E’ morto il PD, viva la (S)PD

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dalema

Dopo il "ni" alla Svolta della Bolognina, la segreteria dei DS scippata a Veltroni, la Bicamerale con resuscitazione politica di Berlusconi, la mancata legge sul conflitto d'interessi, la mancata legge sulle unioni civili, i fondi pubblici alla scuola privata, D'Alema ne inanella un'altra delle sue.

Ora, lo so che a furia di “l’avevo detto io” suonerò autoreferenziale (tra l’altro approfitto per dire di aver sbagliato la previsione su Udinese-Roma, che per me era 1-1 ed è finita 2-1 a pochi minuti dalla fine, e di aver dato a Marino e i suoi almeno il 2% in più, mentre a Bersani il 2% in meno: quindi la sfera di cristallo proprio preso preso non ci ha, stavolta) però quando il PD fu fondato, due anni or sono, io me ne tirai fuori dicendo: l’idea di fondere insieme ex comunisti, cattolici-democratici e fondamentalisti cattolici dell’Opus Dei è sbagliata e fallirà.

A distanza di due anni, con la nuova segreteria Bersani e a dispetto delle ultime parole famose di Massimo D’Alema (che continua a dimostrare di capire di politica e di cosa sta accadendo quanto io parlo il tedesco: solo il 21 ottobre 2009 aveva detto a Otto e mezzo:

“Non ci sarà alcuna scissione se vincerà Bersani: le scissioni sono cose che si preparano nel tempo, se non si vuole andar via da soli; son cose che si vengono a sapere. Se ci fosse nell’aria una scissione, lo si sarebbe saputo dentro al partito, diciamo.”

Infatti, s’è visto. Con la scissione di Rutelli se ne van via soprattutto Cacciari, Lanzillotta, Giuliano da Empoli, Dellai. Buona parte della Margherita e non solo: bisogna infatti capire quanto l’assessore alla Cultura di Firenze, G. da Empoli, è vicino al sindaco di Firenze. Lo capiremo nel tempo.

In ogni caso, con questa scissione, c’è la possibilità che il PD invece cresca. Dandosi una fisionomia socialdemocratica e pescando nel non-voto di Sinistra. E poi, con un po’ di sagacia, Bersani potrebbe mirare al rientro di SL, per lo meno nella componente ex-Ds (Sinistra democratica), i cui leader dovrebbero essere più interessati a poter influenzare i loro ex compagni verso un socialismo democratico in stile Zapatero, più che in stile Blair.

Sì, per ora sembra che la razzista Paola Binetti sia rimasta nel PD. Ma è questione di poco. Non credo verrà ricandidata in nessuna circostanza. O almeno lo spero. In ogni caso, a distanza di due anni, s’è dimostrato che avevo ragione: il progetto originario del PD era sbagliato e fallimentare. E infatti, è fallito.

21 pensieri su “E’ morto il PD, viva la (S)PD

  1. Ma guarda, non per fare il figo ma se è per quello l’avevo detto anche io che il PD come melting pot era una cazzata (e infatti molte persone che subito credevano fosse la cosa migliore mi hanno poi dato ragione).
    Io personalmente spero che adesso, con l’uscita di un bel pezzo di Margherita (e si spera a breve anche della Binetti e altri teodem tipo Carra), Bersani non pensi che sia una buona idea guardare all’UDC come all’alleato naturale.
    Io cercherei di catalizzare la Sinistra e riprendermi qualche voto di quelli che sono passati dalla sinistra estrema alla Lega – per la maggior parte operai del nord, che sarebbero poi il naturale elettorato di un partito socialista.
    Lo farei per un semplice motivo: il PD è stata la prova che il centro e la sinistra insieme non riescono a stare.
    Ma mentre noi parliamo delle correnti interne alla Sinistra e a cosa dovrebbe o non dovrebbe fare Bersani, ricordiamoci che la destra sta insieme solamente grazie a Berlusconi. Ma lui non sarà per sempre sulla scena politica (vuoi che lo processino e lo arrestino davvero, vuoi che vada in pensione, vuoi che muoia – non glielo sto augurando, gli sto facendo presente che a una certa età può succedere naturalmente). Tra le cazzate che ha sparato Kossiga l’altra sera dalla Gruber ne ha detta una giusta: Berlusconi può essere rimpiazzato solo da un suo clone. E quando Berlusconi non ci sarà più chi sarà in grado di interpretare Napoleone? No perché mettili d’accordo Fini e Bossi.

  2. Ciao Sciltian:

    misto fritto di idee e pensieri

    Sono il primo a trovare disdicevole la presenza della Binetti del PD. Ma visto che giá mi son pronunciato nel merito (e su questo stesso blog), non insisto. Sicuramente in futuro la Binetti non verrá piu´ricandidata nelle schiere del PD. Verrá isolata. Tollerata silenziosamente. E poi a fina legislatura o lascerá il PD e tornerá agli affari suoi, oppure será lei ada andarsene e passerá ad un altro partito.

    Sta di fatto che per me nel 2009, l’SPD non è un modello per la sinistra europea. Lo dico nella misura in cui, i socialdemocratici tedeschi, li vedo portatori di idee di vecchio stampo. E’ un problema che tocca tutti i vecchi partiti socialdemocratici europei. Compreso il francese, in piena fase di mutazione (poche mesi fa hanno varato il principio delle primarie aperte pure li). I quadri, i dirigenti di partito hanno difficoltá ad adattarsi al mondo che cambia.

    I risultati alle europee lo dimostrano da soli. In Francia, i Verdi sono diventati quasi il secondo partito. Nelle principali cittá (Parigi, Lione, ecc.) superavano i socialisti. Si, d’accordo è un usccesso che va insertio in un determinato contesto. Per me Indica come le vecchie ricette socialiste, oltre ad aver perso appeal, non si dattano al mondo che cambia.

    L’idea del PD, cosi come quella di creare un gruppo ADSE al parlamento europeo, vanno per me nella giusta direzione. Certo individui come Rutelli-Binetti and co. si commentano da soli….

    Quanto a Zapatero, e te lo dice uno che vive nella penisola iberica, a parte l’entusiamo del primo mandato (dopo la partenza di Aznar era inevitabile). Vedo che il suo apporto al socialismo ed al pensiero di sinistra europeo è davvero limitato. Si d’accordo i matrimoni omo, l’aborto a 16 anni, la gestione della Tv pubblica (che cmq sono cose che manco te le sogni in Italia). Pero’ sopratutto in campo europeo vedo la mancanza di un progetto. Stanno li fanno il loro lavoro, ma non c’è una visione di europa forte e solidale. MA forse neanche gli interessa (sigh!). Vedremo durante la presidenza dell’UE.

    Insomma il rompere gli schemi del partito socialdemocratico europeo di vecchi stampo non è per forza un difetto.

  3. Hai ragione Anelli, con questo congresso il PD è morto. O meglio è morto il PD del superamento delle culture politiche del ‘900 e di un nuovo riformismo, di un progetto istituzionale e politico basato sul bipolarismo e su un rapporto più diretto tra elettori ed eletti attraverso un sistema maggioritario.
    Ora ci troviamo un PD che torna al progetto della Cosa2 di D’Alema (grande elettore di Bersani o, se vogliamo, vero protagonista dello wcontro congressuale). E’ utile ricordare che la Cosa2 prevedeva proprio la confluenza (nei DS) delle culture politiche del riformismo novecentesco e l’operazione fallì perchè i socialisti (a parte i labouristi di Valdo Spini) rifiutarono di confluire in un contenitore ad egomonia di ex comunisti. Oggi ci riprovano, mettendo davanti il faccione forse più tranquillizante dell’emiliano Bersani e (ri)facendo il verso all’Ulivo (anche lui morto da tempo). Non so cone amdrà a finire, ma dovremmo dirci cosa, questa strategia, può portare al paese. Prima di tutto un ritorno ad un sistema politico simile a quello della prima repubblica, ad una separazione delle culture politiche che ritroverà una convergenza solo sulle mediazioni programmattiche. Questo è il punto che mi preme sottolineare. Il paese troverà beneficio da una politica che porta a soluzione i grandi problemi sulla base (solo) del compromesso tra le forze politiche? Sulla base di sintesi che, per ben che vadano, devono prevedere rinuncie da parte dei vari attori? In altre parole, nel campo di diritti saranno proprio le persone a misurare sulla loro pelle le “rinuncie” che consentono un accordo. I DICO, per esempio, saranno possibili mentre i PACS alla francese o all’inglese no. Altro esempio la riforma degli amortizzatori sociali non potrà dare soddisfazione del bisogno di una tutela alla persona e non al posto di lavoro, perchè le rinuncie necessarie alla sintesi imperdiranno la “riforma” a beneficio di accordi che tengono insieme un po’ tutto e tutti.
    Questi sono solo due esempi sufficenti, però, a delineare qual’è la strada aperta da questo congresso. A mio modo di vedere un pieno ritotno al passato. Ad un partito che giocherà al tavolo politico in piena separazione dalla società (torniamo ad essere il partito degli iscritti. Quante volte l’ha detrto Bersani). Zapatero? Blair? Non vedo nulla di questo. Vedo una operazione di restaurazione in un paese in declino e che nemmeno nella sinistra trova più il coraggio di scelte forti.
    Facciamo gli auguri a questo paese, ne ha un gran bisogno.

  4. Io poi non ho mai capito tutta questa importanza del partito unico. Io non ne ho mai sentito il bisogno, né ho mai sentito una persona vera (= non politico) esprimere questo desiderio. Pensavano che in questo modo si sarebbe ridotta la litigiosità? Forse un po’ sì, ma in cambio abbiamo ottenuto un partito amorfo… bel guadagno.

    Inoltre un punto cardine del PD e dei filo-PD è quello di identificare nella sinistra la colpevole di tutti i fallimenti del centro-sinistra… cosa che se poteva essere vera nel primo governo Prodi (lo è, una delle colpe più gravi di Bertinotti & co.), di certo non lo è stata nell’ultima legislatura, dove si è arrivati ad applaudire Mastella che leggeva alla camera le sue tirate contro i magistrati.

    Ora per avere speranza di tornare al governo bisogna fare alleanze con l’UDC (= Cuffaro)? Addirittura c’è chi mette in mezzo anche l’idea Lega?! E perché non Forza Nuova?

  5. Ieri sera avevo pensato che fossi un mago ma speravo che il risultato cambiasse a favore della Roma…
    Non sei stato profetico e hai portato pure jella.
    Spero che il futuro del PD sia più fedele alle tue previsioni!
    Per la pizza l’invito è valido, per fortuna ho giocato pochi euro.

  6. Eh Lib, ma io te l’ho detto che al di fuori della politica la sfera non funge. L’1-1 è rimasto tale per un sacco di tempo, poi vi siete fatti espellere un giocatore e siete caduti nel finale… un peccato. Cmqe te l’avevo detto di non giocare soldi 🙂 Ci vedremo in dicembre, anyway!

  7. Scazonte, ma infatti finchè il PD offrirà all’elettorato alleanze innaturali, le elezioni le vince sempre l’avversario. L’unica cosa che può capitare affinché il PD vinca è il disastro economico, verso il quale – va detto – siamo benissimo avviati grazie all’inerzia economica di questo governo.

  8. Filippo, lo so che oggi va di moda dire che la socialdemocrazia è in crisi, ma io ci andrei piano. Siamo in una crisi molto dura e l’uscita di questa crisi è solo una: maggiore intervento dello Stato in economia, maggiore welfare e aumento della spesa pubblica. SOno politiche socialdemocratiche, poi non importa chi le fa: perfino Obama può farle. Nel momento in cui anche i liberali si mettono a fare le politiche di sinistra, sarà un rovesciamento del ritornello che abbiamo sentito fino a oggi sul predominio del mercato. E parte dell’elettorato ne prenderà atto e si dirà: se devi fare politiche socialdemocratiche, tanto vale che voto i socialdemocratici: meglio l’originale alla copia. Quindi, se Bersani farà ciò che suggerisce Scarletmilk (e anche io) secondo me gli dirà bene. Oggi il PD ha il 26%. Senza Rutelli e con un profilo socialdemocratico, con l’unione di SL, potrebbe superare il 30%. Non sarà forse sufficiente per vincere, nemmno con un 8-10% di IDV, ma almeno sarà un partito coeso e forte e sicuro di sè.

  9. Guarda, alla fine l’avevamo detto tutti 🙂 Almeno, c’era chi l’aveva detto pure allora e se la sta godendo… E poi, oltre a quel che dici, c’è gente che si sta riavvicinando e ci sono Weltroni che stanno definitivamente sparendo! Vediamo, vediamo…

  10. Lorenzo

    Non vedo l’ora che i miei ex compagni DS tornino a chiederci di rientrare nel partito, a noi che siamo usciti con Mussi, ora che i democristiani li abbandoneranno.
    In pratica, torneremo ad essere sempre noi: Comunisti (would-be socialdemocratici) e democristiani divisi in due partiti, com’è giusto che sia. A questo punto, da questa sinistra del 20% si può ripartire alla conquista del paese, puntando sui giovani e non sulle gerontocrazie che affliggono il paese.

  11. Ciao Sciltian proseguo con i miei fritti misti:

    io non metto in discussione la socialdemocrazia. Non penso che sia un modello da abandonare.

    Invece penso che i partiti socialdemocratici di vecchio stampo siano un po’ persi. Pretendono risolvere i problemi ripetendo meccanicamente le soluzioni del passato. I socialisti francesi, i socialdemocratici tedeschi ed in fondo pure quelli spagnoli. E’ normale i grandi cambi mica arrivano da se. Le strutture (quali sono i partiti) sono conservatrici. E questo il problema.

    Le elezioni europee hanno reso palese questo fatto.
    Il caso francese è il piu’ chiaro (quasi superati a sinistra da un’altra forza)

    A questo aggiungi che ultimamente i socialisti europeis battono un po’ la fiacca sull’europeismo.

    Un po’ è cosi perché manca una personalitá. Gente capace di prendere decisioni coraggiose. Non mi riferisco a Blair. Ma ad gente del calibro di Mitterand. Uno che fu capace di prendere soluzioni osteggiate da quasi tutti: abolizione pena di morte, e credo pure di qualche pena residua riguardo l’omosessualitá; nazionalizzare le imprese; spingere la germania ad accettare il principio di un unione monetaria. Non volgio fare le lezioni di storia, ma oggigiorno, nelle nostre classi dirigenti, europee, manca questo coraggio. Tutti a trascinare i piedi.

    – Ritengo che offrire soluzioni che escono dalle meccaniche ripetitive dei partiti socialdemocratici di “vecchio stampo”, non sia un male. Certo non si creano fondando due partiti dall’oggi all’indomani. E’ un processo lungo.

    La socialdemocrazia di domani non sará cone quella di oggi, ne comme quella di ieri. Si tratta di capire questo.

    PS.: Non è un caso se non faccio mai il nome di Blair.

  12. Pippo

    Ciao seguo da un pò il tuo blog e volevo dire la mia. La questione secondo me è poco rassicurante, da una parte non posso non gioire che vada via Rutelli e i cattolici più oltranzisti e l’idea di un partito socialdemocratico è buona, ma non ritentare di fare l’ulivo. Allearsi con forze troppo diverse crea un amalgama pieno di compromessi incapace di fare le vere riforme. Per me è meglio allearsi con forze simili (sinistra e libertà, idv, verdi) e lasciar perdere strampalate alleanze con l’udc o con i comunisti vecchio stampo che ormai sono fuori dal mondo d’oggi.

  13. Non so… concordo con Pippo e lancio una provocazione: se il PD invece di morire oggi con l’uscita di Rutelli nascesse oggi grazie a quell’uscita?
    L’alleanza tra socialisti, socialdemocratici e fondamentalisti cristiani non poteva che essere fallimentare ma l’idea alla base che vedeva confluire la sinistra della DC con la sinistra riformista moderata non era male e magari da oggi sarà possibile.
    In fondo Rutelli et similia hanno “levato” più voti di quanti non ne abbiano portati ma altri “catto-comunisti” hanno fatto la loro parte e voti ne hanno portati, e hanno portato anche idee e intenti.
    Anelli sa che tutto sono fuorché piddino ma l’idea di una grande forza socialdemocratica moderna (concordo con Filippo) è la mia “casa naturale” 😉

  14. Andrea, sono io il primo a non escludere che la partenza di Rutelli possa aggiungere voti, anziché levarne. Staremo a vedere, dipende soprattutto da come si muove Bersani e da cosa fa, come politiche, parole e alleanze.

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