Job Applications

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Quando si arriva in prossimità della fine del proprio Ph.D. (il che significa verso la metà del penultimo anno, in genere il quarto) occorre cominciare a pensare quali domande di lavoro si faranno. Sì, perché ogni mese diverse università in Nord America ed Europa pubblicano delle offerte, che variano a seconda della facoltà, della materia e della specializzazione richiesta. Di solito, le offerte partono con un 12 mesi di anticipo sul momento di inizio del nuovo lavoro, per cui ecco che questo periodo della metà del IV anno diventa un momento opportuno per pensare al proprio futuro.

Il punto è che questo “pensare al proprio futuro” getta un po’ nel panico. Sì, perché si tratta di scegliere, in pratica, dove si potrebbe andare a vivere per il prossimo anno, e magari non solo per un anno, ma anche per due o tre o cinque. Ecco dunque che si va a scegliere: l’università prestigiosa, che però offre un lavoro svantaggioso in termini di contratto, oppure l’università un po’ scamuffa, che però ti fa diventare subito tenure track (professore di ruolo)? Al di là di queste considerazioni, entrano in campo fattori come: dove si trova l’Università (in una città, sperduta nel mezzo del nowhere land), come sono i collegamenti aerei col resto del mondo (c’è un volo diretto verso casa, o devi fare quattro scali?), quanti soldi vengono offerti, per quanti mesi (9, 10, 11, 12, 13?) all’anno, in quale Dipartimento, con quante ore di insegnamento, se c’è la pensione, la copertura sanitaria e così via.

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20 pensieri su “Job Applications

  1. Francesco

    Ciao Sciltian, da lettore del tuo blog (quasi mai commentatore) condivido i tuoi stessi dubbi: a fine anno finisco il mio Dottorato (progettazione di macchine elettriche) e non so cosa fare: per ora resterò in Dip. con un contrattino per continuare a seguire un progetto di ricerca che porto avanti col mio prof, ma poi?
    Un po’ vorrei espatriare e ritentare l’avventura estera (nonostante i 6 mesi a Sheffield siano stati un mezzo disastro, soprattutto dal punto di vista umano), ma legami sentimentali che non voglio sciogliere mi lasciano titubante, dovendo pensare a un’altra persona (speciale) e non solo a me.
    Il dilemma grosso, però, è un altro: sono sicuro di voler continuare a far ricerca, il problema è che non so dove: R&D di un’azienda? o Università??
    E’ questo il nodo gordiano che non riesco a sciogliere…

  2. riki

    Non sembra molto diverso dalle considerazioni che fanno un po´ tutti quando cambiano lavoro.
    Dove? Quanto? Per quanto tempo? Ma se non piace? Ma se faccio un errore ed e´ meglio l´altra?
    Io sto pensando di trasferirmi a Berlino nel 2011.
    Ma qui ho un buon lavoro, ben pagato e sono al centro dell´Europa. Berlino e´ fabulosa e dinamica ma povera, poche possibilita´ di lavoro e soprattutto sta quasi in Polonia.
    Credo quindi di capire in un certo senso i tuoi dilemmi.
    Ad ogni modo, in bocca al lupo

    riki

  3. beh, almeno in Nord America c’è un mercato degno di questo nome… e forse anche dei mestieri degni di questo nome… io sono a dieci mese dalla scadenza del post-doc e tutto è nebuloso…

  4. gabriele

    In bocca al lupo, Sciltian! Pero’ ricordati che nel mercato accademico di oggi non si puo’ essere tanto schifiltosi. C’e’ di buono comunque che queste scelte, in genere, non sono irreversibili e due o tre anni in un posto non ideale, secondo me, in una vita ci possono stare tranquillamente. Parlo per esperienza, ovviamente.
    All the best!

  5. daniele

    Wow! Immagino che ci sia la concreta possibilita’ che lascerai Toronto, e forse pure il Canada. Come ti prende questa possibilita’? Mi trovo in una situazione simile – ma dopo anni nella stessa area, un po’ mi spaventa l’idea di dovermi muovere a centinaia (migliaia) di chilometri di distanza. Ma forse e’ solo la canonic a paura di fronte ai grossi cambiamenti. Che ne pensi?
    Ciao!
    d

  6. Scazonte, la possibilità ci sarebbe, ma non è vista di buon occhio. In particolare, il Dipartimento dove faccio il dottorato ha già ricevuto due warning dal ministero dell’Educazione dell’Ontario perché hanno assunto troppe persone provenienti da questo stesso Ph.D. Quindi oggi come oggi è estremamente inopportuno provare quella strada lì. Non so nemmeno se me la augurerei, a dirla tutta.

  7. Daniele, lasciare il Canada un po’ mi dispiace: è un Paese accogliente e dolce. Lasciare Toronto mi dispiace, ma meno: è una città brutta, ma qui ormai ho degli amici e conosco i ritmi della città. Se riesco ad andare in Europa, sarò contento. In alternativa anche una città USA con volo diretto su Roma potrebbe andar bene, almeno per pochi anni. Vediamo. Cmqe è chiaro che l’idea del trasloco, dello spostamento e tutto, un po’ spaventa.

  8. Francesco, mah, forse puoi vedere se trovi un posto in Europa e poi puoi vedere se la persona importante è disposta a seguirti. Magari dove vai trova lavoro pure lei.

  9. riki

    Sciltian,
    nel tuo campo probabilmente non avresti bisogno di imparare il tedesco a livello avanzato.
    So di molti accademici, anche qui a Heidelberg, che non parlano tedesco ma insegnano nelle piu´ svariate discipline. La conoscenza di lingue diverse e´ piuttosto apprezzata in Germania, dove la conoscenza dell´inglese e´ grosso modo simile a quella che c´e´ in Italia o in Francia.
    E il clima di Berlino e´ estremamente simile a quello di Toronto, anche dal punto di vista sociale 🙂

  10. Quanto ti capisco! Sono nella tua stessa posizione. Sono un po’ impanicato. Sto cercando un postdoc ma è difficile scegliere lo stato, la città (per ora il continente è Europa anche se è molto limitante), l’università, il laboratorio giusto. Se poi la città ha collegamenti con la città natia, che clima c’è durante l’inverno, il cibo ecc ecc. E’ un bel casino.

  11. Già se penso ai miei colleghi e amici che alla fine ricopieranno la tesi del dottorando dell’anno prima il quale aveva copiato quella del dottorando dell’anno prima e così fino all’inizio dei tempi… 😀

  12. Controlli in Italia? Non credo. Si ricicla di tutto e si falsificano dati alla grande.
    In UK se qualcuno sgarra è fuori ovviamente. Qui la cosa è seria e il plagio viene considerato molto seriamente.

  13. Filippo

    Eddai vai col gelido Québec! Oggi una collega raccontava dell’amica sua che quando viveva a Chigaco non lo sopportova il freddo. Minchia! E Montreal allora?

    Je me souviens
    Tu te souviens
    Il se souvient
    Nous Nous souvenons
    Vous vous souvenez
    Ils se souviennent

  14. Io so che Chicago è molto + fredda di Toronto, e che Montreal pure è molto + fredda di Toronto. Ma non so quale sia + fredda tra Chicago e Montreal. Qualcuno lo sa?

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