No berlusconi Day del 5 dicembre: aderisco e ci sarò

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Chiunque abbia vissuto in Italia negli ultimi 15 anni, o chiunque se ne sia andato, può avere molti motivi per aderire alla manifestazione dell’opposizione contro berlusconi del 5 dicembre.

Questo articolo della London Review of Books ve ne dà alcuni altri:

First, Ahmadinejad is not the hero of the Islamist poor, but a corrupt Islamofascist populist, a kind of Iranian Berlusconi whose mixture of clownish posturing and ruthless power politics is causing unease even among the ayatollahs. […] If we don’t see this, if as a consequence of our cynical pragmatism, we have lost the capacity to recognise the promise of emancipation, we in the West will have entered a post-democratic era, ready for our own Ahmadinejads. Italians already know his name: Berlusconi. Others are waiting in line. […] Is there a link between Ahmadinejad and Berlusconi? Isn’t it preposterous even to compare Ahmadinejad with a democratically elected Western leader? Unfortunately, it isn’t: the two are part of the same global process. […] The change always takes place in accordance with a country’s values: Putin’s capitalism with ‘Russian values’ (the brutal display of power), Berlusconi’s capitalism with ‘Italian values’ (comical posturing). Both Putin and Berlusconi rule in democracies which are gradually being reduced to an empty shell, and, in spite of the rapidly worsening economic situation, they both enjoy popular support (more than two-thirds of the electorate). No wonder they are personal friends: each of them has a habit of ‘spontaneous’ outbursts (which, in Putin’s case, are prepared in advance in conformity with the Russian ‘national character’). […] Berlusconi is a significant figure, and Italy an experimental laboratory where our future is being worked out. If our political choice is between permissive-liberal technocratism and fundamentalist populism, Berlusconi’s great achievement has been to reconcile the two, to embody both at the same time. It is arguably this combination which makes him unbeatable, at least in the near future: the remains of the Italian ‘left’ are now resigned to him as their fate. This is perhaps the saddest aspect of his reign: his democracy is a democracy of those who win by default, who rule through cynical demoralisation. Berlusconi acts more and more shamelessly: not only ignoring or neutralising legal investigations into his private business interests, but behaving in such a way as to undermine his dignity as head of state. The dignity of classical politics stems from its elevation above the play of particular interests in civil society: politics is ‘alienated’ from civil society, it presents itself as the ideal sphere of the citoyen in contrast to the conflict of selfish interests that characterise the bourgeois. Berlusconi has effectively abolished this alienation: in today’s Italy, state power is directly exerted by the bourgeois, who openly exploits it as a means to protect his own economic interest, and who parades his personal life as if he were taking part in a reality TV show. […] The wager behind Berlusconi’s vulgarities is that the people will identify with him as embodying the mythic image of the average Italian: I am one of you, a little bit corrupt, in trouble with the law, in trouble with my wife because I’m attracted to other women. Even his grandiose enactment of the role of the noble politician, il cavaliere, is more like an operatic poor man’s dream of greatness. Yet we shouldn’t be fooled: behind the clownish mask there is a state power that functions with ruthless efficiency. Perhaps by laughing at Berlusconi we are already playing his game. A technocratic economic administration combined with a clownish façade does not suffice, however: something more is needed. That something is fear, and here Berlusconi’s two-headed dragon enters: immigrants and ‘communists’ (Berlusconi’s generic name for anyone who attacks him, including the Economist). […] Berlusconi is our own Kung Fu Panda. As the Marx Brothers might have put it, ‘this man may look like a corrupt idiot and act like a corrupt idiot, but don’t let that deceive you – he is a corrupt idiot.’

L’articolo mi è stato segnalato da un amico statunitense, per altro. Per tutti questi motivi qui su, e per molti altri, trovo assolutamente incomprensibile che Bersani e parte del PD (non tutto: i mariniani ci saranno) abbiano potuto perdere ANCHE questo treno e non prendano parte alla protesta di piazza.

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13 pensieri su “No berlusconi Day del 5 dicembre: aderisco e ci sarò

  1. Io ci sarò. Per quanto riguarda il PD si può dire che è disconnesso dalla realtà e, quindi, non riesce a vedere la novità che questa manifestazione porta nel paese. Poi loro sono i professionisti della politica che la sanno lunga, ma che hanno portato il paese a questo disastro.

  2. Che c’e` di incomprensibile nella condotta del PD? Non ti ricordi che qualche giorno fa berlusconi dava il suo appoggio a d’alema per trovargli una bella poltrona in Europa? E ora d’alema da` un po’ di appoggio a berlusconi.

  3. Gianpaolo

    il Partito Democratico? Mi fanno ridere: si sono convertiti alle ideologie super-liberiste alla Reagan, e lo hanno fatto proprio ora che tali idee hanno dimostrato di aver prodotto un disastro planetario.
    Poverini, vanno solo compatiti.

  4. Ottima mossa Bersani… E chi ben comincia…
    Che schifezza di inciucio deve esserci dietro la non partecipazione.. D’altra parte l’appoggio a Dalema del nano malefico mica era a gratise..

  5. Paragonare berlusconi ad Ahmadinejad è eccessivo.. Se avessimo avuto una sinistra degna di questo nome, Berlusconi non avrebbe mai vinto le elezioni. Costruire un partito in grado di battere Berlusconialle prossime politiche è più importante, a mio avviso, dell’ennesima manifestazione antiberlusconiana.
    O mi sbaglio? Comunque un partito coeso e radicato alla base, un leader popolare e rispettato, un programma concreto sono gli unici fattori con i quali si potrà battere berlusconi alle politiche. Il resto è una voce che grida nel deserto.

  6. Ci sarò e spero di incontrarti!
    Starai a Roma o in Canada davanti all’ambasciata?
    Non voglio aver rimpianti, ogni cosa che serva a denunciare il regime strisciante va sostenuta.

  7. Rainbow, un partito d’opposizione deve fare indovina cosa? OPPOSIZIONE. In Parlamento anzitutto (dove mi pare che i parlamentari del PD non amino essere presenti, soprattutto quando si rischia di far finire il governo in minoranza) e nelle piazze. Una manifestazione di popolo, di massa, grande, all’anno non mi pare chiedere la luna. Specie quando tale manifestazione parte auto-organizzata dalla rete e riesce a calamitare poi i partiti. Bersani ha sbagliato, e fanno due, dopo le dichiarazioni timide sul crocifisso e la non difesa, anzi direi l’attacco, contro i giudici della Corte europea per i diritti dell’Uomo.

    Il parallelo con Ahamdinejad non l’ho fatto io, lo fa la stampa internazionale. L’articolo del LRB spiega a lungo i motivi, leggiti la versione integrale se questa non ti convince.

  8. Io non posso esserci per ragioni di famiglia, ma sono lì tutta la giornata con chi ha TUTTE le ragioni per protestare contro una persona che spesso mi fa vergognare di essere italiana.
    E devo dire che anhe il PD mi fa vergognare di avere il cuore a sinistra…
    Un abbraccio affettuoso

  9. Lorenzo

    ma che c’entra il PD con la sinistra, Luce? Il PD è un partito piduista, cioè uno dei due partiti-fotocopia che si dovrebbero alternare senza mai cambiare nulla nel nostro sfortunato paese. E’ il nemico numero 1, al netto dei Mariniani che però sono troppo pochi per incidere veramente sul partito (anche se sono i migliori, sia per talenti che per competenze).

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