Del seminare vento: “Il cazzotto sottolinea l’idea”, come disse Storace, nuovo alleato sdoganato da B.

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Non è semplice commentare il goffo attentato al Presidente del Consiglio. Un cazzotto dato dall’alto in basso, da parte di uno psicolabile “armato” di un oggetto di ferro, forse un souvenir del Duomo di Milano. Un gesto, dice Daniele Sensi, che ricorda quello uguale trasmesso da Canale 5 durante un recente Grande Fratello. Berlusconi è stato colpito parzialmente, ma comunque in modo duro: molto sangue perso e forse dei denti spezzati.

In un Paese normale, tutti – ma dico tutti – condanneremmo questo gesto di violenza politica. Il punto è che l’Italia da 15 anni, soprattutto a causa di Berlusconi, non è più un Paese normale. Quest’uomo, infatti, per trovare successo politico è entrato nell’agone estremizzando lo scontro e insultando la controparte in tutte le maniere. Ha insultato e sparso odio politico dal 1993 a oggi, accusando chiunque osasse contrastarlo di far parte di un complotto, di solito di comunisti, odiatori e coglioni. Oltre a ciò, Berlusconi ha fatto cento proclami eversivi, annunciando di voler stravolgere la Costituzione (che nasce da una guerra civile e dal versamento del sangue di centinaia di migliaia di italiani, lo ricordo) e spedendo bordate contro tutte le istituzioni della Repubblica. Oltre a ciò, Berlusconi si è posto al di sopra della Legge, rifiutando di essere giudicato in diversi processi. Si è difeso dai processi e non nei processi, col risultato che alcuni milioni di concittadini lo considerano colpevole dei reati per i quali non è stato assolto ma solo prescritto.

L’Italia ha un passato in cui la violenza politica è stata di casa. Proprio in questi giorni ricorre il 40ennale della strage di Piazza Fontana, nella quale morirono diverse persone. Servizi segreti deviati, neofascisti bombaroli, terroristi rossi e neri: tutto ciò è parte della storia della nostra Repubblica.

Persiste, tutt’oggi, una guerra civile psicologica, tra italiani di Destra e italiani di Sinistra, con buona pace di chi sostiene che categorie di questo tipo sono finite. Alla luce di tutto ciò, è un miracolo che si sia arrivati fino al dicembre 2009 con solo questo episodio di violenza contro Berlusconi (e un cavalletto tirato in testa, pochi anni fa). E mettiamo tra parentesi la coda delle BR e della Mafia negli anni Novanta, rivolte sempre contro lo Stato, ma non contro un Presidente del Consiglio.

Chi ha intenzione di fare politica a livello nazionale deve sapere qual è la storia della Repubblica. Se decide di acutizzare lo scontro politico e di elevare il livello di tensione, deve essere conscio che la violenza può tornare e che la guerra civile psicologica può diventare, a tratti, guerra civile materiale. Sotto Berlusconi l’Italia si è impoverita e soffre. Andare in giro per il Paese a dire che la crisi non c’è o è finita, mentre la gente si ammazza per la disperazione di non poter provvedere alla propria famiglia, è un atto blasfemo. Individuare nell’avversario politico un nemico da eliminare comporta che gli elettori del tuo avversario considerino te come un nemico da eliminare. Ieri a Milano è stato il gesto di un pazzo certificato pazzo; ma guardate a quante migliaia di italiani perfettamente sani hanno inneggiato a quel gesto su Facebook: decine di migliaia. Allora se pazzo è, di certo non è isolato.

Ieri su questo blog è intervenuta una lettrice che ha lasciato un messaggio duro, ma che trovo interessante da leggere. Offre spunti di riflessione:

Solidarietà si, ma all’aggressore. Un uomo terrorizzato che ha rischiato il linciaggio e che solo la disperazione poteva portare ad un gesto del genere. Ha fatto ciò che molti di noi italiani pensiamo, ma non abbiamo il coraggio di fare e cioè far capire a quest’uomo megalomane, arrogante e bugiardo che non può permettersi di trattare il nostro paese come se fosse un suo giocattolo, deridendo e offendendo ad ogni piè sospinto chi non è d’accordo con lui e prendendosi gioco di chi vive ogni giorno problemi che lui neanche lontanamente può capire. Come si fa a condannare la violenza di quel gesto, quando quello arriva in risposta ad una serie infinita di violenze verbali e psicologiche sputate da palchi dorati sparsi in tutte le piazze, fisiche e mediatiche. Impari, quest’uomo insolente a rispettare non solo chi lo vota perchè abbindolato dalle sue false promesse, ma anche chi non cade nei suoi tranelli. Impari prima che il giocattolo si spezzi, perchè anche lui potrebbe farsi molto male.

Si possono condividere o condannare queste parole, così come si può condividere o condannare il gesto violento. Rimane il fatto che il cazzotto (che secondo Storace, nuovo alleato sdoganato oggi da Berlusconi “sottolinea l’idea”) è un gesto di reazione a un quindicennio di odio verbale. E’ sbagliato? Non c’è dubbio, così come è stata sbagliata l’impostazione di questi 15 anni di campagne politiche berlusconiane. Da questa china è più facile scendere nel peggio, ma faccio notare che la reazione dei lettori canadesi del compassato Globe and Mail è giustificazionista dell’atto di violenza; e quelli sono lettori canadesi, quindi dovrebbero essere terzi e compassati, rispetto a noi italiani. Se Berlusconi è giudicato una schiuma di schifo anche dalle pubbliche opinioni degli altri Paesi occidentali, al punto da gioire o giustificare un gesto violento contro di lui, non sarà che la situazione è davvero grave?

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22 pensieri su “Del seminare vento: “Il cazzotto sottolinea l’idea”, come disse Storace, nuovo alleato sdoganato da B.

  1. Condivido in parte la tua analisi.

    Corretto il commento sulla deriva del nostro Paese negli ultimi 15 anni, compreso, ovviamente, il passaggio sulle pesanti responsabilità del premier nell’acutizzare lo scontro politico.

    Qualche settimana fa discutevo dell’argomento con un giornalista francese, corrispondente dall’Italia. Ciò che a me pareva in fondo positivo (una società civile ancora divisa, come dici tu, in due fazioni opposte) lui lo riteneva pericoloso per la democrazia. Perchè, diceva, alla lunga le tensioni portano allo strappo: oggi si tratta di berlusconismo e antiberlusconismo, ieri di dc e anti-dc, l’altro ieri di fascisti e antifascisti, ed ogni volta è poi stata o guerra o bombe.

    Ma proprio perchè, da militante e “partigiano”, amo la permanente divisione del Paese in guelfi e ghibellini, sento che, onde arginare il più possibile i negativi risvolti cui quel giornalista faceva cenno, sia necessario imporre ed imporsi una sorta di tolleranza zero nei confronti di ogni atto violento. Motivo per il quale in certi commenti, come quello della tua lettrice, io non posso trovare alcuno spunto interessante o degno di riflessione, perchè il rischio è quello della legittimazione. Occorre essere severissimi con tutto ciò che in qualche modo possa blandire il ricorso alla forza, motivo per il quale io non avrei mai scritto che “si possono condividere o condannare queste parole”: quelle parole sono da condannare, punto e basta.

    Altro è, ovviamente, il lavoro – chiamiamolo sociologico- che va fatto e che necessariamente porta a guardare il Male in faccia, ad indagarlo, a carpirne le segrete motivazioni. Ma leggendo ciò che oggi scrivono taluni -“terzi”- blogger francesi (un po’ sul tono, vedo, di quelli canadesi da te citati) e cioè che “gli è andata ancora bene, sarebbe stata meglio una pallottola”, allora oso pensare che certe manifestazioni d’odio più che del disagio sociale siano figlie di una vigliacca e colpevole stupidità.

  2. Deploro la violenza verbale di Berlusconi, e la violenza fisica in genere. Tutto ciò accade perchè in Italia non c’è una vera opposizione. Abbiamo una Sinistra che, quandoi aveva la maggioranza a fine anni 90, non è stata capace di approvare uno straccio diu legge sul conflitto d’interessi. Quello aquilibrato ha fatto un grosso favore al Berluskaz, vedrete!

  3. Ivan P.

    Scilt caro, sposo in toto il tuo post e aggiungo che non sono solo i canadesi a giustificare tale atto, ma anche i francesi (che dicono “si meritava di peggio”), gli inglesi e i tedeschi: basta leggere i commenti agli articoli nelle versioni on-line delle principali testate per capire che non solo un certo qualcuno non gode di nessuna stima oltre Chiasso o Ventimiglia (e questo era noto dai tempi di Cleopatra), ma che una sua eventuale eliminazione violenta non sarebbe affatto cosa sgradita all’opinione pubblica europea.

  4. IO sono CONTRO la violenza, da parte di chiunque, a chiunque rivolta.Se volete saperlo, l’inettitudine della sinistra mi suscita animosità pari a quellle che mi suscita Berlusconi.Ma non desideri di violenza. Ivan P.,prego, i link degli articoli stranier che “giustificherebbero” il gesto.

  5. Bisogna capire se un’opinione giustificazionista diffusa di un atto violento contro un Presidente del Consiglio sia, in sè, sufficiente a sdoganare l’atto violento.

    Io posso solo ricordare che Berlusconi ieri ha sdoganato il teorico dell’uso della violenza in politica, il neofascista Storace. E quindi il cazzotto che gli è piovuto in faccia pareva un contrappasso dantesco.

  6. Bernardo

    Vorrei far notare come l’aggressione di uno psicolabile sia stat subito USATA da questa falsa destra di infami come un’arma contro la Sinistra.
    Quando una squadraccia criminale che si spacciava per una banda denominata BERLUSCONI FOR EVER, fece irruzione in casa Mascia picchiandolo e violentandolo con un manico di scopa, nessuno a sinistra disse che l’aveva mandato Berlusconi.

    Questa differenza di civiltà distingue un popolo da una plebe: e il piduista colluso e contuso sono anni che lavora per ridurre il popolo italiano a plebe.

  7. Ivan P. @ raimbowman

    http://www.lemonde.fr/europe/article/2009/12/13/berlusconi-frappe-au-visage-a-l-issue-d-un-meeting_1280091_3214.html
    http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6955110.ece
    http://www.sueddeutsche.de/,tt4m1/politik/206/497510/text/

    Rainbowman, non parlavo di “articoli giustificazionisti” ma di commenti dei lettori agli articoli di cronaca. Per farti capire la stima di cui gode il nostro premier all’estero cito il commento di Jeeves delle ore 11.14 all’articolo della sueddeutsche.de: “Womöglich ist diese “Sprache” die einzige, die Berlusconi genau versteht.” traduzione: “Probabilmente questa è l’unica “lingua” che Berlusconi capisce alla perfezione.” anche i commenti (réactions) dei francesi all’articolo del Monde non sono da meno.

  8. Antonio

    Insomma, mille parole per dire la stessa cosa di Di Pietro: Berlusconi istiga alla violenza (per cui se l’e’ cercata). Almeno il prode Tonino ha il dono della semplicita’.

  9. Antonio, le cose sono più complesse da come vorresti, mi dispiace. Berlusconi non se l’è cercata in senso stretto, ma ha creato un clima di tensione entro il quale ci si stupisce che un singolo non gli abbia già sparato in faccia, considerando la storia dell’Italia dal 1860 a oggi. Oppure vuoi dire che le opinioni pubbliche occidentali che scrivono lettere e commenti ai giornali di mezzo pianeta sono tutte “dipietriste”? O “comuniste”? Cerca di ragionare in modo autonomo, per una volta, e metti giù la bandiera.

  10. Rohn

    Geniale. Da uno che si crea la propria pagina di wikipedia è geniale tale articolo. Uno che ha studiato (si fa per dire) il maccartismo e non ne ha capito i meccanismi al contrario, obnubilato dal fumo (fatti meno canne). Le migliaia di commenti favorevoli all’aggressione sono pari alle migliaia di voti ricevuti da bertinotti. Nulla. In francia, con sarkozy devono solo stare zitti. Poi c’è il solito che usa la teoria del complotto. La sig. bindi (più bella che intelligente. Approposito, la bindi che è pro aggressioni e che appoggi che atteggiamento ha nei confronti dei matrimoni froci?) faccia i suoi commenti. Poi la sinistra analizzi perchè ha solo poche migliaia di voti. Quelli pro aggressione. teneteveli. E restateci in canada, se non vi va bene la democrazia. (i voti alle elezioni, se volete la repubblica decratica popolare koreana è un altro discorso).

  11. Rohn, una serie di falsità nel suo commento.

    Partiamo dal fatto che io non fumo nemmeno tabacco. Che gli “anelli di fumo” sono una forma di comunicazione molto antica, risalente all’età del fuoco, ripresa più di recente dagli indiani d’America. Che la pagina di Wikipedia io l’ho solo corretta e integrata e non l’ho fatta da me, così come non ho fatto quella in lingua danese, lingua che non parlo, e che non ho fatto quella in lingua inglese o spagnola, lingue che invece parlo. Che l’autorità che può avere lei nel dare patenti di conoscenza del maccartismo o diplomi di laurea è inferiore a quella che hanno i rettori e le università della Sapienza, dell’Università di Bologna e della University of Toronto, o gli editori che hanno ritenuto di pubblicare i miei studi. Dei suoi studi pubblicati dove posso trovare?

    Che la Sinistra in Italia non ha “poche migliaia di voti”, ma “alcuni milioni di voti”. Che il suo commento sulla Bindi (sia il “la sig. Bindi”: sta parlando della vice presidente della Camera; che l’insulto maschilista-estetico) la qualifica per ciò che lei è, e per ciò che il Presidente del Consiglio è (faccio solo notare che lui, alla fine, per quel genere di miseria intellettuale lì ha dovuto chiedere scusa e spedire un mazzo di rose: lei quando?). E finiamo col dire che se lei, Rohn, può vivere e anche commentare qui dentro è proprio perché qualcuno, quando lei non era nato, è morto per ridare la democrazia a questo Paese alcuni anni fa. Uccidendo – magari anche a sassate – coloro che invece la democrazia l’avevano calpestata e si esprimevano esattamente con lo stesso stile e la stessa carica aggressiva del suo commento qui sopra.

  12. Per tutti: molto bello il post di Malvino, del quale vi ricopio la prima parte:

    “Maurizio Lupi lamenta che “attorno all’aggressione del Presidente del Consiglio cominciano ad esserci troppi distinguo, troppi se e troppi ma”, e avverte che “cercare di giustificare un gesto di violenza contro chi rappresenta il nostro Paese è un errore che non possiamo permetterci”. Si tratta di affermazioni che meritano un commento.

    Innanzitutto, c’è da dire che è proprio Maurizio Lupi a fare un distinguo di troppo: nessun gesto di violenza dovrebbe essere giustificabile contro chicchessia, rappresenti o meno il nostro Paese.
    E tuttavia, tenendoci ben lontani dal giustificarlo, anzi, dopo averlo doverosamente esecrato, un gesto di violenza potrà essere fatto oggetto di riflessione nel tentativo di spiegarlo o ci è fatto obbligo di assumerlo come fatto inspiegabile? Io penso che non sarebbe giusto, perché quando rinunciamo a cercare una spiegazione, ci vengono inevitabilmente fornite spiegazioni precostruite, quasi sempre parziali, non di rado strumentali, che di fatto non spiegano niente e che, anzi, sembrano avere il solo fine di distorcere i fatti.
    Per esempio, è stato detto che l’aggressione a Silvio Berlusconi debba essere considerato attentato terroristico: spiegazione che deve essere presa per buona senza neanche soppesarla? Solitamente i terroristi vanno in giro armati di souvenir, crocifissi e bombolette spray al peperoncino? Può definirsi terrorista un povero psicolabile come il Tartaglia? Sono da considerare suoi fiancheggiatori, i fatui cazzari che su Facebook lo vogliono “santo subito”, sennò si accontentano di sposarlo?”

  13. Carissimo,io non amo la violenza e la condanno , ma mi rendo conto che alle provocazioni verbali del nostro capo del Governo non c’è mai stato un limite che ha fatto superare la soglia a chi, come l’aggressore, vive senza filtri.
    Provocazioni verbali sue e dei suoi alleati che hanno alimentato questo clima di intolleranza tra tutti e per tutto e questo in paese civile è una cosa terribile.
    Ma ho visto lo sguardo del cavaliere e dentro ci ho visto tante cose…chissà che possa riflettere, al di là delle polemiche politiche sterili e inutili di queste ore.
    Ho visto un uomo ferito, preoccupato,ho visto un pessimo servizio di sicurezza, ho temuto il linciaggio, ho avuto paura per la democrazia, che sfocia in violenza, che non è un linguaggio ma solo prevaricazione.
    Mi auguro che dopo questa cosa il clima socio-politico si rassereni, anche se , non so , ma ho la sensazione che le cose possano peggiorare…
    Bellissimo comunque il commento che hai pubblicato, oltrte alla tua analisi sempre acura e spietatamente vera
    Un abbraccio affettuoso sempre.

  14. len/y

    Bello il tuo post. Lo condivido in pieno…
    (Condivisibile anche la risposta al tipo qui sopra che si firma Rohn…)

  15. Lorenzo

    Oggi Berlusconi ha detto che “l’amore vince su tutto”.
    Chissà cosa ne pensavano gli sgherri che hanno sodomizzato Gianfranco Mascia con una scopa, alcuni anni, per intimidire la sua campagna di boicottaggio a Berlusconi (che effettivamente dopo quella brutale aggressione, tiepidamente o affatto condannata a destra, si interruppe).
    Forse se Tartaglia l’avesse sodomizzato con una scopa, Berlusconi non avrebbe avuto niente da ridire.
    Fatto sta che questo “attentatino”, organizzato o meno dalle forze oscure di cui il premier è un pupazzo, offre loro il destro per promuovere leggi speciali, proprio come al tempo di Mussolini. AdF, se fossi in te scapperei in Canada finché sei in tempo.

  16. rohn

    Qualche precisazione.
    Wikipedia conserva gli indirizzi IP .La pagina è stata creata da un coglione con IP 142.151.157.86 che corrisponde all’università di toronto ……………. Indoviniamo chi l’ha scritta? Uno studente di italianistica? Un Ta con l’ego di un pavone? Come direbbe la dandini, la seconda che hai detto. La pagina in inglese è stata eliminata come pure quella in spagnolo. Il danese è ostico e persiste. Magari si può proporre per l’eliminazione immediata quella italiota per mancanza di importanza. Lei continui pure a studiare il maccartismo e faccia il TA a toronto. Sull’ignoranza
    delle università estere non ho bisogno delle sue segnalazioni (lei che cosa sa di Guinizzelli, visto che insegna italiano??? Un banale TA che ha fatto la tesi sul sopracitato signore la farebbe sfigurare.)Del resto lei insegna a toronto….. ci credo che il coprpo accademico faccia pena, si crea le proprie pagine wikipedia. narcisismo si chiama.

    PS Non le spedisco rose. Mi limito a spulciare wikipedia interdum.
    PPS
    Se lei vive, insegna italiano (complimenti, in italia, manco il bidello potrebbe fare), è perchè lei vota gente come la sig. bindi ma vive la beata vita del destroso. Un poco narcisista.

  17. Guardi Rohn che al mio computer corrisponde un profilo Wikipedia, non un indirizzo anonimo di IP. L’università di Toronto ha migliaia di computer e probabilmente è stata creata da qualche mio studente o da qualche mio lettore. Capisco che a lei l’idea che io abbia una pagina Wikipedia crea fastidi gastrici, ma quella pagina è stata già proposta per una cancellatura, e poi diversi utenti l’hanno difesa. Wikipedia ha deciso di mantenerla perché che a lei dispiaccia o meno, sono un insegnante universitario (un Course Instructor, se vogliamo essere precisi, non un Teaching Assistant) che ha pubblicato cinque libri e un racconto in un’antologia Mondadori. Non è cosa comune a tutti i Course Instructor. In ogni caso, io ho un sito internet personale: http://www.sciltiangastaldi.com e questo blog che conta quasi 1 milione di click, considerando anche la sua prima versione sul Cannocchiale.

    La pagina Wikipedia è un simpatico riconoscimento virtuale, ma se dovesse un domani essere cancellata non è che smetterei di vivere. E nemmeno di pubblicare. Lei, invece quali libri ha pubblicato? Come mai non lo vuole dire? E quali cattedre ha? Cosa fa? Perché rimanere nell’anonimato proprio dei troll più infantili? Si faccia conoscere, se vuole trovare altre risposte su questo blog. Altrimenti bye bye. Inoltre: io non ho mai votato per l’on. Bindi. Lei continua a diffondere falsità a tutto spiano. Almeno legga questo blog e i suoi post contro la Bindi, anziché di ascrivermi tra i suoi elettori, no?

    Ultima cosa: lei parla di numeri di IP ma poi commenta con lo stesso computer e lo stesso numero di IP ma usando diversi pseudo, e commenta solo per insultare me. Quindi da questo momento lei è considerato un povero troll, e qui non troverà più confronto. Saluti.

  18. In generale, per me rimarrà sempre un mistero il motivo per cui certi troll sconosciuti si rovinino il fegato così tanto invidiando altra gente che ha la sola colpa di essere riuscita in un campo o due rimboccandosi le maniche e andando ben lontano da casa. Pare quasi che l’andare a vivere oltreoceano sia un privilegio o il risultato d’una raccomandazione… mah.

    Se vi brucia lo stomaco che io insegni un corso sulla storia, la cultura, la letteratura italiana degli ultimi 150 anni, provate a far domanda pure voi per un Ph.D. in Nord America. Se vi prendono, almeno riuscite a combinare una cosa. Sempre meglio che cercare i blog di chi c’è riuscito e passare le serate a insultarli per invidia. Lo stesso per i libri: se non potete sopportare che io pubblichi saggi e narrativa, provate a scrivere qualcosa voi e a proporlo al mondo editoriale. Insomma: fate qualcosa, applicatevi, mostrate di saper mettere a frutto una passione, realizzatevi in qualche modo. Invidiare e insultare gli altri, per di più in modo anonimo e codardo, non vi fa crescere in statura sociale, anzi.

  19. Felice Napolitano

    Ha fatto piu’ onore all’Italia un pizzaiolo calabrese emigrato negli anni trenta in Nord America di un frocio come lei che sputtana l’Italia da una cattedra del cazzo in una universita’ del cazzo come quella di Toronto.
    Anche gli asini sanno che le universita’ in nord america, soprattutto quelle in discipline letterarie, fanno, letteralmente, cagare il culo.
    Lei e’ contento. Pero’ vuol tornare in Italia.
    Ma in Italia gli esterofili imbecilli non li vogliamo. resti dov’e’. E non ci rompa la minchia.

  20. Troll Felice, ma dove ha letto che voglio tornare in Italia? L’Università di Toronto la trova tra le prime 25 più prestigiose del pianeta Terra. Nel campo letterario le università anglosassoni (da Oxford a Stanford, passando per la UofT) sono all’apice di tutte le classifiche mondiali. Solo un italiota ignorante che pensa di poter insegnare la civiltà al mondo può credere il contrario all’alba del 2010.

    Al di là di ciò, io le mie pubblicazioni maggiori le ho fatte in seguito a lauree non letterarie prese in Italia. Vale per lei quello che ho scritto in precedenza: cerchi di fare qualcosa lei nella sua vita, anziché di denigrare ciò che fanno gli altri. E, se consente, cerchi anche di scopare di più e di impiegare meno tempo a sputar fiele nei blog altrui, ne avrà beneficio.

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