessa cosa, che ripeto qui: la grande fortuna del PD è che alla sua sinistra non esiste un’alternativa reale. Se infatti i Comunisti uniti possono, per il momento, prendere il voto solo di chi crede nel comunismo come obiettivo finale dopo una “breve fase di dittatura del proletariato” (diciamo un 3,5% dell’elettorato?), la caratteristica di SeL è ormai da tempo la scissione. E come ricorda Repubblica, a ogni scissione un bel cambio di simbolo e via. Insomma, per quanto alcuni esponenti nazionali di SeL sembrino votabili (Vendola, Mussi) viene difficile ritenere la loro formazione cangiante come un partito affidabile. In IDV il processo di spersonalizzazione da Di Pietro per ora non sembra andare avanti a tappe forzate, come doveva essere. Attendiamo dunque il congresso di febbraio che – auspichiamo – tolga il nome “Di Pietro” dal simbolo, elegga Di Pietro presidente e, magari, De Magistris segretario nazionale. Non sarebbe nemmeno male inserire nel simbolo un riferimento politico a una delle famiglie europee, che so: “Liberaldemocratici” o “Liberali” o “Repubblicani”, o “Laici di Sinistra”, che personalmente è quella che a me piacerebbe di più.

In Germania, invece, alla sinistra dell’SPD si è creata una formazione affidabile, Die Linke, e in 10 anni ha mietuto i suoi successi, naturalmente senza Falci e Martelli nel simbolo, ma mantenendo un programma economico ultra-socialista, mettendo in difficoltà una SPD che è ben priva di un D’Alema e delle sue fallite teorie finto-intelligenti.

Una cosa è certa: la Destra in Italia dorme sonni tranquilli. Con un avversario in cotale disarmo, governerà per altri 20 anni, con e senza Berlusconi, e a questo punto direi anche con o senza le tv.

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4 pensieri su “La grande fortuna del PD (e del PDL)

  1. Analisi acuta e disincantata la tu, e senza ombra di dubbio vera.
    Il fatto è che la nostra sinistra che non è nè estrema e radicale, nè socialista, nè democratica ( nel senso “americano” della parola) adesso è un minestrone che non ha ancora deciso se essere di sole verdure, o aggiungerci un pò di cotica, o cereali o brodo di carne, insomma è un ibrido.
    Non ci sono veri programmi, l’elettorato è sparso e se non smaltisce i conflitti interni, non può rappresentare una alternativa valida alla Destra berlusconiana.
    Ci vedo bene Di Pietro a muovere la marea, ma deve ripulire il suo curriculum di certe prese di posizione troppo alla ” il sono il Verbo!” che tra l’altro non azzecca mai ( e perdonami il sorriso, ma ci vuole …:-) )

    Posso fare un OT? Ma si dai tanto me lo perdoni: buone feste affettuosamente e a te e a chi vuoi bene tu, con tanto di abbraccio virtule ma non meno coccoloso :-).
    Un Buon Natale anche a tutti coloro che sono ospiti di casetta tua.

  2. il fatto è che a sinistra non esiste niente perché fino a che c’è Berlusconi la gente continuerà a votare il meno peggio in grado di vincere contro di lui, e lo dico con una certa tristezza.

    Poi vabbé, “Laici di sinistra” è un nome davvero tremendo, vada per repubblicani, piuttosto…

  3. vegetarian

    vada per repubblicani, così abbiamo i democratici a destra e i repubblicani a sinistra ;-P

    Cmq purtroppo è vero, ma non vedo la luce alla fine del tunnel…
    Che si può fare? Secondo me la sinistra arcobaleno sarebbe ancora oggi la strada giusta, però si è fatta suicidare…
    In mancanza sarebbe bella un’alleanza Comunisti, SEeL e IdV, ma mi pare irrealizzabile

    Buone feste a tutti!

  4. Altro che disincatata! L’analisi sembra amareggiata e frustata dalla consistenza di un simile opposizione, il cui principale obiettivo sembra essere perdere elezioni. Guarda cosa stanno facendo nel Lazio ed in Puglia. Perdere l’Abruzzo e la Sardegna non era bastato… (anche se nel primo caso le cose erano un po’ diverse). Una straordinaria “machine à perdre” proprio come i francesi chiamavano il PS (il partito socialista).

    Ci sono dei segni di speranza (la mozione Marino, Scalfarotto che non demorde) ma bisogna davvero essere coraggiosi e testardi per non lasciarsi abbattere dal presente scenario pessimistico.

    Quanto a Die Linke scusa Sciltian ma Dio me ne guardi. Quei proto agenti del-KGB accompagnati da quel tipetto di Oskar Lafontaine (ex-SPD) non mi convincono proprio. Non vedo in loro dei Lula “tedeschi” proprio no…

    C’è chi riesce ad articolare discorsi interessanti e strutturati nella sinistra anticapitalista europea, penso a certi francesi. Ma poi quando si passa dalla fasse critica a quella propositiva li casca l’asino.

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